Elenco avvocati d’ufficio: deroghe per emergenza straordinaria

Il Consiglio Nazionale Forense – con delibera n. 169/2020 – modifica il Regolamento per la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco unico nazionale degli avvocati iscritti negli albi disponibili ad assumere le difese di ufficio considerando l’ipotesi di deroga alla disciplina regolamentare qualora si verifichi una emergenza straordinaria non prevedibile quale è, per l’appunto, il caso della emergenza sanitaria in corso. L’intervento prevede la riduzione del numero di udienze minime necessarie e della misura dei crediti formativi.

In ragione dell’emergenza sanitaria cd. “COVID-19”, la Commissione interna per la difesa di ufficio e per il patrocinio a spese dello Stato, considerati i numerosi interventi normativi succedutisi in breve tempo, in esito ai quali è stata, tra le varie misure, prevista la sospensione delle attività giudiziali (art. 83 del decreto-legge 18/2020), ha ritenuto di proporre al Plenum del Consiglio Nazionale Forense una integrazione del Regolamento per la tenuta e l’aggiornamento dell’elenco unico nazionale degli avvocati iscritti negli albi disponibili ad assumere le difese di ufficio. L’integrazione concerne le ipotesi di deroga al regime ordinario in presenza di una emergenza straordinaria non prevedibile in conseguenza della quale venga disposta la sospensione delle attività giudiziali.
Pertanto, il Consiglio Nazionale Forense aderendo alla proposta della citata Commissione, nella seduta amministrativa del 20 marzo 2020, ha deliberato di modificare il Regolamento considerando l’ipotesi di deroga alla disciplina regolamentare qualora si verifichi una emergenza straordinaria non prevedibile quale, per l’appunto, il caso della emergenza sanitaria in corso.
Il regime di deroga è stato previsto:
1) per le domande di inserimento e di permanenza nell’elenco unico nazionale degli avvocati disponibili ad assumere la difesa di ufficio avanti la magistratura ordinaria;
2) per le domande di inserimento e di permanenza nella lista degli avvocati disponibili ad assumere la difesa di ufficio innanzi alla Suprema Corte di Cassazione.
In particolare, con specifico riferimento alla attuale emergenza epidemiologica, alla luce della modifica regolamentare, si stabilisce che:
– ai fini della presentazione della domanda di inserimento nell’elenco unico nazionale degli avvocati disponibili ad assumere la difesa di ufficio nell’anno 2020, e di permanenza nel predetto elenco per l’anno 2021, da presentarsi entro il 31.12.2020, il richiedente dovrà autocertificare di avere partecipato ad almeno 5 udienze penali anzichè 10, di cui non più di una avanti al Giudice di Pace e non più di una ove sia stato nominato difensore di ufficio ai sensi dell’art. 97 comma 4 c.p.p.;
– ai fini della presentazione della domanda di inserimento nella lista degli avvocati disponibili ad assumere la difesa di ufficio avanti la Suprema Corte di Cassazione nell’anno 2020, e di permanenza nella predetta lista per l’anno 2021, da presentarsi entro il 31.12.2020, il richiedente dovrà autocertificare di avere partecipato ad una sola udienza anziché 3 avanti alla indicata magistratura superiore, ovvero di avere provveduto alla redazione di un solo ricorso ex art. 606 c.p.p. anziché 3.
Le modifiche proposte avranno altresì incidenza sulle domande di permanenza nell’elenco unico nazionale dei difensori di ufficio avanti alla magistratura ordinaria e nella lista dei difensori di ufficio avanti la Suprema Corte di Cassazione per l’anno 2022, da presentarsi entro il 31.12.2021, laddove il requisito dell’obbligo della formazione continua, riferito all’anno antecedente la domanda (e quindi l’anno 2020 in cui si è verificata l’emergenza) prevede la riduzione della misura dei crediti formativi che devono essere conseguiti, a n. 5, di cui due almeno due nelle materie obbligatorie.

Gesione emergenza Covid-19: Accordo Tim

Gesione emergenza Covid-19: Accordo Tim

Firmato il giorno 6/4/2020 tra TIM S.p.A. e SLC-CGIL, FISTEL-CISL, UILCOM-UIL, UGL Telecomunicazioni, l’accordo per la gestione nel settore dell’emergenza Covid-19

Le Parti intendono ricercare ogni possibile soluzione per la gestione in modo sostenibile dell’emergenza Covid-19, individuando forme di flessibilità nell’applicazione degli strumenti e degli Accordi condivisi e già applicati in Azienda, nel comune intento di cercare di evitare il ricorso a strumenti alternativi specificamente messi a disposizione dai recenti interventi governativi. Pertanto, con la firma del presente accordo, convengono quanto segue, a proposito del contratto di Espansione come strumento per fronteggiare l’emergenza Covid-19:
Contratto di espansione
Il CdE prevede un’articolazione della riduzione degli orari di lavoro di tipo verticale su base e cadenza mensile per giornate intere di sospensione dell’attività lavorativa.
Le percentuali di riduzione dell’orario di lavoro su base mensile adottate sono pari a 1,9% e 6%, diversificate per ambiti organizzativi; per l’anno 2020 le giornate di riduzione oraria su base mensile sono pari a cinque per le strutture con riduzione oraria all’1,9% e a quindici per le strutture con riduzione oraria al 6%.
Le Parti, al fine di gestire in modo sostenibile la fase di emergenza in corso, condividono di utilizzare in maniera flessibile il CdE sottoscritto in sede governativa il 2/8/2019, come di seguito stabilito:
– rimodulazione del calendario delle giornate di riduzione oraria, concentrando nei mesi di aprile, maggio e giugno 2020 tutte le sospensioni previste per il periodo aprile – dicembre 2020;
– rimodulazione del programma degli impegni assunti nel CdE per consentire all’Azienda di riorganizzare le attività alla luce del mutato contesto.
Riduzioni dell’orario di lavoro
A parziale modifica di quanto riportato nel paragrafo 3 del CdE 2/8/2019, le giornate di riduzione oraria su base mensile relative al periodo 1/4/2020 – 31/12/2020 già previste dai calendari “standard” e dai calendari plurimensili di cui è prevista comunicazione da parte dell’Azienda per le strutture identificate dal CdE come “casi particolari”, saranno anticipate e ripartite nei mesi di aprile, maggio e giugno 2020.
In considerazione di quanto sopra:
– per le strutture con riduzione oraria su base mensile dell’1,9%, destinatarie di calendario “standard” il predetto calendario è modificato, per le giornate residue di riduzione oraria, come segue:

Percentuale applicata: 1,9% n. giornate di sospensione per il periodo 1/4/2020-31/12/2020: 3

24 aprile 2020
8 maggio 2020
1° giugno 2020

– per le strutture con riduzione oraria su base mensile del 6%, destinatarie di calendario “standard”, questo è modificato, per le giornate residue di riduzione oraria, come segue:

Percentuale applicata: 6% n. giornate di sospensione per il periodo 1/4/2020-31/12/2020: 12

10 aprile 2020

17 aprile 2020

24 aprile 2020

29 aprile 2020

8 maggio 2020

15 maggio 2020

22 maggio 2020

29 maggio 2020

1° giugno 2020

12 giugno 2020

19 giugno 2020

26 giugno 2020

– Per le strutture identificate dal CdE quali “casi particolari” e pertanto destinatarie di calendari plurimensili, fermo restando il numero di sospensioni così come ridefinito dal presente accordo, la percentuale minima di presenza riportata nel CdE potrà essere rimodulata in considerazione delle effettive esigenze di servizio determinate dallo stato emergenziale.
– Per quanto qui non espressamente previsto resta fermo quanto riportato nel paragrafo 3 del CdE 2/8/2019.
Al fine di limitare i riflessi economici della presente manovra sulle retribuzioni dei lavoratori interessati, l’Azienda concederà un prestito di importo predeterminato sulla base dei giorni di CdE oggetto di anticipazione per coloro che ne facciano richiesta dal 7 al 13 aprile 2020 accedendo – tramite il link https://www.accenturehrservices.it/telecomgroup – all’apposita maschera web presente sul sito di Accenture HR Services.
Tale prestito sarà erogato – in un’unica soluzione – il 27/4/2020; la relativa restituzione avverrà in sei rate mensili, a decorrere da luglio 2020.
Formazione
In considerazione dell’emergenza sanitaria e delle evidenti restrizioni stabilite dalle disposizioni governative, ivi compresa quella di evitare la formazione in aula sostituendola con modalità on line, le Parti convengono altresì sulla necessità di sospenderla dal 15 marzo 2020 e per tutto il periodo dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Ferie collettive
L’Accordo Sindacale del 9/1/2019 al capitolo 1.5 prevede, con esclusivo riferimento alle strutture c.d. “non operative”, che siano considerate ferie per chiusura collettiva la settimana comprensiva del 15 agosto e ulteriori cinque giornate, di norma contigue a festività nazionali, calendarizzate per l’anno in corso nelle giornate del 30 aprile, 3 giugno, 23, 28 e 31 dicembre.
In considerazione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 citata in premessa, a parziale modifica di quanto precedentemente comunicato, si conviene di anticipare la collocazione delle giornate del 23, 28 e 31 dicembre 2020 alle seguenti date: 11 e 18 maggio e 15 giugno 2020. Sono  confermate le giornate di ferie per chiusura collettiva già programmate per il 30 aprile e 3 giugno e la prevista settimana comprensiva del 15 agosto.
Per il restante personale (c.d. “strutture operative”), in deroga al predetto Accordo e in via transitoria per l’anno 2020, sono previste tre giornate di ferie, relative alla spettanza 2020, da collocarsi nel trimestre aprile-giugno. Tale programmazione sarà effettuata su richiesta del lavoratore e previa approvazione dal responsabile diretto compatibilmente con le esigenze di servizio.
Tutti i lavoratori che abbiano esaurito i residui ferie anni precedenti e già fruito di quota parte delle proprie spettanze ferie 2020, dovranno fruire esclusivamente dell’eventuale delta rispettivamente a 5 giornate (strutture non operative) o 3 giornate (strutture operative) sulle spettanze 2020.
Per l’anno 2020, in deroga a quanto disposto nel punto 1.3 dell’Accordo 9/1/2019, il termine della pianificazione e comunicazione dal dipendente al diretto responsabile del periodo feriale ivi previsto è posticipato dal 30 aprile al 31 maggio.
Smonetizzazione festività nazionale dell’1/11/2020
Le Parti prevedono inoltre che, in relazione alla festività nazionale dell’1/11/2020 cadente di domenica, in luogo del regime economico e normativo di cui all’art. 28 del vigente CCNL TLC, saranno riconosciute a tutto il personale:
a) un giorno di permesso retribuito, da fruirsi secondo la disciplina di cui al capitolo 1 dell’Accordo del 9/1/2019;
b) 4 ore di permessi retribuiti, da fruirsi secondo la disciplina di cui ai capitoli 3 e 5 del dell’Accordo del 9/1/2019, riproporzionati nei confronti del personale con rapporto di lavoro part-time.
Ulteriori misure per le persone di TIM
In relazione alla difficoltà della situazione attuale e allo scopo di fornire un ulteriore segnale concreto ai lavoratori, le Parti prevedono, infine, di erogare l’intero importo del Premio di Risultato relativo all’anno 2019 il giorno 2 maggio. Per consentire tale anticipazione, in deroga all’accordo del 13/6/2017 – che ha definito i meccanismi e le modalità di erogazione del Premio per TIM e le aziende del Gruppo – si prevede il superamento delle previsioni di cui al punto 4 “servizi welfare” non prevedendone l’attivazione.
In via del tutto eccezionale, le retribuzioni dei mesi di aprile e maggio saranno erogate rispettivamente in data 15 aprile e 15 maggio.
Con riferimento alla fruizione delle giornate di Congedo Parentale COVID-19 indennizzato al 50%, le Parti concordano, in via eccezionale, che tale assenza non produrrà effetti sulla maturazione dei relativi ratei delle ferie, della tredicesima mensilità e del Premio annuo.

Incrementi contrattuali e calcolo dell’integrazione salariale per l’industria tessile

 

 

Si riportano, per il settore Tessile Industria, gli incrementi contrattuali da marzo e il calcolo dell’integrazione salariale

 

Le Parti, in considerazione della situazione contrattuale complessiva conseguente all’applicazione del contratto nazionale negli anni 2017 e 2018, hanno concordato che, con decorrenza dall’1/3/2020, l’E.R.N. del 4° livello è incrementato di 8,28 euro lordi, con rideterminazione dell’E.R.N. degli altri livelli contrattuali su base parametrale. Al riguardo, poi, si coglie l’occasione per esporre le modalità di calcolo dell’integrazione salariale di cui beneficieranno i lavoratori con sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nel mese di marzo.

I nuovi minimi retributivi del CCNL Tessili Industria, dal 1° marzo 2020, vengono così stabiliti:

Livello

Minimo

8 2.173,24
7 2.049,70
6 1.924,49
Viaggiatore 1 1.852,27
5 1.802,76
Viaggiatore 2 1.747,47
4 1.714,95
3 Super 1.675,42
3 1.638,13
2 Super 1.590,85
2 1.556,18
1 1.237,20

 

Di qui, si coglie l’occasione per ribadire le modalità di determinazione della misura del trattamento di integrazione salariale, di cui beneficieranno i lavoratori con sospensione o riduzione dell’orario di lavoro nel mese di marzo, a seguito dell’emergenza epidemiologica da COVID-19.
Il trattamento di integrazione salariale ammonta all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata al lavoratore per le ore di lavoro non prestate, comprese fra le zero ore ed il limite dell’orario contrattuale. Il trattamento in parola si calcola, quindi, tenendo conto dell’orario di ciascuna settimana, indipendentemente dal periodo di paga; solo nel caso in cui la riduzione dell’orario di lavoro sia effettuata con ripartizione dell’orario su periodi ultrasettimanali predeterminati, l’integrazione è dovuta sulla base della durata media settimanale dell’orario nel periodo considerato. Agli effetti dell’integrazione, la retribuzione globale comprende anche le indennità accessorie alla retribuzione base, corrisposte con riferimento alla giornata lavorativa, ragguagliando in ogni caso ad ora la misura delle indennità, in rapporto a un orario di 8 ore. Per i lavoratori retribuiti in parte con premi di produzione, interessenze e simili, l’integrazione è riferita al guadagno medio orario percepito nel periodo di paga per il quale l’integrazione è dovuta.
L’importo del trattamento è poi ridotto in misura pari all’importo derivante dall’applicazione dell’aliquota contributiva prevista a carico degli apprendisti (5,84%) e non può superare i seguenti importi massimi mensili, comunque rapportati alle ore di integrazione salariale autorizzate:
– euro 939,89 quando la retribuzione mensile di riferimento per il calcolo del trattamento, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, è pari o inferiore ad euro 2.159,48;
– euro 1.129,66 quando la retribuzione mensile di riferimento, comprensiva dei ratei, è superiore a euro 2.159,48.
Dal punto vi sta strettamente operativo, la retribuzione mensile lorda, da prendere a riferimento per il massimale da applicare, coincide con la retribuzione teorica (<RetribuzioneTeorica>) indicata nel flusso Uniemens. Nel caso di lavoratore part-time, tale retribuzione va rapportata all’importo del corrispondente lavoratore full-time. In particolare, per il part-time orizzontale, la retribuzione teorica è moltiplicata per 100 e divisa per la percentuale di part-time (<PercPartTime>) espressa in unità, con 2 decimali; nelle ipotesi di part-time verticale o misto, la retribuzione teorica è moltiplicata per 100 e divisa per la percentuale di part-time del mese (<PercPartTimeMese>) espressa in unità, con 2 decimali.
Alla retribuzione mensile lorda così determinata devono essere sommati gli importi riferiti ai ratei delle mensilità aggiuntive; così, la retribuzione mensile lorda va moltiplicata per il numero di mensilità (<NumMensilita>) in Uniemens, espresso in unità con 3 decimali, e divisa per 12.
Per i lavoratori cd. mensilizzati (<TipoPaga> valorizzata ad “M” in Uniemens), per i quali nel mese non vi sia stata alcuna interruzione del rapporto, la retribuzione oraria è determinata dividendo la retribuzione mensile lorda, comprensiva dei ratei di mensilità aggiuntive, per il divisore orario contrattuale indicato in Uniemens nell’elemento <DivisoreOrarioContr>. Per tutte le altre tipologie di lavoratori (retribuiti su base oraria o giornaliera), la retribuzione oraria viene determinata moltiplicando la retribuzione teorica (<RetribTeorica>) per il numero di mensilità (<NumMensilita>) espresso in unità con 3 decimali, diviso per 12 ed ulteriormente diviso per le ore lavorabili (<OreLavorabili>) espresse in unità, con 2 decimali.
Per il calcolo della prestazione è poi necessario determinare il massimale orario, che si ottiene dividendo il massimale mensile per le ore lavorabili nel mese, esposte nel flusso Uniemens sotto l’elemento <OreLavorabili>, espresso in unità con 2 decimali. Nel caso di lavoratore part-time, le ore lavorabili, corrispondenti al lavoratore full-time, vanno determinate secondo il seguente calcolo:
– per il part-time orizzontale, le ore lavorabili sono moltiplicate per 100 e divise per la percentuale di part-time (<PercPartTime>) espressa in unità, con 2 decimali;
– nelle ipotesi di part-time verticale o misto, le ore lavorabili sono moltiplicate per 100 e divise per la percentuale di part-time del mese (<PercPartTimeMese>) espressa in unità, con 2 decimali.
La retribuzione oraria da utilizzare per il calcolo della prestazione è l’importo minore risultante dal confronto tra l’80% della retribuzione oraria ed il massimale orario.

Anticipo TFS/TFR: l’Inps si prepara a fronteggiare gli adempimenti a proprio carico

In vista dell’emanazione del regolamento di attuazione delle disposizioni normative di cui all’art. 23 del DL n. 4/2019, convertito, con modificazioni, dalla L. n. 26/2019, che disciplina l’anticipo agevolato dei Trattamenti di Fine Servizio (TFS) e dei Trattamenti di Fine Rapporto (TFR dipendenti pubblici), è necessario che le Strutture territoriali si preparino a fronteggiare e gestire al meglio i numerosi adempimenti che scaturiranno dall’entrata in vigore di tali norme, considerata anche la particolare fase di emergenza sanitaria in corso (Messaggio n. 1517/2020).

Le Strutture territoriali dovranno attivarsi al fine di porre in essere tutte le iniziative propedeutiche alla tempestiva e corretta applicazione del nuovo istituto, soprattutto in considerazione del termine procedimentale “breve’’ entro il quale l’Inps deve gestire gli adempimenti a proprio carico.
L’anticipo agevolato, infatti, così come la cessione del TFS/TFR attualmente vigente, presuppone il rilascio da parte dell’Ente erogatore di una certificazione contenente la quantificazione dell’importo cedibile. Il finanziamento previsto dal nuovo istituto è garantito dalla cessione pro solvendo del TFS/TFR, nei limiti dell’importo netto di 45.000 euro o comunque entro la capienza della prestazione se di importo inferiore, dovuta al pensionato dall’Inps in qualità di ente previdenziale.
Per ciò che riguarda gli intermediari finanziari e le banche autorizzate a concedere il finanziamento, il citato articolo dispone l’adesione ad uno specifico accordo quadro, stipulato tra il Ministro del Lavoro, il Ministro dell’Economia e delle finanze, il Ministro della Pubblica amministrazione e l’Associazione Bancaria Italiana, sentito l’Inps, che attualmente è in fase di definizione.
L’Inps provvederà a rimborsare al cessionario, secondo i termini di pagamento previsti dall’articolo 3 del decreto-legge 28 marzo 1997, n. 79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n. 140, e con le modalità di pagamento stabilite dall’articolo 12, comma 7, del decreto-legge 31 maggio 2010, n. 78, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 luglio 2010, n. 122, la somma oggetto del credito ceduto e i relativi interessi, trattenendo tale importo dall’indennità spettante.
A differenza dello strumento attualmente vigente, la certificazione finalizzata all’anticipo agevolato deve essere prodotta entro il termine, decorrente dalla data di ricezione della domanda da parte del pensionato, di 90 giorni già previsto dal Regolamento dell’Istituto per la definizione dei procedimenti amministrativi relativamente alla liquidazione dei Trattamenti di Fine Servizio e dei Trattamenti di Fine Rapporto.

Gli adempimenti maggiormente rilevanti, propedeutici alla quantificazione e certificazione del TFS/TFR cedibile, che le Strutture territoriali devono urgentemente espletare, riguardano:
– la lavorazione delle pratiche di TFS/TFR dei soggetti cessati dal servizio che non hanno ancora maturato il diritto all’erogazione delle prestazioni (termine di pagamento dilazionato per legge a 12 o 24 mesi ed oltre per cessazioni in applicazione di particolari benefici pensionistici, quali, ad esempio, la pensione “quota 100”), e per le quali le Strutture territoriali hanno già ricevuto dalle amministrazioni la documentazione utile o il flusso telematico per effettuare il calcolo. Il file con le pratiche lavorabili distinte per sede sarà trasmesso con successiva PEI;
– la predisposizione delle determine di riscatto ai fini TFS per le domande inserite a sistema ma non ancora lavorate, individuate e distinte per sede, e relative ad iscritti prossimi al collocamento a riposo in quanto in possesso dei requisiti anagrafico-contributivi utili al pensionamento per vecchiaia, anticipata, “quota 100”, etc.;
– la sistemazione della posizione assicurativa ai fini TFS e TFR per gli iscritti prossimi al collocamento a riposo in quanto in possesso dei requisiti anagrafico-contributivi utili al pensionamento per vecchiaia, anticipata, “quota 100”, etc.
Sarà pertanto necessario:
– potenziare l’attività formativa, in favore di amministrazioni/enti datori di lavoro, per l’utilizzo del sistema telematico di trasmissione dei dati utili a TFS, in quanto ad oggi risulta che le domande inviate con tale modalità non superano il 35%;
– richiamare l’attenzione delle amministrazioni/enti datori di lavoro sull’importanza della sistemazione della posizione assicurativa dei propri dipendenti ai fini previdenziali e dell’utilizzo del quadro F1 per comunicare all’Inps l’avvenuto pagamento delle rate dei riscatti TFS e in assenza del quale i periodi riscattati non saranno immediatamente valorizzabili nel calcolo del TFS;
– potenziare le risorse umane destinate a fronteggiare il nuovo carico di lavoro.

Accordo Regione Lazio- Sindacati sui servizi educativi, sociali e sanitari per emergenza Covid-19

Sottoscritto, tra Regione Lazio e sindacati, un protocollo sui servizi educativi, sociali e socio-sanitari

Nel Protocollo, che decorre fino alla fine dell’emergenza epidemiologica da Covid19, le parti si impegnano a dare attuazione all’articolo 48 del dl 18/2020 creando le condizioni per dare risposte urgenti ai bisogni delle famiglie degli anziani, dei disabili e delle persone in difficoltà e salvaguardare la continuità retributiva dei lavoratori operanti nei servizi nella garanzia della retribuzione prevista in base ai contratti individuali.
A questo fine, garantiscono l’attivazione di forme alternative di prestazione, con particolare riferimento agli interventi domiciliari, a quelli “a distanza”, oltre che ad ogni altra modalità consentita dalle norme in vigore.
Gli enti locali assicurano l’introduzione di procedure idonee all’attivazione d’urgenza, operando in favore della massima riduzione dei tempi necessari all’avvio dei servizi, fatta salva la possibilità di intervenire, successivamente e per tutta la durata del periodo di emergenza, al fine di calibrare l’erogazione su elementi contestuali ed esigenze eventualmente non riscontrati in fase d’avvio, così come previsto dallo strumento della co- progettazione.
Pertanto, per far fronte alle nuove esigenze, I comuni, singoli o associati, e i distretti sociosanitari riorganizzano le relative attività in funzione dei nuovi e diversificati bisogni delle comunità locali secondo il metodo della co-progettazione:
1. Definiscono i criteri di priorità con cui riorganizzare i servizi e le attività stesse, anche in risposta a nuovi bisogni che emergono durante la fase di emergenza;
2. Attuano la riorganizzazione dei servizi e delle attività avvalendosi delle procedure di coprogettazione da parte degli enti e dei soggetti gestori dei servizi e delle attività in essere al momento della dichiarazione dell’emergenza coronavirus.
Nelle situazioni di fragilità in cui si rileva la presenza di persone autosufficienti individuare gli interventi necessari al sostentamento delle famiglie per quanto riguarda i beni di prima necessità come generi alimentari e farmaci.

Gli interventi compresi nella co-progettazione dei servizi devono essere sempre effettuati in modo da garantire la tutela della sicurezza e della salute, tanto degli utenti e delle loro famiglie, quanto delle lavoratrici e dei lavoratori, attraverso la fornitura dei necessari dispositivi di protezione individuali (DPI). A tal fine, i soggetti gestori consegnano agli enti locali copia dei documenti di valutazione dei rischi (DVR) specificatamente integrati, a carico dei datori di lavoro, per la protezione e la prevenzione dei rischi da contagio da virus COVID-19, nel rispetto delle indicazioni dei protocolli nazionali e assicurando i DPI ivi previsti, e le operazioni di sanificazione e i percorsi di sorveglianza, a cui devono essere sottoposti i lavoratori, con particolare riferimento a quelli venuti in contatto con utenti positivi al Covid-19, in assenza dei quali non sarà possibile erogare i servizi. I Comuni, in accordo con le ASL, vigileranno e si faranno parte attiva sull’applicazione delle corrette misure di prevenzione e sicurezza.
E’ assicurata la corresponsione del 100% della retribuzione contrattuale dei lavoratori nell’integrale rispetto dei CCNL applicati, nei casi in cui applicando il ” vuoto per pieno ” vengano riconosciuti agli enti gestori il 100% dei corrispettivi .
Nei casi in cui i servizi prevedano una compartecipazione degli utenti e quindi i corrispettivi erogati secondo modalità ” vuoto per pieno ” discostano dal 100%, con un minimo di 80%, le parti firmatarie il presente protocollo attivano entro tre giorni, un tavolo di confronto per trovare le necessarie soluzioni al fine di assicurare il massimo della retribuzione. Sino alla chiusura del tavolo di confronto non potranno essere attuate soluzioni unilaterali che scendano al di sotto del massimo.