Prorogata la comunicazione per gli acquisti con Pos

3 LUG 2013 La comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva, da parte degli operatori finanziari, va effettuata entro il 12 novembre 2013. Il termine precedente di presentazione era fissato per oggi, 3 luglio 2013 (Agenzia entrate – provvedimento n. 80821/2013).

In virtù della proroga, quindi, entro il 12 novembre 2013 gli operatori finanziari (banche, la società Poste italiane Spa, gli intermediari finanziari, le imprese di investimento, etc.) sono tenuti a comunicare all’anagrafe tributaria le operazioni rilevanti ai fini dell’imposta sul valore aggiunto di importo pari o superiore a € 3.600,00, effettuate dal 6 luglio 2011 al 31 dicembre 2011, il cui pagamento sia effettuato mediante carte di credito, di debito o prepagate preventivamente rilasciate. Sono operazioni rilevanti di importo pari o superiore a € 3.600,00 quelle per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura.

La comunicazione va effettuata telematicamente e deve riferirsi alle transazioni riguardanti la cessione di beni e le prestazioni di servizi rese e ricevute dai soggetti passivi ai fini dell’imposta sul valore aggiunto.

Rinvio aumento IVA: ecco le conseguenze

3 lug 2013 Con il rinvio dell’aumento dell’Iva al 1° ottobre 2013, il governo ha introdotto una serie di misure urgenti necessarie per compensare il differimento (D.L. n. 76/2013).

Il rinvio l’aumento dell’Iva di un punto percentuale, è bilanciato con l’aumento degli acconti Ires e Irpef, con l’aumento del versamento in acconto delle ritenute operate dagli istituti di credito e con l’introduzione dell’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche (e-cig).
Per le persone fisiche, a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura dell’acconto Irpef passa dal 99 al 100%. Per quest’anno l’aumento produce effetti solo sulla seconda o unica rata di acconto da versare entro il 30 novembre.

Invece, per le società e per il solo periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2013, la misura della seconda o unica rata di acconto Ires passa dal 100 al 101%.
Per gli anni 2013 e 2014 vi è un aumento dell’acconto nella misura del 110%, che le aziende e gli istituti di credito sono tenuti a versare sulle ritenute sugli interessi e i redditi di capitale.

Infine, a decorrere dal 1° gennaio 2014 è applicata l’imposta di consumo sulle sigarette elettroniche, comprese le parti di ricambio. L’imposta è applicata nella misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico.

Prestazioni orarie “diverse”: applicazione del regime fiscale agevolato

Con l’interpello n. 21 del 2013 il Ministero del lavoro ha fornito la corretta interpretazione del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 che ha disciplinato per il periodo 01.01. 2013 – 31.12.2013 la c.d. retribuzione di produttività.

Il decreto in oggetto ha posto in evidenza lo stretto legame tra l’applicazione del regime fiscale agevolato con l’adozione di misure finalizzate ad una maggiore “efficientazione aziendale” e che “la rispondenza delle voci retributive introdotte alle finalità volute dal Legislatore rappresenta un elemento di esclusiva valutazione da parte della contrattazione collettiva, cosicché l’agevolazione non può ritenersi condizionata ai risultati effettivamente conseguiti”.
In funzione delle citate finalità, il Ministero chiarisce che l’impegno datoriale nella “riorganizzazione del lavoro” attraverso l’applicazione delle misure di “efficientazione aziendale” previste dalla contrattazione territoriale, può realizzarsi o attraverso l’introduzione di misure del tutto nuove o in una diversa modulazione di flessibilità previste dal contratto nazionale. L’adozione di tali misure, quindi, in forza del patto territoriale, non deve costituire necessariamente un elemento di novità in relazione al contratto collettivo nazionale applicato in azienda ma un elemento di novità per le aziende che le applicano.
Con riferimento all’applicazione della agevolazione fiscale anche a patti aziendali precedenti all’emanazione del D.P.C.M. 22 gennaio 2013 e risalenti nel tempo, si afferma che per i contratti sottoscritti in vigenza della previgente disciplina che prevedano l’erogazione di una “retribuzione di produttività” coincidente con una o entrambe le nozioni contenute nel D.P.C.M., sarà possibile l’applicazione dell’agevolazione sin dal 1° gennaio del corrente anno.
In sostanza, in relazione a contratti aziendali, ed eventualmente a contratti territoriali, “pregressi” ma ancora in vigore, è possibile applicare l’agevolazione in esame a condizione di una rispondenza di tutte o alcune delle misure già contenute nei citati contratti con le previsioni del D.P.C.M. Ciò vale anche per i contratti che non abbiano istituito veri e propri premi di produttività o di rendimento, basati sul raggiungimento di obiettivi prefissati, fermo restando che al loro interno siano comunque presenti altre misure che siano risultate e che tuttora risultino idonee a sollecitare una maggiore efficientazione aziendale.
In tali casi, pertanto, è determinante la coerenza dei contenuti di quei patti con le finalità individuate dal D.P.C.M. e occorre che l’autodichiarazione faccia riferimento alla conformità tra i vecchi contratti e la nuova disciplina.
Per quanto concerne “l’indicatore quantitativo del miglioramento della produttività in senso lato”, si precisa che la prima nozione di “retribuzione di produttività” contenuta nel D.P.C.M. fa riferimento a “voci retributive erogate, in esecuzione di contratti, con espresso riferimento ad indicatori quantitativi di produttività/redditività/qualità/efficienza/innovazione” e che proprio il riferimento alla “qualità” o, ancor più, alla “innovazione” consente di sostenere che tali indicatori non costituiscono necessariamente una “fotografia” di un incremento del fatturato aziendale ma è sufficiente che siano comunque suscettibili di una “contabilizzazione” da parte dell’impresa.
Si conclude, quindi, che anche la modifica degli orari aziendali, in quanto oggettivamente identificabile e quantitativamente misurabile, può validamente rispondere alle citate condizioni di legge
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CCNL UNEBA 8/5/2013: CORREZIONI E CHIARIMENTI A SEGUITO DELLO SCIOGLIMENTO DELLA RISERVA

Il giorno 21/6/2013, l’UNEBA e la FP-CISL, la FISASCAT-CISL, la FP-CGIL e la UILTUCS-UIL, sciolta positivamente la riserva sul CCNL sottoscritto l’8/5/2013, per il personale dipendente dalle realtà del settore assistenziale, sociale, sociosanitario, educativo, nonché da tutte le altre istituzioni di assistenza e beneficenza, hanno provveduto alla stesura definitiva del testo apportando alcune correzioni e chiarimenti.

Minimi retributivi
I minimi retributivi mensili conglobati nazionali sono i seguenti secondo le decorrenze indicate:

Livello Al 1/12/2012 Al 1/7/2013 Al 1/10/2013
Quadro 1.730,49 1.750,49 1.770,49
1.627,47 1.646,28 1.665,09
1.534,77 1.552,51 1.570,25
3° S 1.421,45 1.437,88 1.454,31
1.369,96 1.385,79 1.401,62
4° S 1.297,86 1.312,86 1.327,86
1.256,67 1.271,19 1.285,71
5° S 1.236,07 1.250,36 1.264,65
1.205,15 1.219,08 1.233,01
6° S 1.174,27 1.187,84 1.201,41
1.143,36 1.156,57 1.169,78
1.060,95 1.073,21 1.085,47

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Gli importi di cui sopra andranno in vigore con decorrenza dalla sottoscrizione del CCNL. Gli arretrati derivanti dalla decorrenza 1/12/2012 saranno corrisposti al personale in forza alla data di sottoscrizione con la corresponsione delle competenze del mese di Luglio.

Una Tantum
A copertura del periodo 1/1/2010 – 30/11/2012 verrà corrisposta al personale in forza alla data di firma del presente contratto una somma a titolo di “una tantum” da corrispondersi con le competenze del mese di settembre 2013:

Livello Una Tantum
Quadro 180,00
169,29
159,64
3°S 147,86
142,50
4°S 135,00
130,72
5°S 128,57
125,36
6°S 122,14
118,93
110,36

I predetti importi assorbono l’I.V.C. di cui all’art. 2 del CCNL sottoscritto in data 27/5/2004 relativamente al triennio 2010-2012. Le parti convengono peraltro sulla soppressione della predetta indennità a decorrere dalla sottoscrizione dell’attuale Contratto di lavoro.
Dagli importi “Una Tantum” di cui ai punti precedenti potranno essere dedotte, fino a concorrenza, le eventuali erogazioni corrisposte a titolo di anticipazione e/o acconto derivanti da accordi stipulati a livelli decentrati.

Apprendistato professionalizzante
Gli Enti potranno assumere personale con contratto di apprendistato nel rispetto del D.Lgs. 14/9/2011 n. 167 e della Legge 28/6/2012 n. 92. L’apprendistato avrà come fine l’acquisizione da parte dell’apprendista delle competenze utili alla copertura della mansione a cui è destinato.

Ammissibilità ed esclusioni
Ferme restando le disposizioni vigenti in materia di diritto-dovere di istruzione e di formazione, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere ha lo scopo di consentire ai giovani lavoratori di acquisire le competenze per le quali occorra un percorso di formazione professionale.
Esso sarà pertanto ammesso per tutte le qualifiche e mansioni comprese tra i livelli 2° e 6° compresi del piano di inquadramento e classificazione previsto all’art. 36 del CCNL.
Il contratto di apprendistato è escluso per i seguenti profili professionali:
– Infermiere professionale
– Fisioterapista
– Logopedista
– Psicomotricista
– Medico
– Psicologo

Limiti di età
Potranno essere assunti con il contratto di apprendistato professionalizzante o contratto di mestiere i giovani di età compresa tra i 18 e i 29 anni. Per i soggetti in possesso di una qualifica professionale, conseguita ai sensi del D.Lgs. 17/10/2005, n. 226, il contratto di apprendistato professionalizzante o di mestiere potrà essere stipulato a partire dal diciassettesimo anno di età.

Periodo di prova
Il periodo di prova dell’apprendista dovrà risultare da atto scritto, e la sua durata sarà pari a quella previsto per il lavoratore qualificato inquadrato al medesimo livello finale d’inquadramento. Durante il periodo di prova sussiste il reciproco il diritto di risolvere il rapporto senza preavviso.

Durata dell’apprendistato e trattamento economico

Il rapporto di apprendistato avrà una durata minima di 18 mesi con esclusione delle attività stagionali, e si estinguerà in relazione alle qualifiche da conseguire secondo alle seguenti scadenze:

Livelli Durata in Mesi
2° – 3°S – 3 36
4°S – 4° 24
5°S – 5° – 6° 18

Il trattamento economico per gli apprendisti consisterà in una percentuale rispetto al minimo contrattuale mensile conglobato previsto all’art. 43 del CCNL, con riferimento al livello di inquadramento della qualifica per la quale è svolto l’apprendistato, con le seguenti progressioni:
Per contratti di durata fino a 18 mesi:
– dal 1° al 9° mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
– dal 10° al 18° mese:90 % della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 24 mesi:
– dal 1° al 12°mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
– dal 13° al 24° mese: 90% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Per contratti di durata fino a 36 mesi:
– dal 1° al 18° mese: 85% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire;
– dal 19° al 36° mese: 90% della retribuzione pertinente alla qualifica da conseguire.
Alla fine dell’apprendistato l’inquadramento e la retribuzione saranno quelli corrispondenti alla qualifica eventualmente conseguita.
La durata del contratto instaurato nel confronto degli operatori sociosanitari 4°S viene ridotta a 18 mesi con la seguente progressione retributiva:
– dal 1° al 9° mese: 85%
– dal 10° al 18° mese: 90%
La durata del contratto instaurato nei confronti degli educatori professionali di livello 3°S viene ridotta a 24 mesi con la seguente professione retributiva:
– dal 1° al 12° mese: 85%
– dal 13° al 24° mese: 90%.

Previdenza complementare
Le parti condividono di definire l’articolato contrattuale al fine di dare copertura a tale importante istituto e convengono che la data di decorrenza, unitamente al Fondo cui aderire, sarà individuata nell’ambito del prossimo rinnovo contrattuale.
Gli oneri a carico dell’Ente gestore saranno pari a:
– 1,05% di cui 0,05 destinato a quota associativa, della retribuzione mensile utile per il computo del TFR;
gli oneri a carico del lavoratore saranno pari a:
– 1,05% di cui 0,05 destinato a quota associativa della retribuzione mensile utile per il computo del TFR.

All’atto dell’iscrizione al Fondo verrà versata una quota di iscrizione una tantum pari a 14,00 euro, di cui € 7,00 a carico dell’ente gestore ed € 7,00 a carico del lavoratore.
Fermo restando quanto previsto, nelle more dell’individuazione del Fondo negoziale definitivo, sono fatti salvi e continuano ad applicarsi eventuali accordi o condizioni contrattuali precedenti nei quali erano previste forme di adesione a Fondi di previdenza complementare di tipo negoziale.

Malattia e chiarimenti sul comporto
Durante la malattia il lavoratore non in prova ha diritto alla conservazione del posto per un massimo di 365 giorni di calendario relativi ad eventi di malattia nell’arco dell’ultimo triennio a partire dall’evento in corso e comprensivo dello stesso. I suddetti limiti potranno essere raggiunti per assenze di malattie o di infortunio non sul lavoro anche se fatti in più riprese. Nel caso di superamento di tale comporto l’Istituzione potrà procedere al licenziamento con la corresponsione dell’indennità di anzianità e di preavviso.
Per l’anno 2013 nei confronti dei lavoratori che siano incorsi in eventi di malattia in data antecedente all’8/5/2013, si applicherà la disciplina di cui al precedente CCNL.
Gli eventi di malattia insorti successivamente all’8/5/2013 varranno, per i lavoratori di cui al punto precedente al fine del calcolo del periodo di comporto come disciplinato nel nuovo accordo.
Sono fatti salvi i casi di lavoratrici e lavoratori affetti da patologie gravi, infatti si prevede che i lavoratori affetti da patologie gravi, debitamente documentate dalle strutture pubbliche o private convenzionalmente accreditate, che richiedono terapie salvavita ed altre assimilabili, non sono soggetti al computo del comporto di cui sopra.

Sgravio contributivo sulle erogazioni di secondo livello, rideterminato il tetto per il 2010 ed il 2011

1 LUG 2013 La rideterminazione, per gli anni 2010 e 2011, del tetto retributivo sul quale opera lo sgravio contributivo previsto sulle erogazioni di secondo livello

Con riferimento agli sgravi contributivi sulle erogazioni previste dai contratti collettivi di secondo livello, per gli anni 2010 e 2011, la misura limite, inizialmente stabilita al 2,25% della retribuzione dei lavoratori interessati, è stata rideterminata fino al 2,50% per il 2010 ed al 2,60% per il 2011. Conseguentemente, i datori di lavoro già autorizzati allo sgravio per le citate annualità potranno recuperare l’ulteriore percentuale spettante, in sede di conguaglio contributivo. In realtà, tali percentuali aggiuntive potranno essere fruite nella loro interezza esclusivamente in presenza di premi il cui ammontare complessivo si sia collocato nei limiti del tetto rideterminato (2,50% per il 2010 e 2,60% per il 2011), ovvero lo abbia superato. Laddove, invece, l’erogazione oggetto di sgravio sia stata di importo inferiore rispetto a detta percentuale, i datori di lavoro dovranno limitarsi al recupero della sola quota effettivamente spettante.
Con riferimento alle aziende non agricole, a queste ultime sarà automaticamente assegnato il codice di autorizzazione “9D” e le stesse potranno conguagliare l’ulteriore quota di incentivo spettante avvalendosi dei già previsti codici causale, differenziati per annualità ed in ragione della tipologia contrattuale (“L964”, “L965”, “L966”, “L967” per il 2010; “L974”, “L975”, “L976”, “L977” per il 2011).
I datori di lavoro agricoli, invece, potranno recuperare, tramite compensazione sui contributi dovuti, l’ulteriore percentuale di sgravio spettante. A tal fine, le aziende dovranno presentare alle strutture territoriali competenti per territorio un’istanza cartacea su apposito modello.
I datori di lavoro iscritti alla gestione ex Inpdap dovranno indicare nell’UniEmens, Lista PosPA, l’ulteriore importo del contributo da recuperare valorizzando l’elemento RecuperoSgravi.
Infine, per la gestione ex Enpals, i datori di lavoro saranno tenuti a comunicare via mail, al Polo PALS competente, la misura del credito verso l’Istituto generato per effetto dell’innalzamento del tetto, con evidenza delle relative mensilità, nonché la misura delle compensazioni effettuate con evidenza delle relative mensilità.
Indipendentemente dalla tipologia di datore di lavoro, il medesimo avrà cura di restituire al lavoratore la quota di beneficio di sua competenza e le operazioni di recupero dovranno essere effettuate entro il giorno 16 settembre 2013.