L’esercizio della professione forense è soggetto ad accertamneto

Il Ministero della giustizia con Decreto 25 febbraio 2016, n. 47 pubblicato sulla G.U. del 7 aprile 2016 n. 81 ha reso noto il regolamento recante disposizioni per l’accertamento dell’esercizio della professione forense

Il consiglio dell’Ordine circondariale, ogni tre anni verifica la sussistenza dell’esercizio della professione in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente. La verifica non è svolta per il periodo di cinque anni dalla prima iscrizione all’Albo ciò vale anche per l’avvocato iscritto alla sezione speciale.
La professione forense è esercitata in modo effettivo, continuativo, abituale e prevalente quando l’avvocato:
a) è titolare di una partita IVA attiva o fa parte di una società o associazione professionale che sia titolare di partita IVA attiva;
b) ha l’uso di locali e di almeno un’utenza telefonica destinati allo svolgimento dell’attività professionale, anche in associazione professionale, società professionale o in associazione di studio con altri colleghi o anche presso altro avvocato ovvero in condivisione con altri avvocati;
c) ha trattato almeno cinque affari per ciascun anno, anche se l’incarico professionale è stato conferito da altro professionista;
d) è titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata, comunicato al consiglio dell’Ordine;
e) ha assolto l’obbligo di aggiornamento professionale secondo le modalità e le condizioni stabilite dal Consiglio nazionale forense;
f) ha in corso una polizza assicurativa a copertura della responsabilità civile derivante dall’esercizio della professione.

I suddetti requisiti devono ricorrere congiuntamente, ferme restando le esenzioni personali previste per legge, e devono essere comprovate con apposita documentazione.
La cancellazione dall’Albo è disposta quando il consiglio dell’Ordine circondariale accerta la mancanza dell’esercizio effettivo, continuativo, abituale e prevalente della professione e l’avvocato non dimostra la sussistenza di giustificati motivi oggettivi o soggettivi.
Il consiglio dell’Ordine circondariale, prima di deliberare la cancellazione dall’Albo invita l’avvocato, a mezzo posta elettronica certificata ovvero, quando non è possibile, con lettera raccomandata con avviso di ricevimento, a presentare eventuali osservazioni, in forma scritta, entro un termine non inferiore a trenta giorni. L’avvocato che ne fa richiesta è ascoltato personalmente.
La delibera di cancellazione è notificata entro quindici giorni all’interessato.
L’avvocato cancellato dall’Albo nei casi previsti alle lettere a), b), d), f), ha il diritto di esservi nuovamente iscritto qualora dimostri di avere acquisito i predetti requisiti.
L’avvocato cancellato dall’Albo nei casi previsti alle lettere c) ed e) non può esservi nuovamente iscritto prima che siano decorsi dodici mesi da quando la delibera di cancellazione è divenuta esecutiva.

In scadenza la prima rata dei contributi per lavoratori domestici

La scadenza per il versamento dei contributi previdenziali dei lavoratori domestici per il 1° trimestre 2016

In scadenza lunedì 11 aprile 2016, il termine l’ultimo per pagare i contributi dovuti per il personale domestico, relativi al periodo gennaio-marzo 2016. Le fasce di retribuzione su cui calcolare i contributi dovuti sono confermate rispetto a quelle già indicate per l’anno 2015, visto che la variazione percentuale dell’indice dei prezzi al consumo rispetto all’anno precedente, che per l’anno 2016 è stata calcolata dall’Istat nella misura dello -0,1%.

Rapporti di lavoro di durata fino a 24 ore settimanali

Retribuzione oraria effettiva Contributo orario
  (tra parentesi la quota a carico del lavoratore)
con CUAF senza CUAF
Fino a euro 7,88 1,39 (0,35) € 1,40 (0,35) €
Oltre euro 7,88 e fino a euro 9,59 1,57 (0,40) € 1,58 (0,40) €
Oltre euro 9,59 1,91 (0,48) € 1,93 (0,48) €
Rapporti di lavoro di durata superiore a 24 ore settimanali
  1,01 (0,25) € 1,02 (0,25) €

Il contributo CUAF (Cassa Unica Assegni Familiari) è sempre dovuto, esclusi i casi di rapporto di lavoro tra coniugi e tra parenti o affini entro il 3° grado conviventi. Altresì, come per le altre tipologie di rapporti di lavoro a tempo determinato, è previsto un contributo addizionale a carico del datore di lavoro, pari all’1,40% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali (nella ipotesi del lavoro domestico sulla retribuzione convenzionale).

Rapporti di lavoro di durata fino a 24 ore settimanali

Retribuzione oraria effettiva Contributo orario
(tra parentesi la quota a carico del lavoratore)
con CUAF (*) senza CUAF
Fino a euro 7,88 1,49 (0,35) € 1,50 (0,35) €
Oltre euro 7,88 e fino a euro 9,59 1,68 (0,40) € 1,69 (0,40) €
Oltre euro 9,59 2,05 (0,48) € 2,06 (0,48) €
Rapporti di lavoro di durata superiore a 24 ore settimanali
1,08 (0,25) € 1,09 (0,25) €

Per quanto riguarda il pagamento, esso può essere effettuato, a scelta, con uno dei seguenti mezzi:
– online sul sito Internet www.inps.it,”, utilizzando la carta di credito attraverso il “Portale dei Pagamenti”;
– utilizzando il bollettino MAV inviato dall’Inps o generato attraverso il sito internet www.inps.it;
– chiamando il Contact Center e utilizzando la carta di credito;
– rivolgendosi ai soggetti aderenti al circuito “Reti Amiche”.

Il Ministero risponde ai dubbi dei CdL sulle dimissioni online

Arriva la risposta del Ministero del lavoro ai dubbi sollevati dai Consulenti del Lavoro sulla procedura telematica per le dimissioni volontarie e le risoluzioni consensuali.

Ecco i principali chiarimenti.
In primo luogo, si chiarisce che le FAQ pubbliccate sul sito istituzionale contengono “posizioni ufficiali” dell’amministrazione rispetto alle richieste di chiarimento in materia.

In secondo luogo, si precisa che laddove il lavoratore rassegni le proprie dimissioni e, nonostante i solleciti, non compili la prevista procedura on-line, il datore di lavoro sarà costretto a rescindere il rapporto di lavoro.
Prima di procedere all’invio del modulo, il lavoratore deve accertarsi dell’indirizzo email (o PEC) al quale notificare la sua comunicazione.
 Nel caso in cui un lavoratore, oppure il sistema in automatico, compili in modo errato l’indirizzo email del datore di lavoro, il datore di lavoro – precisa il Ministero del lavoro – ha a disposizione sulla sua pagina personale tutte le comunicazioni di competenza. In ogni caso, il Ministero prova ad reinviare la mail agli indirizzi conosciuti a sistema e a notificare la mancata notifica alla Dtl competente. A partire dal 1° aprile 2016 sarà inviata una mail al lavoratore chiedendo di modificare l’indirizzo email errato (o sconosciuto).
Il sistema rilascia una ricevuta ed inoltre il datore di lavoro ha la possibilità di visionare le comunicazioni inviate nella pagina personale di cliclavoro.
Come già chiarito nelle faq istituzionali, se successivamente all’invio del modulo delle dimissioni le parti concordano una data diversa di interruzione del rapporto (antecedente o successiva a quella originaria), la data di effettiva conclusione del rapporto di lavoro sarà rilevata dalla comunicazione di cessazione che il datore di lavoro deve inviare entro 5 giorni.
In caso di revoca, essa deve avvenire entro 7 giorni dalla data di comunicazione. La data di effettiva decorrenza della cessazione del rapporto di lavoro è quella che risulta dalla comunicazione obbligatoria ovvero, in assenza di tale comunicazione, il rapporto di lavoro è ancora in essere. Tali informazioni sono messe a disposizione delle direzioni territoriali del lavoro che riceveranno le segnalazioni di comunicazioni di dimissioni / risoluzione consensuale non seguite da una comunicazione obbligatoria di cessazione.
Laddove il lavoratore intenda rivolgersi al sindacato per procedere alle dimissioni non è richiesta nessuna procedura particolare; dovrà semplicemente esibire un documento di identità.
Anche in caso di dimissioni per giusta causa è necessaria la procedura on-line. Prossimamente dovrebbe essere aggiunta una informazione tra le “Tipologie di comunicazione” apposita, indicando altresì la motivazione.
La comunicazione on-line delle dimissioni con la nuova procedura, in relazione alla pluriefficacia delle comunicazioni, non assolve anche a quella dovuta dal datore di lavoro ai sensi dell’art. 9-bis del DL. 510/1996. Si tratta infatti di due adempimenti diversi: uno (quello delle dimissioni) che certifica la volontà di rescindere il rapporto di lavoro e che attiene al lavoratore, l’altro che attiene al datore di lavoro che certifica l’effettiva estinzione del rapporto di lavoro.
Per le dimissioni ex articolo 35, comma 4 del D.Lgs. n. 198/2006, relative ai casi di dimissioni durante il periodo di matrimonio, la lavoratrice dovrà effettuare la comunicazione secondo le procedure previste dal DM 15 dicembre 2015 e poi convalidare le dismissioni presso la DTL.
I soggetti abilitati di natura collegiale (enti bilaterali, commissioni di certificazione ecc..) possono scegliere, in base alle proprie scelte organizzative, se convocare l’intero organo per procedere alla convalida e alla trasmissione del modulo.
Infine circa la legittimità della predisposizione di una postazione PC presso i locali aziendali dedicata ai lavoratori che vogliano rassegnare le dimissioni e siano sprovvisti di collegamenti telematici privati e personali, il Ministero del lavoro afferma che il fatto rilevante non è il luogo bensì il possesso del PIN Inps che è personale e non cedibile.

Lavoratori marittimi: le tutele per malattia

I lavoratori marittimi fruiscono delle indennità di malattia mediamente per durate circa sei volte più lunghe degli altri lavoratori. Percepiscono mediamente indennità di importo superiore rispetto a quelle percepite dai lavoratori non appartenenti al settore (mediamente 105 euro al giorno contro i 40 euro al giorno dei lavoratori non marittimi).

Nella scheda informativa sulle tutele per malattia riconosciute ai lavoratori marittimi, pubblicata oggi, l’Inps precisa che questi ultimi beneficiano di una specifica disciplina, spesso più vantaggiosa rispetto a quella prevista per gli altri lavoratori, relativamente all’ammontare e alla durata dell’indennità concessa in caso di malattia.
In caso di inabilità temporanea assoluta possono, infatti, usufruire dell’indennità fino ad un anno dalla data dello sbarco (anziché 180 giorni) e percependo una prestazione pari al 75% della retribuzione percepita negli ultimi trenta giorni (mentre l’indennità prevista per la generalità dei lavoratori varia fra il 50% e il 66,66% della retribuzione giornaliera). Possono beneficiare, inoltre, di speciali prestazioni, riservate unicamente ai lavoratori del settore marittimo, in caso di inidoneità all’imbarco conseguente a malattia.
Fino al 1984, i lavoratori marittimi erano iscritti alla Gestione della Cassa Nazionale per la Previdenza marinara, successivamente soppressa. Oggi, i lavoratori marittimi sono quindi iscritti all’Assicurazione Generale Obbligatoria dell’Inps.
Le tutele per malattia si distinguono in 4diverse prestazioni:
1) indennità per inabilità temporanea assoluta per malattia fondamentale;
2) indennità per inabilità temporanea assoluta per malattia complementare;
3) indennità per inabilità temporanea da malattia per i marittimi in continuità di rapporto di lavoro, riconosciuta sulla base i specifiche previsioni contrattuali;
4) temporanea inidoneità all’imbarco conseguente a malattia comune.
 

Ratifica ufficiale dell’accordo di rinnovo CCNL Gomma-Plastica Industria

 

 

08 apr 2016 Comunicato il 25/3/2016 dalle associazioni sindacali FILCTEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, alle associazioni datoriali FEDERAZIONE GOMMA-PLASTICA ed all’AIRP, lo scioglimento della riserva sull’ipotesi di accordo siglata il 10/12/2015.

Comunicato lo scioglimento della riserva, avvenuto il 19/2/2016, sull’ipotesi di accordo sottoscritta tra la Federezione Gomma Plastica, l’Associazione Italiana Ricostruttori Pneumatici e la Filctem-Cgil, la Femca-Cisl e la Uiltec-Uil, per i dipendenti dell’industria della gomma, cavi elettrici ed affini e materie plastiche.
Si ricorda che la suddetta intesa, valida per il triennio 1/1/2016-31/12/2018, prevede un aumento medio complessivo di 76,00 euro riferito al livello F da corrispondere in 3 tranche con decorrenza gennaio 2017, gennaio 2018 ed ottobre 2018.

I nuovi minimi retributivi sono fissati per ciascun livello nella seguente tabella:
 

Livelli

Minimo all’1/1/2017

Minimo all’1/1/2018

Minimo all’1/10/2018

I 1.363,19 1.383,46 1.394,27
H 1.513,28 1.537,80 1.550,88
G 1.585,29 1.612,04 1.626,31
F 1.699,18 1.729,18 1.745,18
E 1.744,93 1.775,33 1.791,54
D 1.819,05 1.850,26 1.866,90
C 1.841,87 1.873,69 1.890,66
B 1.865,77 1.898,40 1.915,80
A 1.979,17 2.012,81 2.030,75
Q 2.102,41 2.137,88 2.156,79

 

Gli incrementi del trattamento contrattuale mensile decorrenti nel 2018 potranno essere posticipati, fino ad un massimo di tre mesi in caso di crisi, con accordo aziendale da definire con le RSU o in assenza di quest’ultime con le OO.SS. di categoria competenti territorialmente
Sempre dall’1/1/2017, per ogni turno notturno effettivamente prestato nell’ambito dei turni avvicendati, verrà corrisposta una indennità nelle seguenti misure:

Livello

Lavoratori turnisti

Lavoratori turnisti addetti a 18 o più turni avvicendati di 8 ore

Q 15,61 16,22
A 14,44 15,04
B-C-D 12,95 13,54
E – F 11,95 12,53
G 11,48 12,05
H 10,97 11,54
I 10,38 10,96

Ancora con la retribuzione del mese di novembre 2016 verrà corrisposto in aggiunta alla retribuzione mensile, a fronte della festività soppressa del 4 novembre, l’importo di 1/25 della retribuzione mensile. Dall’anno 2017 il predetto trattamento economico verrà abolito.