Proroga dello stato di emergenza: lavoro agile e procedura semplificata

Il Decreto legge 30 luglio 2020, n. 83 prevede la proroga dello stato di emergenza epidemiologica da Covid-19. Pertanto le modalità di comunicazione del lavoro agile sono quelle previste dall’articolo 90, comma 3 del DL 19 maggio 2020, n. 34 convertito nella Legge n. 77 del 17 luglio 2020 utilizzando i modelli semplificati già in uso, resi disponibili dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali (Faq Ministero del lavoro 31 luglio 2020).

Il decreto legge n. 83/2020 proroga, dal 31 luglio al 15 ottobre 2020, le disposizioni di cui ai decreti legge nn. 19 e 33 del 2020 che consentono di adottare specifiche misure di contenimento dell’epidemia. Il decreto, inoltre, interviene per la proroga dei termini di talune specifiche misure, tra le quali quelle in tema di lavoro agile.
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica, quindi, i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agileanche in assenza degli accordi individuali, fermo restando il rispetto degli obblighi informativiprevisti dalla normativa vigente. Tale diritto è riconosciuto a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore e che la modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.
Per il medesimo periodo, il diritto in questione è riconosciuto anche ai lavoratori maggiormente esposti al rischio di contagio Covid-19 in ragione dell’età, o della condizione di immunodepressione, o dell’esito di patologie oncologiche, o dello svolgimento di terapie salvavita o comunque di una comorbilità accertata dal medico competente che possono caratterizzare una maggiore rischiosità. Anche in tale caso, il diritto opera a condizione che la modalità agile sia compatibile con le caratteristiche della prestazione (articolo 90, co. 1, DL n. 34/2020 convertito con modificazioni nella Legge n. 77/2020).
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVlD-19 (ai sensi dell’articolo 39, DL. 17 marzo 2020 n. 18 conv. con modif. in legge 24 aprile 2020, n. 27) i lavoratori dipendenti disabili nelle condizioni di cui all’articolo 3, co. 3, L. n. 104/1992 o che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità nelle condizioni di cui all’articolo 3 cit., hanno diritto a svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile, a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie con ridotta capacità lavorativa è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità agile.
La prestazione lavorativa in modalità agile può attuarsi anche attraverso l’uso di strumenti informatici nella disponibilità del dipendente, qualora non siano forniti dal datore di lavoro.
Oltre a quanto sopra, la proroga dello stato di emergenza al 15 ottobre 2020 – come accennato in apertura – comporta la possibilità di continuare ad effettuare lo smart working in modalità semplificata, anche in assenza di accordo individuale. Si continuerà dunque, come stabilito dall’articolo 90 del DL Rilancio a comunicare, in via telematica, al Ministero del lavoro i nominativi dei lavoratori e la data di cessazione della prestazione di lavoro in modalità agile, ricorrendo alla documentazione resa disponibile nel sito internet dello stesso Ministero.
Gli obblighi di informativa sono assolti in via telematica anche ricorrendo alla documentazione resa disponibile sul sito dell’Inail.

Firmato il protocollo sul lavoro agile nelle Telecomunicazioni

Firmato un Protocollo sui  Principi e Lince Guida per il nuovo lavoro agile nella Filiera delle Telecomunicazioni

Le Parti convengono sull’adozione dei Principi e delle Linee Guida in che restano fondamentali riferimenti per favorire l’implementazione, attraverso la contrattazione di secondo livello, di nuovi modelli di lavoro agile coerenti con le diverse specificità aziendali e sarà oggetto di rivisitazione in considerazione dei mutamenti normativi che interverranno in materia di lavoro agile, successivamente alla conclusione dello stato di emergenza sanitaria.
le Parti ritengono che le seguenti Linee Guida possano costituire il riferimento per la valorizzazione e lo sviluppo della Contrattazione di Secondo Livello per la definizione degli specifici accordi in materia.
La prestazione di lavoro in modalità lavoro agile potrà essere resa, anche in relazione alle misure di carattere emergenziale:
a) nel proprio domicilio ovvero in un luogo diverso dalla sede aziendale, purché coerente con la tipologia di attività svolta dai lavoratori e con la protezione dei dati trattati;
b) in parte in azienda e in parte all’esterno – nel proprio domicilio ovvero in un luogo diverso dalla sede aziendale indicato dal lavoratore- senza una postazione fissa, purché coerente con la tipologia di attività svolta dai lavoratori e con la protezione dei dati trattati;
c) attraverso strumenti messi a disposizione dall’azienda ovvero laddove, nel corso della fase emergenziale ciò non sia stato possibile, anche attraverso strumenti propri del lavoratore e comunque nell’ottica di una progressiva e completa implementazione della fornitura delle dotazioni informatiche da parte aziendale nella successiva fase di stabilizzazione.
Per il personale che svolge la prestazione di lavoro in modalità agile, saranno previsti percorsi di formazione specifica sulle nuove modalità di utilizzo degli strumenti tecnici di lavoro.
Nell’ottica di favorire misure di Flessibilità organizzativa e bilanciamento dei tempi di vita e di lavoro potranno essere previste modalità diverse rispetto a quelle ordinarie sia come collocazione della prestazione lavorativa nell’arco della giornata, sia come durata giornaliera della stessa, utilizzando gli strumenti e gli istituti previsti dal CCNL a tal fine. Inoltre sarà disciplinato l’esercizio del diritto alla c.d. disconnessione e potrà essere prevista la definizione della durata dell’orario di lavoro settimanale anche in misura inferiore a quanto previsto dal CCNL TLC, individuando le opportune compensazioni che assicurino l’invarianza del trattamento economico interessato.

Rinvio della decorrenza dell’incremento economico nei call center outbound

Sottoscritto un accordo, nel settore Telecomunicazioni,  per la disciplina delle collaborazioni nelle attività di vendita di beni e servizi e di recupero crediti realizzati attraverso cali center “outbound”

Ferma restando la necessità di salvaguardare la sostenibilità economica complessiva di tali attività, le parti concordano di rinviare la decorrenza della progressione economica prevista per il 1/8/2020 al 1/11/2020.
Eera stato, infatti, convenuto di rinviare la decorrenza della progressione economica prevista per il 1/4/2020 al 31/7/2020.
Inoltre,  il livello retributivo orario è il minimo tabellare del 2° livello di inquadramento del CCNL TLC tempo per tempo vigente, rapportato alle ore di effettiva prestazione (ivi incluse le sospensioni richieste dall’azienda funzionali allo svolgimento dell’attività di vendita, di recupero credito o di survey, le pause previste dalla legge, le attività preparatorie, il tempo di contatto, il tempo di chiamata e le attività di after call work).
Le parti hanno avviato il confronto per individuare in una specifica intesa, una definizione univoca in relazione sia all’ambito di applicazione e sia alle modalità di conteggio delle ore di effettiva prestazione. Ciò anche al fine di evitare fenomeni di dumping e garantire la sostenibilità economica per le aziende e i collaboratori. A tal riguardo le Parti definiranno entro il 31/10/2020 un modello di verifica delle ore di effettiva prestazione che specifichi le singole voci ritenute utili al conteggio e con riferimento ai tempi delle attività complementari ne identifichi criteri/valori in maniera predeterminata, prevedendo comunque la possibilità di definire a livello aziendale ulteriori calibrazioni entro i termini che saranno individuati a livello nazionale, in funzione della specificità delle singole attività/campagne ovvero di standard di contatto.

Politiche Attive del lavoro Poste Italiane

Siglata il 29/7/2020, tra Poste Italiane S.p.A. e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Com.ni, la FNC UGL Com.ni, l’intesa che ha definito da settembre 2020 le azioni di Politiche Attive del Lavoro

A partire dal mese di settembre 2020, l’Azienda avvierà le azioni di Politiche Attive previste per il corrente anno.
In considerazione dell’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Coronavirus, che ha determinato l’esigenza di intervenire prioritariamente sugli aspetti connessi alla salute e sicurezza sul lavoro e conseguentemente di differire la definizione degli interventi di PAL per il 2020, le Parti condividono che per l’anno in corso le azioni non potranno essere ripartite in due tranches semestrali, ma saranno realizzate nell’ambito di un’unica manovra, secondo l’ordine definito dall’accordo del 13/6/2018 e dalle successive intese in materia.
Fermo restando quanto sopra, con riferimento alle disponibilità in ambito MP e PCL e alla relativa ripartizione al 50% sulla mobilità nazionale e al 50% sulle conversioni da Part Time in Full Time (provinciali, regionali e nazionali), di cui verrà fornita preventiva informativa alle OO.SS., le Parti convengono che per le province in cui una delle due leve non risulti attivabile, le relative numeriche saranno rese sin da subito disponibili per l’altra leva, al fine di massimizzare i risultati e di ridurre le tempistiche di realizzazione.
Con riferimento ai lavoratori che, nell’ambito delle stabilizzazioni per attività di recapito, siano stati assunti a tempo parziale con articolazione della prestazione lavorativa dal 15 giugno al 15 settembre e dal 15 novembre al 15 febbraio, l’Azienda conferma che entro il 15/12/2020 sarà offerta a tutti i dipendenti che non convertano il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno la possibilità di modificare la propria articolazione part time, con collocazione della prestazione nel periodo aprile-settembre o ottobre- marzo, presso uno dei Centri presenti nella provincia o, laddove necessario e in via residuale, nella regione di assegnazione.
A tal fine, i lavoratori interessati saranno inseriti in graduatorie provinciali, ordinate secondo il criterio della maggiore anzianità aziendale e, in subordine, della maggiore anzianità anagrafica e, attraverso un apposito applicativo aziendale, potranno indicare i centri di proprio interesse, riportandoli in ordine di priorità. L’applicativo procederà quindi all’abbinamento tra il singolo lavoratore ed il CD, in funzione del posizionamento in graduatoria e delle preferenze espresse.
Relativamente alle 200 stabilizzazioni su attività di smistamento (pari a 100 FTE), Azienda e OO.SS. condividono che per le stesse saranno utilizzati i criteri definiti dagli accordi del 13/6/2018 e seguenti, fatta salva la priorità che, a parità di punteggio, verrà attribuita al personale che abbia maturato una maggiore anzianità nell’attività di smistamento, fermi restando gli ulteriori successivi criteri di ordinamento delle graduatorie provinciali.
Le Parti convengono inoltre sull’opportunità di consentire la partecipazione al processo di assunzione a tempo indeterminato per attività di produzione anche alle risorse, già convocate nell’ambito del percorso di stabilizzazione su attività di recapito, che non abbiano superato la prova motomezzo, purché risultino in possesso degli ulteriori requisiti previsti in fase assunzionale (anche relativi alla produzione della documentazione richiesta per l’iter selettivo), ivi inclusa la piena idoneità alla mansione specifica accertata dal Medico Competente nell’ambito della visita preassuntiva, ferma restando la preventiva/contestuale sottoscrizione del verbale di conciliazione in sede sindacale.
Resta ferma l’esclusione di tutti i lavoratori che, avendo manifestato la disponibilità per una provincia nell’ambito delle precedenti tranches di stabilizzazioni PAL per attività di recapito, abbiano esplicitamente o per fatti concludenti (ad esempio non presentandosi alla convocazione senza giustificato motivo) rifiutato la proposta di assunzione a tempo indeterminato effettuata dall’Azienda nell’ambito della medesima provincia, come tali considerati rinunciatari.
In merito ai processi di sportellizzazione che saranno realizzati nel presente anno, fermo restando quanto previsto dall’accordo del 14/1/2020, le Parti confermano che per i candidati per i quali l’Azienda abbia riscontrato problemi tecnici nello svolgimento da remoto dei test attitudinali, è stato previsto il reinvio del test medesimo.
Anche in relazione ai previsti interventi di progressivo efficientamento delle attività del settore Trasporti, le Parti condividono di attivare sin da subito il processo di mobilità volontaria territoriale e nazionale del personale addetto a tale mansione, in coerenza con le procedure in atto e con le esigenze organizzative.
Analogamente, si procederà tempestivamente all’attivazione della mobilità volontaria relativa al personale con ruolo di Specialista Consulente, per almeno 70 risorse.
Con riguardo alle altre figure professionali inserite nelle graduatorie di mobilità nazionale, sarà effettuato uno specifico incontro entro il mese di ottobre 2020.
Con riferimento alla funzione DTO ed in particolare in ambito Servizi al cliente, si conviene sulla opportunità di procedere, compatibilmente con le esigenze organizzative, alla trasformazione in full time del personale attualmente in regime di part time.
Le Parti, inoltre, convengono che nell’incontro di cui al capoverso che segue, verrà analizzata la situazione della struttura di Servizi Back Office, al fine di verificare la possibilità di operare conversioni a full time anche in tale ambito.

POSTE ITALIANE: Politiche Attive del Lavoro

Siglata il 29/7/2020, tra Poste Italiane S.p.A. e la SLC-CGIL, la SLP-CISL, la UILposte, la FAILP-CISAL, la CONFSAL Com.ni, la FNC UGL Com.ni, l’intesa che ha definito da settembre 2020 le azioni di Politiche Attive del Lavoro

A partire dal mese di settembre 2020, l’Azienda avvierà le azioni di Politiche Attive previste per il corrente anno.
In considerazione dell’emergenza sanitaria derivante dalla diffusione del Coronavirus, che ha determinato l’esigenza di intervenire prioritariamente sugli aspetti connessi alla salute e sicurezza sul lavoro e conseguentemente di differire la definizione degli interventi di PAL per il 2020, le Parti condividono che per l’anno in corso le azioni non potranno essere ripartite in due tranches semestrali, ma saranno realizzate nell’ambito di un’unica manovra, secondo l’ordine definito dall’accordo del 13/6/2018 e dalle successive intese in materia.
Fermo restando quanto sopra, con riferimento alle disponibilità in ambito MP e PCL e alla relativa ripartizione al 50% sulla mobilità nazionale e al 50% sulle conversioni da Part Time in Full Time (provinciali, regionali e nazionali), di cui verrà fornita preventiva informativa alle OO.SS., le Parti convengono che per le province in cui una delle due leve non risulti attivabile, le relative numeriche saranno rese sin da subito disponibili per l’altra leva, al fine di massimizzare i risultati e di ridurre le tempistiche di realizzazione.
Con riferimento ai lavoratori che, nell’ambito delle stabilizzazioni per attività di recapito, siano stati assunti a tempo parziale con articolazione della prestazione lavorativa dal 15 giugno al 15 settembre e dal 15 novembre al 15 febbraio, l’Azienda conferma che entro il 15/12/2020 sarà offerta a tutti i dipendenti che non convertano il proprio rapporto di lavoro a tempo pieno la possibilità di modificare la propria articolazione part time, con collocazione della prestazione nel periodo aprile-settembre o ottobre- marzo, presso uno dei Centri presenti nella provincia o, laddove necessario e in via residuale, nella regione di assegnazione.
A tal fine, i lavoratori interessati saranno inseriti in graduatorie provinciali, ordinate secondo il criterio della maggiore anzianità aziendale e, in subordine, della maggiore anzianità anagrafica e, attraverso un apposito applicativo aziendale, potranno indicare i centri di proprio interesse, riportandoli in ordine di priorità. L’applicativo procederà quindi all’abbinamento tra il singolo lavoratore ed il CD, in funzione del posizionamento in graduatoria e delle preferenze espresse.
Relativamente alle 200 stabilizzazioni su attività di smistamento (pari a 100 FTE), Azienda e OO.SS. condividono che per le stesse saranno utilizzati i criteri definiti dagli accordi del 13/6/2018 e seguenti, fatta salva la priorità che, a parità di punteggio, verrà attribuita al personale che abbia maturato una maggiore anzianità nell’attività di smistamento, fermi restando gli ulteriori successivi criteri di ordinamento delle graduatorie provinciali.
Le Parti convengono inoltre sull’opportunità di consentire la partecipazione al processo di assunzione a tempo indeterminato per attività di produzione anche alle risorse, già convocate nell’ambito del percorso di stabilizzazione su attività di recapito, che non abbiano superato la prova motomezzo, purché risultino in possesso degli ulteriori requisiti previsti in fase assunzionale (anche relativi alla produzione della documentazione richiesta per l’iter selettivo), ivi inclusa la piena idoneità alla mansione specifica accertata dal Medico Competente nell’ambito della visita preassuntiva, ferma restando la preventiva/contestuale sottoscrizione del verbale di conciliazione in sede sindacale.
Resta ferma l’esclusione di tutti i lavoratori che, avendo manifestato la disponibilità per una provincia nell’ambito delle precedenti tranches di stabilizzazioni PAL per attività di recapito, abbiano esplicitamente o per fatti concludenti (ad esempio non presentandosi alla convocazione senza giustificato motivo) rifiutato la proposta di assunzione a tempo indeterminato effettuata dall’Azienda nell’ambito della medesima provincia, come tali considerati rinunciatari.
In merito ai processi di sportellizzazione che saranno realizzati nel presente anno, fermo restando quanto previsto dall’accordo del 14/1/2020, le Parti confermano che per i candidati per i quali l’Azienda abbia riscontrato problemi tecnici nello svolgimento da remoto dei test attitudinali, è stato previsto il reinvio del test medesimo.
Anche in relazione ai previsti interventi di progressivo efficientamento delle attività del settore Trasporti, le Parti condividono di attivare sin da subito il processo di mobilità volontaria territoriale e nazionale del personale addetto a tale mansione, in coerenza con le procedure in atto e con le esigenze organizzative.
Analogamente, si procederà tempestivamente all’attivazione della mobilità volontaria relativa al personale con ruolo di Specialista Consulente, per almeno 70 risorse.
Con riguardo alle altre figure professionali inserite nelle graduatorie di mobilità nazionale, sarà effettuato uno specifico incontro entro il mese di ottobre 2020.
Con riferimento alla funzione DTO ed in particolare in ambito Servizi al cliente, si conviene sulla opportunità di procedere, compatibilmente con le esigenze organizzative, alla trasformazione in full time del personale attualmente in regime di part time.
Le Parti, inoltre, convengono che nell’incontro di cui al capoverso che segue, verrà analizzata la situazione della struttura di Servizi Back Office, al fine di verificare la possibilità di operare conversioni a full time anche in tale ambito.

Fondo di garanzia: nuova modalità di pagamento delle prestazioni

Per contenere l’emergenza epidemiologica da Covid-19, sono state introdotte rilevanti novità in materia di pagamento delle prestazioni a carico del Fondo di garanzia del TFR e dei crediti di lavoro relativi alle ultime tre mensilità e delle conseguenti modalità di surroga. In attesa dell’implementazione della nuova procedura di liquidazione delle prestazioni, l’INPS, con messaggio n. 3008/2020, fornisce indicazioni sulle nuove modalità di pagamento delle prestazioni e di surroga del Fondo di garanzia, e informa che vengono superate le previgenti modalità che prevedevano l’acquisizione preliminare da parte dell’Istituto della quietanza che il lavoratore rilasciava presso lo sportello bancario, ai fini della successiva disposizione in suo favore del bonifico o del pagamento in contanti, in ragione dell’ammontare delle prestazioni stesse.

L’articolo 97, DL n. 34/2020, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 77/2020 ha modificato l’art. 2, co. 7, della L. n. 297/1982, introducendo rilevanti novità in materia di pagamento delle prestazioni a carico del Fondo di garanzia – TFR e crediti di lavoro relativi alle ultime tre mensilità – e delle conseguenti modalità di surroga.
Il comma 1, lett. a), del citato articolo 97 stabilisce che i pagamenti sono eseguiti dal Fondo di garanzia “mediante accredito sul conto corrente del beneficiario”. La successiva lett. b) del medesimo comma 1 prevede che il Fondo di garanzia sia surrogato di diritto “previa esibizione della contabile di pagamento”. Vengono, quindi, superate le previgenti modalità di pagamento delle prestazioni e di surroga del Fondo di garanzia, che prevedevano la previa acquisizione da parte dell’Istituto della quietanza che il lavoratore rilasciava presso lo sportello bancario ai fini della successiva disposizione in suo favore del bonifico o del pagamento in contanti in ragione dell’ammontare delle prestazioni stesse.
L’accredito sul conto corrente intestato al medesimo beneficiario della prestazione, il cui IBAN è da indicare obbligatoriamente nella domanda, costituisce pertanto l’unica modalità di pagamento del Fondo.
Inoltre, ai fini dell’esercizio del diritto di surroga non è più richiesta l’acquisizione della citata quietanza firmata dal lavoratore, che è sostituita dalla contabile di pagamento del bonifico recante la specifica causale riferita al pagamento della prestazione da parte del Fondo di garanzia.

In attesa dell’implementazione della nuova procedura di liquidazione delle prestazioni in oggetto, le Strutture territorialmente competenti, dopo aver eseguito l’elaborazione definitiva delle domande istruite, devono far pervenire alla filiale della banca dell’Istituto ordinante l’elenco dei lavoratori, completo dei rispettivi codici fiscali, IBAN e importi, in parallelo al mandato di pagamento (Mod. I.P.6BIS) a copertura dell’ammontare della disposizione di pagamento.
I codici IBAN indicati in domanda sono soggetti a verifica di regolarità formale e di titolarità da parte dei servizi informatici dedicati.
A tal fine, nella intranet, sezione > “Processi” > “Prestazioni a sostegno del reddito” > “Fondo di garanzia – Fondo di tesoreria – TFR su CIGS” > “Consultazione stati passivi” > “Elenco IBAN”, per ogni giorno lavorativo verrà pubblicata la lista dei beneficiari delle prestazioni elaborate il giorno precedente, ordinata per codice sede. Dalla lista in questione gli operatori estraggono l’elenco dei beneficiari riferiti alle Strutture di rispettiva competenza da trasmettere alla banca che esegue i bonifici e da allegare al mandato di pagamento (Mod. I.P.6BIS). Sono state conseguentemente aggiornate le comunicazioni di accoglimento delle domande, da inviare ai beneficiari esclusivamente tramite il servizio Postel.
Terminate le operazioni di pagamento, la banca convenzionata restituisce, in sede di rendicontazione del mandato, copia del mandato di pagamento completo delle contabili dei singoli bonifici effettuati. Le contabili, unitamente ai relativi prospetti di liquidazione degli uffici amministrativi, devono essere trasmesse all’ufficio legale competente per l’esercizio dell’azione di surroga.