Fisco: ulteriori chiarimenti su taglio IRAP e versamento acconti

Con la Circolare n. 27/E del 19 ottobre 2020, l’Agenzia delle Entrate risponde alle richieste di ulteriori chiarimenti in merito al taglio dei versamenti IRAP disposto dal “Decreto Rilancio” ed all’applicazione del metodo previsionale per la determinazione degli acconti da versare nel mese di giugno prevista dal “Decreto Liquidità”

In considerazione della situazione di crisi connessa all’emergenza epidemiologica da COVID-19 il Governo ha adottato due misure riguardanti, dapprima il versamento degli acconti per l’anno 2020 in scadenza il 30 giugno 2020 (art. 20, del D.L. n. 23/2020, cd. “Decreto Liquidità”), e successivamente i versamenti dell’IRAP a saldo 2019 e in acconto per il 2020 (art. 24, del D.L. n. 34/2020, cd. “Decreto Rilancio”).
L’Agenzia delle Entrate fornisce ulteriori chiarimenti in merito, ad integrazione delle risposte fornite con la Circolare n. 25/E del 2020.

Versamento degli acconti in scadenza il 30 giugno 2020

In tema di versamento degli acconti in scadenza il 30 giugno 2020, il “Decreto Liquidità” ha previsto la disapplicazione di sanzioni e interessi per omesso o insufficiente versamento degli acconti dell’IRPEF, dell’IRES, e dell’IRAP nell’ipotesi di insufficiente versamento delle somme dovute se l’importo versato non è inferiore all’80% della somma che risulterebbe dovuta a titolo di acconto sulla base della dichiarazione relativa al periodo di imposta in corso. Tali disposizioni si applicano esclusivamente agli acconti dovuti per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019.
In proposito l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che tale disposizione deve ritenersi applicabile, oltre che all’IRPEF, all’IRES ed all’IRAP espressamente richiamate dalla norma, anche alle seguenti imposte:
– all’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP dovuta dai contribuenti che si avvalgono di forme di determinazione del reddito con criteri forfetari;
– alla cedolare secca sul canone di locazione, all’imposta dovuta sul valore degli immobili situati all’estero (IVIE) o sul valore delle attività finanziarie detenute all’estero (IVAFE);
– all’addizionale comunale all’IRPEF.
Resta esclusa, ovviamente, l’addizionale regionale all’IRPEF per la quale non è previsto il versamento dell’acconto entro il 30 giugno.

Taglio versamenti IRAP

Con riferimento alle disposizioni in tema di versamenti dell’IRAP, invece, il “Decreto Rilancio” ha previsto che le imprese con un volume di ricavi non superiore a 250 milioni e i lavoratori autonomi con un corrispondente volume di compensi non sono tenuti al versamento:
– del saldo dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2019, fermo restando, per detto periodo d’imposta, il versamento dell’acconto, suddiviso nelle rate legislativamente previste;
– della prima rata, pari al 40% (ovvero al 50% per i soggetti ISA), dell’acconto dell’IRAP dovuto per il periodo d’imposta 2020. L’importo corrispondente alla prima rata dell’acconto è comunque escluso dal calcolo dell’imposta da versare a saldo per il 2020.
In proposito l’Agenzia delle Entrate ha fornito specifici chiarimenti in merito a:
a) calcolo dell’IRAP da versare a saldo per il periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2019;
b) possibilità, qualora il saldo dell’IRAP relativo al periodo d’imposta 2020 sia inferiore alla prima rata di acconto “dovuta” per il medesimo periodo, di utilizzare in compensazione o chiedere a rimborso ovvero azzerare la differenza a credito.

CALCOLO IRAP A SALDO

Per quanto riguarda il quesito sub a), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che qualora si applichi il cd. “metodo storico”, deve essere versato il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% per i soggetti ISA) e l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% per i soggetti ISA) e del secondo acconto corrisposto.

Qualora, invece, si utilizzi il cd. “metodo previsionale”, deve essere versato il secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50% per i soggetti ISA) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta per il periodo d’imposta 2020 e l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% per i soggetti ISA) e del secondo acconto corrisposto.

In entrambe le ipotesi il primo acconto “figurativo” non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d’imposta 2020, calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere. E ciò perché la norma prevede un meccanismo volto ad evitare scelte arbitrarie circa il metodo di calcolo utilizzato per determinare l’acconto (storico o previsionale).

ESEMPI (IRAP 2019 PARI A 1.000 EURO)

1) Contribuenti che non applicano gli ISA

CASI

METODO

I ACCONTO FIGURATIVO

II ACCONTO VERSATO

IRAP 2020

I ACCONTO FIGURATIVO DA SOTTRARRE

II ACCONTO DA SOTTRARRE

SALDO

1 a STORICO 400 600 800 320 600 (120)
1. b PREVISIONALE (IRAP prevista €800) 320 480 800 320 480 0
           
2. a STORICO 400 600 1.200 400 600 200
2. b PREVISIONALE (IRAP prevista €800) 320 480 1.200 400 480 320
           
3. PREVISIONALE (IRAP prevista €1.600) 640 960 800 320 960 (480)
           
4. PREVISIONALE (IRAP prevista €1.200) 480 720 1.200 400 720 80
           
5. PREVISIONALE (IRAP prevista €1.200) 480 720 1.400 400 720 280

2) Contribuenti che applicano gli ISA

CASI

METODO

I ACCONTO FIGURATIVO

II ACCONTO VERSATO

IRAP 2020

IACCONTO FIGURATIVO DA SOTTRARRE

II ACCONTO DA SOTTRARRE

SALDO

1. a STORICO 500 500 800 400 500 (100)
1. b PREVISIONALE (IRAP prevista €800) 400 400 800 400 400 0
           
2. a STORICO 500 500 1.200 500 500 200
2. b PREVISIONALE (IRAP prevista €800) 400 400 1.200 500 400 300
           
3. PREVISIONALE (IRAP prevista €1.600) 800 800 800 400 800 (400)
           
4. PREVISIONALE (IRAP prevista €1.200) 600 600 1.200 500 600 100
           
5. PREVISIONALE (IRAP prevista €1.200) 600 600 1.400 500 600 300

SALDO IRAP INFERIORE ALLA PRIMA RATA DI ACCONTO

Con riferimento al quesito sub b), l’Agenzia delle Entrate ha precisato che qualora si applichi il cd. “metodo storico”, deve essere versato per il periodo d’imposta 2020:
– il secondo acconto, pari al 60% (ovvero al 50%, per i soggetti ISA);
– l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50%, per i soggetti ISA) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.

Qualora, invece, si utilizzi il cd. “metodo previsionale”, deve essere versato per il periodo d’imposta 2020:
– un secondo acconto pari al 60% (ovvero al 50%, per i soggetti ISA) dell’imposta complessiva presumibilmente dovuta;
– l’eventuale saldo da determinarsi al netto del primo acconto “figurativo” (pari al 40% ovvero al 50% per i soggetti ISA) e del secondo acconto effettivamente corrisposto.

In entrambe le ipotesi, il primo acconto “figurativo” da sottrarre non può mai eccedere il 40% (ovvero il 50%) dell’importo complessivamente dovuto a titolo di IRAP per il periodo d’imposta 2020, calcolato, in linea generale, secondo il metodo storico, sempreché quest’ultimo non sia superiore a quanto effettivamente da corrispondere.

ESEMPIO 1 (Metodo storico, soggetto che non applica gli ISA)

IRAP dovuta per il periodo d’imposta 2019 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 1.000 euro;
IRAP effettivamente dovuta per il periodo d’imposta 2020 _ _ _ _ _ _ _ 200 euro;
IRAP versata a titolo di II° acconto per il periodo d’imposta 2020 _ _ _  600 euro;
I° acconto “figurativo” da sottrarre dall’imposta dovuta (200 euro) _ _ _ _80 euro (40% di 200).
Pertanto, la dichiarazione IRAP 2021 evidenzierà un credito pari a 480 euro [200-(600+80)].

ESEMPIO 2 (Metodo previsionale, soggetto che non applica gli ISA)

IRAP dovuta per il periodo d’imposta 2019 _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _  1.000 euro;
IRAP che si presume di dover versare per il periodo d’imposta 2020 _ _ _ _ _ 800 euro;
IRAP versata a titolo di secondo acconto _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ _ 480 euro;
I° acconto “figurativo” da sottrarre dall’imposta dovuta (200 euro) _ _ _ _ _ _ _ 80 euro;

Pertanto, la dichiarazione IRAP 2021 evidenzierà un credito pari a 360 euro [200-(480+80)].

Detraibili le spese mediche pagate con bancomat del figlio

Il contribuente può utilizzare la carta bancomat intestata al figlio per pagare le spese detraibili a lei riferite, per le quali sussiste l’obbligo di tracciabilità, senza perdere il diritto alla detrazione, purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario il documento di spesa (Agenzia Entrate – risposta 19 ottobre 2020, n. 484).

La Legge di Bilancio 2020 ha subordinato la detrazione al 19% degli oneri di cui all’art. 15 del Tuir al pagamento con mezzi tracciabili (carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari e altri sistemi di pagamento), ad eccezione delle spese sostenute per l’acquisto di medicinali e di dispositivi medici, nonché alle detrazioni per prestazioni sanitarie rese dalle strutture pubbliche o da strutture private accreditate al Servizio sanitario nazionale.

Il nuovo obbligo non modifica in alcun modo, ponendo ulteriori vincoli, i presupposti stabiliti dall’art. 15 del TUIR o dalle altre norme fiscali ai fini della detraibilità dall’IRPEF degli oneri quale, in particolare, l’effettivo sostenimento degli stessi.

Pertanto, l’onere è da considerarsi sostenuto dal contribuente al quale è intestato il documento di spesa anche qualora esecutore materiale del pagamento sia altra persona, aspetto quest’ultimo che attiene ai rapporti interni fra le parti.

Nel caso di specie, il contribuente può utilizzare la cartabancomat intestata al figlio per pagare le spese detraibili a lei riferite, per le quali sussiste l’obbligo di tracciabilità, senza perdere il diritto alla detrazione, purché tale onere sia effettivamente sostenuto dal soggetto intestatario il documento di spesa, circostanza nel caso di specie, supportata dalla dichiarazione del medesimo contribuente che ha riferito di aver rimborsato in contanti la spesa sostenuta al figlio.

Frontaliere svizzero, accesso al Superbonus

L’Agenzia delle Entrate, con la risposta n. 486 del 19 ottobre 2020, ha fornito chiarimenti sull’accesso al Superbonus previsto dall’articolo 119 del decreto legge n. 34del 2020 da parte di un frontaliere svizzero.

Nel caso di specie, il Contribuente è un frontaliere residente in uno dei Comuni italiani presenti nella fascia entro i 20 km dal confine con la Svizzera al quale risulta applicabile la disposizione contenuta nell’articolo 1 dell’Accordo tra l’Italia e la Svizzera del 3 ottobre 1974, ai sensi della quale «I salari,gli stipendi e gli altri elementi facenti parte della rimunerazione che un lavoratore frontaliero riceve in corrispettivo di una attività dipendente sono imponibili soltanto nello Stato in cui tale attività è svolta».
Dall’istanza risulta che l’Istante, pur non producendo in Italia redditi da lavoro, quale proprietario assieme a sua moglie della casa di abitazione, risulta essere titolare del relativo reddito fondiario.
Ne consegue che l’Istante essendo titolare di un reddito in Italia, in presenza dei requisiti e delle condizioni normativamente, previste può accedere al Superbonus ed in mancanza di una imposta lorda sulla quale operare la detrazione del 110 per cento, può optare per la fruizione del Superbonus in una delle modalità alternative alla detrazione dall’imposta previste dall’articolo 121 del Decreto Rilancio.

Nuove misure urgenti di contenimento del contagio sull’intero territorio nazionale

Pubblicato nella GU n. 258 del 18 ottobre 2020, il DPCM 18 ottobre 2020, recante ulteriori disposizioni attuative del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 25 maggio 2020, n. 35, recante «Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19», e del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, recante «Ulteriori misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da COVID-19». Le nuove disposizioni entrano in vigore 19 ottobre 2020, ad eccezione per le quelle relative all’ambito scolastico che si applicano a far data dal 21 ottobre 2020, e tutte sono efficaci fino al 13 novembre 2020.

In particolare, è disposto che:
– delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta la chiusura al pubblico, dopo le ore 21,00, fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private;
– sono consentiti soltanto gli eventi e le competizioni riguardanti gli sport individuali e di squadra riconosciuti di interesse nazionale o regionale dal Comitato olimpico nazionale italiano (CONI), dal Comitato italiano paralimpico (CIP) e dalle rispettive federazioni sportive nazionali, discipline sportive associate, enti di promozione sportiva, ovvero organizzati da organismi sportivi internazionali; per tali eventi e competizioni è consentita la presenza di pubblico, con una percentuale massima di riempimento del 15% rispetto alla capienza totale e comunque non oltre il numero massimo di 1000 spettatori per manifestazioni sportive all’aperto e di 200 spettatori per manifestazioni sportive in luoghi chiusi, esclusivamente negli impianti sportivi nei quali sia possibile assicurare la prenotazione e assegnazione preventiva del posto a sedere, con adeguati volumi e ricambi d’aria, a condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro sia frontalmente che lateralmente, con obbligo di misurazione della temperatura all’accesso e l’utilizzo della mascherina a protezione delle vie respiratorie, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni sportive nazionali, Discipline sportive associate ed enti di promozione sportiva, enti organizzatori. Le Regioni e le Province autonome, in relazione all’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori, possono stabilire, d’intesa con il Ministro della salute, un diverso numero massimo di spettatori in considerazione delle dimensioni e delle caratteristiche dei luoghi e degli impianti; con riferimento al numero massimo di spettatori per gli eventi e le competizioni sportive non all’aperto, sono in ogni caso fatte salve le ordinanze già adottate dalle Regioni e dalle Province autonome, purché nei limiti del 15% della capienza. Le sessioni di allenamento degli atleti, professionisti e non professionisti, degli sport individuali e di squadra, sono consentite a porte chiuse, nel rispetto dei protocolli emanati dalle rispettive Federazioni Sportive Nazionali;
– lo svolgimento degli sport di contatto, come individuati con provvedimento del Ministro dello Sport, è consentito nei limiti di cui al precedente punto. L’attività sportiva dilettantistica di base, le scuole e l’attività formativa di avviamento relative agli sport di contatto sono consentite solo in forma individuale e non sono consentite gare e competizioni. Sono altresì sospese tutte le gare, le competizioni e le attività connesse agli sport di contatto aventi carattere ludico-amatoriale;
– le attività di sale giochi, sale scommesse e sale bingo sono consentite dalle ore 8,00 alle ore 21,00 a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi;
– sono vietate le sagre e le fiere di comunità. Restano consentite le manifestazioni fieristiche di carattere nazionale e internazionale, previa adozione di Protocolli validati dal Comitato tecnico-scientifico e secondo misure organizzative adeguate alle dimensioni ed alle caratteristiche dei luoghi e tali da garantire ai frequentatori la possibilità di rispettare la distanza interpersonale di almeno un metro;
– sono sospese tutte le attività convegnistiche o congressuali, ad eccezione di quelle che si svolgono con modalità a distanza; tutte le cerimonie pubbliche si svolgono nel rispetto dei protocolli e linee guida vigenti e a condizione che siano assicurate specifiche misure idonee a limitare la presenza del pubblico; nell’ambito delle pubbliche amministrazioni le riunioni si svolgono in modalità a distanza, salvo la sussistenza di motivate ragioni; è fortemente raccomandato svolgere anche le riunioni private in modalità a distanza;
– fermo restando che l’attività didattica ed educativa per il primo ciclo di istruzione e per i servizi educativi per l’infanzia continua a svolgersi in presenza, per contrastare la diffusione del contagio, previa comunicazione al Ministero dell’istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferite agli specifici contesti territoriali, le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza, modulando ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9,00. Allo scopo di garantire la proporzionalità e l’adeguatezza delle misure adottate è promosso lo svolgimento periodico delle riunioni di coordinamento regionale e locale previste nel Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione per l’anno scolastico 2020/2021 (cd. “Piano scuola”). Sono consentiti i corsi di formazione specifica in medicina generale nonché le attività didattico-formative degli Istituti di formazione dei Ministeri dell’interno, della difesa, dell’economia e delle finanze e della giustizia. I corsi per i medici in formazione specialistica e le attività dei tirocinanti delle professioni sanitarie e medica possono in ogni caso proseguire anche in modalità non in presenza. Sono parimenti consentiti i corsi abilitanti e le prove teoriche e pratiche effettuate dagli uffici della motorizzazione civile e dalle autoscuole, i corsi per l’accesso alla professione di trasportatore su strada di merci e viaggiatori e i corsi sul buon funzionamento del tachigrafo svolti dalle stesse autoscuole e da altri enti di formazione, nonché i corsi di formazione e i corsi abilitanti o comunque autorizzati o finanziati dal Ministero delle infrastrutture e dei trasporti. In presenza di un particolare aggravamento della situazione epidemiologica e al fine di contenere la diffusione dell’infezione da COVID-19, sentito il Presidente della Regione o delle Regioni interessate, con decreto del Ministro delle infrastrutture e dei trasporti è disposta la temporanea sospensione delle prove pratiche di guida di cui all’art. 121 del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 da espletarsi nel territorio regionale e la proroga dei termini previsti dagli articoli 121 e 122 del citato decreto legislativo in favore dei candidati che non hanno potuto sostenere dette prove. Sono altresì consentiti gli esami di qualifica dei percorsi di IeFP, secondo le disposizioni emanate dalle singole regioni nonché i corsi di formazione da effettuarsi in materia di salute e sicurezza, a condizione che siano rispettate le misure di cui al “Documento tecnico sulla possibile rimodulazione delle misure di contenimento del contagio da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro e strategie di prevenzione” pubblicato dall’INAIL. Al fine di mantenere il distanziamento sociale, è da escludersi qualsiasi altra forma di aggregazione alternativa. Le riunioni degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche ed educative di ogni ordine e grado possono essere svolte in presenza o a distanza sulla base della possibilità di garantire il distanziamento fisico e, di conseguenza, la sicurezza del personale convocato. Il rinnovo degli organi collegiali delle istituzioni scolastiche può avvenire secondo modalità a distanza nel rispetto dei principi di segretezza e libertà nella partecipazione alle elezioni. Gli enti gestori provvedono ad assicurare la pulizia degli ambienti e gli adempimenti amministrativi e contabili concernenti i servizi educativi per l’infanzia. L’ente proprietario dell’immobile può autorizzare, in raccordo con le istituzioni scolastiche, l’ente gestore ad utilizzarne gli spazi per l’organizzazione e lo svolgimento di attività ludiche, ricreative ed educative, non scolastiche né formali, senza pregiudizio alcuno per le attività delle istituzioni scolastiche medesime. Le attività dovranno essere svolte con l’ausilio di personale qualificato, e con obbligo a carico dei gestori di adottare appositi protocolli di sicurezza conformi alle linee guida di cui all’allegato 8 e di procedere alle attività di pulizia e igienizzazione necessarie. Alle medesime condizioni, possono essere utilizzati anche centri sportivi pubblici o privati;
– le università, sentito il Comitato Universitario Regionale di riferimento, predispongono, in base all’andamento del quadro epidemiologico, piani di organizzazione della didattica e delle attività curriculari in presenza e a distanza in funzione delle esigenze formative tenendo conto dell’evoluzione del quadro pandemico territoriale e delle corrispondenti esigenze di sicurezza sanitaria ed, in ogni caso, nel rispetto delle linee guida del Ministero dell’università e della ricerca, nonché sulla base del protocollo per la gestione di casi confermati e sospetti di COVID-19; le disposizioni di cui al presente punto si applicano, per quanto compatibili, anche alle Istituzioni di alta formazione artistica musicale e coreutica;
– le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) sono consentite dalle ore 5,00 sino alle ore 24,00 con consumo al tavolo, e con un massimo di sei persone per tavolo, e sino alle ore 18,00 in assenza di consumo al tavolo; resta sempre consentita la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto, nonché, fino alle ore 24,00 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze; le attività di cui al primo periodo restano consentite a condizione che le Regioni e le Province autonome abbiano preventivamente accertato la compatibilità dello svolgimento delle suddette attività con l’andamento della situazione epidemiologica nei propri territori e che individuino i protocolli o le linee guida applicabili idonei a prevenire o ridurre il rischio di contagio nel settore di riferimento o in settori analoghi; continuano a essere consentite le attività delle mense e del catering continuativo su base contrattuale, che garantiscono la distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro, nei limiti e alle condizioni di cui al periodo precedente; è fatto obbligo per gli esercenti di esporre all’ingresso del locale un cartello che riporti il numero massimo di persone ammesse contemporaneamente nel locale medesimo, sulla base dei protocolli e delle linee guida vigenti;
– restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, con obbligo di assicurare in ogni caso il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro;
– al fine di rendere più efficace il contact tracing attraverso l’utilizzo dell’App Immuni, è fatto obbligo all’operatore sanitario del Dipartimento di prevenzione della azienda sanitaria locale, accedendo al sistema centrale di Immuni, di caricare il codice chiave in presenza di un caso di positività.

Covid-19: ultimi chiarimenti dal Fisco per l’accesso al contributo a fondo perduto

L’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimento in merito all’accesso al contributo a fondo perduto COVID-19 in ipotesi di liquidazione avviata prima del 31 gennaio 2020 e sulla determinazione dei requisiti di accesso di una società di distributori di carburante ed in ipotesi di più attività svolte (Agenzia Entrate – risposte 16 ottobre 2020, nn. 476, 477 e 478).

Nell’ambito di una liquidazione societaria possono fruire del contributo a fondo perduto Covid previsto dal Decreto Rilancio i soli soggetti la cui fase di liquidazione è stata avviata successivamente 31 gennaio 2020, data di dichiarazione dello stato di emergenza sanitaria da Covid-19.
Infatti, se la fase per la realizzazione degli asset è stata avviata prima del 31 gennaio 2020, l’erogazione a fondo perduto non spetta in quanto l’attività ordinaria non è stata interrotta dall’epidemia.

Riguardo invece all’accesso al contributo da parte di un consorzio di distributori di carburante, l’Agenzia ha chiarito che il consorzio può determinare la soglia massima dei ricavi assumendo i ricavi percepiti al netto del prezzo corrisposto al fornitore dei beni.

Infine, sempre riguardo ai requisiti di accesso, l’Agenzia ha chiarito che in caso di esercizio di più attività, si deve comunque tener conto di tutte le attività esercitate ai fini della determinazione dei requisiti di accesso.