Firmata l’ipotesi di accordo per il settore Tessile – Industria

 

 

Siglata il 5/12/2013, tra SMI Sistema Moda Italia – Federazione Tessile e Moda e la FEMCA-CISL, la FILCTEM-CGIL e la UILTEC-UIL, l’ipotesi di accordo per il rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro 9/7/2010 per i dipendenti addetti all’industria tessile.

La presente ipotesi di accordo decorre dall’1/4/2013 e scadrà il 31/3/2016.

Di seguito gli aumenti dell’elemento retributivo nazionale – ERN alle scadenze sotto indicate

Livelli 1/1/2014 1/11/2014 1/9/2015 1/3/2016 Totale
31,54 31,54 55,80 24,26 143,14
28,28 28,28 51,10 22,22 131,08
27,89 27,89 49,34 21,45 126,56
26,45 26,45 46,80 20,35 120,06
26,00 26,00 46,00 20,00 118,00
3° Super 25,01 25,01 44,24 19,24 113,49
24,35 24,35 43,07 18,73 110,49
2° Super 23,24 23,24 41,11 17,87 105,46
22,91 22,91 40,53 17,62 103,96
13,78 13,78 24,37 10,60 62,52

 

Viaggiatori o piazzisti

Livelli 1/1/2014 1/11/2014 1/9/2015 1/3/2016 Totale
1.a categoria 27,89 27,89 49,34 21,45 126,56
2.a categoria 26,45 26,45 46,80 20,35 120,06

Pertanto, l’elemento retributivo nazionale(ERN) assumerà i seguenti valori mensili alle scadenze sotto indicate:

Livelli 1/1/2014 1/11/2014 1/9/2015 1/3/2016
1.978,53 2.010,07 2.065,87 2.090,13
1.868,97 1.897,85 1.948,95 1.971,17
1.752,52 1.780,40 1.829,74 1.851,19
1.640,45 1.666,91 1.713,71 1.734,06
1.557,51 1.583,51 1.629,51 1.649,51
3° Super 1.522,81 1.547,81 1.592,05 1.611,29
1.489,16 1.513,51 1.556,58 1.575,22
2° Super 1.447,77 1.471,00 1.512,12 1.529,99
1.415,57 1.438,47 1.479,00 1.496,62
1.141,33 1.155,10 1.179,47 1.190,07

 

Viaggiatori o piazzisti

Livelli 1/1/2014 1/11/2014 1/9/2015 1/3/2016
1.a categoria 1.680,30 1.708,19 1.757,53 1.778,98
2.a categoria 1.585,16 1.611,61 1.658,41 1.678,76

Per le aziende Terziste nel mezzogiorno, gli aumenti contrattuali previsti per la generalità dei lavoratori entreranno in vigore alle seguenti scadenze: 1/7/2014, 1/4/2015, 1/3/2016, 1/9/2016.

Importi per la contrattazione aziendale

 

Unitamente agli incrementi retributivi dell’ERN di cui sopra, le parti individuano i seguenti ulteriori importi che vengono destinati alla contrattazione aziendale:
– Euro 280,00 lordi per il periodo 4/2014 – 3/2015;
– Euro 280,00 lordi per il periodo 4/2015 – 3/2016.
Nei casi in cui, entro rispettivamente il 31 marzo di ciascuno del suddetti anni, non verrà effettuata la contrattazione aziendale con specifico riferimento agli importi di cui sopra, con la retribuzione del mese di aprile 2015 e 2016 gli stessi importi di cui al comma precedente saranno corrisposti a tutti i lavoratori in forza all’azienda alla data di erogazione.
Tali importi, che si intendono omnicomprensivi di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR, saranno commisurati in dodicesimi in relazione all’effettivo servizio nel periodo di riferimento (1° aprile – 31 marzo) e saranno riproporzionati per i lavoratori a tempo parziale in relazione al minor orario contrattuale.
Le parti si danno atto che i suddetti importi destinati alla contrattazione aziendale sono riferiti esclusivamente ai periodi sopra indicati e cesseranno ogni loro effetto dall’1/4/2016.

Una Tantum

 

L’importo una tantum di Euro 250,00 lordi verrà erogato in due rate di uguale importo rispettivamente con la retribuzione del mese di febbraio 2014 e giugno 2014 e sarà corrisposto ai lavoratori in forza alla data del 5/12/2013. Tale importo sarà riproporzionato per i lavoratori part-time e commisurato all’anzianità di servizio maturata nel periodo 1/4/2013 – 31/12/2013.

Elemento di garanzia retributiva

 

Ai fini dell’effettività della diffusione della contrattazione aziendale, a favore dei lavoratori dipendenti da aziende prive della contrattazione aziendale stessa e che non percepiscono altri trattamenti economici individuali o collettivi oltre a quanto spettante in base al presente contratto nazionale, sarà riconosciuto un importo a titolo di “elemento di garanzia retributiva”.
Tale importo, pari a 200,00 euro lordi annui, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogato con la retribuzione del mese di maggio 2014, gennaio 2015 e gennaio 2016 ai lavoratori in forza il 1° gennaio di ogni anno ed aventi titolo in base alla situazione retributiva individuale rilevata nell’anno precedente, con assorbimento fino a concorrenza del valore dell’E.G.R. di quanto individualmente erogato.
Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione o nell’anno di competenza dell’erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla legge fallimentare, con accordo aziendale definito anche nell’ambito dell’espletamento delle procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.

Apprendistato

 

L’apprendistato è un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani.

La disciplina dell’apprendistato nell’industria tessile abbigliamento moda è regolata dalle norme di legge e dalle norme del presente contratto in quanto applicabili e dalle particolari disposizioni che seguono.

A) Apprendistato per la qualifica e il diploma professionale

Ai sensi del D.Lgs. 167/2011 Testo Unico sull’apprendistato, possono essere assunti con il contratto di apprendistato per la qualifica e il diploma professionale, i soggetti che abbiano compiuto quindici anni e fino al compimento del venticinquesimo anno di età. La durata è determinata in considerazione della qualifica o del diploma da conseguire e non può essere in ogni caso superiore a tre anni.
Qualora l’apprendista, dopo il raggiungimento della qualifica professionale, proseguisse l’iter formativo con la frequenza del corso annuale per il conseguimento del diploma quadriennale regionale, il contratto di apprendistato verrà prolungato di un anno.
L’apprendista verrà inquadrato nel livello previsto per la qualifica da conseguire.
Il trattamento economico durante l’apprendistato è determinato dalle seguenti percentuali rapportate ail’ERN del livello di inquadramento:
– primi 12 mesi: 60%;
– successivi 12 mesi: 70%;
– successivi 12 mesi: 80%;
– eventuali successivi 12 mesi: 90%

La retribuzione dell’apprendista non potrà superare – per effetto delle minori trattenute contributive – la retribuzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello e anzianità aziendale.

 

B) Apprendistato professionalizzante

Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato con i giovani di età compresa tra i diciotto e i ventinove anni ed è finalizzato alla qualificazione dei lavoratori attraverso un percorso di formazione per l’acquisizione di competenze di base, trasversali e tecnico – professionali.
Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato per i lavoratori operai, intermedi, impiegati e quadri, dei livelli dal 2° a n. 8° e per tutte le relative mansioni.
L’apprendista non può lavorare a cottimo.
La durata massima del periodo di apprendistato, per tutte le qualifiche professionale e per tutti i livelli di inquadramento, è di 3 anni.
Una riduzione fino a 6 mesi del periodo di apprendistato professionalizzante, applicabile sul terzo periodo della tabella sopra riportata, è riconosciuta ai lavoratori che – prima del contratto di apprendistato – abbiano svolto presso la stessa azienda un periodo di pari durata di stage o tirocinio.
Le parti si riservano la possibilità di individuare, ai sensi del T.U. D.Lgs. 14/9/2011 n. 167, mansioni ad alto contenuto di professionalità di tipo artigianale per le quali potranno essere concordate durate maggiori del periodo di apprendistato fino al massimo di 5 anni.
L’inquadramento iniziale e il relativo trattamento economico dell’apprendista può essere di due livelli inferiore a quello della qualifica di destinazione finale, con la seguente progressione periodica:

Livelli Mesi Primo periodo

– 2 livelli

Mesi

Secondo periodo

– 1 livello

Mesi

Terzo periodo

livello finale

Mesi

36 15 15 6
36 15 15 6
36 15 15 6
36 15 15 6
36 15 15 6
3° e 3° Super 36 12 18 6
2° e 2° Super 36 12 18 6

In caso di apprendistato con durata inferiore a 36 mesi, la durata dei periodi indicati sarà proporzionalmente riparametrata.
Gli apprendisti con destinazione finale ai secondo o secondo livello super saranno inquadrati al livello di destinazione finale con decorrenza dall’inizio del secondo periodo di apprendistato.
La formazione si realizza tramite la partecipazione a percorsi formativi sia interni che esterni all’azienda di durata complessiva pari a 120 ore medie annue, comprensive della formazione specifica o professionalizzante e della formazione finalizzata all’acquisizione delle competenze di base e trasversali.
La formazione professionalizzante sarà integrata dall’offerta formativa pubblica, interna o esterna all’azienda, finalizzata all’acquisizione delle competenze di base e trasversali, laddove esistente.

C) Apprendistato di alta formazione

Le parti, riconosciuta l’Importanza che può avere l’apprendistato di alta formazione e di ricerca sia per promuovere Io sviluppo di alte professionalità e dell’innovazione nelle imprese, sia per attuare efficaci collaborazioni con le istituzioni scolastiche e universitarie, hanno definito una specifica normativa contrattuale per le tipologie di apprendistato di alta formazione e ricerca nell’ambito di progetti sperimentali da realizzarsi a livello territoriale o nazionale e con il coinvolgimento delle istituzioni scolastiche e universitarie.
Pertanto le parti convengono che, ferme restando eventuali diverse previsioni legislative e regolamentari e Protocolli regionali, la gestione del rapporto di lavoro tra l’impresa e l’apprendista sarà regolata dalle norme del CCNL in vigore e in particolare dalle previsioni di cui al presente articolo, lettera B) per l’apprendistato professionalizzante, fatto salvo quanto di seguito previsto.

Banca delle ore

 

Dall’1/1/2014, per i lavoratori a tempo parziale potranno confluire nella banca delle ore le prime 32 ore di lavoro supplementare.

Previdenza complementare

Con decorrenza dall’1/1/2014, le parti concordano quanto segue:

– in occasione di ogni rinnovo del contratto nazionale e della consegna dei testo del contratto stesso ai lavoratori ai sensi dell’art. 7, l’azienda metterà a disposizione di ogni lavoratore il materiale informativo sul fondo Previmoda predisposto dal fondo stesso.
– L’azienda consegna ad ogni lavoratore neo-assunto il materiale informativo del fondo Previmoda con la proposta e la modulistica per l’iscrizione, come previsto dall’art. 28.
– Con periodicità triennale le aziende sono impegnate a proporre ai lavoratori non iscritti alla previdenza complementare l’opportunità di associarsi a Previmoda, secondo forme e procedure che saranno definite dalle parti istitutive del Fondo con apposito accordo.
– Le aziende agevoleranno la partecipazione dei lavoratori individuati dal Fondo come propri “referenti” aziendali ai seminari formativi organizzati da Previmoda. I permessi relativi potranno essere coperti con eventuali residui del monte ore per la formazione continua di cui all’art. 65.
– SMI si dichiara disponibile ad un incremento dello 0,20% del contributo aziendale destinato alla previdenza integrativa calcolato sull’ERN, per finanziare l’assicurazione per premorienza ed invalidità permanente, da stipulare entro il 30/6/2014 previo specifico accordo tra le parti istitutive.

Disciplina speciale per gli addetti alla distribuzione commerciale nei negozi, showroom e spacci aziendal

Attraverso la definizione di norme specifiche riguardanti la distribuzione commerciale, le parti stipulanti intendono da un lato consentire alle imprese che lo desiderino un più efficace e diretto controllo della filiera distributiva dall’altro consentire una uniforme tutela dei lavoratori addetti, anche per ciò che riguarda la previdenza integrativa e la formazione continua.
L’orario normale settimanale dei lavoratori che operano nei negozi, negli showroom, negli spacci nonché ogni in altro spazio di vendita della filiera distributiva tessile abbigliamento moda è normalmente di 40 ore settimanali distribuibili su tutti i giorni di apertura dell’esercizio commerciale, fermi restando i riposi compensativi, secondo le disposizioni di legge in vigore.
Il periodo di conservazione del posto applicabile ai lavoratori dipendenti occupati nei negozi, negli showroom, negli spacci nonché ogni altro spazio di vendita della filiera distributiva tessile abbigliamento moda con anzianità di servizio fino a 5 anni sarà pari a 6 mesi nell’arco di 18 mesi.
Al fine di permettere l’adeguamento nell’applicazione della normativa della presente disciplina ai rapporti di lavoro già in corso, si conviene che l’entrata in vigore del medesimo è posticipata all’1/1/2014.

Sottoscritto l’accordo per l’industria delle calzature

Siglata, il 29/11/2013, tra ASSOCALZATURIFICI e la FILCTEM-CGIL, la FEMCA-CISL, la UILTEC-UIL, l’accordo di rinnovo del CCNL per i Lavoratori addetti all’industria delle Calzature.

 

L’intesa che decorre dall’1/4/2013 e scadrà il 31/3/2016, prevede un aumento salariale di 112,00 euro per il 3° livello suddiviso in tre tranches:

– 30 euro dall’1/1/2014;
– 60 euro dall’1/1/2015;
– 22 euro dall’1/7/2015

Seguono i nuovi minimi

Livelli Par. Minimo all’1/4/2013 Minimo all’1/1/2014 Minimo all’1/1/2015 Minimo all’1/7/2015
8 123 1.957,00 1.995,84 2.073,53 2.102,01
7 120 1.816,50 1.854,39 1.930,18 1.957,97
6 109 1.675,00 1.709,42 1.778,26 1.803,51
5 103 1.591,50 1.624,03 1.689,08 1.712,93
4 100 1.531,50 1.563,08 1.626,24 1.649,39
3S 97 1.498,00 1.528,63 1.589,89 1.612,36
3 95 1.465,00 1.495,00 1.555,00 1.577,00
2S 91 1.424,50 1.453,24 1.510,71 1.531,78
2 90 1.392,50 1.420,92 1.477,76 1.498,61
1 54 1.127,50 1.144,55 1.178,66 1.191,16

Una tantum
Al personale di 3° livello in forza alla data del 30/11/2013, verrà corrisposto per il periodo di vacanza contrattuale (1/4/2013 – 31/12/2013), un importo una tantum di a 100 euro con la retribuzione di gennaio 2014, e di 200 euro con la retribuzione di giugno 2014.

Livelli Par. Dall’1/1/2014 Dall’1/6/2014 Tot.
8 123 129,47 258,95 388,42
7 120 126,32 252,63 378,95
6 109 114,74 229,47 344,21
5 103 108,42 216,84 325,26
4 100 105,26 210,53 315,79
3S 97 102,11 204,21 306,32
3 95 100,00 200,00 300,00
2S 91 95,79 191,58 287,37
2 90 94,74 189,47 284,21
1 54 56,84 113,68 170,53

Elemento di garanzia retributiva
L’elemento di garanzia retributiva pari a 200,00 euro lordi, sarà corrisposto ai lavoratori in forza dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente l’erogazione ed aventi titolo in base alla situazione retributiva individuale rilevata nell’ultimo quadriennio. La prima erogazione avverrà con la retribuzione del mese di marzo 2014 per i lavoratori in forza dall’1/1/2013 al 31/12/2013.

Apprendistato professionalizzante
Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante i lavoratori dal 2° all’8° livello.

Il periodo di prova non può essere superiore a:
– 6 mesi per i livelli 8° – 7° – 6° – 5°;
– 4 mesi per i livelli 4° e 3°;
– 2 mesi per il livello 2°
La durata del contratto e la sua suddivisione in periodi ai fini retributivi e di inquadramento è la seguente:

Livelli Durata mesi Primo periodo Secondo periodo Terzo periodo
8-7 36 10 10 16
6 36 10 10 16
5 36 11 11 14
4 36 11 11 14
3 e 3s 36 11 11 14
2 e 2s 36 12 12 12

L’inquadramento e li relativo trattamento economico è così determinato:
– primo terzo del periodo: 70% del minimo contrattuale del livello assegnato;
– secondo terzo del periodo: 80% del minimo contrattuale del livello assegnato;
– ultimo terzo del periodo: 100% del netto del minimo contrattuale del livello assegnato.
Le Parti convengono che il ricorso al contratto di apprendistato potrà avvenire solo se l’azienda abbia confermato almeno il 70% degli apprendisti.

Contratto a termine
I I termini di interruzione di 10 e 20 giorni a seconda che il contratto iniziale di lavoro a termine abbia avuto una durata inferiore o superiore a 6 mesi non trovano applicazione nelle seguenti fattispecie:
– avvio di una nuova attività che deve essere riferita all’inizio di attività produttiva, o di servizio, o all’entrata in funzione di una nuova linea di produzione, o di una unità produttiva aziendale o di servizio, con una durata non superiore a 12 mesi.
– lancio di un prodotto o di un servizio innovativo: il quale non deve essere mai stato prodotto o fornito in azienda e deve presentare i caratteri di sperimentazione. La durata di sperimentazione non può superare i 12 mesi dall’inizio della produzione del prodotto o della prestazione del servizio;
 – sostituzione di lavoratori assenti;
– assunzione di lavoratori posti in cassa integrazione guadagni presso altra azienda;
– assunzione di iscritti nelle liste di mobilità ovvero percettori dell’Aspi;
– siano interessati lavoratori disoccupati oltre 50 anni di età;
– in ogni altro caso previsto dagli accordi aziendali stipulati dalla Rappresentanza sindacale, o in assenza di RSU dalle OO.SS.LL territoriali

Part-time
La trasformazione del rapporto può avvenire nel caso in cui:
–  il lavoratore stesso sia affetto da patologie gravi comportano una discontinuità nella prestazione lavorativa territorialmente competente;
– patologie oncologiche riguardanti il coniuge, i figli o i genitori del lavoratore (o della lavoratrice);
– lavoratore che assiste una persona convivente con totale e permanente inabilità lavorativa, che assuma connotazione di gravità alla quale è stata riconosciuta una percentuale di invalidità pari al 100% con necessità di assistenza continua perché incapace di compiere gli atti quotidiani della vita;
– richiesta del lavoratore (o della lavoratrice) con figlio convivente di età non superiore a 13 anni o con figlio convivente portatore di handicap.
La parti riconoscono una priorità per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno in lavoro a tempo parziale verticale od orizzontale nei casi in cui il lavoratore:
– debba essere sottoposto a trattamento di emodialisi, per la durata della terapia stessa;
– sia affetto da morbo di Cooley o da morbo di Crohn o da gravi malattie cardiocircolatorie che comportano una discontinuità nella prestazione lavorativa certificata dalPunità sanitaria locale territorialmente competente.

Previdenza integrativa
LeParti si dichiarano disponibili ad un incremento dello 0,20% del contributo aziendale destinato alla previdenza integrativa, per finanziare l’assicurazione per premorienza e invalidità permanente calcolato sulla retribuzione base contrattuale, se anche le altre categorie aderenti a Previmoda dichiarano analoga disponibilità.

Regolamentato il commercio di sigarette elettroniche

9 dic 2013 Approvato il regolamento che disciplina la commercializzazione delle sigerette elettroniche, delle ricariche e delle parti di racambio (cd. prodotti succedanei del tabacco). Dal prossimo anno la produzione e l’importazione di tali prodotti sarà soggetta al regime del deposito fiscale, con l’applicazione dell’imposta di consumo.

È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 287 del 7 dicembre 2013, il decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 16 novembre 2013 contenente la disciplina del regime di commercializzazione dei “prodotti succedanei del tabacco”. Il decreto citato stabilisce il contenuto dell’istanza e le modalità di richiesta dell’autorizzazione, le procedure per la registrazione e la variazione dei prezzi di vendita al pubblico, nonché le modalità di prestazione della cauzione, di tenuta dei registri e documenti contabili, di liquidazione e versamento dell’imposta di consumo, anche in caso di vendita a distanza, di comunicazione degli esercizi che effettuano la vendita al pubblico.
A decorrere dal 1° gennaio 2014 la commercializzazione di sigarette elettroniche, inclusi i ricambi e le ricariche, è soggettata ad imposta di consumo nella misura del 58,5% del prezzo di vendita al pubblico.
A tal fine i produttori e gli importatori dovranno richiedere l’autorizzazione preventiva all’Agenzia delle dogane e dei Monopoli, per la gestione in regime di deposito fiscale, dei flussi di carico e scarico di tali prodotti.

Il rilascio dell’autorizzazione è subordinata al possesso dei requisiti già previsti per la gestione dei depositi fiscali di tabacchi lavorati (requisiti personali e morali, di sicurezza dei locali adibiti a deposito), oltre alla prestazione di specifica cauzione, con validità almeno biennale, di importo pari all’ammontare presuntivo dell’imposta di consumo da versare. A decorrere dal terzo periodo di imposta, l’importo della cauzione dovrà essere adeguato in misura tale da non risultare inferiore all’imposta media dei due periodi di imposta precedenti.

La commercializzazione dei prodotti succedanei del tabacco è subordinata, altresì, alla preventiva iscrizione in apposito tariffario disposta con provvedimento dell’Agenzia dei prezzi di vendita al pubblico dei singoli prodotti. Il tariffario viene pubblicato attraverso il sito internet dell’Agenzia ed ha validità a decorrere dalla data di pubblicazione. La stessa procedura deve essere utilizzata per le variazioni dei prezzi di vendita al pubblico.

La gestione mediante deposito fiscale consente all’Amministrazione finanziaria un controllo costante delle quantità di prodotti immessi sul mercato. Il soggetto autorizzato deve comunicare mensilmente all’Agenzia l’elenco dei punti di vendita riforniti nel mese precedente, indicando per ciascuno le quantità e i prezzi di vendita al pubblico dei singoli prodotti forniti. I prodotti succedanei del tabacco fabbricati o introdotti nel deposito fiscale devono essere registrati giornalmente, previa emissione della bolletta di carico (presa in carico). Per ciascuna estrazione, invece, deve essere emessa la bolletta di scarico in duplice esemplare: uno conservato agli atti del deposito, mentre l’altro accompagna i prodotti ed è consegnato al destinatario. Ogni quindicina del mese, deve essere redatto e trasmesso all’Agenzia delle dogane un prospetto riepilogativo dei carichi e degli scarichi.

In relazione ai prodotti estratti per ogni quindicina del mese è versata l’imposta di consumo, calcolata applicando l’aliquota (58,5%) al valore complessivo dei prodotti succedanei del tabacco estratti dal deposito; quest’ultimo è determinato in base al prezzo di vendita e alle rispettive quantità. L’imposta deve essere versata, mediante F24-accise:
– entro la fine del mese, per i prodotti estratti nella prima quindicina;
– entro il giorno 15 del mese successivo, per i prodotti estratti nella seconda quindicina del mese.

Qualora il soggetto che fabbrica o detiene i prodotti succedanei del tabacco risieda in uno dei Paesi dell’Unione Europea e li fornisca ai punti vendita per essere consumati nel territorio italiano, deve nominare un rappresentante fiscale, comunicandone le generalità all’Agenzia. Quest’ultimo assolve agli adempimenti ordinari, provvedendo alle comunicazioni periodiche ed al versamento dell’imposta di consumo.

Più tempo per la comunicazione dei beni aziendali concessi ai soci

9 dic 2013 Nuovo slittamento nel calendario degli adempimenti fiscali, con un’allungamento dei termini di scadenza oltre fine anno per la trasmissione delle informazioni all’Anagrafe tributaria.

Anche per le informazioni relative ai dati dei beni d’impresa concessi in godimento a soci o familiari e per quelle riguardanti i finanziamenti e le capitalizzazioni concessi all’impresa da soci o familiari sarà possibile provvedere alla comunicazione dopo le festività natalizie e di fine anno.
Viste le difficoltà legate al debutto dell’anagrafe tributaria ed agli strumenti di comunicazione delle informazioni, con il Comunicato del 6 dicembre 2013, l’Agenzia delle Entrate ha infatti stabilito che saranno considerati validi gli invii effettuati entro il prossimo 31 gennaio 2014.
Lo slittamento riguarda, in particolare, la trasmissione telematica delle comunicazioni relative ai beni in godimento ed i finanziamenti ricevuti dall’impresa nel 2012, il cui termine di scadenza originario è il 12 dicembre 2013.
Entro lo stesso termine si potranno inviare anche gli eventuali file che annullano o sostituiscono i precedenti invii.

Omessa presentazione dell’Unico, responsabilità del contribuente

6 DIC 2013 È legittimo l’accertamento induttivo a carico del contribuente il cui intermediario abilitato alla presentazione ha depositato in ritardo la dichiarazione dei redditi. Sebbene, quindi, la legge ammetta la facoltà di avvalersi di intermediari ai fini della presentazione della dichiarazione, l’obbligo di presentazione di quest’ultima incombe, in ogni caso, sui contribuenti tenuti (Corte di cassazione – sentenza n. 27202/2013).

La Corte di Cassazione con la Sentenza n. 27202/2013 ed in linea con quanto disposto dall’Agenzia delle Entrate sull’argomento, ha chiarito che in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi, il contribuente è responsabile in prima persona verso l’amministrazione finanziaria per l’omessa presentazione della dichiarazione da parte dell’intermediario abilitato, a meno che non produca la ricevuta della trasmissione telematica di Unico.
Ai fini della corretta presentazione della dichiarazione dei redditi rileva, quindi, la ricevuta rilasciata dall’intermediario abilitato alla presentazione che non prova soltanto l’avvenuta consegna da parte del contribuente, ma è necessaria anche per verificare la tempestività di tale consegna, ai fini del controllo sul regolare adempimento degli obblighi di presentazione della dichiarazione gravante sul contribuente.
Pertanto, in caso di omissione o di eventuale ritardo nella presentazione della dichiarazione da parte dell’intermediario, non può risponderne il contribuente qualora provi attraverso l’esibizione della ricevuta rilasciata dall’intermediario, di aver tempestivamente ottemperato al suo dovere.