Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare

Firmata, dalle maggiori Associazioni datoriali, la “Carta per la sostenibilità e la competitività delle imprese nell’economia circolare”.

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La carta per l’economia circolare è un primo impegno condiviso per lo sviluppo e la competitività delle imprese italiane, con il cui documento le Associazioni datoriali diventano capofila di un progetto Paese.
Lo scopo dell’accordo è quello di favorire un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso, per affrontare le nuove sfide ambientali e cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo.
Il documento individua 10 linee di intervento e punti programmatici che affrontano aspetti di carattere normativo, economico e tecnologico, dall’abbattimento delle barriere burocratiche, alla necessità di favorire investimenti in ricerca e innovazione, fino ad arrivare ad una capacità impiantistica virtuosa.
Le imprese sono pronte ad affrontare le nuove sfide ambientali e a cogliere le opportunità offerte dalla digitalizzazione dei processi produttivi e di consumo, secondo un modello di economia circolare, consapevoli che ciò richiederà un cambio di approccio da parte di tutti gli stakeholders e il coinvolgimento del sistema economico nel suo complesso.
E’ per questo motivo che le organizzazioni imprenditoriali hanno ritenuto opportuno convergere su alcune linee di intervento e punti programmatici su cui intraprendere un confronto fattivo con i diversi interlocutori istituzionali, che si sviluppi attraverso un percorso di impegni concreti.

Certificazione Unica 2019 online

La Certificazione Unica ( CU) 2019 relativa ai redditi percepiti nel 2018 è disponibile per chi ha INPS come sostituto di imposta.

Il modello di Certificazione Unica è il documento con cui l’INPS certifica ai soggetti titolari delle prestazioni pensionistiche, previdenziali, assistenziali e a sostegno del reddito gli emolumenti corrisposti nell’anno d’imposta di riferimento.
La Certificazione Unica può essere richiesta da tutti i cittadini che hanno percepito dall’INPS redditi di lavoro dipendente e assimilati, redditi di pensione, redditi di lavoro autonomo, redditi di provvigioni e redditi di altra natura. La Certificazione Unica è disponibile entro il 31 marzo di ogni anno per i redditi dell’anno precedente.
Per i redditi percepiti nel 2018, l’Inps comunica che la Certificazione Unica ( CU) 2019 è disponibile per chi ha l’Istituto come sostituto di imposta.
Per ottenere il modello CU, necessario per la presentazione della dichiarazione dei redditi, occorre accedere con le proprie credenziali (SPID o codice fiscale e PIN o CNS) al servizio online dedicato. Il servizio consente di visualizzare, scaricare e stampare il modello della CU 2019. I pensionati possono utilizzare anche il servizio Cedolino della pensione. Le certificazioni relative agli anni precedenti possono essere consultate e scaricate, invece, tramite il servizio Fascicolo Previdenziale del cittadino.
È possibile ottenere la Certificazione Unica anche tramite posta elettronica certificata (PEC) con la richiesta che va trasmessa all’indirizzo richiestacertificazioneunica@postacert.inps.gov.it completa di copia del documento di identità del richiedente. La Certificazione Unica sarà inviata alla casella PEC utilizzata per la richiesta.

Prestazioni di massofisioterapia: solo fattura elettronica extra SDI o analogica

Con la Risposta a Interpello n. 78 del 19 marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate ha precisato che per le prestazioni di massofisioterapia effettuate da massaggiatori/massofisioterapisti iscritti all’Ordine delle professioni sanitarie tecniche della riabilitazione e prevenzione si applica il divieto di fatturazione elettronica tramite SdI, come per la generalità delle prestazioni mediche in favore di persone fisiche.

QUESITO
Un massaggiatore/massofisioterapista titolare di un ambulatorio fisioterapico – autorizzato all’esercizio di attività sanitaria in varie discipline mediche (fisiatria, ortopedia e traumatologia, pneumologia, scienza dell’alimentazione, radiologia ecografo e agopuntura) – ha posto un quesito in merito all’obbligo di fatturazione elettronica per:
– le prestazioni di massofisioterapia;
– le prestazioni svolte da medici chirurghi (ad esempio, ecografo) e fatturate allo studio.

DISCIPLINA DI RIFERIMENTO
Fatta salva l’opposizione espressa dai pazienti, i dati delle prestazioni a carattere sanitario sono trasmessi in via telematica al Sistema Tessera Sanitaria, che li mette a disposizione dell’Agenzia delle Entrate per la predisposizione della dichiarazione dei redditi precompilata.
Sul fronte della fatturazione, dal 1° gennaio 2019 è in vigore l’obbligo di documentare le cessioni di beni e le prestazioni di servizi utilizzando la fattura elettronica tramite il Sistema di Interscambio (SdI), fatti salvi gli esoneri specificamente previsti.
Per il solo periodo d’imposta 2019, tuttavia, è stabilito il divieto di documentare tramite fatturazione elettronica le operazioni effettuate da quanti sono tenuti all’invio dei dati al Sistema Tessera Sanitaria, nonché dai soggetti che non sono tenuti all’invio dei dati al Sistema tessera sanitaria, con riferimento alle fatture relative alle prestazioni sanitarie effettuate nei confronti delle persone fisiche.

CHIARIMENTI DEL FISCO
L’Agenzia delle Entrate ha precisato che le prestazioni sanitarie effettuate nei confronti di persone fisiche non devono mai essere fatturare elettronicamente via SdI. Ciò a prescindere, sia dal soggetto (persona fisica, società, ecc.) che le eroga, sia dall’invio, o meno, dei relativi dati al Sistema Tessera Sanitaria.
Differente è invece l’ipotesi in cui la studio medico (professionista persona fisica, società, ecc.) nell’erogare la prestazione si avvalga di medici terzi, che fatturano il servizio reso allo studio/centro medico e non direttamente al paziente/utente. In tal caso il medico (terzo) deve documentare la prestazione fornita mediante fattura elettronica via SDI, salvo eventuali esoneri dall’obbligo di fatturazione che lo riguardino in prima persona.
È appena il caso di precisare che, nelle ipotesi di divieto di fatturazione elettronica tramite SdI, o comunque di relativo esonero, resta comunque l’obbligo di documentare la prestazione effettuata. Tale adempimento può essere assolto tramite fattura elettronica extra SdI ovvero in formato analogico.

Indici sintetici di affidabilità fiscale: approvate le modifiche

Approvazione delle modifiche agli indici sintetici di affidabilità fiscale applicabili al periodo d’imposta 2018 con il decreto del MEF del 27 febbraio 2019.

 

Le risultanze dell’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, integrati con le modifiche approvate con il presente decreto, determinate anche a seguito della dichiarazione di ulteriori componenti positivi di reddito per migliorare il profilo di affidabilità, rilevano ai fini dell’accesso al regime premiale e delle attività di analisi del rischio di evasione fiscale.
Le modifiche si applicano nei confronti delle imprese che, per il periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2018, determinano il reddito secondo quanto previsto dall’art. 66, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e che nel periodo di imposta precedente hanno determinato il reddito secondo quanto previsto dall’art. 56 del medesimo testo unico delle imposte sui redditi, o viceversa.
La soglia minima e quella massima dell’indicatore di anomalia «Costo per litro di gasolio consumato durante il periodo d’imposta» dell’ISA AG68U sono determinate, per l’applicazione di tale indice al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018, rispettivamente, nella misura di 1,17 e 1,28. Per l’individuazione delle soglie di cui al periodo precedente si è tenuto conto dell’andamento medio del prezzo relativo al gasolio, con riferimento al 2018, risultante dal sito internet del Ministero dello sviluppo economico.
Le soglie massime dell’indicatore di anomalia «Costo del carburante per chilometro» dell’indice sintetico di affidabilità fiscale AG72U sono modificate con riferimento alla relativa applicazione al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018.
La soglia minima e quella massima dell’indicatore di anomalia «Costo del carburante al litro» dell’indice sintetico di affidabilità fiscale AG90U sono determinate, con riferimento all’applicazione del citato indice al periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2018, rispettivamente, nella misura di 0,54 e 0,66. Per l’individuazione delle soglie di cui al periodo precedente si è tenuto conto dell’andamento medio del prezzo relativo al gasolio al netto delle accise, con riferimento al 2018, risultante dal sito internet del Ministero dello sviluppo economico.
Il programma informatico, realizzato dall’Agenzia delle entrate, di ausilio all’applicazione degli indici sintetici di affidabilità fiscale, tiene conto delle modifiche agli stessi indici di cui al presente decreto.

Sanzioni in materia di lavoro, precisazioni sulla recidiva

Si forniscono precisazioni in merito all’applicazione della “recidiva” relativamente alle maggiorazioni delle sanzioni in materia di lavoro introdotte dalla legge di bilancio 2019.

Dal 1° gennaio 2019, le sanzioni per le violazioni materia di lavoro “nero”, orario di lavoro, distacco e somministrazione, sono aumentate del 20 per cento mentre quelle in materia di sicurezza, del 10 per cento. Tali maggiorazioni sono raddoppiate laddove, nei tre anni precedenti, il datore di lavoro sia stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.
Al riguardo, l’Ispettorato nazionale del lavoro ha precisato che, la norma individuato gli illeciti rilevanti ai fini della recidiva in quelli commessi dal “trasgressore” persona fisica che agisce per conto della persona giuridica, generalmente coincidente con il legale rappresentante dell’impresa o persona delegata all’esercizio di tali poteri. Ne consegue che, non si potrà configurare la recidiva laddove le sanzioni, pur riferibili indirettamente alla medesima persona giuridica, siano commesse da trasgressori diversi; allo stesso modo, non potrà tenersi conto di violazioni commesse dalla stessa persona fisica che abbia agito per conto di persone giuridiche diverse.
Quanto agli illeciti relativi al TU sulla sicurezza, la recidiva trova applicazione solo qualora la persona fisica che ha commesso l’illecito rivesta e abbia rivestito la qualifica di “datore di lavoro”.
Dunque, ai fini della recidiva rilevano gli illeciti divenuti definitivi, ossia ordinanza ingiunzione non impugnata o sentenza definitiva, nei 3 anni precedenti rispetto alla commissione del nuovo illecito. L’arco triennale di riferimento deve essere inteso sia quale periodo in cui l’illecito è stato commesso sia quale periodo in cui lo stesso è stato definitivamente accertato nei termini previsti. Ciò in quanto, in caso contrario, assumerebbero rilevanza condotte eccessivamente risalenti nel tempo, e ciò sia in contrasto con principi generali di ragionevolezza, di certezza del diritto e di rilevanza temporale delle condotte antigiuridiche, sia con la specifica ratio della norma in commento che mira a colpire in modo più grave la reiterazione di comportamenti antigiuridici realizzati in un determinato arco temporale.
Ai fini della verifica della sussistenza dei presupposti per l’applicazione della recidiva anche da parte degli organi di vigilanza, nelle more della informatizzazione dei processi di competenza dell’ufficio legale e del contenzioso delle ITL, è necessario addivenire a specifiche intese a livello locale, volte a definire modalità e tempistiche per il riscontro di eventuali richieste di verifica che, allo stato, non potrà che essere effettuata sulla base delle informazioni effettivamente disponibili presso i singoli Uffici interpellati.