Integrazione salariale ordinaria, la competenza concessoria delle Strutture territoriali Inps

Le istruzioni amministrative ed operative per la gestione delle istanze di concessione delle integrazioni salariali ordinarie

A decorrere dal 1° gennaio 2016, le integrazioni salariali ordinarie sono concesse dalla Sede Inps territorialmente competente. La nuova competenza viene esercitata anche su tutte le domande giacenti in quanto non definite nel 2015. Ai fini di una esatta individuazione della Sede territorialmente competente a ricevere la domanda, rileva il concetto di “unità produttiva”, ancorato al requisito della autonomia organizzativa. In particolare, per una istanza di Cig ordinaria, la Struttura territorialmente competente alla concessione è individuata in base ai seguenti criteri:
a) se l’unità produttiva è ubicata nella medesima provincia dove è iscritta l’azienda, la Sede Inps competente a ricevere la domanda è quella presso cui è iscritta l’azienda;
b) se l’unità produttiva è ubicata in una provincia diversa, la Sede territorialmente competente è quella presso cui è ubicata l’unità produttiva;
c) nel settore dell’edilizia e affini, premesso che per la qualificazione dei cantieri come “unità produttiva” la costituzione e il mantenimento degli stessi deve essere previsto in esecuzione di un contratto d’appalto ed i lavori devono avere una durata minima di almeno 6 mesi, se il cantiere edile non è qualificabile come unità produttiva, la Sede Inps territorialmente competente è quella presso cui è iscritta l’azienda.
Quanto ai soggetti legittimati ad adottare i provvedimenti amministrativi di concessione della integrazione salariale ordinaria o di reiezione della domanda, i Direttori di Sede hanno l’esclusiva competenza, ferma restando la possibilità che, per ragioni di carattere operativo-funzionale, di delegarne formalmente la trattazione alla dirigenza di sede.
Infine, fino all’adozione del previsto decreto ministeriale, le Strutture territorialmente competenti, in sede di istruttoria della domanda, continuano ad osservare i criteri di esame delle domande di concessione già applicati dalle Commissione Provinciali.

Determinati i criteri di accesso agli ammortizzatori sociali in Lombardia

 

 

Siglato il 12/1/2016, tra la Regione Lombardia e le Parti Sociali Lombarde, il seguente accordo quadro sui criteri per l’accesso agli ammortizzatori sociali in deroga in Lombardia per l’anno 2016.

Con tale accordo è stato convenuto che il riparto tra le risorse attribuite agli interventi di ammortizzatori in deroga è il seguente:
a. 98% all’intervento della CIG in deroga;
b. 2% all’intervento della mobilità in deroga.

Cassa integrazione guadagni in deroga (CIGD)

Beneficiari:
– Tutti i lavoratori aventi un rapporto di lavoro subordinato, anche a tempo determinato, con le imprese destinatarie del trattamento: operai; impiegati; quadri, soci delle cooperative con rapporto di lavoro subordinato; lavoratori somministrati, quando gli altri lavoratori della stessa unità operativa siano interessati da ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro; lavoranti a domicilio monocommessa.
– Gli apprendisti quando siano gli unici dipendenti, ovvero quando, ai sensi della normativa vigente, siano esclusi da programmi di intervento di ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro utilizzati dagli altri lavoratori della stessa unità operativa.
Requisiti:
Tutti i lavoratori beneficiari devono possedere, alla data di inizio del periodo di intervento di CIGD, dodici mesi di anzianità lavorativa presso l’impresa richiedente. Per i lavoratori somministrati si computano i periodi di anzianità, anche non continuativi, presso la medesima agenzia per il lavoro.
Durata:
Gli interventi di CIGD possono essere richiesti per una durata massima di mesi 3 nell’intero anno 2016, pari ad un massimo di giorni 91.
Il calcolo della durata massima complessiva degli interventi di CIGD ammissibili fa riferimento unicamente ai periodi richiesti ed autorizzati, indipendentemente dalla loro effettiva fruizione.
Presentazione domanda di CIGD:
A partire dalla data di sottoscrizione del presente Accordo Quadro le imprese, ad esito della sottoscrizione di nuovi e appositi accordi sindacali (o di esame congiunto in sede pubblica nel caso di mancato accordo).

Indennità di mobilità in deroga

Beneficiari:
Lavoratori subordinati (con esclusione dei lavoratori domestici) provenienti da imprese di cui all’art. 2082 c.c., ivi compresi i piccoli imprenditori di cui all’art. 2083 c.c. con unità produttive/operative ubicate in Lombardia, licenziati (per cessazione attività, giustificato motivo oggettivo, licenziamento collettivo), cessati (per fine contratto a termine o per recesso dal contratto alla fine del periodo di apprendistato) o dimessi per giusta causa a partire dal 31/12/2015, a condizione che siano privi di ogni altra prestazione legata alla cessazione del rapporto di lavoro.
Esclusione:
Tale concessione è esclusa per i lavoratori che siano in possesso dei requisiti per accedere ai trattamenti di mobilità ordinaria di cui alla L. 223/1991, alle indennità di disoccupazione agricola con requisiti ordinari e ridotti, all’indennità NASpI di cui al D.Lgs. n. 22/2015.
Inoltre, non è possibile concedere il trattamento di mobilità in deroga a seguito della conclusione della fruizione dei trattamenti di cui al punto precedente e delle indennità di ASpI e Mini-ASpI.
Requisiti:
I lavoratori devono essere in possesso di un’anzianità aziendale di almeno dodici mesi, di cui almeno sei di lavoro effettivamente prestato, ivi compresi i periodi di sospensione del lavoro derivanti da ferie, festività, infortuni e maternità.
Durata:
L’indennità di mobilità in deroga può essere autorizzata per un periodo massimo di quattro mesi non ulteriormente prorogabili ed i lavoratori interessati devono presentare telematicamente le domande per ottenere la concessione della mobilità in deroga alla competente sede INPS, a pena di decadenza, entro il termine di 60 giorni dalla data del licenziamento o dalla data di cessazione del rapporto di lavoro.

Alimentari Cooperative – Filcoop Sanitario: accordo per lo slittamento della quota del lavoratore

Firmato, il giorno 14/12/2015, tra Agci-Agrital, Legacoop-Agroalimentare, Fedagri-Confcooperative e Fai-Cisl, Flai-Cgil, Uila-Uil, l’accordo che sposta all’1/6/2016 il termine iniziale per il versamento al Fondo Filcoop Sanitario della quota mensile del lavoratore

L’art. 64 del CCNL 5/12/2012 per i lavoratori dipendenti da aziende cooperative di trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici e lavorazione prodotti alimentari, prevede per il finanziamento del Fondo Filcoop Sanitario un contributo a carico dell’azienda pari a 10,00 euro al mese per 12 mensilità e, a far data dall’1/1/2016, un contributo a carico del lavoratore dipendente, dietro espressa volontà dello stesso, ari a 10,00 euro al mese per 12 mensilità, specificando che, laddove il lavoratore non manifesti la volontà di partecipare con la propria quota al Fondo, lo stesso decade dall’iscrizione e cessa automaticamente la contribuzione da parte dell’impresa.

Premesso ciò, le parti firmatarie dell’accordo del 14 dicembre 2016, considerato che non è stato possibile informare adeguatamente i lavoratori dell’importanza della predetta disposizione, hanno disposto di sospendere gli effetti della mancata contribuzione volontaria del lavoratore sino al 31/5/2016.
Pertanto, solo a decorrere dall’1/6/2016, i lavoratori potranno manifestare la volontà di contribuire al Fondo con proprio contributo di 2,00 euro, stabilito dall’art. 64 del CCNL. Resta inteso che le aziende sino a tale data provvederanno al versamento del contributo mensile di € 10,00.

Ammortizzatori sociali in deroga 2016

Nella Legge di Stabilità 2016 anche il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga ed alcune disposizioni in materia di contratti di solidarietà di tipo B (co. da 304 a 307).

Al fine di favorire la transizione verso il riformato sistema degli ammortizzatori sociali in costanza di rapporto di lavoro (D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 148), è autorizzata una spesa, per l’anno 2016, di 250 milioni di euro per il rifinanziamento degli ammortizzatori sociali in deroga.
Fermo restando il decreto 1° agosto 2014, n. 83473 (contenente i criteri per la concessione degli ammortizzatori sociali in deroga), il trattamento di integrazione salariale in deroga alla normativa vigente può essere concesso o prorogato, a decorrere dal 1° gennaio 2016 e fino al 31 dicembre 2016, per un periodo non superiore a tre mesi nell’arco di un anno.

A decorrere dal 1° gennaio 2016 e sino al 31 dicembre 2016, in particolare, il trattamento di mobilità in deroga alla vigente normativa non può essere concesso ai lavoratori che alla data di decorrenza del trattamento hanno già beneficiato di prestazioni di mobilità in deroga per almeno tre anni, anche non continuativi.
Per i restanti lavoratori il trattamento può essere concesso per non più di quattro mesi, non ulteriormente prorogabili, più ulteriori due mesi nel caso di lavoratori residenti nelle aree del Mezzogiorno, per tali lavoratori comunque il periodo complessivo non può eccedere il limite massimo di tre anni e quattro mesi.
Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono disporre la concessione dei trattamenti di integrazione salariale e di mobilità, anche in deroga in misura non superiore al 5% delle risorse ad esse attribuite, ovvero in eccedenza a tale quota disponendo l’integrale copertura degli oneri connessi a carico delle finanze regionali ovvero delle risorse assegnate alla regione nell’ambito dei piani o programmi di politica attiva.

Possibile, poi, il ricorso ai contratti di solidarietà difensivi di tipologia B) per tutta la durata stabilita negli accordi, in caso di contratti collettivi aziendali stipulati in data antecedente al 15 ottobre 2015; negli altri casi, invece, fino al 31 dicembre 2016. Le risorse attribuite sono pari, per l’anno 2016, a 60 milioni di euro.
La Legge di Stabilità prevede inoltre che, i lavoratori che fruiscono di strumenti di sostegno del reddito in costanza di rapporto di lavoro nonché i lavoratori sottoposti a procedure di mobilità – allo scopo di permettere il mantenimento e lo sviluppo delle competenze acquisite – possono essere chiamati a svolgere attività a fini di pubblica utilità a beneficio della comunità territoriale di appartenenza, sotto la direzione e il coordinamento di amministrazioni pubbliche, nel territorio del comune ove siano residenti.
Stanziati, infine, per l’anno 2016, 18 milioni di euro per il riconoscimento della cassa integrazione guadagni in deroga per il settore della pesca.

Sicurezza sul lavoro, l’Inail pubblica il bando per i progetti formativi

Entro il prossimo 19 aprile, i soggetti destinatari del finanziamento, da parte dell’Inail, dei progetti formativi in materia di sicurezza sul lavoro, devono presentare apposita domanda mediante servizio postale, a mezzo di raccomandata con avviso di ricevimento, o mediante corrieri privati o agenzie di recapito debitamente autorizzati, ovvero consegnata a mano da un incaricato del soggetto attuatore all’indirizzo indicato nel bando.

In particolare, i progetti ammessi al finanziamento sono quelli relativi ai seguenti ambiti:
– formazione finalizzata all’adozione di modelli di organizzazione e di gestione, in un’ottica di sviluppo del sistema delle relazioni e del cambiamento della cultura organizzativa;
– formazione per i componenti dell’impresa familiare, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti devono, sui rischi propri delle attività svolte;
– formazione sugli aspetti organizzativo – gestionali e tecnico-operativi nei lavori in appalto e negli ambienti confinati, con particolare riferimento alla gestione delle emergenze;
– formazione per l’adozione di comportamenti sicuri, finalizzati alla prevenzione del fenomeno infortunistico e tecnopatico;
– formazione sulla valutazione dei rischi, con particolare attenzione alle specificità di quelli collegati allo stress lavoro correlato, alle lavoratrici in stato di gravidanza, alle differenze di genere e agli altri ivi previsti;
– formazione sulla gestione dei rischi in ambiente di lavoro legati alla dipendenza da alcool, sostanze psicotrope e stupefacenti.

I destinatari dei progetti formativi in parola sono:
– i datori di lavoro delle piccole, medie e microimprese;
– i piccoli imprenditori di cui all’articolo 2083 del c.c.;
– i lavoratori compresi quelli stagionali, delle piccole, medie e microimprese;
– i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS/RLST) delle piccole, medie e microimprese;
– i componenti dell’impresa familiare, i lavoratori autonomi che compiono opere o servizi ai sensi dell’art. 2222 c.c., i coltivatori diretti del fondo, i soci delle società semplici operanti nel settore agricolo, gli artigiani e i piccoli commercianti.

Mentre i soggetti attuatori della campagna formativa sono:
– le Organizzazioni sindacali dei lavoratori e organizzazioni sindacali dei datori di lavoro rappresentati nell’ambito della Commissione Consultiva Permanente per la salute e sicurezza sul lavoro, che possono avvalersi per la realizzazione anche di strutture formative di diretta o esclusiva emanazione;
– gli Organismi paritetici di cui all’articolo 2, comma 1, lettera e), del Decreto Legislativo n. 81/2008;
– Università;
– Dipartimento dei Vigili del fuoco, del soccorso pubblico e della difesa civile;
– Ordini e collegi professionali, limitatamente ai propri iscritti;
– Enti di patronato;
– Soggetti formatori accreditati in conformità al modello di accreditamento definito in ogni Regione e Provincia autonoma ai sensi dell’intesa sancita in data 20 marzo 2008 e pubblicata nella G.U.R.I. del 23 gennaio 2009, in ogni Regione in cui si svolgerà il progetto formativo.