Rimborsate le analisi mediche degli agricoltori veronesi

L’ente bilaterale veronese per l’agricoltura (Agribi) ha previsto non solo il rimborso delle visite specialistiche, ma anche degli accertamenti medici dei lavoratori, comprese le analisi eseguite in ospedale o da laboratori medici privati.

Agribi, l’ente bilaterale veronese per l’agricoltura di cui fanno parte Confagricoltura, Coldiretti, Cia, Fai-Cisl, Flai-Cgil e Uila-Uil, ha rafforzato il suo impegno nell’ambito della prevenzione delle patologie legate all’attività nei campi. Diversamente dall’anno scorso, Agribi rimborserà infatti non solo le visite specialistiche, ma anche gli accertamenti medici dei lavoratori, comprese le analisi eseguite in ospedale o da laboratori medici privati. Verrà rimborsato un tetto massimo di 70 euro per ogni fattura, fino a totale di 350 euro nell’anno. Sono contemplate nel rimborso tutte le visite specialistiche che siano documentate da fattura ospedaliera o sanitaria.
Tale intervento mira ad una prevenzione rivolta al lavoratore che non riguarda solo l’ambito agricolo, ma anche la sua salute in senso generale, in maniera da garantire un buon stato di salute per sostenere prestazioni di tipo fisico impegnative in campagna. Il contributo va ad aggiungersi ad altre prestazioni erogate dall’ente, quali l’integrazione dell’indennità per malattia e infortunio, l’indennità economica di maternità, l’ammortizzatore sociale per gli operai a tempo indeterminato licenziati o dimessi per giustificato motivo oggettivo soggettivo e i contributi per la scuola.
Per ottenere il rimborso della prestazione, i lavoratori dovranno fare richiesta con il nuovo modulo per le spese mediche che si trova sul sito www.agribi.verona.it (alla voce modulistica nella sezione riservata ai lavoratori), allegando la prescrizione medica, la fattura, la busta paga riferita al periodo della richiesta e il codice iban per l’accredito dell’indennità.

Recupero imposte su merce venduta oggetto di truffa

In caso di cessione di beni oggetto di truffa da parte di un proprio agente, mediante ordini falsi a clienti inconsapevoli, è possibile recuperare l’IVA versata senza esercitare in concreto la rivalsa, mediante emissione di note di variazione. Per le stesse finalità è possibile rilevare la sopravvenienza passiva deducibile ai fini IRES e IRAP a storno dei ricavi che hanno concorso alla determinazione del reddito nel periodo di competenza. Tuttavia, il recupero è ammesso a condizione che la mandante provi con elementi oggettivi che al momento dell’emissione delle fatture attive, non sapesse o non potesse ragionevolmente sapere che la cessione fosse oggetto di frode da parte del suo agente. (Agenzia delle Entrate – Risposta n. 331 del 2019)

QUESITO

Con l’istanza di interpello la società ha chiesto di conoscere le modalità per rettificare l’IVA (corrisposta senza poter realizzare la rivalsa), e per rilevare i componenti negativi di reddito (ai fini IRES ed IRAP), in relazione al danno subito per ordini falsi a clienti inconsapevoli, nell’ambito di una truffa operata da un proprio agente, il quale una volta ritirata la merce in luogo dei clienti l’ha veduta a terzi in nero, mentre le fatture corrispondenti sono rimaste insolute.

PARERE DEL FISCO

Preso atto della sentenza irrevocabile che ha accertato la truffa operata dall’agente, e partendo dal presupposto che il danno accertato non sia stato in alcun modo rimborsato dal reo o da qualunque altro soggetto, anche in forma assicurativa, e che al momento dell’emissione delle fatture attive l’azienda non sapeva o non poteva ragionevolmente sapere che si trattasse di una truffa, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che:
– ai fini IVA, quando il passaggio di beni avviene indipendentemente dalla volontà del cedente – perché del tutto assente (furto) ovvero perché artatamente manipolata (truffa) – mancano i presupposti per sottoporre la “cessione” all’imposta. In tal caso, qualora, pur mancando i requisiti, l’operazione sia stata fatturata in regime di imponibilità e l’imposta versata senza esercitare in concreto la rivalsa, è possibile recuperare detta imposta mediante emissione di note di variazione ai sensi dell’articolo 26 del DPR n. 633 del 1972 (decreto IVA). Tuttavia, l’emissione della nota di variazione consente l’esercizio del diritto alla detrazione dell’imposta al più tardi con la dichiarazione relativa all’anno in cui il diritto alla detrazione è sorto per effetto della irrevocabilità della sentenza che ha accertato la truffa, ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo. Qualora siano decorsi i termini suddetti, l’IVA può essere recuperata mediante apposita istanza di rimborso da presentare all’ufficio competente entro due anni.
In caso di procedura di pignoramento nei confronti dell’agente con esito negativo, il termine per l’emissione delle note di variazione in diminuzione, con conseguente detrazione dell’imposta, decorre dal verbale dell’ufficiale giudiziario.
– ai fini IRES, è possibile contabilizzare la sopravvenienza per stornare i ricavi ad ogni effetto (contabile, civilistico e fiscale), utilizzando il Fondo Rischi appositamente accantonato in ragione della “sospetta” truffa (il cui accantonamento sia stato ripreso a tassazione), mediante una variazione in diminuzione nel periodo d’imposta in cui avviene l’utilizzo, nei limiti della quota precedentemente accantonata. A tal fine, è onere del contribuente predisporre e conservare la documentazione idonea a consentire all’amministrazione finanziaria di riscontrare la puntuale riconduzione della menzionata variazione in diminuzione all’ammontare originario dei ricavi, divenuti insussistenti a seguito della truffa.
– ai fini IRAP, i medesimi accantonamenti assumono rilevanza in conseguenza dell’utilizzo del fondo rischi, in ragione del collegamento con i ricavi originari (inesistenti) che hanno concorso alla formazione del valore della produzione netta IRAP, nei precedenti periodi d’imposta.

Firmato l’accordo economico per il settore Tessili Industria

Sottoscritto il 2/8/2019, tra SMI SISTEMA MODA ITALIA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL, UILTEC-UIL, l’accordo per l’adeguamento economico per il dipendenti da aziende Tessili Industriali

Le Parti, preso atto della comunicazione dell’lstat del 30/5/2019 che indica in 0,8% il dato dell’anno 2018 dell’indice IPCA hanno disposto l’applicazione dei seguenti incrementi dell’E.R.N. a decorrere dall’1/7/2019 e dall’1/3/2020

Tabella E.R.N. dall’1/7/2019

Livello

ERN dall’1/7/2019

ERN dall’1/3/2020

8 2.162,72 2.173,24
7 2.039,76 2.049,70
6 1.915,22 1.924,49
5 1.794,07 1.802,76
4 1.706,67 1.714,95
3S 1.667,31 1.675,42
3 1.630,18 1.638,13
2S 1.583,15 1.590,85
2 1.548,65 1.556,18
1 1.231,24 1.237,20

Inoltre, le Parti, in considerazione della situazione contrattuale complessiva conseguente all’applicazione del contratto nazionale negli anni 2017 e 2018, hanno concordato quanto segue:
– con decorrenza dall’1/1/2020, ¡I contributo a carico dell’azienda al fondo di assistenza sanitaria integrativa Sanimoda, previsto dall’art. 80 del vigente CCNL, sarà aumentato di 3,00 euro, passando a complessivi 15,00 euro. Le Parti, in qualità di Fonti istitutive del Fondo, si attiveranno tempestivamente per chiedere a Sanimoda la predisposizione di un nuovo piano sanitario adeguato ai nuovi livelli di contribuzione;
– in deroga all’art. 8 del vigente CCNL, la scadenza sia della parte economica che della parte normativa del CCNL 5/7/2017 viene posticipata al 31/3/2020.

Rilascio dell’applicazione web “Domanda e offerta di lavoro”, le istruzioni per gli utenti

A decorrere dal 15 luglio è disponibile, nell’ambito del portale MyANPAL, l’applicativo web “Domanda e Offerta di lavoro”, che consente di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, con accesso differenziato in base al profilo associato all’utente: Cittadino, Aziende, Operatori (Anpal, nota 05 agosto 2019, n. 10878).

A decorrere dal 15 luglio sono disponibili, nell’ambito del portale web MyANPAL, le funzionalità che consentono di agevolare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro. L’applicativo “Domanda e Offerta di lavoro” consente l’accesso a tre profili utente:
– profilo “Cittadino”, che permette a tutti i cittadini, anche beneficiari del RdC (Reddito di Cittadinanza), di inserire il CV in modalità autonoma e di ricercare una posizione lavorativa aperta;
– profilo “Azienda”, che permette ai datori di lavoro (e ai consulenti del lavoro delegati) la gestione delle vacancy (posizioni aperte), l’inserimento degli esiti del colloquio e la chiusura del ciclo di ricerca lavoro tramite l’inserimento di una Comunicazione Obbligatoria (CO);
– profilo “Operatore”, che consente agli operatori dei CPI, alle Agenzie per il lavoro autorizzate alla intermediazione e ai Patronati convenzionati, di accedere a tutte le funzionalità previste per l’utente “Cittadino” e “Azienda”, oltre ad alcune funzionalità dedicate.
Gli utenti che desiderino accedere ai servizi offerti dall’applicativo, qualora non abbiano già provveduto, devono procedere alla registrazione al Portale MyANPAL e, quindi, effettuare il login. L’accesso alla Web Application “Domanda e Offerta di lavoro” è definito in base al profilo associato all’utente (Cittadino, Aziende, Operatori). A ciascun profilo è associato un set di autorizzazioni necessarie a gestire le diverse funzionalità associate al profilo stesso.
Accendendo con il profilo “Azienda”, l’utente deve caricare a sistema le informazioni relative alle proprie sedi legali e unità operative (sezione “Informazioni Azienda”). È possibile infatti accedere alle funzionalità di gestione delle vacancy solo una volta completato l’inserimento delle informazioni obbligatorie (indirizzo mail, dati sede legale, dati sede operativa, Codici ATECO/NACE delle attività). La sezione “Posizioni aperte”, quindi, consente all’utente di inserire, visualizzare, modificare e pubblicare le offerte di lavoro che intende ricercare. In particolare, la pagina mostra:
– la funzione “Aggiungi posizione”, che consente l’inserimento della/e vacancy (posizione aperta) da pubblicare;
– la lista di tutte le posizioni aperte inserite dall’utente, che consente di visualizzare la lista delle candidature ricevute per ciascuna posizione, visualizzare i CV che corrispondono alle caratteristiche professionali richieste, visualizzare le informazioni relative agli esiti del colloquio (assente, non idoneo, rifiuto, idoneo), modificare o eliminare la posizione aperta. In questa sezione è possibile indicare l’esito di un colloquio di lavoro associato a ciascuna vacancy ed inserire il codice di Comunicazione Obbligatoria all’interno della vacancy chiusa, che consente di accedere alle agevolazioni contributive qualora si tratti dell’assunzione di un beneficiario RdC. La sezione “Ricerca” consente all’utente “Azienda” di visualizzare tutti i CV caricati a sistema che rispondono ad un determinato set di caratteristiche (lingue richieste, dettagli relativi a istruzione, formazione, abilitazioni e patenti).
Accendendo con il profilo utente “Cittadino”, la Web Application mostra l’homepage, che consente all’utente di accedere alle funzionalità “Trova Lavoro” e “Compila il tuo CV”. Nella sezione “Trova Lavoro”, l’utente può ricercare le posizioni aperte utilizzando diversi filtri in maniera singola o combinata, inserendo un profilo professionale associato alla posizione lavorativa desiderata e/o specificando l’ambito territoriale (Provincia e Comune) entro cui delimitare la ricerca. Una volta visualizzate le posizioni aperte di interesse, l’utente può inviare la propria candidatura. Questa sezione consente di visualizzare e gestire la lista delle candidature già inviate. La sezione “Compila il tuo CV” permette all’utente “Cittadino” di inserire, visualizzare, modificare e pubblicare le informazioni relative proprio profilo professionale, che possono anche essere pubblicate sul circuito EURES, per rendere visibile il proprio CV anche agli Stati membri dell’Unione Europea.
Il profilo utente “Operatore” accede alle funzionalità disponibili, sia per l’utente “Cittadino” che per l’utente “Azienda”, non filtrate. L’Operatore è pertanto un intermediario, abilitato alla gestione delle funzionalità di Gestione CV (per conto del cittadino) e di Gestione Vacancy (per conto delle aziende). La funzionalità “Gestisci CV” consente di ricercare un CV sulla base delle informazioni personali (nominativo, data di nascita, e-mail, codice fiscale) e di inserire/modificare un CV per conto di un cittadino. Inoltre, la funzionalità consente di ricercare una posizione lavorativa a cui candidare il cittadino. La funzionalità “Gestisci Vacancy” consente di ricercare un’azienda inserita a sistema sulla base delle informazioni dell’azienda (ragione sociale, email, codice fiscale), di modificarne i dati, di registrare a sistema una nuova azienda e di inserire le informazioni di base della stessa, di gestirne le posizioni aperte e di effettuare l’upload massivo. Inoltre, la funzionalità consente di visualizzare i CV che, sulla base del profilo professionale e della posizione desiderata, rispondono alle esigenze relative alle posizioni aperte inserite.

Presentazione della dichiarazione IMU/TASI entro il 31 dicembre

Solo le dichiarazioni relative all’IMU e alla TASI devono essere presentate entro il nuovo termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è sorto il presupposto impositivo, il termine di presentazione della dichiarazione TARI rimane fermo al 30 giugno o al diverso termine stabilito dal comune nell’ambito dell’esercizio della propria potestà regolamentare. (MEF- Risoluzione 06 agosto 2019, n. 2/DF).

Con il documento in oggetto si rappresenta che dagli organi di informazione è stata diffusa la notizia circa la modifica dei termini per la presentazione delle dichiarazioni dell’imposta municipale propria (IMU) e del tributo per i servizi indivisibili (TASI), dal 30 giugno al 31 dicembre dell’anno successivo al quale le variazioni si riferiscono, ad opera dell’art. 3-ter del D. L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58.
Non si può tralasciare di considerare la volontà del Legislatore, manifestata proprio nel medesimo art. 3-ter sia nella rubrica, laddove si riferisce espressamente ai “Termini per la presentazione delle dichiarazioni relative all’imposta municipale propria e al tributo per i servizi indivisibili” sia nel testo della norma, quando dispone esplicitamente ed esclusivamente solo per l’IMU e per la TASI lo slittamento del termine di presentazione della dichiarazione dal 30 giugno al 31 dicembre.
L’art. 3-ter del D. L. 30 aprile 2019 n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge di conversione 28 giugno 2019, n. 58 dispone che:
“1. All’articolo 13, comma 12-ter, primo periodo, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, concernente la dichiarazione relativa all’imposta municipale propria (IMU), le parole: «30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre».
2. All’articolo 1, comma 684, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, concernente la dichiarazione relativa al tributo per i servizi indivisibili (TASI), le parole: «30 giugno» sono sostituite dalle seguenti: «31 dicembre»”.
Alla luce di quanto appena illustrato, risulta preminente la volontà del Legislatore, espressa chiaramente nel più volte citato art. 3-ter del D. L. n. 34 del 2019, di riferirsi all’IMU e alla TASI.
Si conclude che il termine di presentazione della dichiarazione TARI rimane fermo al 30 giugno o al diverso termine stabilito dal comune nell’ambito dell’esercizio della propria potestà regolamentare, mentre solo le dichiarazioni relative all’IMU e alla TASI debbano essere presentate entro il nuovo termine del 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui è sorto il presupposto impositivo.