Rilascio di garanzie a favore delle imprese agricole in emergenza Covid 19

Forniti i chiarimenti in merito all’applicazione delle modifiche introdotte dalla legge di conversione del DL “Liquidità” all’art. 13, relative alle garanzie che possono essere rilasciate in favore delle imprese agricole. (ASSOCIAZIONE BANCARIA ITALIANA – Circolare 01 luglio 2020, n. 1251, ISMEA – Circolare 22 giugno 2020, n. 3).

In merito alle attività di rilascio di garanzie di cui all’articolo 17 del D.lgs. 29 marzo 2004, n. 102 in combinato disposto con l’articolo 13 del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23 – Misure a sostegno della liquidità per le imprese danneggiate da COVID- 19 (c.d. DL “Liquidità”) come convertito dalla Legge del 5 giugno 2020, n.40 l’ISMEA, nella circolare in oggetto, distingue le modifiche già operative da quelle che devono ottenere la preventiva autorizzazione dalla Commissione Europea.
Sono già operative e applicabili ai finanziamenti deliberati dalle banche in data successiva a quella di entrata in vigore della cennata legge di conversione (7 giugno 2020). le modifiche alle lettere e), g-ter) e g-quater).
Con specifico riferimento alla lettera e) – ossia le garanzie su operazioni di rinegoziazione/consolidamento – ISMEA chiarisce che, qualora la rinegoziazione/consolidamento abbia ad oggetto più finanziamenti, la banca deve applicare all’operazione un tasso di interesse inferiore alla media ponderata di quelli sui debiti residui oggetto di rinegoziazione/consolidamento.
Sono operative a partire dal 7 giugno anche le modifiche della legge di conversione alla lettera m) relative all’innalzamento dell’importo massimo garantibile a 30.000 euro, alle modalità di calcolo di quest’ultimo e al tasso massimo applicabile. E invece subordinata all’approvazione della Commissione Europea l’adeguamento della durata massima del finanziamento a 10 anni.
Anche l’estensione del perimetro soggettivo della garanzia ISMEA alle imprese forestali e ai comparti dell’acquacoltura e dell’ippicoltura, nonché ai consorzi di bonifica e ai birrifici artigianali, sarà operativa dall’approvazione della Commissione Europea.
I nuovi modelli per la presentazione delle domande sono disponibili sul sito di ISMEA (http://www.ismea.it/flex/cm/pages/ServeBLOB php/L/IT/IDPagina/11028).
Con specifico riferimento alla richiesta di garanzia dei finanziamenti di cui alla lettera m) e alla luce di quanto sopra indicato, si sottolinea che — nelle more dell’autorizzazione della Commissione Europea – la nuova modulistica non prevede la possibilità di erogare finanziamenti fino a 10 anni.

Credito in dichiarazione eccedente rispetto a quello spettante: nessun danno erariale

L’indicazione del credito in dichiarazione in misura eccedente a quella spettante non configura una violazione equiparabile all’indebito o fraudolento uso di tale credito se all’irregolarità formale della dichiarazione non segua il mancato versamento di imposte (Corte di cassazione – sentenza 30 giugno 2020, n. 13101)

In tema di IVA, ove il contribuente, dopo aver utilizzato parzialmente un relativo credito mediante compensazione con altro tributo, negli anni successivi continui a dichiararlo in misura superiore alla residua parte spettante, non è configurabile una violazione equiparabile all’indebito o fraudolento uso di tale credito se all’irregolarità formale della dichiarazione non segua il mancato versamento di imposte.

Solo in caso di mancato versamento delle imposte, il comportamento del contribuente è riconducibile a un concreto danno erariale, non potendo ipotizzarsi un tentativo di illecito fiscale qualora il contribuente tenga una condotta in buona fede e non ponga in essere atti diretti all’utilizzo del maggior credito erroneamente riportato nelle dichiarazioni successive.

Il principio in esame si fonda sulla considerazione che la mera irregolarità relativa alla dichiarazione del credito Iva non può concretizzare un effettivo illecito avente ad oggetto il mancato versamento di imposte, occorrendo che l’illecito sussista effettivamente e che abbia causato un concreto danno erariale.

Agevolazioni fiscali per la delibazione di sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio

Ai provvedimenti di delibazione delle sentenze ecclesiastiche che dichiarano la nullità del matrimonio concordatario devono ritenersi applicabili le agevolazioni fiscali riconosciute agli atti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o divorzio (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 199 del 2020)

In base alla disciplina relativa ai casi di scioglimento del matrimonio, tutti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili del matrimonio nonché ai procedimenti anche esecutivi e cautelari diretti ad ottenere la corresponsione o la revisione degli assegni di mantenimento, sono esenti dall’imposta di bollo, di registro e da ogni altra tassa.
La normativa ricomprende nell’alveo dell’agevolazione tutti gli atti, documenti e provvedimenti che i coniugi pongono in essere nell’intento di regolare i rapporti giuridici ed economici relativi al procedimento di scioglimento del matrimonio o di cessazione degli effetti civili dello stesso.
Secondo la Corte Costituzionale (sentenza n. 154/1999) l’agevolazione va estesa alla totalità dei tributi afferenti gli atti, i documenti ed i provvedimenti relativi alle diverse fasi della crisi del matrimonio, inclusi quindi quelli relativi al procedimento di separazione personale dei coniugi.
La giurisprudenza, al riguardo, ha affermato che la ratio dell’agevolazione risiede nell’esigenza di alleviare l’accesso alla tutela giurisdizionale, evitando che l’imposizione fiscale possa gravare pesantemente sui coniugi, rendendo ancora più difficile il superamento della crisi che stanno vivendo. In altri termini, nel raffronto tra gli interessi in gioco, il legislatore sacrifica le entrate erariali a favore dei diritti fondamentali della persona, prevedendo un regime impositivo speciale accordato in ragione dei suddetti interessi superiori.
Trattandosi di un’esenzione di natura principalmente oggettiva, posta a presidio delle ragioni sociali di tutela della famiglia, di salvaguardia dell’integrità economica nella crisi familiare, di composizione della crisi coniugale, l‘agevolazione deve ritenersi applicabile anche alla delibazione della sentenza ecclesiastica di nullità del matrimonio.
La delibazione delle sentenze ecclesiastiche, infatti, costituisce una procedura speciale attraverso la quale, su richiesta di parte (cioè di uno o entrambi i coniugi), si attribuisce efficacia nell’ordinamento giuridico italiano ad una sentenza di nullità del matrimonio pronunciata dai tribunali ecclesiastici.
L’Agenzia delle Entrate ha precisato, peraltro, che i provvedimenti e gli atti giudiziari del procedimento di delibazione delle sentenze ecclesiastiche di nullità del matrimonio concordatario, in quanto esenti da imposta di registro, non sono soggetti all’obbligo della registrazione, poiché, alla formalità predetta, sono soggetti solo gli atti giudiziari per i quali l’imposta di registro è dovuta.

Comunicazione e scambio di informazioni fiscali: slittano i termini per il Covid-19

È differito al 30 settembre 2020 il termine di comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle informazioni sui conti finanziari (DAC2/MCAA/IGA) da parte degli intermediari (Ministero dell’Economia e delle Finanze – Comunicato 30 giugno 2020, n. 155).

È differito dal 30 giugno 2020 al 30 settembre 2020 il termine per la comunicazione all’Agenzia delle Entrate delle informazioni sui conti finanziari (DAC2/MCAA/IGA) per l’anno 2020 (relative al periodo di reporting 2019) da parte delle istituzioni finanziarie italiane, a causa dell’emergenza sanitaria connessa alla pandemia COVID-19.
La proroga riguarda l’obbligo di comunicazione delle informazioni da scambiare con gli altri Stati membri UE (sulla base della direttiva 2014/107/UE, c.d. DAC2), con gli altri Paesi non UE (sulla base del Multilateral Competent Authority Agreement firmato il 29 ottobre 2014), con gli Stati Uniti (nell’ambito dell’accordo intergovernativo ratificato con legge 18 giugno 2015, n. 95 relativo alla implementazione della legislazione FATCA).

Si attende la pubblicazione del decreto del MEF.

Modifiche alla memorizzazione elettronica e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi

In considerazione delle difficoltà conseguenti alla situazione emergenziale provocata dal COVID-19, il decreto legge n. 34/2020 (Rilancio) ha apportato delle modifiche alle disposizioni dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 127/2015 in tema di obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri. (AGENZIA DELLE ENTRATE – Provvedimento 30 giugno 2020, n. 248558).

In particolare, l’articolo 140 del predetto decreto legge ha modificato i termini di adeguamento graduale all’obbligo in argomento da parte degli esercenti al dettaglio e attività assimilate, portando la scadenza ultima al 1° gennaio 2021. Inoltre, l’articolo 141 del decreto legge Rilancio ha prorogato al 1° gennaio 2021 anche l’entrata in vigore della lotteria dei corrispettivi (all’articolo 1, comma 540, della legge n. 232/2016).
Tanto premesso, con il provvedimento in oggetto sono adeguati, rispetto ai nuovi termini, i contenuti dei provvedimenti del 28 ottobre 2016 e successive modificazioni e del 31 ottobre 2019 e successive modificazioni.
Inoltre, viene adeguato il termine di entrata in vigore dell’utilizzo esclusivo del nuovo tracciato telematico dei dati dei corrispettivi giornalieri e del conseguente adeguamento dei Registratori telematici. Al riguardo, al fine di recepire indicazioni provenienti dalle associazioni di categoria è stato aggiornato l’allegato tecnico denominato “Allegato – Tipi di Dati per i Corrispettivi versione 7.0 – giugno 2020”: la modifica ha riguardato la descrizione di alcuni campi del tracciato lasciandone invariata la struttura.
La modifica all’allegato tecnico denominato “Allegato – Tipi Dati Documento Commerciale ai fini Lotteria” si è resa necessaria per classificare alcune altre modalità di pagamento come “Non Riscosso”.
Per quanto riguarda il layout del Documento Commerciale, le modifiche hanno l’obiettivo di assicurare una leggibilità semplificata e l’ottimizzazione del contenuto al fine di ridurre il consumo di carta nel caso di stampa analogica del documento.
Vengono infine adeguati al 31 dicembre 2020 anche i termini entro i quali i produttori possono dichiarare la conformità alle specifiche tecniche di un modello già approvato dall’Agenzia delle entrate.