Emergenza Covid-19 in Umbria: le misure di sostegno per famiglie e imprese

La Regione Umbria, in aggiunta alle iniziative di sostegno nazionali previste dal Governo, ha introdotto una serie di misure a favore di famiglie e imprese al fine di contenere i danni economici causati dall’emergenza da COVID-19.

Proroga validità esenzioni e iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale (Deliberazione regionale del 25 marzo 2020, n. 191)

Prorogate fino al 31 luglio 2020:
– la validità delle autocertificazioni delle esenzioni da reddito e delle fasce di reddito, in scadenza il 31 marzo 2020, utili per le prestazioni rese in ambito sanitario; tali disposizioni si applicano agli assistiti che non sono presenti a nessun titolo negli elenchi relativi agli assistiti esenti da reddito o con fascia di reddito messi a disposizione dal sistema Tessera Sanitaria entro il 31 marzo 2020;
– tutte le esenzioni a validità limitata che prevedono un rinnovo previa valutazione specialistica e per le quali è prevista la scadenza a partire dal 1 marzo 2020 fino al 31 luglio 2020;
– previa richiesta dell’assistito, le iscrizioni al Servizio Sanitario Nazionale che prevedono un rinnovo e per le quali è prevista la scadenza a partire dal 1 marzo 2020 fino al 31 luglio 2020.

Sospensione dei termini per effettuare i versamenti a scadenza della tassa automobilistica (Deliberazione regionale 30 marzo 2020, n. 217)

Sospesi per il periodo compreso tra il 1° marzo 2020 ed il 30 aprile 2020, i termini per effettuare i versamenti a scadenza della tassa automobilistica ordinaria a seguito di eventi eccezionali ed imprevedibili. I versamenti dovuti nel periodo di sospensione devono essere effettuati senza sanzioni e interessi entro il 30 giugno 2020.
La sospensione dei termini non impedisce il versamento ordinario volontario alla scadenza ordinaria dovuta e non dà luogo a rimborso di quanto eventualmente già versato.

Sospensione dell’una tantum per le agenzie di viaggio ed erogazione nel cooperative del commercio

 

 

Spetta, con la busta paga del mese di mese di marzo, la seconda e ultima tranches di una tantum per i dipendenti da imprese della distribuzione cooperativa mentre va sospeso l’importo una tantum nel settore delle agenzie di viaggio

 

Nel settore del Commercio Cooperative è stato previsto che ai lavoratori in forza a tale data, vadano corrisposte le seguenti erogazioni nel mesi di marzo, a completamento del medesimo importo già erogato nel mese di febbraio

 

Livelli

Mese di marzo 2019

Quadri 885,42
I 805,56
II 701,39
III Super 625,00
III 579,86
IV Super 538,19
IV 500,00
V 451,39
VI 347,22

 

I suddetti importi verranno calcolati come segue:
– In misura piena ai lavoratori che sono stati in forza senza soluzione di continuità per il periodo all’1/1/2017 al 31/1/2019.
– Riproporzionati su base mensile in n. 25 quote frazionali, maturabili in quanto in forza per almeno 15 giorni su base mensile in caso di assunzioni successive dall’1/1/2017 e fino al 31/1/2019.
Diversamente, il settore del Turismo, a seguito dell’attuale emergenza sanitaria COVID-19, visto il fermo delle attività delle aziende turistiche, al fine di non aggravare ulteriormente i conti aziendali, onde evitare conseguenze negative in aggiunta al calo dei fatturati in corso e futuri ed in termini occupazionali, ha previsto il rinvio dell’erogazione della II tranche di una tantum spettante per il mese di marzo 2020 al mese di novembre 2020, fatti salvi gli accordi di miglior favore sottoscritti in materia.
Per il personale in forza alla data del luglio 2019 sarà riconosciuta, per il servizio prestato nell’ambito del rapporto di lavoro in essere alla predetta data nel corso del periodo 1 gennaio 2019 – 30 giugno 2019 (carenza contrattuale), la seconda tranche di una tantum, riportata nella tabella seguente:

Livello

Importo

1 111,00
2 101,25
3 95,25
4 90,00
5 84,75
6 80,25
6 S 81,00
7 75,00
QUADRO A 128,25
QUADRO B 118,50
APP.PROFESS. 60,00

Incrementi contrattuali e calcolo dell’integrazione salariale per l’industria tessile

 

 

Si riportano, per il settore Tessile Industria, gli incrementi contrattuali da marzo e il calcolo dell’integrazione salariale

 

Le Parti, in considerazione della situazione contrattuale complessiva conseguente all’applicazione del contratto nazionale negli anni 2017 e 2018, hanno concordato che, con decorrenza dall’1/3/2020, l’E.R.N. del 4° livello è incrementato di 8,28 euro lordi, con rideterminazione dell’E.R.N. degli altri livelli contrattuali su base parametrale. Al riguardo, poi, si coglie l’occasione per esporre le modalità di calcolo dell’integrazione salariale di cui beneficieranno i lavoratori con sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nel mese di marzo.

I nuovi minimi retributivi del CCNL Tessili Industria, dal 1° marzo 2020, vengono così stabiliti:

Livello

Minimo

8 2.173,24
7 2.049,70
6 1.924,49
Viaggiatore 1 1.852,27
5 1.802,76
Viaggiatore 2 1.747,47
4 1.714,95
3 Super 1.675,42
3 1.638,13
2 Super 1.590,85
2 1.556,18
1 1.237,20

 

Di qui, si coglie l’occasione per ribadire le modalità di determinazione della misura del trattamento di integrazione salariale, di cui beneficieranno i lavoratori con sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nel mese di marzo, a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le zero ore ed il limite dell’orario contrattuale. Il trattamento in parola si calcola, quindi, tenendo conto dell’orario di ciascuna settimana, indipendentemente dal periodo di paga; solo nel caso in cui la riduzione dell’orario di lavoro sia effettuata con ripartizione dell’orario su periodi ultrasettimanali predeterminati, l’integrazione è dovuta sulla base della durata media settimanale dell’orario nel periodo considerato. Agli effetti dell’integrazione, la retribuzione globale comprende anche le indennità accessorie alla retribuzione base, corrisposte con riferimento alla giornata lavorativa, ragguagliando in ogni caso ad ora la misura delle indennità, in rapporto a un orario di 8 ore. Per i lavoratori retribuiti in parte con premi di produzione, interessenze e simili, l’integrazione è riferita al guadagno medio orario percepito nel periodo di paga per il quale l’integrazione è dovuta.
L’importo del trattamento è poi ridotto in misura pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota contributiva prevista a carico degli apprendisti (5,84%) e non può superare i seguenti importi massimi mensili, comunque rapportati alle ore di integrazione salariale autorizzate:
– euro 939,89 quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è pari o inferiore ad euro 2.159,48;
– euro 1.129,66 quando la retribuzione mensile di riferimento, comprensiva dei ratei, è superiore a euro 2.159,48.
Dal punto vi sta strettamente operativo, la retribuzione mensile lorda, da prendere a riferimento per il massimale da applicare, coincide con la retribuzione teorica (<RetribuzioneTeorica>) indicata nel flusso Uniemens. Nel caso di lavoratore part-time, tale retribuzione va rapportata all’importo del corrispondente lavoratore full-time. In particolare, per il part-time orizzontale, la retribuzione teorica è moltiplicata per 100 e divisa per la percentuale di part-time (<PercPartTime>) espressa in unità, con 2 decimali; nelle ipotesi di part-time verticale o misto, la retribuzione teorica è moltiplicata per 100 e divisa per la percentuale di part-time del mese (<PercPartTimeMese>) espressa in unità, con 2 decimali.
Alla retribuzione mensile lorda così determinata devono essere sommati gli importi riferiti ai ratei delle mensilità aggiuntive; così, la retribuzione mensile lorda va moltiplicata per il numero di mensilità (<NumMensilita>) in Uniemens, espresso in unità con 3 decimali, e divisa per 12.
Per i lavoratori cd. mensilizzati (<TipoPaga> valorizzata ad “M” in Uniemens), per i quali nel mese non vi sia stata alcuna interruzione del rapporto, la retribuzione oraria è determinata dividendo la retribuzione mensile lorda, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, per il divisore orario contrattuale indicato in Uniemens nell’elemento <DivisoreOrarioContr>. Per tutte le altre tipologie di lavoratori (retribuiti su base oraria o giornaliera), la retribuzione oraria viene determinata moltiplicando la retribuzione teorica (<RetribTeorica>) per il numero di mensilità (<NumMensilita>) espresso in unità con 3 decimali, diviso per 12 ed ulteriormente diviso per le ore lavorabili (<OreLavorabili>) espresse in unità, con 2 decimali.
Per il calcolo della prestazione è poi necessario determinare il massimale orario, che si ottiene dividendo il massimale mensile per le ore lavorabili nel mese, esposte nel flusso Uniemens sotto l’elemento <OreLavorabili>, espresso in unità con 2 decimali. Nel caso di lavoratore part-time, le ore lavorabili, corrispondenti al lavoratore full-time, vanno determinate secondo il seguente calcolo:
– per il part-time orizzontale, le ore lavorabili sono moltiplicate per 100 e divise per la percentuale di part-time (<PercPartTime>) espressa in unità, con 2 decimali;
– nelle ipotesi di part-time verticale o misto, le ore lavorabili sono moltiplicate per 100 e divise per la percentuale di part-time del mese (<PercPartTimeMese>) espressa in unità, con 2 decimali.
La retribuzione oraria da utilizzare per il calcolo della prestazione è l’importo minore risultante dal confronto tra l’80% della retribuzione oraria ed il massimale orario.

Emergenza Covid-19, l’impegno della CDP

Approvata la più estesa operazione di rinegoziazione dei mutui realizzata negli ultimi anni da CDP che coinvolgerà 7200 enti territoriali e libererà risorse per 1,4 miliardi di euro Inoltre 2 miliardi di euro sono immediatamente disponibili per il sostegno di medie e grandi imprese (Cassa Depositi e Prestiti – Comunicato 02 aprile 2020, n. 28).

CDP offre un supporto finanziario a Comuni, Città Metropolitane, Province e Regioni per far fronte all’emergenza con la più vasta operazione di rinegoziazione realizzata negli ultimi anni dal Gruppo: 7.200 enti potranno rinegoziare circa 135 mila prestiti per un debito residuo complessivo di 34 miliardi di euro. La misura consentirà di liberare risorse, nel 2020, fino a 1,4 miliardi di euro, che gli enti potranno destinare anche ad interventi per far fronte all’emergenza epidemiologica da Covid-19.
Con questa operazione – considerata la straordinarietà della fase che il Paese sta vivendo e l’eccezionalità della misura approvata oggi – CDP testimonia la disponibilità a rispondere a un’esigenza avanzata dalle associazioni rappresentative degli enti territoriali, confermando il legame storico con i territori e il suo ruolo di partner chiave della Pubblica Amministrazione.
L’iniziativa si aggiunge a quella già varata nelle scorse settimane relativa alla sospensione delle rate dei mutui dei comuni ricompresi nell’iniziale zona rossa delle regioni Lombardia e Veneto.

Nuova linea di operatività da parte di CDP, che consente il finanziamento fino a 2 miliardi di euro a supporto dei fabbisogni finanziari delle medie e grandi imprese (indicativamente con fatturato superiore ai 50 milioni di euro) per esigenze temporanee di liquidità, supporto al capitale circolante e sostegno agli investimenti previsti dai piani di sviluppo delle aziende.
L’iniziativa intende fornire liquidità immediata alle imprese in attesa dell’avvio operativo dei meccanismi di garanzia previsti dal DL Cura Italia.
L’erogazione dei fondi potrà avvenire anche in pool con altre Istituzioni finanziarie, mediante finanziamenti con quota di CDP di importo compreso tra 5 e 50 milioni di euro e durata fino a 18 mesi.

Le misure approvate oggi seguono il Piano di interventi da 17 miliardi di euro a sostegno dell’economia italiana varato da CDP nelle scorse settimane.
Il pacchetto già varato prevede l’erogazione di liquidità a tassi calmierati per le PMI e Mid-cap tramite il sistema bancario; la concessione di finanziamenti agevolati, garanzie e moratorie sui finanziamenti a medio-lungo termine per supportare le attività di export e internazionalizzazione delle Pmi, il differimento del pagamento delle rate in scadenza nell’anno 2020 dei mutui per i comuni della prima Zona rossa.
 

EDILI – CNCE: Comunicato del 7/4/2020

La CNCE con Comunicato del 7/4/2020, fornisce chiarimenti in ordine alla “rateizzazione in essere” di cui al punto 4 dell’accordo del 23/3/2020 firmato per l’emergenza da Covid-19 nei settori dell’Edilizia

Le Parti sociali – ANCE, ACI PL, ANAEPA CONFARTIGIANATO, CNA COSTRUZIONI, FIAE CASARTIGIANI, CLAAI, CONFAPI ANIEM e FENEAL-UIL, FILCA-CISL, FILLEA-CGIL – firmatarie il 23/3/2020 di un importante accordo per tutti i settori dell’Edilizia per fronteggiare la difficile situazione relativa all’emergenza “Coronavirus – COVID-19”, convenedo, tra l’altro, al punto 4:
“…

4) la proroga dei soli versamenti, fermo restando il permanere dell’obbligo di adempiere alle altre disposizioni dettate dalle norme contrattuali, previsti a carico delle imprese verso le Casse Edili/Edilcasse per il periodo di competenza febbraio (pagamento 31 marzo) e marzo (pagamento 30 aprile) 2020, alla data del 31 maggio 2020; lo stesso avverrà per le rateizzazioni in essere.
La sospensione di cui al comma precedente non sarà considerata per la regolarità in Cassa Edile ai fini del Durc.
I versamenti sospesi potranno anche essere rateizzati, senza sanzioni né interessi, per un massimo di 4 rate.
…”
Ebbene, la CNCE, col comunicato 7/4/2020 in esame sentite le parti sociali sottoscrittrici, chiarisce che, con riferimento alle rateizzazioni in essere devono considerarsi i ratei in scadenza a partire dalla data di pubblicazione dell’Accordo (24 marzo 2020) sino al 24 maggio compreso (due scadenze), per i quali si procederà, pertanto, all’accodamento all’ultimo rateo della dilazione di pagamento.