Agevolazioni fiscali nella “riforma scolastica”

16 luglio 2015 Credito d’imposta e spese detraibili nella legge 13 luglio 2015, n. 107 recante “Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”

Ai fini delle agevolazioni fiscali, i commi 145 a 150 dell’articolo 1 della legge 107 prevedono per le erogazioni liberali in denaro destinate agli investimenti in favore di tutti gli istituti del sistema nazionale di istruzione, per la realizzazione di nuove strutture scolastiche, la manutenzione e il potenziamento di quelle esistenti e per il sostegno a interventi che migliorino l’occupabilità degli studenti, la spettanza di un credito d’imposta pari al 65 % delle erogazioni effettuate in ciascuno dei due periodi d’imposta successivi a quello in corso al 31 dicembre 2014 e pari al 50 % di quelle effettuate nel periodo d’imposta successivo a quello in corso al 31 dicembre 2016.
Il credito d’imposta viene riconosciuto alle persone fisiche nonché agli enti non commerciali e ai soggetti titolari di reddito d’impresa e non è cumulabile con altre agevolazioni previste per le medesime spese, viene ripartito in tre quote annuali di pari importo. Le spese sono ammesse al credito d’imposta nel limite dell’importo massimo di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta. Per i soggetti titolari di reddito d’impresa, il credito d’imposta, ferma restando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo, è utilizzabile tramite compensazione ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241 e non rileva ai fini delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive.

Il comma 151 dell’articolo 1 della legge n. 107 ha introdotto nell’articolo 15 del Testo Unico delle imposte sui redditi una nuova spesa detraibile contenuta nella lettera “e-bis”:
“Dall’imposta lorda IRPEF è possibile detrarre un importo pari al 19% delle spese per la frequenza di scuole dell’infanzia del primo ciclo di istruzione e della scuola secondaria di secondo grado del sistema nazionale di istruzione di cui all’articolo 1 della legge 10 marzo 2000, n. 62, per un importo annuo non superiore a 400 euro per alunno o studente.”
La precedente lettera “e” che invece prevedeva la detrazione solo per le spese universitarie è stata così sostituita:
“le spese per frequenza di corsi di istruzione secondaria e universitaria, in misura non superiore a quella stabilita per le tasse e i contributi degli istituti statali;”.
La legge in oggetto è stata pubblicata nella G.U. 15 luglio 2015, n. 162 ed è entrata in vigore il giorno successivo.

CNR ed ENEA: immobili esenti da IMU e TASI

Il Ministero dell’Economia e delle Finanze con la risoluzione del 13 luglio 2015 n. 7/DF ha chiarito che gli immobili utilizzati dal CNR e dall’ENEA destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività di ricerca scientifica sono esenti da IMU e TASI.

Gli Enti in oggetto chiedono se gli immobili da essi posseduti e utilizzati per lo svolgimento delle attività sopra individuate possano beneficiare dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI ai sensi del menzionato art. 7, comma 1, lett. i), del D. Lgs. n. 504 del 1992, in base al quale sono esenti “gli immobili utilizzati dai soggetti di cui all’articolo 73, comma 1, lettera c), del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, fatta eccezione per gli immobili posseduti da partiti politici, che restano comunque assoggettati all’imposta indipendentemente dalla destinazione d’uso dell’immobile, destinati esclusivamente allo svolgimento con modalità non commerciali di attività assistenziali, previdenziali, sanitarie, di ricerca scientifica, didattiche, ricettive, culturali, ricreative e sportive, nonché delle attività di cui all’articolo 16, lettera a), della legge 20 maggio 1985, n. 222”.
Il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) è un ente di diritto pubblico di ricerca non commerciale, vigilato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (MIUR), e dotato di personalità giuridica di diritto pubblico e di autonomia scientifica, finanziaria, organizzativa, patrimoniale e contabile. Tra le molteplici attività attribuite alla sua competenza, svolge, promuove e coordina attività di ricerca fondamentale e applicata di eccellenza.
L’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA) è anch’esso un ente di diritto pubblico di ricerca non commerciale vigilato dal Ministero dello sviluppo economico. L’Agenzia ha come funzioni istituzionali la ricerca e l’innovazione tecnologica, nonché la prestazione di servizi avanzati nei settori dell’energia, con particolare riguardo al settore nucleare e lo sviluppo economico sostenibile.
All’istanza d’interpello il Ministero ha risposto che gli Enti di ricerca in argomento possano beneficiare dell’esenzione dall’IMU e dalla TASI, nei limiti previsti dalle norme riportate nelle citate istruzioni ministeriali, dal momento che per gli stessi sussistono contemporaneamente i requisiti soggettivo e oggettivo nonché quelli generali e di settore che qualificano le attività di cui alla lett. i), comma 1, dell’art. 7 del D. Lgs. n. 504 del 1992, come svolte con modalità non commerciali.

Indebito pensionistico e irripetibilità, gli accessori non vanno restituiti

La questione della debenza di interessi e rivalutazione, in caso di somme erogate al pensionato a titolo di pensione, poi recuperate dall’Istituto previdenziale e successivamente dichiarate irripetibili

Le Sezioni Riunite della Corte dei conti, in quanto organo di nomofiliachia, sono state chiamate a dirimere la questione della spettanza di rivalutazione monetaria e di interessi, sulle somme dapprima indebitamente erogate al pensionato a titolo di trattamento pensionistico, poi poste a recupero dall’Inps come indebito e, infine, da restituirsi al pensionato in conseguenza di declaratoria di irripetibilità pronunciata dall’Autorità Giudiziaria.
In particolare, il quesito avanzato ha riguardato, nell’ipotesi di dichiarata irripetibilità di somme corrisposte indebitamente al pensionato e fatte oggetto di recupero, la debenza o meno degli oneri accessori sulle somme restituite, ed in caso affermativo, il riconoscimento a titolo di interessi e/o rivalutazione ovvero di interessi moratori.
Al riguardo, le Sezioni Riunite, vista l’effettiva sussistenza di un contrasto orizzontale in grado di appello, si sono espresse nel senso che, in caso di accertata irripetibilità di somme indebitamente corrisposte al pensionato e fatte oggetto di recupero, le stesse devono essere restituite all’interessato limitatamente alla sorte capitale.
Il principio di diritto enunciato ha portata generale e si estende a tutte le forme di indebito pensionistico, incluse le ipotesi in cui oggetto di ripetizione, poi paralizzata, siano state somme indebitamente erogate al pensionato a titolo di pensione definitiva.

Licenziamento del lavoratore, valutazione di precedenti atti di insubordinazione

Il lavoratore che, dopo aver fatto tardi a lavoro, risponde con un comportamento di insubordinazione al richiamo del superiore, può essere licenziato. Il richiamo a precedenti analoghi atti di insubordinazione non inficia la legittimità del recesso.

Nella specie, prima la Corte d’appello, poi la Suprema Corte di Cassazione, hanno ritenuto provata l’insubordinazione del lavoratore manifestata in occasione di un richiamo conseguente ad un ritardo nel rientro da un convegno, comportamento di insubordinazione a cui aveva conseguito il licenziamento.
In particolare, i Giudici, contrariamente a quanto affermato dal ricorrente dipendente, non si sono espressi solo su precedenti atti di insubordinazione, ma hanno valutato complessivamente la vicenda che ha condotto al licenziamento in questione, considerando – sulla base delle prove testimoniali – sia il ritardo nel rientro nel posto di lavoro, che ha poi dato luogo al richiamo ed al successivo episodio di insubordinazione, sia i precedenti analoghi episodi.
Il principio dell’immutabilità della contestazione dell’addebito disciplinare mosso al lavoratore ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto lavoratori, preclude, infatti, al datore di lavoro di licenziare per altri motivi, diversi da quelli contestati, ma non vieta di considerare fatti non contestati e situati a distanza anche superiore ai due anni dal recesso – come nel caso in discussione – quali circostanze confermative della significatività di altri addebiti posti a base del licenziamento, al fine della valutazione della complessiva gravità, sotto il profilo psicologico, delle inadempienze del lavoratore e della proporzionalità o meno del correlativo provvedimento sanzionatorio del datore.
Pertanto, il richiamo a precedenti analoghi atti di insubordinazione non inficia la legittimità del licenziamento..

Firmato l’accordo di rinnovo per i centri di elaborazione dati

Siglato, il 9/7/2015, tra ASSOCED, LAIT e UGL TERZIARIO l’accordo di rinnovo del CCNL per i lavoratori dipendenti dei Centri Elaborazione Dati (CED), per le società tra professionisti, costituite ai sensi dell’art. 10, L. n. 183/2011, per gli studi di professionisti non organizzati in ordini e collegi, per le agenzie di servizi per il disbrigo di pratiche amministrative. L’intesa è valida per il triennio 2015 – 2018.

L’accordo stabilisce i seguenti nuovi minimi contrattuali:

Livello

Dall’1/7/2015

Dall’1/5/2016

Dall’1/3/2017

Dall’1/1/2018

Quadri di direzione 2.582,85 2.614,73 2.646,62 2.678,51
Quadri 2.347,74 2.376,73 2.405,71 2.434,70
I 2.015,32 2.040,20 2.065,08 2.089,96
II 1.804,28 1.826,55 1.848,83 1.871,10
III S 1.729,92 1.751,27 1.772,63 1.793,99
III 1.619,47 1.639,47 1.659,46 1.679,45
IV 1.506,84 1.525,45 1.544,05 1.562,65
V 1.434,67 1.452,38 1.470,10 1.487,81
VI 1.211,60 1.226,56 1.241,51 1.256,47

Una tantum
A tutti i lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo spetta la corresponsione di un importo forfettario una tantum pari a 60,00 euro lordi da erogare con la retribuzione di settembre 2015, a copertura del periodo 1° aprile – 30 giugno 2015, Tale importo sarà riproporzionato per i lavoratori part-time e commisurato all’anzianità di servizio maturata nel periodo 1° aprile 2013 – 30 giugno con riduzione proporzionale per i casi di servizio militare, aspettativa, congedo parentale, sospensioni per mancanza di lavoro concordate..

Indennità di funzione
Dall’1/7/2016 l’indennità di funzione è stabilita in:
– euro 241,00 per i quadri di Direzione;
– euro 214,00 per i Quadri

A decorrere dall’1/7/2017 l’indennità è pari a:
– euro 245,00 per i quadri di Direzione
– euro 219,00 per i Quadri

Elemento economico di garanzia
Le aziende che non contrattano un premio di produttività, devono corrispondere ai lavoratori a tempo indeterminato, agli apprendisti e ai contratti di inserimento in forza al 31/5/2018, l’elemento economico di garanzia con la retribuzione del mese di giugno 2018 i cui importi sono i seguenti:
Quadri, I e II livello: 110,00 euro
IIIS e III livello: 98,00 euro;
IV, V e VI livello: 85,00 euro

Apprendistato professionalizzante
I datori di lavoro non potranno procedere a nuove assunzioni con contratto di apprendistato se non avranno mantenuto in servizio almeno il 30% dei lavoratori il cui contratto di apprendistato è venuto a scadere nei 36 mesi precedenti. Tale limitazione non si applica quando nel triennio precedente sia venuto a scadere un solo contratto di apprendistato.
Quanto al numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere, non può superare il seguente rapporto:

– aziende con almeno 10 dipendenti: 3 apprendisti e 2 qualificati;
– aziende con meno di 10 dipendenti: 1 apprendista e 1 qualificato;
– aziende con meno di 3 dipendenti qualificati: possono essere assunti non più di 3 apprendisti.

Lavoro a tempo determinato
Il periodo di intervallo tra due contratti è fissato in 10 giorni per i contratti a termine di durata fino a 6 mesi e in 20 giorni per i contratti a termine di durata superiore ai 6 mesi.
Ai sensi dell’art. 21, c. 2, D.Lgs. n. 81/2015, si conviene sull’assenza di intervalli temporali nel caso di assunzioni a tempo determinato effettuate per sostituire lavoratori assenti con diritto alla conservazione del posto.
Nelle imprese che occupano da 0 a 5 dipendenti, comprendendo tra questi sia i lavoratori a tempo indeterminato, che gli apprendisti, è consentita l’assunzione di 2 lavoratori a termine.
Per le imprese con più di 5 dipendenti, così come sopra calcolati, è consentita l’assunzione di un lavoratore con rapporto a tempo determinato ogni 2 dipendenti in forza.
Sono in ogni caso esenti da limitazioni quantitative i contratti a tempo determinato conclusi nei primi 12 mesi della fase di avvio di nuove attività d’impresa, ovvero dall’entrata in funzione di una nuova linea di produzione o di servizio, ovvero di una nuova unità produttiva aziendale.

Finanziamento dell’Ente Bilaterale
Il datore di lavoro che ometta il versamento delle quote destinate alla bilateralità è tenuto a corrispondere al lavoratore, a partire dal mese successivo alla stipulazione del presente CCNL, un elemento distinto della retribuzione non assorbibile di importo pari a Euro 16,00.

Assistenza sanitaria integrativa
Fino al 30/6/2015 la quota associativa annuale per ogni dipendente a tempo indeterminato o determinato con durata superiore a 12 mesi e per gli apprendisti è pari a euro 144,00 suddivisi in 12 rate mensili da euro 12,00. A far data dall’1/7/2015, la quota è fissata in euro 168,00 suddivisi in 12 rate mensili di cui euro 13,00 a carico del datore di lavoro e 1,00 a carico di ciascun lavoratore iscritto al Fondo EASI.
Il datore di lavoro che ometta il versamento è tenuto a corrispondere al lavoratore in busta paga un elemento distinto della retribuzione di euro 14,00 per quattordici mensilità, utile ai fini di tutti gli istituti contrattuali, compreso il tfr.