Fondo Esattoriali: domande di prestazioni di capitale – TFR e relative anticipazioni

Sul sito sul sito www.inps.it è stata pubblicata la nuova domanda di prestazioni di capitale – TFR e relative anticipazioni – a carico del Fondo Esattoriali. Nella home page dei Servizi TFR sono stati messi a disposizione degli utenti il regolamento delle anticipazioni attualmente in vigore, il manuale tecnico, e l’elenco dei modelli da allegare.

Il Fondo speciale esattoriale è un fondo obbligatorio integrativo dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) che ha lo scopo di corrispondere agli iscritti prestazioni pensionistiche integrative e prestazioni di capitale consistenti nella liquidazione del Trattamento di Fine Rapporto ( TFR), comprese eventuali integrazioni e anticipazioni del trattamento.
Sul sito istituzionale è stata pubblicata la nuova domanda di prestazioni di capitale – TFR e relative anticipazioni – a carico del Fondo. L’assicurato o, in caso di decesso, i suoi aventi diritto possono accedervi direttamente, tramite il codice PIN dispositivo rilasciato dall’Istituto, oppure con il Sistema Pubblico di Identità Digitale – SPID almeno di Livello 2 – o la Carta Nazionale dei Servizi – CNS, oppure tramite gli enti di patronato.
Nella home page dei Servizi TFR sono stati messi a disposizione degli utenti il regolamento delle anticipazioni attualmente in vigore, il manuale tecnico, e l’elenco dei modelli da allegare. Sono state introdotte alcune novità riguardanti la gestione della documentazione, l’acquisizione e la consultazione dei documenti già inseriti.
La domanda è stata aggiornata integrando, ove possibile, le autocertificazioni e presentando, in ultima pagina, l’elenco della documentazione necessaria.
La domanda può essere salvata e consultata in ogni fase di compilazione.

Circa le unioni civili, l’Inps ricorda che la legge 20 maggio 2016, n. 76, definisce l’unione civile come il legame affettivo reciproco tra due persone dello stesso sesso, di maggiore età, che si formalizza mediante dichiarazione resa di fronte all’ufficiale di stato civile e in presenza di due testimoni. Con specifico riferimento al TFR, l’articolo 1, comma 17, della legge citata prevede che “in caso di morte del prestatore di lavoro, le indennità indicate dagli articoli 2118 e 2120 del codice civile devono corrispondersi anche alla parte dell’unione civile”. Con particolare riferimento alle anticipazioni, si precisa che l’anticipazione per spese sanitarie può essere richiesta anche per far fronte a spese per terapie o interventi straordinari riguardanti la parte dell’unione civile e che ai fini della concessione dell’anticipazione per l’acquisto della prima casa, è necessario che l’altra parte dell’unione civile non sia proprietaria o comproprietaria di altro alloggio ubicato nel comune di residenza o di lavoro, che, nella quota di proprietà, risulti idoneo alle esigenze familiari.
In merito, invece, alle domande di anticipazione del TFR per fruire del congedo parentale, l’Inps rammenta che, in base all’articolo 7-bis del regolamento del Fondo, l’anticipazione può essere richiesta dal lavoratore – padre o madre – per fruire dei congedi parentali di cui all’articolo 32 del D.lgs n. 151/2001, in particolare il comma 2 del citato articolo 7-bis stabilisce che l’avere beneficiato dell’anticipazione del TFR per la fruizione del congedo parentale non esclude la possibilità di richiedere un’ulteriore anticipazione nei seguenti casi:
– per l’acquisto della prima casa o per spese sanitarie ai sensi dell’articolo 2120, comma 8, del codice civile;
– per la fruizione di successivi congedi parentali;
– per la fruizione di congedi per formazione e formazione continua.
L’importo complessivo delle anticipazioni, tuttavia, non può superare il 70% del TFR maturato al momento della prima richiesta.
L’articolo 7 della legge n. 53/2000 prevede che il datore di lavoro corrisponda l’anticipazione unitamente alla retribuzione relativa al mese che precede la data di inizio del congedo stesso; anche per gli iscritti al Fondo Esattoriali l’anticipazione del TFR può essere erogata prima dell’inizio del congedo, purché la relativa domanda sia presentata in tempo utile per la definizione istruttoria.
La domanda può essere presentata anche nel corso del periodo di fruizione del congedo parentale ed alla scadenza dello stesso, purché entro il termine di 180 giorni previsto dal regolamento per documentare l’utilizzo delle anticipazioni. Oltre il predetto limite temporale, la richiesta di anticipazione del TFR non potrà trovare accoglimento (Messaggio Inps n. 4470/2019).

Partite IVA inattive: chiusura d’ufficio

L’Agenzia delle entrate con provvedimento 3 dicembre 2019, n. 1415522 ha fornito i criteri e le modalità di applicazione della “chiusura d’ufficio delle partite IVA inattive” prevista dal decreto IVA.

Ai sensi del vigente comma 15 quinquies dell’articolo 35 del decreto IVA l’Agenzia delle entrate procede d’ufficio alla chiusura delle partite IVA dei soggetti che, sulla base dei dati e degli elementi in suo possesso, risultano non aver esercitato nelle tre annualità precedenti attività di impresa ovvero attività artistiche o professionali. Sono fatti salvi i poteri di controllo e accertamento dell’amministrazione finanziaria. Con il provvedimento in oggetto il direttore dell’Agenzia delle entrate ha stabilito i criteri e le modalità di applicazione della presente disposizione prevedendo forme di comunicazione preventiva al contribuente.
Le partite IVA sopra indicate sono individuate sulla base di riscontri automatizzati con le informazioni disponibili in Anagrafe Tributaria, volti a identificare i soggetti titolari di partita IVA che nelle tre annualità precedenti non hanno presentato, se dovuta, la dichiarazione IVA o dei redditi di lavoro autonomo o d’impresa.
La chiusura delle partite IVA inattive avviene in modalità centralizzata. Per i soggetti diversi dalle persone fisiche, qualora dagli elementi registrati in Anagrafe Tributaria non emergano evidenze atte a supporre l’operatività del soggetto, si procederà contestualmente alla estinzione del codice fiscale.
A ciascun soggetto individuato come presumibilmente inattivo è inviata la comunicazione preventiva di chiusura d’ufficio della partita IVA. La spedizione avverrà mediante lettera raccomandata con avviso di ricevimento (AR).
Il contribuente che ravvisi elementi non considerati o valutati erroneamente, relativamente alla comunicazione di cui sopra, può rivolgersi, entro 60 giorni dalla sua ricezione, ad un qualsiasi ufficio territoriale dell’Agenzia delle entrate e fornire chiarimenti circa la propria posizione fiscale di soggetto attivo ai fini IVA.
Il soggetto diverso da persona fisica che non ritenga corretta la contestuale estinzione del codice fiscale, potrà rivolgersi agli uffici dell’Agenzia delle entrate per richiederne, motivatamente, la riattivazione.
Gli uffici, verificate le argomentazioni e la documentazione prodotta dal contribuente, possono archiviare la comunicazione di chiusura della partita IVA, mantenendo il soggetto in stato di attività, oppure rigettare l’istanza con motivato diniego.

Contributi variati alla EDILCASSA ABRUZZO

Contributi variati alla EDILCASSA ABRUZZO

 

4 DIC 2019 Si riporta la tabella vigente relativa alle percentuali contributive da versare alla Edilcassa Abruzzo

La Edilcassa Abruzzo pubblica la tabella contributiva in vigore dall’1/9/2019, relativa alle imprese edili che operano nelle province di Teramo, Pescara, Chieti e L’Aquila:

 

Contributo

% A carico Datore

% A carico Lavoratore

% Totale

EDILCASSA 1,87 0,38 2,25
APE 2,95 2,95
Q.A.C.P. 0,58 0,58 1,16
Q.A.C.N. 0,22 0,22 0,44
EDILFORMAS 0,80 0,80
R.L.S.T. 0,30 0,30
FONDO SANITARIO 0,35 0,35
FONDO PREPENSIONAMENTO 0,20 0,20
FONDO OCCUPAZIONE 0,10 0,10
TOTALE 7,37 1,18 8,55

Reddito di cittadinanza agli stranieri, definito l’ambito di applicazione della certificazione integrativa

Con messaggio n. 4516 del 3 dicembre 2019, l’Inps fornisce indicazioni sull’obbligo di presentazione di una certificazione comprovante la situazione del patrimonio immobiliare posseduto all’estero, da parte dei richiedenti della prestazione del RdC o della PdC, cittadini extra UE di Stati o territori di cui al Decreto interministeriale del 21 ottobre 2019, in corso di pubblicazione.

Come noto, in capo ai cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, è previsto un obbligo di produrre in fase istruttoria, ai fini dell’accoglimento della domanda del Reddito di cittadinanza (RdC), una certificazione dell’autorità estera competente, tradotta in lingua italiana e legalizzata dall’autorità consolare italiana (art. 3, D.P.R. n. 445/2000; art. 2, D.P.R. n. 394/1999). Con tale certificazione devono essere comprovati i requisiti reddituali e patrimoniali (art. 2, co. 1, lett. b), D.L. n. 4/2019), nonché la composizione del nucleo familiare. Non è sussistente l’obbligo citato nelle ipotesi che seguono:
– per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea aventi lo status di rifugiato politico;
– qualora convenzioni internazionali dispongano diversamente;
– per i cittadini di Stati non appartenenti all’Unione europea, nei quali sia oggettivamente impossibile acquisire le certificazioni predette.
Al fine dell’individuazione di tali Paesi, la normativa aveva rimandato all’adozione di un apposito decreto interministeriale e, nelle more, l’Inps aveva sospeso l’istruttoria di tutte le domande presentate a decorrere dal mese di aprile 2019 da parte di richiedenti non comunitari. Orbene, il Decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, del 21 ottobre 2019, registrato dalla Corte dei Conti ed in attesa di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, ha così definito l’ambito di applicazione della norma: Regno del Bhutan, Repubblica di Corea, Repubblica di Figi, Giappone, Regione amministrativa speciale di Hong Kong della Repubblica popolare cinese, Islanda, Repubblica del Kosovo, Repubblica del Kirghizistan, Stato del Kuwait, Malaysia, Nuova Zelanda, Qatar, Repubblica del Ruanda, Repubblica di San Marino, Santa Lucia, Repubblica di Singapore, Confederazione svizzera, Taiwan, Regno di Tonga. Nello specifico, dunque, ai fini dell’accoglimento della richiesta del RdC e della PdC, i cittadini degli Stati o territori citati, sono tenuti a produrre l’apposita certificazione rilasciata dalla competente autorità dello Stato o territorio estero, tradotta in lingua italiana e legalizzata dalla autorità consolare italiana, limitatamente all’attestazione del valore del patrimonio immobiliare posseduto all’estero dichiarato a fini ISEE. I cittadini degli Stati o territori non inclusi nell’elenco non sono tenuti a produrre alcuna ulteriore certificazione, oltre a quella ordinariamente prevista per l’accesso al RdC e alla PdC.
Di conseguenza, per le domande presentate da aprile 2019 dai cittadini extracomunitari esonerati per le quali è già stata effettuata l’istruttoria per la verifica dei requisiti normativamente previsti per l’accesso al beneficio, saranno disposti il rilascio della carta Rdc e il contestuale invio della prima disposizione di pagamento a Poste Italiane S.p.A. Previa verifica della permanenza dei requisiti, si provvederà al successivo invio, con cadenza quindicinale, delle eventuali mensilità arretrate maturate. Le altre domande, invece, presentate dai cittadini extra-UE, di uno degli Stati o territori di cui al decreto interministeriale, dovranno essere integrate, da parte del richiedente, con la predetta certificazione. Gli altri requisiti reddituali e patrimoniali, nonché la composizione del nucleo familiare, non devono essere oggetto della certificazione integrativa.
I richiedenti interessati riceveranno, in ogni caso, un sms o una mail con il quale verranno invitati a produrre la certificazione integrativa presso le Strutture territoriali dell’Istituto. Tale certificazione potrà essere prodotta dagli interessati recandosi personalmente presso la Struttura INPS territorialmente competente o, in alternativa, inviandola alla stessa via PEC.

In scadenza la procedura per l’inserimento dei familiari NON fiscalmente a carico al Fonfo MetaSalute

 

 

Fino ad oggi 4 dicembre è possibile accedere on-line alla procedura per l’inclusione a pagamento per l’anno 2020 dei familiari NON fiscalmente a carico al Fondo Metasalute

 

Per l’iscrizione 2020 del familiare NON a carico il saldo dovrà essere effettuato entro e non oltre il 4 dicembre 2019.
Si precisa che eventuali richieste di rimborso da parte del lavoratore dipendente che valuti di aver effettuato l’iscrizione a pagamento per errore dovranno pervenire a codesto Fondo entro e non oltre il 31 Gennaio 2020. Dopo tale termine non sarà più possibile accogliere richieste di rimborso.
L’iscrizione si perfeziona solo con l’incasso del pagamento che dovrà essere effettuato entro e non oltre il 4 dicembre 2019. In assenza di pagamento la copertura non verrà attivata. Si ricorda che il MAV non viene trasmesso via mail

ma va generato autonomamente nella propria Area Riservata quando si è sicuri dei dati inseriti e delle opzioni selezionate.
Le date indicate rappresentano l’unica finestra utile per l’inserimento dei familiari NON a carico per l’anno 2020 e al termine della finestra temporale sarà nuovamente inibita la possibilità di inserire le adesioni dei familiari a pagamento

Ai fini della valutazione sul carico fiscale del familiare che il lavoratore intende iscrivere, occorrerà far riferimento al carico fiscale presunto del familiare relativamente all’anno per cui si sta chiedendo l’iscrizione, ossia il 2020.
Il versamento della contribuzione per il nucleo familiare NON fiscalmente a carico  è annuale anticipato e a totale carico del lavoratore dipendente iscritto. Il versamento deve essere effettuato dal lavoratore titolare utilizzando le procedure di pagamento MAV previste dal Fondo e specificate nel Manuale Dipendente consultabile sul sito di mètaSalute.