CCNL GIORNALI QUOTIDIANI – Novità dal Fondo di previdenza complementare

Il Fondo di previdenza complementare “Fiorenzo Casella” per i dipendenti da Agenzie di stampa comunica l’aumento del contributo di solidarietà dal 70% all’88%, disposto con accordo sindacale del 18/6/2019

Con verbale di accordo sottoscritto il giorno 18/6/2019, tra la Federazione Italiana Editori Giornali – FIEG, l’Associazione Stampatori Italiana Giornali – ASIG e la SLC-CGIL, la FISTEL-CISL e la UIL Comunicazione, è stato disposto l’aumento del contributo di solidarietà a carico della quota di pensione a ripartizione maturata entro il 31/12/1994.
Premesso che l’accordo del 18/6/2019, è stato recepito dal Consiglio di Amministrazione del Fondo Pensione Fiorenzo Casella il 27 giugno 2019, è stato convenuto:
1) di introdurre a far data dall’1/7/2019, sulle pensioni dirette, indirette, reversibili, nonché sugli assegni di invalidità temporanea, già liquidati o di futura liquidazione, un contributo di solidarietà nella misura dell’88%, computato sull’importo complessivo dei trattamenti erogati integralmente con il sistema a ripartizione, ovvero sull’importo della quota a ripartizione di quelli erogati con il sistema misto di cui all’alt. 22, comma 2, lettera a) del Regolamento del Fondo;
2) di ridurre, con la stessa decorrenza dell’1/7/2019, l’aliquota del contributo di solidarietà di cui sopra al fine di assicurare che, tenuto conto dell’aspettativa di vita, l’aderente percepisca una complessiva prestazione pensionistica non inferiore ai contributi versati nel corso della vita lavorativa;
3) di monitorare la congruità e la attualità del contributo di solidarietà così stabilito, anche al fine di adottare eventuali rimodulazioni di entità dello stesso, se del caso riducendo la misura del contributo, ove lo consentano le condizioni patrimoniali del Fondo.

Reddito di cittadinanza e percorso formativo a distanza

Relativamente al reddito di cittadinanza, sul portale Cliclavoro è disponibile la “Formazione di base sul Patto per l’inclusione sociale”, un percorso formativo a distanza, completamente gratuito, indirizzata agli operatori di Comuni, consorzi, aziende speciali, Ambiti territoriali, nonché ai responsabili della programmazione sociale e dell’organizzazione dei servizi.

In particolare, con tale percorso formativo il Ministero del lavoro ha l’obiettivo di fornire indicazioni teoriche e pratiche sull’utilizzo dei nuovi strumenti operativi per la definizione dei Patti per l’inclusione sociale, favorendo così un’attuazione omogenea, su tutto il territorio nazionale, degli interventi di contrasto alla povertà previsti dal Reddito di Cittadinanza.
Il piano di studi prevede 7 moduli sviluppati in modalità interattiva: 1. Introduzione al Reddito di Cittadinanza; 2. Analisi preliminare; 3. Quadro di analisi; 4. Patto per l’inclusione sociale; 5. Patto per l’inclusione sociale semplificato; 6. Presa in carico specialistica; 7. Attivazione di servizi e interventi.
Attraverso giochi, quiz ed esempi di casi di studio tratti da esperienze reali, l’utente potrà confrontarsi con situazioni analoghe a quelle che fronteggia nella vita di tutti i giorni, allenando le proprie capacità di gestire le criticità.
Attualmente sono online i moduli 1, 2, 3 e 4.
I restanti moduli saranno disponibili nei prossimi mesi. Per seguire la formazione online occorre registrarsi al portale Cliclavoro e seguire le istruzioni.

Procedura diniego conguagli 730 di dipendenti cessati

In caso di ricezione di un modello 730-4 di un contribuente con il quale è cessato il rapporto di lavoro, il sostituto d’imposta deve comunicare all’Agenzia delle Entrate il diniego ad effettuare il conguaglio sulle retribuzioni entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione del flusso telematico. Dal 9 luglio 2019 l’Agenzia delle Entrate ha attivato le funzionalità per il diniego riguardante i modelli 730-4/2019.

FLUSSO TELEMATICO DEI MODELLI 730-4

Il flusso telematico relativo al modello 730 può essere così sintetizzato:
– i Centri di assistenza fiscale (CAF) e i professionisti abilitati, prestano assistenza fiscale ai lavoratori dipendenti e ai pensionati per la presentazione della dichiarazione dei redditi con il modello 730;
– nell’ambito delle attività di assistenza fiscale i CAF/professionisti e i sostituti d’imposta trasmettono all’Agenzia delle Entrate in via telematica, unitamente alle dichiarazioni dei redditi presentate dai contribuenti direttamente, il risultato finale delle dichiarazioni stesse (modello 730-4);
– l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei sostituti d’imposta, esclusivamente in via telematica, i dati relativi alle dichiarazioni presentate via web (direttamente dai dipendenti) e quelli comunicati dai sostituti stessi, dai CAF e dai professionisti abilitati a prestare assistenza fiscale;
– i sostituti d’imposta, a seguito della ricezione dei risultati contabili da parte dell’Agenzia delle Entrate, effettuano i conguagli sulle retribuzioni.
Per le operazioni di conguaglio, il sostituto d’imposta ha l’obbligo di ricevere i risultati dei modelli 730-4 dei propri dipendenti tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate. A tal fine è necessario comunicare all’Agenzia delle Entrate la sede telematica (propria o di un intermediario) dove ricevere i predetti risultati contabili (cd. “flusso telematico dei modelli 730-4”).
L’Agenzia delle Entrate mette a disposizione i risultati contabili delle dichiarazioni 730 nella sede telematica del sostituto d’imposta a partire dalla prima decade di luglio.

MODELLI 730-4 ESCLUSI DAL CONGUAGLIO

Qualora tra i flussi telematici siano presenti modelli 730-4 riferiti a contribuenti per i quali non è tenuto ad effettuare il conguaglio, il sostituto d’imposta deve provvedere alla restituzione degli stessi.
Il diniego di effettuare il conguaglio è possibile esclusivamente nei casi in cui il rapporto di lavoro con il contribuente:
– non è mai esistito;
– è cessato prima della data stabilita per l’avvio della presentazione del modello 730 (tenuto conto che la Certificazione Unica (CU) deve essere consegnata dal sostituto d’imposta al percipiente entro il 31 marzo, si considera il 1° aprile 2019 quale data di avvio della presentazione del modello 730).
Nelle ipotesi particolari di cessazione del rapporto di lavoro ovvero di aspettativa con assenza di retribuzione o analoga posizione successivamente al 1° aprile 2019, ma prima dell’effettuazione o del completamento delle operazioni di conguaglio, si procede con le seguenti modalità:
– se il risultato è a debito, il sostituto d’imposta non effettua i conguagli e comunica tempestivamente agli interessati gli importi risultanti dalla dichiarazione, che gli stessi devono versare direttamente. Resta ferma la possibilità per i contribuenti che si trovano nella posizione di momentanea assenza di retribuzione di richiedere la trattenuta della somma a debito, con l’applicazione dell’interesse dello 0,40% mensile, se il sostituto deve loro erogare emolumenti entro l’anno d’imposta;
– se il risultato è a credito, il sostituto d’imposta è tenuto ad operare i rimborsi spettanti ai dipendenti cessati o privi di retribuzione, mediante una corrispondente riduzione delle ritenute relative ai compensi corrisposti agli altri dipendenti con le modalità e nei tempi ordinariamente previsti.

DINIEGO CONGUAGLIO 730 INVIATO DA CAF/PROFESSIONISTA

La comunicazione di diniego di tali modelli 730-4 deve essere fatta tramite i servizi telematici dell’Agenzia delle Entrate entro 5 giorni lavorativi dalla ricezione dei risultati contabili per il successivo inoltro al soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale. Le funzionalità che consentono l’invio del diniego sono disponibili dal 9 luglio 2019 fino alla seconda decade di dicembre. In particolare, la comunicazione deve essere trasmessa:
– tramite apposita procedura, nell’area autenticata dei canali telematici Entratel o Fisconline, alla sezione “Comunicazioni-Modelli 730-4”;
– in alternativa, inviando il file elaborato sulla base delle specifiche tecniche pubblicate sul portale dell’Agenzia delle Entrate alla pagina “Home/Schede/Comunicazioni/Ricezione dei 730-4/Specifiche tecniche”, previo controllo della correttezza formale dei dati utilizzando l’apposito software distribuito dall’Agenzia delle Entrate.

A partire dalla metà del mese di luglio e successivamente con cadenza settimanale, l’Agenzia delle Entrate trasmette al soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale i dati dei contribuenti per i quali ha ricevuto il diniego del sostituto d’imposta di effettuare il conguaglio.
Il soggetto che ha prestato l’assistenza fiscale, a sua volta, deve comunicare al contribuente il diniego del sostituto d’imposta al fine di consentire di effettuare le necessarie verifiche e la presentazione della dichiarazione integrativa (modificando i dati del sostituto d’imposta ovvero indicando l’assenza del sostituto con gli effetti di una dichiarazione “senza sostituto”).
L’invio di un diniego non può essere annullato né rettificato. In caso di invio di un diniego effettuato per errore, dunque, il contribuente è obbligato a presentare una dichiarazione integrativa indicando i dati dello stesso sostituto d’imposta.

DINIEGO CONGUAGLIO 730 INVIATO DAL CONTRIBUENTE

Qualora il diniego riguardi una dichiarazione presentata direttamente dal contribuente, il sostituto d’imposta deve comunicare in via telematica all’Agenzia delle Entrate, tramite apposita funzionalità disponibile sul sito dei servizi telematici Entratel o Fisconline, il codice fiscale del soggetto per il quale non è tenuto ad effettuare il conguaglio. Di conseguenza l’Agenzia delle Entrate provvede a darne comunicazione al contribuente telematicamente con un avviso nell’area autenticata nonché mediante la trasmissione di un messaggio di posta elettronica all’indirizzo e-mail necessariamente indicato dal contribuente stesso in fase di presentazione diretta della dichiarazione.
Poiché la dichiarazione risulta regolarmente presentata, se emerge un debito il contribuente dovrà soltanto effettuare i pagamenti con il modello F24.
Se il risultato è a credito il contribuente può, alternativamente:
– presentare un modello 730 integrativo, indicando il codice 2 nella relativa casella “730 integrativo” presente nel frontespizio, utilizzando le funzionalità disponibili nell’area autenticata con la possibilità di modificare esclusivamente i dati del sostituto d’imposta ovvero di indicare l’assenza del sostituto con gli effetti di una dichiarazione “senza sostituto”;
– rivolgersi ad un Caf o ad un professionista abilitato per la presentazione della dichiarazione integrativa.
Nel caso di presentazione della dichiarazione direttamente o tramite Caf/professionista con modalità “senza sostituto” l’eventuale secondo o unico acconto dovuto dovrà essere versato mediante modello F24 entro il 30 novembre.

CdS difensivi conclusi entro il 31 dicembre 2018, le indicazioni Inps per il recupero dello sgravio

Con messaggio n. 2732 del 17 luglio 2019, l’Inps fornisce le indicazioni operative per il recupero dello sgravio contributivo in favore delle imprese che hanno stipulato contratti di solidarietà difensivi, destinatarie dei decreti direttoriali di autorizzazione, con periodi di solidarietà conclusi entro il 31 dicembre 2018.

Come noto, in favore delle imprese che stipulino contratti di solidarietà “difensivi” accompagnati da Cigs (art. 1, D.L. n. 726/1984 e art. 21, co. 1, lett. c), D.Lgs. n. 148/2015) è prevista una riduzione nella misura del 35% della contribuzione a carico del datore di lavoro, con riferimento ai lavoratori interessati da una riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20% (art. 6, co. 4, D.L. n. 510/1996; artt. 1 e 2, D.M. n. 2 del 27 settembre 2017). Il beneficio è riconosciuto su istanza dell’impresa, con decreto del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per un periodo massimo di 24 mesi nel quinquennio mobile. L’istanza deve recare l’importo della riduzione contributiva richiesta e il codice pratica relativo alla domanda di integrazione salariale per contratto di solidarietà presentata attraverso la procedura telematica “Cigs on line”. Unitamente all’istanza, l’impresa produce l’elenco nominativo dei lavoratori, contenente per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione oraria applicata che sia superiore al 20%. L’istanza, firmata digitalmente e prodotta in bollo, è inoltrata esclusivamente a mezzo PEC, alla Direzione generale degli ammortizzatori sociali e incentivi all’occupazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, secondo la modulistica e con le modalità operative indicate nell’apposita sezione del sito internet “www.lavoro.gov.it”. Le istanze sono istruite in base all’ordine cronologico di presentazione.
In caso di accoglimento, ai fini della concreta fruizione del beneficio, il datore di lavoro è tenuto ad attivarsi nei confronti della Sede territoriale Inps, la quale, accertata sulla base della documentazione prodotta dall’azienda (decreto direttoriale di ammissione al beneficio) la sussistenza dei presupposti per il riconoscimento della riduzione contributiva, provvede ad attribuire alla posizione aziendale il codice di autorizzazione “1W”, recante il significato di “Azienda che ha stipulato contratti di solidarietà accompagnati da CIGS, ammessa alla fruizione delle riduzioni contributive ex DL 510/1996 e ss.mm.ii. ai sensi del D.I. 27 settembre 2017, n. 2”.
Le imprese interessate, dal canto loro, per esporre nel flusso Uniemens le quote di sgravio spettanti per il periodo autorizzato, valorizzano all’interno di <DenunciaAziendale>, <AltrePartiteACredito>, i seguenti elementi:
– nell’elemento<CausaleACredito>, il codice causale già in uso “L942”, avente il significato di “Arretrato conguaglio sgravio contributivo per i CdS stipulati ai sensi dell’articolo 1 del DL 30 ottobre 1984, n. 726 (L. n. 863/1984), nonché dell’articolo 21, comma 1, lett. c), del D.Lgs n. 148/2015, anno 2017”;
– nell’elemento <ImportoACredito>, il relativo importo.
Le predette operazioni di conguaglio vanno effettuate entro il 16 ottobre 2019 (terzo mese successivo a quello di pubblicazione del messaggio).

Esonero dal canone Rai per chi non convive con altri soggetti diversi dal coniuge

Colui che intende godere dell’esonero dal pagamento del canone RAI non deve convivere con altri soggetti, diversi dal coniuge, che siano titolari di un reddito proprio. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 15 luglio 2019, n. 242).

Il pagamento del canone di abbonamento alle radioaudizioni viene imposto al detentore di uno o più apparecchi atti od adattabili alla ricezione delle radioaudizioni. Il canone di abbonamento è, in ogni caso, dovuto una sola volta in relazione agli apparecchi detenuti, nei luoghi adibiti a propria residenza o dimora, dallo stesso soggetto e dai soggetti appartenenti alla stessa famiglia anagrafica.
A decorrere dall’anno 2008, per i soggetti di età pari o superiore a settantacinque anni e con un reddito proprio e del coniuge non superiore complessivamente a euro 516,46 per tredici mensilità, senza conviventi, è abolito il pagamento del canone di abbonamento alle radioaudizioni esclusivamente per l’apparecchio televisivo ubicato nel luogo di residenza. Per l’abuso è irrogata una sanzione amministrativa, in aggiunta al canone dovuto e agli interessi di mora, d’importo compreso tra euro 500 ed euro 2.000 per ciascuna annualità evasa.
Per l’anno 2018, è stata ampliata da euro 6.713,98 a euro 8.000,00 la soglia reddituale prevista per beneficiare dell’esenzione dal pagamento del canone TV.
Per fruire dell’agevolazione, l’interessato deve presentare una dichiarazione sostitutiva con cui attesta la sussistenza delle condizioni e dei requisiti che danno diritto all’esenzione.
I requisiti per accedere al beneficio sono i seguenti:
a) aver compiuto 75 anni di età entro il termine per il pagamento del canone di abbonamento RAI (attualmente il 31 gennaio ed il 31 luglio di ciascun anno);
b) non convivere con altri soggetti, diversi dal coniuge, o dal soggetto unito civilmente, titolari di un reddito proprio;
c) possedere un reddito annuo che, unitamente a quello del proprio coniuge – o del soggetto unito civilmente – non sia complessivamente superiore a euro 6.713,98 ( (per le richieste di esenzione relative agli anni fino al 2017) oppure a euro 8.000,00 (per le richieste di esenzione relative all’anno 2018).
In particolare, la disposizione secondo la quale il beneficiario “non deve convivere con altri soggetti diversi dal coniuge”, va interpretata nel senso che “colui che intende godere dell’esonero dal pagamento del canone RAI non deve convivere con altri soggetti, diversi dal coniuge, che siano titolari di un reddito proprio”.
Nel caso esaminato dal Fisco, la contribuente che intende beneficiare dell’esenzione convive con la persona addetta alla sua assistenza, la quale percepisce una retribuzione, ed è pertanto, titolare di un reddito proprio. Detta circostanza determina, pertanto, l’impossibilità, da parte della Sig.ra istante, di rendere la dichiarazione sostitutiva ai fini dell’esenzione, posto che è convivente con un altro soggetto, diverso dal coniuge, o dal soggetto unito civilmente, titolare di un reddito autonomo.