CCNL Sacristi: Una tantum a settembre

  Erogata, nel mese di settembre la seconda tranche di una tantum prevista dal CCNL per i sacristi addetti al culto dipendenti da enti ecclesiastici.

Il CCNL ha previsto ai sacristi in forza dall’1/1/2018 in aggiunta alla retribuzione ordinaria prevista nel contratto, una indennità lorda una tantum, senza alcun riflesso su alcun istituto retributivo e di legge, pari ad euro 1.300,00 da erogarsi in 3 quote di cui la prima pari ad euro 500,00 al marzo 2019, euro 400,00 al marzo 2020 ed euro 400,00 al marzo 2021.

A seguito dell’emergenza COVID-19 le parti sottoscrittrici del CCNL rappresentate nell’ENBIFF avevano concordato di posticipare di 6 mesi l’erogazione della tranche di una tantum prevista per il mese di MARZO .
Pertanto, con lo stipendio di settembre spetta la seconda quota di una tantum di euro 400,00 , fatte salve eventuali intese individuali, di miglior favore per il sacrista
Per i Sacristi dipendenti a tempo parziale l’importo dell’una tantum sarà proporzionato in base alla percentuale dell’orario ridotto rispetto al tempo pieno (ore settimanali stabilite/44).

Edilizia – Avvio del Fondo Sanedil – Comunicato della CNCE

La CNCE, con comunicato del 21/9/2020, rende note le ultime comunicazioni del Fondo Sanitario Sanedil relative alle procedure di avvio

Il Fondo Sanedil ha comunicato alla CNCE che nella prima decade del prossimo mese di ottobre, a conclusione dei corsi di Formazione organizzati per gli addetti degli Enti preposti all’attività di sportello del Fondo stesso, saranno attive, al livello nazionale, le garanzie previste dai piani sanitari sottoscritti con le Compagnie Unisalute e Unipol. Di tale procedura di avvio, la CNCE dovrà informare le Casse Edili e le EdilCasse.
In considerazione del fatto che l’impianto e le modalità gestionali della procedura prevista per il funzionamento del Fondo, potrebbero comportare alcune iniziali difficoltà operative, il Fondo Sanedil, su specifica richiesta delle Compagnie assicurative, avvierà una fase sperimentale di 15 giorni, a partire dal 5 ottobre prossimo, con le Casse Edili/Edilcasse pilota elencate di seguito:
– Milano, Verona, Ceda Bologna, Edilc. Bergamo, Roma, Firenze, Nord Sardegna, Edilc. Abruzzo, Bolzano, Genova, Bologna, Edilc. Basilicata, Napoli, Perugia, Cedam Marche, Edilc. Sicilia, Torino, Venezia, Cosenza, Bari, Palermo.
Tutte le altre Casse Edili ed EdilCasse, ossia quelle non comprese nell’elenco, per la durata della fase sperimentale, avranno esclusivamente la possibilità di raccogliere le richieste di prestazione sanitaria, riservandosi di inoltrare i relativi flussi informatici alle Compagnie assicurative, mantenendo, comunque, inalterati i diritti degli iscritti, solo a conclusione dei 15 giorni necessari per collaudare il sistema.

 

ANF, la condizione di assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro

Al fine del riconoscimento del diritto all’assegno nucleo familiare, nel caso di nucleo composto da una sola persona, titolare di pensione ai superstiti da lavoro dipendente e che si trovi, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, tale ultima condizione va valutata non solo sotto l’aspetto clinico, ma anche tenendo conto dell’ambiente economico e sociale con il quale il soggetto interagisce e nel quale dovrebbe reimpiegarsi (Corte di Cassazione, ordinanza 17 settembre 2020, n. 19409).

Una Corte d’appello territoriale, in riforma della sentenza del Tribunale di di primo grado, avevo rigettato una domanda volta ad ottenere il riconoscimento del diritto agli assegni per il nucleo familiare quale coniuge superstite ex art. 2, co. 8, del D.L. n. 69/1988. Ad avviso della Corte di merito, il ricorrente non si trovava in situazione di inabilità al lavoro, ma solo in condizioni di ridotta capacità lavorativa.
Ricorrendo in Cassazione, il soggetto interessato lamentava che, ai fini del beneficio degli assegni per il nucleo familiare, l’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, andava valutata anche al fattore socio-economico tale da consentire una proficua occupazione in relazione alle condizioni di salute ed alla professionalità acquisita. Di contro, il CTU si sarebbe limitato ad accertare la permanente inabilità della ricorrente esclusivamente sotto il profilo medico.
Per la Suprema Corte il motivo è fondato.
L’assegno per il nucleo familiare, infatti, è finalizzato ad assicurare una tutela in favore di quelle famiglie che mostrano di essere effettivamente bisognose sul piano economico ed è attribuito in modo differenziato in rapporto al numero dei componenti ed al reddito del nucleo familiare, tenendo altresì conto dell’eventuale esistenza di soggetti colpiti da infermità o difetti fisici o mentali, che pertanto si trovino nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro.
Orbene, l’indagare se un soggetto si trovi “a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro”, richiede l’accertamento della concreta possibilità, tenuto conto delle condizioni del mercato del lavoro, di dedicarsi ad un’attività lavorativa, anche estranea alle attitudini del soggetto, ma comunque rispettosa della dignità della persona, che sia utile ed idonea a soddisfare in modo normale e non usurante le sue primarie esigenze di vita (Corte di Cassazione, sentenza n. 16955/2004).
L’ accertamento del requisito dell’inabilità, quindi, presuppone quindi un’indagine accurata relativa non solo alle condizioni cliniche del soggetto, tali da renderlo direttamente collocabile sul mercato del lavoro, ma anche alle condizioni dell’ambiente economico e sociale con il quale egli interagisce e nel quale dovrebbe reimpiegarsi.

Accordo tra Italia e Francia trattamento fiscale frontalieri

22 SETT 2020 Prorogato fino al 31 dicembre 2020 l’Accordo tra le Autorità competenti di Italia e Francia concernente il trattamento fiscale dei frontalieri durante l’emergenza Covid-19 (MEF – Comunicato 21 settembre 2020)

In via eccezionale e provvisoria, si accetta che i giorni di lavoro svolti nello Stato di residenza, a domicilio e per conto di un datore di lavoro situato nell’altro Stato contraente, a seguito delle misure adottate per combattere la diffusione del COVID-19, sono considerati giorni di lavoro nello Stato in cui la persona avrebbe lavorato e ricevuto in corrispettivo il salario, lo stipendio e le altre remunerazioni analoghe (“reddito”) in assenza di tali misure.
Si considera che il primo paragrafo del presente accordo amichevole si applica alle persone fisiche residenti in uno Stato contraente che svolgono abitualmente un’attività dipendente nell’altro Stato e che, per il periodo in cui il presente accordo amichevole è applicabile, ricevono in corrispettivo dell’attività dipendente esercitata straordinariamente a causa delle norme sanitarie governative nel loro Stato di residenza, sia a tempo pieno che a tempo parziale, dei redditi;

In via eccezionale e provvisoria, si accetta che i lavoratori che hanno passato più giorni consecutivi nell’altro Stato contraente allo scopo di svolgere la propria attività dipendente per conto di un datore di lavoro situato in detto altro Stato contraente, senza regolare rientro quotidiano nello Stato di residenza a seguito delle misure adottate per combattere la diffusione del COVID-19, sono considerati frontalieri.

Dichiarazione di successione e legati obbligatori disposti per testamento

L’esecutore testamentario che è tra i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione ed è possessore dei beni dell’eredità, è tenuto al pagamento dell’imposta di successione (L’Agenzia delle Entrate  – Risposta 18 settembre 2020, n. 379).

Con l’apertura della successione i diritti e i rapporti giuridici attivi e passivi facenti capo al de cuius al momento della sua morte, si trasferiscono ad altri soggetti (eredi e/o legatari), ad esclusione di quei diritti che si estinguono perché strettamente legati alla persona.
La devoluzione ereditaria può avvenire per disposizioni di legge (successione legittima) o mediante testamento (successione testamentaria).
Nella fattispecie in esame, il de cuius ha disposto del suo patrimonio mediante tre testamenti, affidando agli esecutori testamentari il compito di attuarli. Ad entrambi gli esecutori testamentari il testatore ha attribuito un legato a titolo particolare consistente in una somma di denaro.
Anche un erede o un legatario può essere nominato esecutore testamentario (articolo 701 del codice civile).
Ai sensi dell’articolo 28 del TUS sono obbligati a presentare la dichiarazione: i chiamati all’eredità, i legatari, i loro legali rappresentanti, i curatori dell’eredità, gli esecutori testamentari, nonché nei confronti di coloro che succedono per effetto della dichiarazione di morte presunta o che conseguono il possesso temporaneo dei beni dell’assente.
Dalla dichiarazione di successione devono risultare, tra gli altri, i seguenti elementi: “le generalità, la residenza e il codice fiscale dei chiamati all’eredità e dei legatari” (lett. b) , “la descrizione analitica dei beni e dei diritti compresi nell’attivo ereditario con l’indicazione dei rispettivi valori”, “il valore globale netto dell’asse ereditario” (lett.m) e “gli estremi di pagamento delle imposte ipotecaria e catastale, di bollo, delle tasse ipotecarie e dell’imposta sostitutiva di quella comunale sull’incremento di valore degli immobili”(lett. n-bis). Se il dichiarante è un legatario, dalla dichiarazione devono risultare solo gli elementi di cui al comma 1, lettere a) e b),nonché quelli di cui alle lettere c), i) e n) limitatamente all’oggetto del legato, alla lettera f) limitatamente alle donazioni a suo favore e alla lettera l) limitatamente al suo domicilio (articolo 29 del TUS).
In ragione dell’ufficio di esecutore testamentario, l’istante figura tra i soggetti obbligati sia a presentare la dichiarazione di successione entro il termine di dodici mesi decorrente dalla data in cui ha avuto notizia legale della sua nomina ai sensi dell’articolo 31, comma 2, lett. a) del TUS, che a indicare gli elementi richiesti dal primo comma dell’articolo 29 del stesso Testo Unico.
La dichiarazione di successione dovrà quindi essere presentata dall’istante indicando nel frontespizio della dichiarazione il codice carica “7”: esecutore testamentario. A tal fine, sono in corso di implementazione gli interventi tecnici per la rimozione del controllo informatico segnalato nell’istanza.
Nelle more del predetto intervento informatico, l’istante potrà presentare presso l’ufficio, il Modello 4, ovvero il modello cartaceo della dichiarazione di successione.
Per quanto riguarda il pagamento dell’imposta di successione, l’articolo 36, comma 3 del TUS dispone che “Fino a quando l’eredità non sia stata accettata, o non sia stata accettata da tutti i chiamati, i chiamati all’eredità, o quelli che non hanno ancora accettato, e gli altri soggetti obbligati alla dichiarazione della successione, esclusi i legatari, rispondono solidalmente dell’imposta nel limite del valore dei beni ereditari rispettivamente posseduti”.
Pertanto, poiché l’esecutore testamentario è tra i soggetti obbligati a presentare la dichiarazione di successione ed è possessore dei beni dell’eredità, è tenuto al pagamento dell’imposta di successione.
Le disposizioni testamentarie in esame configurano, infatti, dei legati obbligatori di somme di denaro che produrranno i loro effetti in capo ai legatari solo successivamente all’alienazione degli immobili cui è tenuto l’esecutore testamentario. Infatti, quando all’esito del compimento della vendita il diritto di credito dei legatari avrà acquisito il carattere della esigibilità e della liquidità, l’esecutore testamentario o i legatari dovranno presentare una dichiarazione integrativa, indicando il ricavato della vendita pro-quota, e la relativa imposta di successione sarà riliquidata ai sensi dell’articolo 28, comma 6, del TUS.
Inoltre, ai sensi dell’art. 5, commi 1 e 2, del d.lgs. 31 ottobre del 1990 n. 347, gli uffici, nel redigere il certificato di successione del quale devono richiedere la trascrizione devono includere tutti i beni immobili inseriti nella dichiarazione di successione. La trascrizione del certificato di successione è richiesta ai soli effetti stabiliti dal presente testo unico e non costituisce trascrizione degli acquisti a causa di morte degli immobili e dei diritti reali immobiliari compresi nella successione.
Con la riportata disposizione normativa, il legislatore ha inteso precisare che la trascrizione deve essere comunque effettuata a seguito della presentazione della dichiarazione di successione ed esplica effetti esclusivamente fiscali.
Pertanto, nel caso in esame, la trascrizione deve essere effettuata nei confronti degli esecutori testamentari, quali possessori dei beni immobili ex art. 703 del c.c.
Alla luce di quanto delineato, l’imposta di successione sarà liquidata ai sensi del combinato disposto degli artt. 8 e 43 del TUS, ovvero secondo le disposizioni testamentarie e sul valore globale netto dell’asse ereditario, costituito dalla differenza tra il valore complessivo, alla data di apertura della successione, dei beni e diritti che compongono l’attivo ereditario, e l’ammontare complessivo delle passività deducibili e degli oneri appartenenti al defunto.
Nel quadro EA della dichiarazione di successione dovranno essere indicati l’erede e tutti i legatari, compresi quelli nei cui confronti il de cuius ha attribuito i predetti legati obbligatori, in quanto i relativi diritti di credito, derivanti dall’attribuzione di tali legati, trovano corrispondenza nel quadro ER – Rendite, crediti altri beni, con il codice “GD – cosa genericamente determinata art. 653 del c.c.”, e nella sottostante sezione “Devoluzione”, nella quale dovranno essere riportati i dati identificativi dei soggetti aventi diritto.
Nei successivi quadri dell’attivo ereditario dovranno essere indicati tutti i beni e i diritti che formano oggetto della successione, avendo cura di inserire nella sezione “Devoluzione”, in corrispondenza dei cespiti che dovranno essere venduti in esecuzione dei legati obbligatori disposti dal testatore, i dati identificativi degli esecutori testamentari.
Infine, si precisa che nel quadro ED – Passività e altri oneri, conformemente alle istruzioni di compilazione della dichiarazione di successione, potranno essere indicati,oltre ai debiti e alle passività del defunto esistenti alla data di apertura della successione, i legati immediatamente devolvibili, che gravano sulla quota ereditaria,ad esclusione dei legati (obbligatori) di cosa genericamente determinata, indicati con il codice “GD” nel quadro ER.
Successivamente, dopo la liquidazione dei beni ereditari e contestualmente alla distribuzione delle somme di denaro come da disposizioni testamentarie, dovrà essere presentata la dichiarazione integrativa/sostitutiva di successione per il ricalcolo dell’imposta effettivamente dovuta dai rispettivi beneficiari.