Dematerializzazione di documenti originali “unici”: note spese extra-UE

Con riferimento alla gestione delle note spese dei dipendenti in trasferta, qualora i giustificativi di spesa allegati siano emessi da soggetti economici esteri di Paesi extra UE, con i quali non esiste una reciproca assistenza in materia fiscale, ai fini della dematerializzazione e conservazione informatica sostitutiva, le note spese ed i relativi giustificativi si considerano documenti originali “unici”. (Agenzia delle Entrate – Risposta a interpello n. 417 del 2019)

GESTIONE INFORMATIZZATA DELLE NOTE SPESE

Qualunque documento informatico avente rilevanza fiscale, ossia qualunque documento elettronico che contiene la rappresentazione informatica di atti, fatti o dati giuridicamente rilevanti ai fini tributari (come le note spese dei dipendenti in trasferta contabilizzate per la deducibilità dei relativi costi), deve possedere, tra le altre, le caratteristiche della immodificabilità, integrità ed autenticità.
Laddove si adotti un sistema di gestione e conservazione informatizzato delle note spese che garantisca le predette caratteristiche, è possibile procedere alla completa dematerializzazione della documentazione (note spese e relativi giustificativi di spesa), con la distruzione dei documenti analogici.
Restano fermi, ovviamente, tutti gli ulteriori requisiti per la deducibilità dei costi (quali inerenza, competenza e congruità) e le modalità di imputazione dei redditi in capo ai soggetti rimborsati.

ORIGINALI “UNICI” E “NON UNICI”

Se si utilizza una modalità analitica di rimborso spese ai dipendenti ed insieme alla nota spese sono conservati i documenti giustificativi della stessa, la nota può rientrare nel novero dei documenti analogici originali “non unici”, qualora sia possibile ricostruirne il contenuto attraverso la combinazione dei predetti documenti giustificativi e dei dati risultanti dalla contabilità.
Costituiscono documenti analogici originali “non unici”, secondo il Codice dell’Amministrazione Digitale, infatti, i documenti per i quali sia possibile risalire al loro contenuto attraverso altre scritture o documenti di cui sia obbligatoria la conservazione, anche se in possesso di terzi.
La riconducibilità a tale tipologia di documenti, comporta una significativa semplificazione del processo di dematerializzazione e conservazione sostitutiva delle note spese, poiché, secondo la normativa in materia di obblighi fiscali relativi ai documenti informatici, il processo di conservazione elettronica può essere effettuata senza necessità dell’intervento di un pubblico ufficiale che attesti la conformità all’originale delle copie informatiche e delle copie per immagine su supporto informatico.
Viceversa, qualora il giustificativo allegato alla nota spese non consenta di risalire al suo contenuto attraverso altre scritture o documenti di cui sia obbligatoria la conservazione, anche se in possesso di terzi, ed abbia pertanto natura di documento analogico originale “unico”, la relativa conservazione sostitutiva necessita dell’intervento del pubblico ufficiale.

NOTE SPESE EXTRA-UE

L’Agenzia delle Entrate ha precisato che nelle ipotesi in cui i giustificativi allegati alla nota spese siano emessi da soggetti economici esteri di Paesi extra UE, con i quali non esiste una reciproca assistenza in materia fiscale ovvero non è assicurato un effettivo scambio di informazioni (vale a dire paesi diversi da quelli annoverati nella cd. ” white list”, o da quelli che prevedono un adeguato scambio di informazioni tramite una convenzione per evitare la doppia imposizione sul reddito, uno specifico accordo internazionale o con cui trovano applicazione disposizioni comunitarie in materia di assistenza amministrativa), rientrano nel novero dei documenti originali “unici”.
Ciò in quanto viene meno per il Fisco la possibilità – tanto astratta, quanto concreta – di ricostruire il contenuto dei giustificativi stessi, attraverso altre scritture o documenti in possesso dei terzi.
In tal caso, di conseguenza, il processo di dematerializzazione e conservazione sostitutiva delle note spese richiede il necessario intervento del pubblico ufficiale che attesti la conformità delle copie informatiche dei giustificativi di spesa.

AIA: verifiche sui responsabili tecnici impegnati in altri settori

Il legale rappresentante di impresa iscritta all’Albo delle Imprese Ambientali che ricopre anche il ruolo di responsabile tecnico, qualora intende ricoprire il suddetto ruolo anche in altri settori di attività, non è dispensato dalla verifica della sua idoneità professionale (Ministero Ambiente – circolare n. 10/2019).

Di norma è dispensato dalle verifiche sui requisiti professionali il legale rappresentante dell’impresa che abbia ricoperto e ricopra contemporaneamente anche il ruolo di responsabile tecnico e che, al momento della domanda, abbia maturato esperienza nel settore di attività oggetto dell’iscrizione per almeno venti anni.

Relativamente però alla possibilità di dispensare ulteriormente da verifiche il legale rappresentate/responsabile tecnico per altri settori di attività, il Ministero dell’Ambiente ha chiarito che in tal caso il soggetto interessato deve invece sostenere la verifica iniziale costituita dal modulo obbligatorio per tutte le categorie e da almeno un modulo specialistico.

Contributi rottamazione veicoli inquinanti e acquisto scuolabus eco-compatibili

Tra le misure adottate per il rispetto degli obblighi europei di miglioramento della qualità dell’aria, il cd. “Decreto Clima” introduce un contributo alla rottamazione di autovetture inferiori ad Euro 4 e motocicli inferiori ad Euro 3 ed Euro 4 a due tempi, e un incentivo ai Comuni per la realizzazione o l’implementazione del servizio di scuola bus ibridi o elettrici (artt. 2 e 3, Decreto-Legge 14 ottobre 2019, n. 111)

Al fine di ridurre/limitare le emissioni climalteranti e inquinanti in atmosfera e migliorare la qualità dell’aria, tra le misure per incentivare la mobilità sostenibile nelle aree metropolitane, è previsto il riconoscimento di un contributo per la rottamazione autovetture omologate fino alla classe Euro 3 o motocicli omologati fino alla classe Euro 2 ed Euro 3 a due tempi (“buono mobilità”).
La rottamazione deve essere effettuata entro il 31 dicembre 2021.
Il “buono mobilità” è riservato alle persone residenti nei comuni interessati dalle “procedure di infrazione dell’Unione Europea per mancato rispetto degli obiettivi europei di riduzione dei livelli di inquinamento dell’aria”, e può essere speso entro i 3 anni successivi alla rottamazione, per l’acquisto, anche a favore di persone conviventi, di abbonamenti al trasporto pubblico locale e regionale, nonché di biciclette anche a pedalata assistita.
Il “buono mobilità” è riconosciuto fino ad esaurimento delle risorse, in misura pari a:
– euro 1.500 per ogni autovettura rottamata;
– euro 500 per ogni motociclo rottamato.
Il “buono mobilità” non costituisce reddito imponibile del beneficiario e non rileva ai fini del computo del valore dell’ISEE.
Le modalità e i termini per l’ottenimento e l’erogazione del beneficio saranno definite con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e il Ministro dello sviluppo economico.

Per le medesime finalità è previsto il finanziamento di investimenti necessari alla realizzazione di progetti sperimentali per la promozione del trasporto scolastico sostenibile. In particolare, per gli anni 2020 e 2021 saranno finanziati progetti di realizzazione o implementazione del servizio di trasporto scolastico per i bambini della scuola dell’infanzia statale e comunale e per gli alunni delle scuole statali del primo ciclo di istruzione con mezzi di trasporto ibridi o elettrici.
Il beneficio è riservato ai comuni interessati dalle “procedure di infrazione dell’Unione Europea per mancato rispetto degli obiettivi europei di riduzione dei livelli di inquinamento dell’aria”, per un ambito territoriale con popolazione superiore a centomila abitanti. La domanda deve essere presentata da uno o più dei predetti comuni, anche in forma associata al Ministero dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, che selezionerà i progetti da finanziare in base alla portata del numero di studenti coinvolti e alla stima di riduzione dell’inquinamento atmosferico.
Le modalità di presentazione delle domande e le spese ammissibili ai fini del finanziamento saranno stabilite con successivo decreto del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, sentito il Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca e il Ministro dell’economia e delle finanze.

AREE INTERESSATE DA PROCEDURE DI INFRAZIONE UE PER INQUINAMENTO DELL’ARIA OLTRE I LIMITI DEGLI OBIETTIVI EUROPEI

Procedure di infrazione comunitaria n. 2014/2147 (concentrazione PM10)

Procedure di infrazione comunitaria n. 2015/2043 (Superamento limiti NO2)

Valle del Sacco;
Roma;
Napoli;
Caserta;
Emilia Romagna – pianura ovest;
Emilia Romagna – pianura Est;
Milano;
Bergamo;
Brescia;
Lombardia – pianura ad elevata urbanizzazione A;
Lombardia – pianura ad elevata urbanizzazione B;
Lombardia – fondovalle D;
Piemonte – pianura;
Piemonte – collina;
Venezia-Treviso;
Padova;
Vicenza;
Verona;
Zona A1 – provincia del Veneto;
Prato Pistoia;
Valdarno Pisano e Piana Lucchese;
Conca ternana;
Zona costiera collinare beneventana;
Puglia – zona industriale;
Palermo.
Torino;
Milano;
Bergamo;
Brescia;
Firenze;
Genova;
Roma;
Catania;
Aree industriali.

Rilascio carta identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero

Il Ministero dell’interno con la circolare 16 ottobre 2019, n. 11 ha fornito le istruzioni tecniche per il rilascio della carta d’identità elettronica ai cittadini italiani residenti all’estero

Di recente è stata avviata la fase sperimentale di emissione del documento elettronico presso le sedi consolari di Vienna, Nizza e Atene, che riceveranno le richieste di rilascio presentate dai cittadini secondo le modalità indicate dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale sul sito https://www.esteri.it/mae/it/servizi/italiani-all-estero/documenti di viaggio.
Completata la fase di sperimentazione, saranno attivate in modo progressivo le restanti sedi consolari europee, per un totale di 53 Uffici, secondo un piano di dispiegamento che sarà predisposto dal suddetto Dicastero.
Il procedimento per il rilascio della CIE da parte degli uffici consolari è analogo a quello previsto per il rilascio del documento alle persone residenti in Italia e presuppone verifiche sui dati anagrafici e sul codice fiscale del richiedente.
Il Comune di iscrizione AIRE dovrà quindi provvedere, ove richiesto, ad effettuare controlli sui dati del cittadino e fornire, superati eventuali disallineamenti, il nulla osta al rilascio al Consolato richiedente.
Per agevolare ed accelerare le operazioni di verifica anagrafica sono stati implementati nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione residente (ANPR) nuovi servizi per i Consolati che consentono agi operatori di scambiare in via telematica le comunicazioni con i Comuni di iscrizione AIRE dei cittadini richiedenti, transitati e non transitati nell’Anagrafe nazionale.
L’effettiva disponibilità dell’accesso all’ANPR da parte dei comuni risulta tanto più necessaria per remissione della CIE richiesta all’estero.
Per richieste di assistenza di natura tecnica riguardanti il sistema ANPR è disponibile un apposito servizio che risponde al numero verde 800863116, attivo dal lunedì al venerdi dalle ore 8 alle ore 18.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 14.00 (con esclusione delle festività nazionali).
Resta, inteso che permane la possibilità per il cittadino residente all’estero di richiedere la carta d’identità presso lo sportello comunale che provvederà al rilascio del documento in formato cartaceo fino alla realizzazione delle nuove funzionalità previste per l’emissione della CIE.

Sisma bonus per gli interventi di riduzione del rischio sismico

Nel concetto di demolizione e ricostruzione rientra anche la ricostruzione dell’edificio che determina un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione (AGENZIA DELLE ENTRATE – Risposta 10 ottobre 2019, n. 409).

Nell’ambito del c.d. sisma bonus, la normativa prevede per gli acquirenti la possibilità di fruire della detrazione anche per gli interventi realizzati “mediante demolizione e ricostruzione di interi edifici, allo scopo di ridurne il rischio sismico, anche con variazione volumetrica rispetto all’edificio preesistente”. Rientra, quindi, nel concetto di demolizione e ricostruzione anche la ricostruzione dell’edificio che determina un aumento volumetrico rispetto a quello preesistente, sempreché le disposizioni normative urbanistiche in vigore permettano tale variazione; di conseguenza, non rileva la circostanza che il fabbricato ricostruito contenga un numero maggiore di unità immobiliari rispetto al preesistente.
La detrazione è stata estesa anche agli immobili ubicati in zona sismica 2 e 3, mentre in origine era limitata ai fabbricati ubicati in zona 1.
In particolare, con riferimento agli interventi di riduzione del rischio sismico ammessi al cd. sisma bonus (tra i quali rientrano anche quelli realizzati dalle imprese costruttrici che poi vendono le unità immobiliari), è stato ribadito che, a partire dal 1° gennaio 2017, la detrazione riguarda le spese sostenute per interventi le cui procedure autorizzatorie sono iniziate dopo la predetta data.
In altri termini, l’agevolazione in questione spetta in relazione a interventi le cui procedure di autorizzazione risultano avviate a partire dal 1° gennaio 2017, restando escluse quelli realizzati a seguito di procedure avviate in precedenza.
Pertanto, qualora la data di avvio delle procedure autorizzatorie sia antecedente al 1° gennaio 2017 e non sia stato prodotto alcun parere dell’Ufficio tecnico del Comune che attesti una diversa e successiva, rispetto all’originario titolo abilitativo urbanistico, data di inizio del procedimento, gli acquirenti degli immobili ceduti non possono beneficiare della detrazione d’imposta per ogni unità immobiliare del nuovo fabbricato.