Opzione patent box: pronto il modello

L’Agenzia delle entrate con il provvedimento datato 10 novembre 2015, n. 144042 ha approvato il modello per aderire alla tassazione agevolata dei redditi derivanti dall’utilizzo di beni immateriali (patent box) da utilizzare per i primi due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014.

La legge di stabilità n. 190 del 2014 come modificata dal decreto-legge del 24 gennaio 2015, n. 3, convertito in legge, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 2015, n. 33, ha introdotto all’articolo 1, commi da 37 a 45, il c.d. patent box, un regime opzionale di tassazione agevolata per i redditi derivanti dall’utilizzo di opere dell’ingegno, di brevetti industriali, di marchi, di disegni e modelli, nonché di processi, formule e informazioni relativi ad esperienze acquisite nel campo industriale, commerciale o scientifico giuridicamente tutelabili e con il decreto del Ministro dello sviluppo economico del 30 luglio 2015 è stata data attuazione a tale regime.
La scelta è valida per cinque periodi di imposta ed è irrevocabile e rinnovabile.
Per i primi due periodi di imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014, l’opzione deve essere comunicata all’Agenzia delle Entrate utilizzando l’apposito  modello.
A partire dal terzo periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2014, l’opzione deve essere invece comunicata nella dichiarazione dei redditi e decorre dal periodo d’imposta al quale la stessa dichiarazione si riferisce.
I primi due riquadri del modello sono dedicati ai dati anagrafici del soggetto che esercita l’opzione e a quelli dell’eventuale rappresentante firmatario; l’ultimo è riservato all’impegno alla presentazione telematica da parte dell’intermediario incaricato della trasmissione. I soggetti che intendono avvalersi del regime fiscale opzionale comunicano in via telematica i dati previsti nel modello, direttamente o tramite soggetti incaricati. La prova della comunicazione è costituita dalla ricevuta rilasciata in via telematica dall’Agenzia delle Entrate.
Per la trasmissione telematica occorre utilizzare il software “Patent_box” disponibile sul sito internet dell’Agenzia entro novembre.

Sportivi professionisti, la rinuncia alla retribuzione non esime dalla contribuzione

L’irrilevanza della rinuncia alla retribuzione da parte degli sportivi professionisti, ai fini della sussistenza dell’obbligo contributivo dei datori di lavoro.

I rapporti di lavoro tra società e sportivi professionisti sono esclusivamente quelli appartenenti alla tipologia del lavoro subordinato, forma contrattuale tipica per l’assunzione dell’atleta professionista; nei confronti di quest’ultimo, infatti, il contratto di lavoro autonomo risulta configurabile solo laddove ricorrano specifici presupposti, quali, ad esempio, l’assenza di vincolo contrattuale circa la frequenza a sedute di preparazione e allenamento, prestazioni non superiori alle 8 ore settimanali, rese nell’ambito di 5 giorni ogni mese o 30 giorni ogni anno. I suddetti rapporti di lavoro subordinato comportano l’obbligo dello sportivo professionista di espletare la propria attività alle dipendenze e sotto la direzione della società, in cambio di una retribuzione concordata in sede di stipulazione del contratto di ingaggio per ogni singolo anno di durata e corrisposto dalla società allo sportivo in 12 rate mensili. La retribuzione annua lorda assorbe ogni altro emolumento (straordinari, trasferte, gare notturne) e non può essere inferiore al cd. “minimo federale”. Per quanto riguarda, invece, l’assolvimento degli obblighi contributivi, oltre a quelli concernenti l’assicurazione contro invalidità, vecchiaia e superstiti, nonché a quella per le malattie, le società sportive sono tenute a versare un ulteriore contributo al Fondo di accantonamento dell’indennità di fine carriera, calcolato sullo stipendio annuo lordo dello sportivo.
Ciò premesso, considerato che l’obbligazione previdenziale insorge esclusivamente tra datore di lavoro, soggetto obbligato, ed Istituto, titolare della posizione attiva creditoria, con il lavoratore che dunque risulta estraneo rispetto all’obbligazione in esame ed esclusivamente beneficiario della prestazione, l’obbligo contributivo del datore di lavoro è comunque sussistente indipendentemente dalla circostanza che siano stati in tutto o in parte soddisfatti gli obblighi retributivi nei confronti del lavoratore, ovvero che quest’ultimo abbia rinunciato ai suoi diritti.

Nuove indicazioni ministeriali sugli ammortizzatori sociali

Si forniscono nuove indicazioni sulle nuove norme in materia di ammortizzatori sociali (D.Lgs. n. 148/2015, attuativo del Jobs act).

Nello specifico, nel campo di applicazione delle nuove previsioni vi rientrano anche le imprese cooperative e loro consorzi che trasformano e manipolano prodotti agricoli. Tali imprese cooperative e i loro consorzi che commercializzano prodotti agricoli rientrano nel campo di applicazione dell’istituto ma il relativo riferimento normativo è da rinvenirsi all’art. 20, co. 2, lett. a), del D.Lgs. n. 148/2015, di attuazione del Jobs act.
Relativamente alle causali d’intervento (cfr. art. 21 del D.Lgs. n. 148/2015), con riferimento alla fattispecie della crisi per cessazione di attività, si chiarisce che, riguardo all’unità produttiva oggetto di cessazione – i cui lavoratori hanno già fruito, anche in costanza della normativa previgente al D.Lgs. cit., del trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria per crisi per cessazione – non è possibile accedere nuovamente ad un trattamento di cassa integrazione guadagni straordinaria, per qualunque causale, in quanto l’unità produttiva è evidentemente cessata e i lavoratori gestiti alla luce del piano di gestione degli esuberi già articolato nella precedente istanza di accesso al trattamento per la causale di crisi per cessazione.
Quanto alle istanze presentate successivamente al 24 settembre 2015, relative a proroghe dei trattamenti di CIGS sia nell’ambito di programmi di ristrutturazione o di riorganizzazione sia nell’ambito di contratti di solidarietà già presentati alla predetta data del 24 settembre, si applicano le disposizioni relative alla previgente normativa.
Nel dettaglio, relativamente alla presentazione delle domande di proroga di trattamenti CIGS relativi a programmi di ristrutturazione, riorganizzazione e conversione aziendale (di durata iniziale pari a 24 mesi) già avviati alla data del 24 settembre 2015, si applica il termine già previsto dei 25 giorni dalla fine del periodo di paga in corso al termine della settimana in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’orario di lavoro; ciò in quanto, secondo la normativa previgente, l’articolazione temporale delle istanze e dei decreti di autorizzazione dei trattamenti non poteva essere relativa a periodi superiori a 12 mesi, sia pure nell’ambito di programmi o contratti di solidarietà di durata già prevista e concordata fino a 24 mesi. Al fine di consentire, pertanto, il completamento dei programmi di riorganizzazione e ristrutturazione e dei contratti di solidarietà già avviati nella vigenza della vecchia normativa, purché la domanda relativa al primo anno sia stata presentata entro il 23 settembre 2015, alle istanze di proroga si applicano le regole di cui alla normativa previgente, comprese quelle relative al procedimento amministrativo, alla contribuzione addizionale e al trattamento di fine rapporto. Gli stessi principi si applicano alle istanze per il secondo anno di programmi di cessazioni biennali di attività eventualmente presentate a decorrere dal 24 settembre 2015, nel rispetto di quanto indicato nelle circolari del Ministero del lavoro n. 1 del 22 gennaio 2015 e n. 9 del 20 marzo 2015. Resta fermo che, alle domande riferite al primo anno del programma di riorganizzazione e ristrutturazione o dei contratti di solidarietà, presentate dopo il 23 settembre 2015, si applica la normativa contenuta D.Lgs. n. 148/2015, sebbene l’accordo sia stato sottoscritto e l’inizio delle sospensioni avvenga in data precedente al 24 settembre 2015.

PREVIDENZA COMPLEMENTARE PER IL SETTORE GAS

Firmato, il 4/11/2015, tra ASSOGAS, IGAS (ex FEDERESTRATTIVA), ANIGAS/CONFINDUSTRIA ENERGIA e FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC UIL, l’accordo di validazione in tema di Fondo di Previdenza per il personale dipendente dalle Aziende private del Gas, a seguito della soppressione, a partire dal prossimo 1/12/2015, del Fondo Gas.

Relativamente alla soppressione del Fondo Gas, le Parti precisano che:
a. per i soggetti non aderenti al Fondo pensione di riferimento, gli importi che dovessero essere conferiti al sistema della previdenza complementare, mediante il meccanismo del silenzio assenso, dovranno essere destinati al comparto di investimento destinato ad accogliere il tacito conferimento del TFR. Sarà facoltà successiva degli iscritti richiedere la modifica di tale scelta in conformità alle indicazioni statutarie del fondo pensione.
b. per i soggetti già aderenti al Fondo pensione di riferimento, gli importi che dovessero essere conferiti al Fondo Pensione con il meccanismo del silenzio assenso, dovranno destinati al comparto di investimento già prescelto dall’interessato.
Dunque, la tempistica prevista per l’istituzione della previdenza complementare viene così modificata:

Decorrenza

% a carico del dipendente

% a carico dell’Azienda

Dall’1/12/2015 0 1,00%
Dall’1/12/2018 1% 1,55%

 

Poiché la Legge di soppressione prevede l’eventuale emissione da parte del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di un ulteriore Decreto di rideterminazione del contributo straordinario in capo alle Aziende sulla base del monitoraggio svolto dall’INPS, qualora detto Decreto dovesse comportare un ulteriore onere a carico delle Aziende del settore, rispetto a quello espressamente previsto dalla citata Legge di soppressione, le Parti si rincontreranno per verificare quanto sopra in termini di contribuzione a carico Aziende in funzione del mutato contesto e nel rispetto delle logiche che hanno determinato le predefinite tempistiche.
Per i lavoratori in mobilità ex Legge 223/91, l’imponibile previdenziale Fondo Gas preso a riferimento sarà quello dei 12 mesi precedenti alla messa in mobilità.
Per coloro che si trovano in prosecuzione volontaria e che alla data del 30/11/2015 non maturano il diritto al trattamento pensionistico integrativo da parte del soppresso Fondo Gas verrà considerata come imponibile previdenziale Fondo Gas di riferimento quello del 2014 ovvero quello riferito ai dodici mesi precedenti a risoluzione del rapporto del lavoro.

GUARDIE AI FUOCHI: FIRMATO L’ACCORDO

GUARDIE AI FUOCHI: FIRMATO L’ACCORDO

10 nov 2015 Firmato, il 20/10/2015, tra l’ANGAF – Associazione Nazionale delle Guardie ai Fuochi, e la FILT-CGIL, la FIT-CISL e la UILTRASPORTI, la trattativa per il rinnovo del CCNL per i dipendenti ed i soci delle Società e/o Cooperative di vigilanza antincendio, scaduto il 31/12/2011.

Le parti hanno convenuto, in attesa di sciogliere le rispettive riserve sul presente accordo, e con l’intendimento di rinnovare la vigenza contrattuale per il triennio 2015-2017, di ritrovarsi entro il mese di novembre per definire l’intesa.

L’accordo stabilisce un adeguamento dei minimi conglobati di tutti i lavoratori a decorrere da ottobre 2015 secondo la seguente tabella retributiva riparametrata:

 

Livello

Incremento tabellare

Minimo Conglobato dall’1/10/2015

107,78 1.806,45
97,00 1.673,82
80,83 1.481,41
70,058 1.350,778
64,669 1.285,99
59,28 1.225,19
53,89 1.159,38

Una tantum
A copertura del triennio 2012-2014, al 10/11/2015, sarà erogata a tutti i lavoratori una indennità “Una Tantum” di Euro 1.500,00 lordi da erogarsi con la mensilità di ottobre 2015.
Per i dipendenti assunti dopo il 1/1/2012 l’Una Tantum sarà calcolata in quota parte per i mesi di effettiva presenza al lavoro.

Indennità di garanzia salariale
Inoltre le parti in previsione del rinnovo del triennio 2015-2017 e a parziale recupero dell’incremento sui minimi conglobati per l’anno 2015, sarà erogata a tutti i lavoratori, in un’unica soluzione con la mensilità di ottobre 2015, una “Indennità di garanzia salariale” pari a Euro 120,00 lordi.
Sono fatti salvi gli accordi di II livello, firmati dall’1/1/2012 con le RSA-RSU delle OO.SS. stipulanti il presente accordo, comprendenti somme già erogate a titolo di I.V.C./U.T., EDR e/o altri istituti per i quali sia stata prevista la assorbibilità con gli incrementi definiti nella presente intesa.