Regolamentata la contribuzione 4° trimestre 2020 al Fondo Arco

Con Circolare 01/2021 il Fondo Arco ha previsto la regolamentazione e le modalità operative per facilitare gli adempimenti relativi alla contribuzione del 4° trimestre 2020 prevista per il 20/01/2021.

Il Fondo Arco di Previdenza complementare per i dipendenti dei settori Legno, sughero, mobile, arredamento e Boschivi/forestali, Laterizi e manufatti in cemento, Lapidei, Maniglie, al fine di facilitare gli adempimenti relativi alla prossima scadenza contributiva del 20/01/2021, ha illustrato la regolamentazione e le modalità operative da seguire.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LEGNO, SUGHERO, MOBILE, ARREDAMENTO E BOSCHIVI FORESTALI INDUSTRIA
Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dal 01/01/2021 la contribuzione ad ARCO sia del 2,20% (rispetto al 2,10% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’ 1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto (NB: la nuova trattenuta del 2,20% si applica ai versamenti dovuti a partire dal 1° gennaio 2021).
Il rinnovo prevede altresì:
– che l’aliquota a carico dell’Azienda sarà pari al 2,30% a decorrere dal 1° gennaio 2022;
– un contributo una tantum di 100,00 euro (con scadenza 20/07/2021) a carico delle aziende a favore di tutti i lavoratori dei settori rientranti nel CCNL, assunti con contratto a tempo indeterminato.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LATERIZI E MANUFATTI IN CEMENTO INDUSTRIA (ANDIL, ASSOBETON)
Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dal 01/07/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 1,80% (rispetto al 1,70% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,50% la contribuzione a carico dell’iscritto.

NUOVE ALIQUOTE CONTRIBUTIVE PER IL CCNL DEI LAVORATORI DEI SETTORI LAPIDEI ESCAVAZIONE SABBIA INDUSTRIA
Il rinnovo contrattuale del settore ha previsto che a decorrere dal 01/07/2020 la contribuzione ad ARCO sia del 2,15% (rispetto al 1,80% precedente) a carico dell’azienda, ferma restando all’1,30% la contribuzione a carico dell’iscritto.

AZIENDE CHE HANNO ESCLUSIVAMENTE ADERENTI ESPLICITI
Versamenti del 4° trimestre 2020 previsti per il 20/01/2021 effettuare i versamenti.
La distinta di contribuzione relativa al 4° trimestre 2020, con competenza 01/10/2020-31/12/2020, dovrà riportare:
– le contribuzioni relative al trimestre di tutti i dipendenti già iscritti in modo esplicito al 30/09/2020; circolare ARCO 01/2021 2
– le contribuzioni dovute per i nuovi iscritti in modo esplicito, dal 01/10/2020 al 31/12/2020, nei mesi compresi tra la data di adesione e il 31/12/2020 (il solo TFR per i nuovi iscritti del mese di dicembre 2020) e le quote di iscrizione a carico dei lavoratori.

AZIENDE CHE HANNO ANCHE/SOLO ADERENTI TACITI
Versamenti del 4° trimestre 2020 previsti per il 20/01/2021. I lavoratori dipendenti che non abbiano già espresso precedentemente in maniera tacita o esplicita la propria volontà in ordine al conferimento del TFR, hanno 6 mesi dalla data di assunzione per decidere se trasferire il TFR maturando a forme di previdenza complementare ovvero lasciarlo in azienda. In caso di mancata scelta formale del lavoratore nei 6 mesi, scatterà il silenzio-assenso: il TFR sarà versato dall’azienda ad ARCO, forma pensionistica prevista dai contratti collettivi.

Le disposizioni di legge prevedono che il TFR conferito tacitamente al Fondo vada a confluire nel comparto di investimento con garanzia.
L’assemblea dei Delegati del Fondo il 30/06/2020 ha deliberato che agli aderenti al Fondo silenti, che verseranno il solo TFR, non sarà applicata la quota di adesione di 10,33 €; le aziende non dovranno quindi effettuare la relativa trattenuta.

Sistema nazionale di certificazione delle competenze: linee guida

Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto 5 gennaio 2021 del Ministero del lavoro di adozione delle Linee guida che rendono operativo il Sistema nazionale di certificazione delle competenze così come istituito con il D. Lgs. 16 gennaio 2013, n. 13.Le Linee guida forniscono le specifiche tecniche per l’interoperatività degli enti pubblici titolari del Sistema nazionale di certificazione delle competenze e le relative funzioni nell’ambito dei servizi di individuazione e validazione e certificazione.

La messa a regime dei servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze, negli ordinamenti e nelle politiche, rappresenta uno strumento essenziale per l’innalzamento dei livelli di qualificazione e occupabilità degli individui, per la competitività e produttività delle imprese e delle professioni e per l’ammodernamento e l’efficacia dei servizi e delle misure di politica attiva del lavoro. I servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze aiutano l’innovazione dei sistemi educativi e formativi, favorendo la personalizzazione degli apprendimenti al fine di ridurre l’insuccesso e la dispersione e facilitando le transizioni dallo studio al lavoro.
A tale scopo le Linee guida raccolgono e sistematizzano una serie di disposizioni operative prioritariamente finalizzate alla:
– identificazione degli indicatori, delle soglie e delle modalità di controllo, valutazione e accertamento degli standard minimi, anche ai fini dei livelli essenziali delle prestazioni e della garanzia dei servizi;
– definizione dei criteri per l’implementazione del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali di, anche nella prospettiva del sistema europeo dei crediti per l’istruzione e la formazione professionale, e per l’aggiornamento periodico, da effettuarsi almeno ogni tre anni;
– progressiva realizzazione e raccordo funzionale della dorsale informativa unica di cui all’articolo 4, co. 51, della L. n. 92/2012.
Le Linee guida rappresentano, pertanto, il provvedimento che rende operativo il sistema nazionale di certificazione delle competenze così come istituito con il già citato decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13.
Il processo istituzionale di normazione e prima implementazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze si realizza a partire da tre approcci per la messa a regime, la manutenzione e la governancedel sistema:
1. Approccio cooperativo: l’intero processo di attuazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze è frutto di un intenso lavoro di collaborazione interistituzionale tra le amministrazioni centrali e regionali coinvolte, con il coinvolgimento delle rispettive agenzie di ricerca e supporto tecnico, volto a garantire, nell’ambito dei rispettivi ordinamenti degli enti pubblici titolari, un’applicazione coordinata e condivisa della norma e a prevenirne possibili asimmetrie e applicazioni difformi attraverso approcci cooperativi e il trasferimento delle buone prassi.
2. Approccio progressivo: l’attuazione del sistema nazionale di certificazione delle competenze investe una vasta compagine di amministrazioni e vari sistemi tra loro anche molto differenti (scuola, università, formazione professionale, professioni, servizi per il lavoro etc.). Per questo motivo, per garantire un processo di attuazione sostenibile, le diverse amministrazioni coinvolte adottano un approccio graduale e progressivo cercando di valorizzare le esperienze consolidate e gli istituti esistenti, limitando al minimo necessario l’introduzione di elementi di innovazione normativa, tecnica e procedurale.
3. Approccio sostanziale: tale approccio si rende fondamentale al fine di evitare applicazioni formalistiche della certificazione delle competenze, valorizzando qualsiasi esperienza che permetta di accrescere le competenze e l’occupabilità degli individui. In tal senso, il sistema nazionale di certificazione delle competenze assume una funzione complementare al sistema dell’offerta pubblica di apprendimento permanente, non parallela e alternativa.

Nell’attuazione dei servizi di individuazione e validazione e certificazione delle competenze gli enti pubblici titolari assicurano il rispetto degli standard minimi di attestazione in coerenza con l’articolo 6 del decreto legislativo 16 gennaio 2013 n. 13.
Nel corso del servizio di individuazione e validazione sono elaborati il dossier delle evidenze e il «Documento di trasparenza». Il «Documento di trasparenza» è rilasciato, ove previsto o ne sia fatta richiesta di rilascio dall’utente e ha valore di attestazione di parte prima.
Al termine del servizio di individuazione e validazione, gli enti pubblici titolari assicurano il rilascio del «Documento di validazione» che contiene gli elementi minimi indicati. Tale documento ha valore di atto pubblico e di attestazione almeno di parte seconda. Il rilascio del «Documento di validazione» è facoltativo e avviene su richiesta della persona qualora il processo di individuazione e validazione si completi con la procedura di certificazione delle competenze, senza interruzione del procedimento.
Al termine del servizio di certificazione delle competenze, gli enti pubblici titolari assicurano il rilascio del «Certificato» che contiene gli elementi minimi indicati nello schema delle Linee guida. Tale documento ha valore di atto pubblico e di attestazione di parte terza. Le certificazioni e i titoli di studio rilasciati dagli enti pubblici titolari, anche per il tramite dei rispettivi enti titolati, hanno valore di certificato costituendo attestazione di parte terza in relazione alle competenze acquisite.
Gli enti titolati possono validare e certificare esclusivamente le competenze di cui si compongono le qualificazioni inserite nei repertori dei rispettivi enti pubblici titolari ricompresi nel repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione e delle qualificazioni professionali, fatti salvi eventuali accordi tra enti pubblici titolari.
Il Sistema nazionale di certificazione delle competenze è oggetto di monitoraggio e valutazione da parte del Ministero del lavoro, del Ministero dell’istruzione, del Ministero dell’università e della ricerca e delle amministrazioni pubbliche, centrali, regionali e delle Province autonome di Trento e di Bolzano, anche con il supporto tecnico delle agenzie e istituti di cui all’art. 9, comma 1 del decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13, ivi inclusa l’Agenzia nazionale per le politiche attive del lavoro (ANPAL).
Gli enti pubblici titolari, che non dispongano di un quadro regolamentare conforme agli standard minimi di servizio e ai livelli essenziali delle prestazioni del Sistema nazionale di certificazione delle competenze, di cui al decreto legislativo 16 gennaio 2013, n. 13 e ai relativi riferimenti operativi di cui al presente decreto, adottano gli atti di regolamentazione per i propri ambiti di titolarità, entro ventiquattro mesi dalla data di pubblicazione del decreto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.
Per quanto non espressamente previsto nel decreto e purché non in contrasto con esso, continuano ad applicarsi le previsioni di cui al decreto interministeriale 30 giugno 2015.

Settore Moda – Fondo SANIMODA: nuovi piani sanitari 2021-2022

Sanimoda, il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori dell’industria della  Moda, informa che dal 1° gennaio 2021 sono attivi nuovi Piani sanitari

Il Fondo Sanimoda, comunica ai lavoratori del settore Tessile Moda Industria, che dall’1° gennaio 2021 sono attivi i nuovi Piani sanitari, i quali rispetto ai precedenti prevedono:
– riduzione della franchigia di € 5,00 su Area Specialistica (Alta diagnostica e alta specializzazione; Accertamenti diagnostici ed esami di laboratorio; Visite Specialistiche);
– due nuovi Pacchetti Prevenzione (Udito e Vista)  integrazione del pacchetto Donna Over 50 anni;
– maggiore facilità di accesso alla garanzia Lenti e occhiali, con diminuzione del massimale applicato a fronte dell’eliminazione del requisito delle diottrie minime richieste, fermo restando la variazione visus;
– aumento dei massimali per le garanzie: •Rimborso spese sanitarie a seguito di diagnosi di autismo o DSA;
– procreazione medicalmente assistita;
– pacchetto maternità;
– cure termali.

Trasporto: chiarimenti su tempi di guida per tratte superiori a 50 Km nella medesima giornata

Si forniscono alcune precisazioni sulla disciplina da applicare in materia di autotrasporto effettuato da parte dei conducenti degli automezzi pubblici di linea extra urbana adibiti al trasporto passeggeri. con specifico riferimento ai tempi di guida, riposi e pause ed alla conseguente sanzionabilità del superamento dei relativi limiti, nelle ipotesi in cui i conducenti, nell’ambito della medesima settimana lavorativa, siano adibiti in maniera promiscua a servizio di linea su singole tratte di percorrenza inferiori ai 50 Km e ad attività di guida (noleggio autobus con conducente) su tratte superiori ai 50 km.

La disciplina generale dei periodi di guida, interruzioni e periodi di riposo per i conducenti che effettuano il trasporto di persone e di merci su strada è contenuta nel Regolamento CE n. 561/2006 che, all’art. 3, lett. a), prevede espressamente la sua disapplicazione ai “trasporti stradali effettuati a mezzo di veicoli adibiti al trasporto di passeggeri in servizio regolare di linea, il cui percorso non supera i 50 chilometri”. Il successivo art. 15 rimette agli Stati membri il compito di adottare per tali tipologie di trasporti regole nazionali che, nel disciplinare periodi di guida, interruzioni e periodi di riposo obbligatori, garantiscano un opportuno livello di tutela dei conducenti; nel nostro ordinamento tale compito è assolto dalla L. n. 138/1958, che regola le medesime ipotesi di esclusione di cui al cit. art. 3.
Ciò premesso, nel caso in cui l’intera attività di guida, giornaliera e settimanale, sia costituita da corse, sebbene ripetute o effettuate su linee diverse, singolarmente non superiori a 50 km, troverà applicazione esclusivamente la normativa nazionale; qualora, invece, anche una sola attività di guida non rientri nell’ipotesi di esclusione di cui all’art. 3, par. 1, lett. a), Reg. CE n. 561/2006, la legislazione comunitaria troverà piena applicazione in relazione ai tempi di guida e di riposo giornalieri e settimanali.
Nel caso di percorso “misto” con tratte di cui almeno una sia superiore ai 50 Km di cui al parere formulato, il conducente osserverà il periodo di riposo prescritto dall’art. 8 del Reg. CE n. 561/2006; qualora, nel corso di due settimane consecutive, non abbia usufruito del riposo settimanale integrale bensì di quello ridotto, avrà diritto alla compensazione del periodo residuo nei termini previsti dal citato art. 8.

Contribuzione anno 2021 al Fondo Fasdapi

Stabilita la contribuzone al Fondo Fasdapi per i dirigenti e per i quadri superiori delle piccole e medie aziende produttrici di beni e servizi.

Il Fondo comunica che per l’anno 2021, in considerazione degli andamenti tecnici, fortemente negativi, della gestione sanitaria del fondo la contribuzione annuale dovuta per la copertura sanitaria integrativa a favore dei Dirigenti, Quadri Superiori e dei relativi nuclei familiari è aumentata di € 100,00.
Per i Dirigenti/Quadri Superiori in forza al 31/12/2020, la contribuzione dovuta al Fasdapi per l’assistenza sanitaria integrativa è pari ad € 1.300,00 annui per ciascun iscritto – per i non iscritti a Federmanager il contributo è pari ad € 1.700,00 annui (di cui € 400,00 contributo aggiuntivo a carico del lavoratore come previsto dal verbale d’accordo dell’ 11/04/2011) e dovrà essere corrisposto dal 1° all’11 gennaio 2021 tramite bonifico in favore di FASDAPI sulle seguenti coordinate bancarie:
IBAN IT77R0307501603CC1510819017 – causale pagamento: Contributo sanità integrativa Cognome Nome aderente.

Coloro che non aderiranno entro il predetto termine, potranno richiedere l’iscrizione solo il 1° gennaio 2022, inviando la documentazione sopra indicata entro il 10 gennaio 2022.
Il diritto per poter usufruire delle prestazioni sanitarie, sempreché il contributo sia stato versato entro l’11/01/2021, decorrerà dalle ore 00 del 1° gennaio 2021.
Per i Dirigenti/Quadri Superiori nominati o assunti dopo il 31/12/2020 La contribuzione dovuta al Fasdapi per l’assistenza sanitaria integrativa è pari a:
– € 1.300,00 per ciascun iscritto (€ 1.700,00 per i non iscritti a Federmanager come previsto dal verbale d’accordo dell’ 11/04/2011) se l’attivazione dell’assistenza sanitaria avviene nel primo semestre;
– € 780,00 per ciascun iscritto (€ 1.180,00 per i non iscritti a Federmanager come previsto dal verbale d’accordo dell’ 11/04/2011) se l’attivazione dell’assistenza sanitaria avviene nel secondo semestre.
Il diritto per poter usufruire delle prestazioni sanitarie decorrerà dalle ore 00 del giorno di nomina/assunzione/iscrizione F.A.S.I. o analogo Fondo di Assistenza, sempreché entro i 60 giorni successivi a tale data pervenga al Fasdapi l’accredito del contributo dovuto e la relativa documentazione d’iscrizione.