La conversione in legge del “Decreto Lavoro”: novità e precisazioni (2)

Ancora chiarimenti e precisazioni in merito alle novità di lavoro

In materia di colloborazioni a progetto, il Legislatore introduce alcune modifiche alla disciplina legale, volte per lo più a sciogliere nodi interpretativi sorti successivamente alla Riforma del 2012. Nello specifico, il progetto non può comportare lo svolgimento di compiti meramente esecutivi “e” ripetitivi. L’istituto, cioè, è incompatibile con attività che si risolvano nella mera attuazione di quanto impartito dal committente (compiti meramente “esecutivi”) e che risultano anche elementari, cioè tali da non richiedere specifiche indicazioni di carattere operativo (compiti meramente “ripetitivi”). Inoltre, la forma scritta del contratto è ora richiesta ad substantiam e non più ad probationem.

Quanto al lavoro accessorio, il Legislatore prevede ora una particolare disciplina di tale tipologia contrattuale nell’ambito di progetti promossi dalla P.A., al fine di poter impiegare più efficacemente “specifiche categorie di soggetti correlate allo stato di disabilità, di detenzione, di tossicodipendenza o di fruizione di ammortizzatori sociali”.

Importanti chiarimenti vengono forniti anche in relazione alla procedura di conciliazione in caso di licenziamento per giustificato motivo oggettivo. La procedura non trova applicazione in caso di licenziamento per superamento del periodo di comporto e per le medesime ipotesi in cui non è dovuto il cd. contributo di licenziamento, ovvero:
 a) licenziamenti effettuati in conseguenza di cambi di appalto, ai quali siano succedute assunzioni presso altri datori di lavoro, in attuazione di clausole sociali che garantiscano la continuità occupazionale prevista dai contratti collettivi nazionali;
b) interruzioni di rapporti di lavoro a tempo indeterminato nel settore delle costruzioni edili per completamento delle diverse fasi lavorative e chiusura del cantiere.

Ancora, è introdotta un’importante deroga alla disciplina limitativa della associazione in partecipazione. Ovvero, il limite massimo di tre associati introdotto dalla Riforma Fornero non si applica nell’ipotesi di imprese a scopo mutualistico, per gli associati individuati mediante elezione dall’organo assembleare, il cui contratto sia certificato, nonché in relazione al rapporto fra produttori e artisti, interpreti, esecutori, volto alla realizzazione di registrazioni sonore, audiovisive o di sequenze di immagini in movimento.

La procedura di convalida delle risoluzioni consensuali del rapporto di lavoro e delle dimissioni è ora estesa anche ad altre forme di impiego: in particolare, “in quanto compatibili”, alle lavoratrici ed ai lavoratori impegnati con contratti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, nonchè ai soggetti con contratti di associazione in partecipazione, qualora l’apporto consista anche in una prestazione, secondo le modalità già previste per i rapporti di lavoro subordinato.

Infine, viene introdotta una procedura finalizzata alla stabilizzazione dell’occupazione mediante il ricorso a contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La procedura è subordinata alla stipula di contratti collettivi, nel periodo 1° giugno – 30 settembre 2013, tra aziende e associazioni dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale. Tali contratti devono prevedere l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche mediante apprendistato e ricorrendo ad eventuali benefici previsti dalla legislazione, entro tre mesi dalla loro stipulazione, di soggetti già parti, in veste di associati, di contratti di associazione in partecipazione con apporto di lavoro. L’accesso alla procedura è consentito anche alle aziende che siano destinatarie di provvedimenti amministrativi o giurisdizionali, non definitivi, concernenti la qualificazione di pregressi rapporti. A seguito della stipulazione dei contratti collettivi, è prevista la sottoscrizione da parte dei lavoratori interessati, con riferimento a tutto quanto riguardante i pregressi rapporti di associazione, di atti di conciliazione. L’efficacia di tali atti, pur immediata, è risolutivamente condizionata al versamento alla Gestione separata INPS, da parte del datore di lavoro, di una somma pari al 5% per cento della quota di contribuzione a carico degli associati per i periodi di vigenza dei contratti di associazione in partecipazione e comunque per un periodo non superiore a sei mesi. Il buon esito della procedura comporta l’estinzione degli illeciti previsti dalle disposizioni in materia di versamenti contributivi, assicurativi e fiscali, anche connessi ad attività ispettiva già compiuta alla data di entrata in vigore della Legge di conversione (23 agosto 2013).

Comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva: ecco le novità

L’agenzia delle entrate a fronte della comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini Iva (Spesometro), da inviare all’Anagrafe tributaria, introduce un nuovo modello per la trasmissione dei dati il cui utilizzo può essere esteso anche per le operazioni legate al turismo e non solo (Agenzia entrate – provvedimento n.94908/2013).

Il nuovo modello predisposto dall’Agenzia delle entrate deve essere utilizzato, prima di tutto, per la comunicazione dei dati delle seguenti operazioni rilevanti ai fini Iva:
– cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali sussiste l’obbligo di emissione della fattura;
– cessioni di beni e prestazioni di servizi rese e ricevute per le quali non sussiste l’obbligo di emissione della fattura, qualora l’importo unitario dell’operazione sia pari o superiore a euro tremilaseicento al lordo dell’imposta sul valore aggiunto.
L’obbligo di comunicazione è esteso a tutti i soggetti passivi ai fini IVA ad esclusione:
– dei soggetti che si avvalgono del regime dei contribuenti minimi;
– dello Stato, delle regioni, delle province, dei comuni e degli altri organismi di diritto pubblico in relazione alle operazioni effettuate e ricevute nell’ambito di attività istituzionali.
In riferimento all’anno 2012, per i soggetti passivi che effettuano la liquidazione mensile ai fini Iva, la comunicazione va effettuata entro il 12 novembre 2013. Per tutti gli altri soggetti, sempre in riferimento all’anno 2012, l’obbligo di comunicazione deve essere assolto entro il 21 novembre 2013.
Per le comunicazioni relative all’anno 2013 e successivi, per i soggetti passivi che effettuano la liquidazione mensile ai fini Iva, l’obbligo di trasmissione va assolto entro il 10 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
Sempre in riferimento al 2013, per gli altri soggetti passivi, la comunicazione va effettuata entro il 20 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento.
I dati possono essere inviati in forma analitica (per le singole operazioni, indipendentemente dall’importo) ovvero in forma aggregata (per l’ammontare complessivo dell’imponibile e dell’imposta relativa all’anno di riferimento per ciascuna controparte).
La comunicazione può essere inviata mediante il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline) ovvero con l’ausilio di intermediari (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
In un’ottica di semplificazione, il modello predisposto per le operazioni rilevanti ai fini Iva può essere utilizzato anche per la comunicazione:
-delle operazioni in contante legate al turismo, di importo pari o superiore a mille euro, effettuate nei confronti delle persone fisiche di cittadinanza diversa da quella italiana e comunque diversa da quella di uno dei paesi dell’Unione europea ovvero dello Spazio economico europeo, che abbiano residenza fuori dal territorio dello Stato;
– a decorrere dalle operazioni relative all’anno 2012, dei dati relativi ai contratti stipulati dagli operatori commerciali che svolgono attività di leasing finanziario ed operativo, di locazione e/o di noleggio di autovetture, caravan, altri veicoli, unità da diporto e aeromobili;
– relativa alle operazioni di acquisto, annotate da 1° ottobre 2013, da operatori economici sammarinesi;
– dei dati relativi alle operazioni effettuate, a decorrere dal 1° ottobre 2013, nei confronti di operatori economici aventi sede, residenza o domicilio negli Stati o territori aventi un regime fiscale privilegiato.
Restano escluse dall’obbligo di comunicazione, le operazioni già monitorate dall’Amministrazione finanziaria.

Nessuna comunicazione per gli apporti all’impresa under 3.600 euro

A fronte dei finanziamenti o capitalizzazioni effettuate nei confronti delle imprese, l’Agenzia delle entrate illustra le modalità e i termini di comunicazione all’Anagrafe tributaria, dei dati relativi ai soci o familiari dell’imprenditore che hanno effettuato i specifici versamenti. L’obbligo di comunicazione non sussiste in riferimento agli apporti di importo inferiore a 3.600 euro (Agenzia entrate – provvedimento n. 94904/2013).

La comunicazione deve essere effettuata dai soggetti che esercitano l’attività d’impresa, sia in forma individuale che collettiva e deve contenere i dati delle persone fisiche soci o familiari dell’imprenditore che hanno concesso all’impresa, finanziamenti o capitalizzazioni per un importo complessivo, per ciascuna tipologia di apporto, pari o superiore a tremilaseicento euro.
L’obbligo di comunicazione decorre dall’anno 2012 e l’invio deve essere effettuato entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta in cui sono stati ricevuti i finanziamenti o le capitalizzazioni. Per i finanziamenti e le capitalizzazioni ricevuti nell’anno 2012, la comunicazione deve essere effettuata entro il 12 dicembre 2013.
La comunicazione può essere inviata mediante il servizio telematico Entratel o Internet (Fisconline). Inoltre, ai fini della comunicazione, i soggetti obbligati possono avvalersi degli intermediari (Caf, associazioni di categoria, professionisti).
Entro i cinque giorni lavorativi successivi a quello dell’invio della comunicazione, l’agenzia delle entrate attesta l’avvenuta ricezione dei dati mediante trasmissione di una ricevuta.
In caso di invio non corretto, il soggetto che ha effettuato la comunicazione, deve inviare nuovamente i dati entro i cinque giorni lavorativi successivi alla comunicazione di scarto.

Contribuenti minimi: recupero ritenute indebite in Unico PF 2013

L’Agenzia delle entrate, con la risoluzione 05 agosto 2013, n. 55/E, chiarisce che i contribuenti rientranti nel “regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e lavoratori in mobilità” possono recuperare direttamente in Unico PF 2013 tutte le ritenute d’acconto erroneamente subite nel 2012 e non solo quelle applicate dagli istituti bancari in relazione ai bonifici relativi a interventi di recupero del patrimonio edilizio e/o di risparmio energetico.

Tali contribuenti possono scomputare direttamente nella prossima dichiarazione unificata, evitando così di presentare istanza di rimborso, anche altri tipi di ritenute erroneamente subite nel corso del 2012. Ciò a patto che siano in regola con gli adempimenti previsti e che le ritenute siano state regolarmente certificate dal sostituto d’imposta.
Come già indicato nella risoluzione n. 47/E, per recuperare le somme i contribuenti interessati dovranno indicare il codice “1” nel campo “Situazioni particolari” del frontespizio della dichiarazione e riportare le ritenute complessivamente subite sui ricavi e compensi relativi al regime dei nuovi minimi nel rigo RS33, colonna 2 (utilizzando solo il primo modulo del quadro RS, senza compilare la colonna 1). Le ritenute potranno poi essere scomputate, a scelta, dall’imposta sostitutiva (quadro LM, rigo LM13) oppure dall’Irpef ordinaria (quadro RN, rigo RN32, colonna 4).

Come comunicare i dati al Fisco per i beni in godimento ai soci

L’Agenzia delle entrate rende noto che per i beni concessi in godimento ai soci e familiari dell’imprenditore, nel 2012, la comunicazione all’anagrafe tributaria deve essere effettuata entro il 12 dicembre 2013 (Provvedimento 02 agosto 2013, n. 94902/2013).

La comunicazione dei dati deve essere effettuata per ogni bene concesso in godimento nel periodo d’imposta, qualora esista una differenza tra il corrispettivo annuo relativo al godimento del bene e il valore di mercato del diritto di godimento. L’obbligo sussiste anche se il bene è stato concesso in godimento in periodi precedenti, nel caso in cui ne permanga l’utilizzo nell’anno di riferimento della comunicazione.
Sono obbligati alla comunicazione, ad eccezione delle società semplici, i seguenti soggetti:
– imprenditore individuale;
– società di persone (società in nome collettivo e società in accomandita semplice);
– società di capitali (società per azioni, società a responsabilità limitata, società in accomandita per azioni);
– società cooperative;
– stabili organizzazioni di società non residenti;
– enti privati di tipo associativo limitatamente ai beni relativi alla sfera commerciale.
La comunicazione deve essere effettuata entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di chiusura dell’anno in cui i beni sono concessi o permangono in godimento, solo per l’anno 2012, il termine scade il prossimo 12 dicembre.
Stop all’obbligo di comunicare all’Anagrafe i dati relativi a beni, diversi da autovetture e altri veicoli soggetti a registrazione, unità da diporto, aeromobili e immobili, concessi in godimento a soci o familiari, il cui valore di mercato è inferiore a 3mila euro, al netto dell’Iva. Sono inoltre esclusi dalla comunicazione gli alloggi delle società cooperative edilizie di abitazione a proprietà indivisa concessi ai propri soci, i beni concessi in godimento al socio dipendente o lavoratore autonomo che costituiscono fringe benefit e i finanziamenti ai soci o ai familiari dell’imprenditore.