CCNL Telecomunicazioni – Call center: nota congiunta su bonus e cambio appalto

Firmata il 15/2/2021, tra ASSOTELECOMUNICAZIONI – ASSTEL e SLC-CGIL, FISTEL-CISL e UILCOM-UIL, una nota congiunta esplicativa sul bonus una tantum di cui all’accordo di rinnovo 12/11/2020 e il cambio appalto

Le Parti con la presente nota congiunta forniscono una indicazione univoca circa il rapporto tra l’erogazione del bonus una tantum previsto nell’allegato 1) dell’Accordo di rinnovo del 12/11/2020 e la disciplina in caso di successione di imprese in occasione dei cambi di appalto con il medesimo committente e per la medesima attività di Call Center.
A tal riguardo, e premesso che lo scioglimento della riserva dell’accordo di rinnovo è stata comunicata dalle OO.SS. in data 11/2/2021, le Parti hanno osservato quanto segue:

1) le imprese il cui esercizio sociale si chiude nel mese di dicembre erogheranno, con le competenze del mese dell’anno 2021 successivo a quello di scioglimento della riserva da parte delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente Accordo di rinnovo CCNL, un importo lordo pari a € 450, indifferenziato per livello di inquadramento ai lavoratori a tempo indeterminato con anzianità di servizio a tutti gli effetti riconosciuta, anche con riferimento all’Accordo 30/5/2016, superiore a dodici mesi in forza nel mese di erogazione. Per le imprese che svolgono attività di CRM/BPO l’importo viene erogato con le seguenti modalità:

– € 225 con le competenze del mese dell’anno 2021 successivo a quello di scioglimento della riserva;
– € 225 trascorsi dodici mesi dalla prima erogazione;

2) le imprese il cui esercizio sociale si chiude nel mese di marzo erogheranno, con le competenze del mese di aprile 2021, successivamente allo scioglimento della riserva da parte delle Organizzazioni Sindacali firmatarie del presente Accordo di rinnovo CCNL, un importo lordo pari a € 450 indifferenziato per livello di inquadramento lavoratori a tempo indeterminato con anzianità di servizio a tutti gli effetti riconosciuta, anche con riferimento all’Accordo 30/5/2016, superiore a dodici mesi in forza nel mese di erogazione. Per le imprese che svolgono attività di CRM/BPO l’importo viene erogato con le seguenti modalità:

– € 225 con le competenze del mese di aprile 2021;
– € 225 trascorsi dodici mesi dalla prima erogazione.

Detto importo:

– è riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale;
– è escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto ed è stato quantificato considerando in esso anche i riflessi sugli istituti di retribuzione diretta e indiretta, di origine legale o contrattuale ed è quindi, comprensivo degli stessi.

In ragione di quanto precede le imprese che svolgono attività di CRM/BPO provvederanno ad erogare il suddetto importo con le seguenti modalità:

– avranno titolo alla corresponsione del Bonus, da parte del datore di lavoro presso il quale sono in forza nel mese di erogazione della prima quota, i lavoratori che abbiano una anzianità di servizio a tutti gli effetti riconosciuta, anche con riferimento all’Accordo 30/5/2016, superiore a dodici mesi, intendendosi per tale il periodo minimo di applicazione del CCNL TLC ai rapporti di lavoro del personale interessato;

– Qualora entro l’arco temporale successivo all’erogazione della quota iniziale del Bonus e prima dell’erogazione della seconda quota intervenga un cambio di appalto, con applicazione della procedura prevista dal CCNL TLC con il conseguente passaggio del personale interessato al fornitore entrante, tale secondo importo sarà corrisposto dal datore di lavoro presso il quale i lavoratori erano in forza nel mese di erogazione della prima quota del Bonus. Anche in tale ipotesi la seconda quota sarà comunque erogata dal fornitore uscente entro le scadenze definite nell’Accordo del 12/11/2020 ovvero all’atto del passaggio del personale interessato presso il fornitore entrante. Tale modalità di corresponsione della seconda quota del Bonus sarà osservata anche nei casi di cessazione del rapporto di lavoro che dovessero intervenire entro il medesimo arco temporale di cui sopra.

Il D.M. sugli incentivi fiscali in regime de minimis all’investimento in start-up e PMI innovative

Pubblicato nella G.U. n. 38 del 15 febbraio 2021, il decreto 28 dicembre 2020 del Ministero dello Sviluppo Economico, recante modalità di attuazione degli incentivi fiscali in regime de minimis all’investimento in start-up innovative e in PMI innovative.

Il decreto in oggetto reca le disposizioni di attuazione delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 38, commi 7 e 8, del decreto-legge19 maggio 2020, n. 34.
Nello specifico, il comma 7 dell’art. 38 del decreto-legge n. 34/2020 integra il decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179 con l’art. 29-bis, prevedendo una detrazione dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche per i soggetti che investono direttamente o indirettamente nel capitale sociale di una o più start-up innovative.
Il comma 8 dell’art. 38 del decreto-legge n. 34/2020 integra l’art. 4 del decreto-legge 24 gennaio 2015, n. 3 con il comma 9-ter, prevedendo una detrazione dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche per i soggetti che investono direttamente o indirettamente nel capitale sociale di una o più PMI innovative.
Le suddette agevolazioni fiscali sono concesse ai sensi del regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione del 18 dicembre 2013, relativo all’applicazione degli articoli 107 e 108 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea agli aiuti «de minimis».
La detrazione dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche di cui al citato comma 7, dell’art. 38, del decreto-legge n. 34 del 2020, è alternativa a quella prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del 7 maggio 2019 relativo alle modalità di attuazione degli incentivi fiscali all’investimento in start-up innovative e in PMI innovative e non è cumulabile con detto incentivo per la medesima operazione finanziaria.
La detrazione dall’imposta lorda sul reddito delle persone fisiche prevista di cui al citato comma 8, dell’art. 38, del decreto-legge n. 34 del 2020, spetta prioritariamente a quella prevista dal decreto del Ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, del 7 maggio 2019 relativo alle modalità di attuazione degli incentivi fiscali all’investimento in start-up innovative e in PMI innovative. Sulla parte di investimento che eccede il limite ivi previsto, è fruibile esclusivamente la detrazione di cui all’art. 29 del decreto-legge 18 ottobre 2012, n. 179, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2012, n. 221, nei limiti del regolamento «de minimis».

Limitati gli ingressi provenienti dal Brasile e dall’Austria

Ulteriori misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 (MINISTERO DELLA SALUTE – Ordinanza 13 febbraio 2021)

 

Ai fini del contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2 sono vietati l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato in Brasile.
L’ingresso e il traffico aereo dal Brasile sono consentiti a condizione che i soggetti non manifestino sintomi da COVID-19 e che abbiano la residenza anagrafica in Italia da data anteriore alla presente ordinanza ovvero che rientrino o siano autorizzati dal Ministero della salute, per inderogabili motivi di necessità, all’ingresso in Italia. L’ingresso nel territorio nazionale e il traffico aereo dal Brasile sono consentiti secondo la seguente disciplina:
a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti, nelle settantadue ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento. In caso di ingresso nel territorio nazionale mediante volo proveniente dal Brasile, il tampone di cui alla presente lettera è effettuato al momento dell’arrivo in aeroporto;
c) obbligo di sottoporsi, a prescindere dall’esito del test di cui alla lettera b), alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora nei termini stabiliti, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio;
d) obbligo di effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei quattordici giorni di quarantena.
Quanto sopra indicato produce effetti dalla data di adozione dell’ordinanza in oggetto.

Le limitazioni valgono anche per i viaggiatori provenienti dall’Austria, ai fini del contenimento della diffusione del virus Sars-Cov-2, l’ingresso e il transito nel territorio nazionale alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o transitato per un tempo superiore a dodici ore in Austria sono consentiti secondo la seguente disciplina:
a) obbligo di presentazione al vettore all’atto dell’imbarco e a chiunque sia deputato ad effettuare i controlli, della certificazione di essersi sottoposti, nelle quarantotto ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, ad un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone e risultato negativo;
b) obbligo di sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuarsi per mezzo di tampone, al momento dell’arrivo in aeroporto, porto o luogo di confine, ove possibile, ovvero entro quarantotto ore dall’ingresso nel territorio nazionale presso l’azienda sanitaria locale di riferimento;
c) obbligo di sottoporsi, a prescindere dall’esito del test di cui alla lettera b), alla sorveglianza sanitaria e all’isolamento fiduciario per un periodo di quattordici giorni presso l’abitazione o la dimora nei termini stabiliti, previa comunicazione del proprio ingresso nel territorio nazionale al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria competente per territorio;
d) obbligo di effettuare un ulteriore test molecolare o antigenico al termine dei quattordici giorni di quarantena.
Tutto ciò si applica dal giorno successivo alla data di adozione della presente ordinanza fino al 5 marzo 2021.

L’ordinanza del Ministro della salute 23 novembre 2020 (Misure urgenti per la sperimentazione di voli COVID-tested) è rinnovata fino al 5 marzo 2021.

Definita la riduzione forfetaria per Campione d’Italia

Determinata la riduzione forfetaria del cambio da applicare ai redditi, diversi da quelli di impresa, delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia, nonché ai redditi di lavoro autonomo di professionisti e con studi nel comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune, e/o in Svizzera, nonché ai redditi d’impresa realizzati dalle imprese individuali, dalle società di persone e da società ed enti, iscritti alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Como e aventi la sede sociale operativa, o un’unità locale, nel Comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel Comune di Campione d’Italia (Agenzia delle Entrate – Provvedimento 15 febbraio 2021, n. 44480).

Per il periodo di imposta 2020, la riduzione forfetaria del cambio da applicare, ai sensi dei commi 1 e 2 dell’articolo 188-bis del Testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917 (TUIR), come modificato dall’articolo 25-octies del decreto legge 23 ottobre 2018, n. 119, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 dicembre 2018, n. 136 e in base all’articolo 129-bis, comma 2, decreto legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 17 luglio 2020, n. 77, ai redditi, diversi da quelli di impresa, delle persone fisiche iscritte nei registri anagrafici del comune di Campione d’Italia, nonché ai redditi di lavoro autonomo di professionisti e con studi nel comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel territorio dello stesso comune, e/o in Svizzera, e ai redditi d’impresa realizzati dalle imprese individuali, dalle società di persone e da società ed enti di cui all’articolo 73, iscritti alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura di Como e aventi la sede sociale operativa, o un’unità locale, nel Comune di Campione d’Italia, prodotti in franchi svizzeri nel Comune di Campione d’Italia, è pari al 33,77 per cento.

Notifica a mezzo pec copia cartella di pagamento in formato pdf

In caso di notifica a mezzo PEC, la copia su supporto informatico (in formato “.pdf”) della cartella di pagamento, in origine cartacea, non deve necessariamente essere sottoscritta con firma digitale (Corte di Cassazione – Ordinanza 03 febbraio 2021, n. 2366).

La controversia riguarda l’impugnazione, per vizio di notifica, di una cartella di pagamento consegnata dall’agente di riscossione tramite pec all’indirizzo di posta elettronica certificata del contribuente, in copia su supporto informatico (*.pdf) dell’originale cartaceo priva di firma digitale.
I giudici tributari hanno respinto il ricorso, ritenendo non rilevante la mancata apposizione della firma digitale sulla copia informatica dell’originale cartaceo della cartella di pagamento, valorizzando al contrario la circostanza che la PEC di notifica attestasse: la regolare ricevuta e consegna dell’atto all’indirizzo PEC del contribuente; la provenienza del messaggio elettronico e dei relativi contenuti in formato “.pdf” dall’Agente di Riscossione.

La Corte di Cassazione, su ricorso del contribuente, ha confermato la decisione dei giudici tributari.

Riguardo alla validità della notifica delle cartelle di pagamento, i giudici della Suprema Corte hanno affermato che in caso di notifica a mezzo PEC, la copia su supporto informatico della cartella di pagamento, in origine cartacea, non deve necessariamente essere sottoscritta con firma digitale, in assenza di prescrizioni normative di segno diverso.
Inoltre, la natura sostanziale e non processuale della cartella di pagamento, non osta all’applicazione di istituti appartenenti al diritto processuale, soprattutto quando vi sia un espresso richiamo di questi nella disciplina tributaria.
In particolare, le disposizioni relative alla notificazione della cartella di pagamento (art. 26, co. 5, del DPR n. 602 del 1973) stabiliscono che la notifica può essere eseguita a mezzo posta elettronica certificata, all’indirizzo del destinatario risultante dall’indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI-PEC), applicando la disciplina in materia di notificazione dell’avviso dì accertamento (art. 60 del DPR n. 600 del 1973), che, a sua volta, rinvia alle norme sulle notificazioni nel processo civile.
Ne consegue, in caso di irritualità della notificazione della cartella di pagamento, in ragione della avvenuta trasmissione di un file con estensione “pdf” anziché “.p7m”, che trova applicazione l’istituto della sanatoria del vizio dell’atto per raggiungimento dello scopo previsto dal diritto processuale (art. 156 c.p.c.: la nullità non può mai essere pronunciata, se l’atto ha raggiunto lo scopo a cui è destinato).
In altri termini, la tempestiva proposizione del ricorso del contribuente avverso la cartella di pagamento presuppone che ne abbia conosciuto il contenuto, producendo l’effetto di sanare “ex tunc” la nullità della relativa notificazione, per raggiungimento dello scopo dell’atto, pur non determinando il venire meno della decadenza, eventualmente verificatasi “medio tempore”, del potere sostanziale di accertamento dell’Amministrazione Finanziaria.