Assegno al nucleo familiare con almeno tre figli minori anche frazionato

1 LUG 2013 La spettanza dell’assegno al nucleo familiare concesso dai Comuni nel caso diritto sussistente solo per una parte dell’anno.

Come noto, con effetto dal 1° gennaio 1999, è erogato dall’Inps uno specifico assegno in favore dei nuclei familiari con almeno tre figli minori, che risultino in possesso di risorse economiche non superiori ad un dato valore ISE (indicatore della situazione economica), annualmente stabilito. La prestazione è concessa dal Comune di residenza, in base ad apposita istanza presentata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di spettanza. Ciò premesso, è stata avanzata la questione della possibilità di riconoscere la prestazione, solamente e proporzionalmente per quei mesi dell’anno in cui permane la presenza di almeno tre figli minori nel nucleo, anche quando ciò sia dovuto a mutamenti della composizione del nucleo diversi dal raggiungimento della maggiore età da parte di uno dei figli, come ad esempio nel caso affidamento di uno dei tre figli minori a terzi ovvero di cancellazione di uno dei tre figli dallo stato di famiglia del genitore richiedente. Al riguardo, nonostante la disciplina di riferimento sancisca che la domanda può essere presentata a condizione che i requisiti siano posseduti al momento della presentazione della domanda medesima, occorre riconoscere il trattamento più favorevole per i potenziali aventi diritto a tale prestazione. In altri termini, , in presenza di tutti gli altri requisiti richiesti dalla normativa di settore, l’assegno può essere erogato in misura frazionata per i mesi dell’anno in cui sussiste il requisito della composizione del nucleo, e ciò anche se la domanda rivolta ad ottenere tale prestazione, purché formulata entro il 31 gennaio dell’anno successivo a quello di riferimento, sia presentata dopo il venir meno della sussistenza di tale requisito. E’ comunque necessario che, al momento del venir meno del requisito, il richiedente l’assegno abbia già un ISE in corso di validità riferito al proprio nucleo composto con almeno i tre figli minori. Infine, è rimessa alla discrezionalità dei singoli Comuni la valutazione circa l’accoglimento delle domande relative all’anno 2012.

NOLEGGIO AUTOMEZZI: FIRMATO IL CONTRATTO

Firmato il 20/6/2013, tra ANIASA e FILT-CGIL, FIT-CISL e UILTRASPORTI, l’ accordo per il rinnovo del CCNL 18/12/2010 per i dipendenti da imprese esercenti autorimesse, noleggio autobus, noleggio auto con autista, locazione automezzi, noleggio motoscafi, posteggio e custodia autovettura su suolo pubblico e/o privato, lavaggio automatico e non automatico e ingrassaggio automezzi, attività di soccorso stradale e di assistenza alla mobilità, nonchè le attività direttamente collegate, ai servizi di noleggio autoambulanza con conducente.

L’intesa, che decorre dall’1/1/2013 e scadrà il 31/12/2015, sia per la parte economica che normativa, prevede un

Questi i nuovi minimi retributivi:

Livello Minimo dall’1/7/2013 Minimo dall’1/1/ 2014 Minimo dall’1/12015
Q1 1.501,24 1.547,29 1.593,35
Q2 1.501,24 1.547,29 1.593,35
A1 1.501,24 1.547,29 1.593,35
A2 1.411,16 1.454,44 1.497,74
B1 1.276,04 1.315,18 1.354,33
B2 1.216,00 1.253,30 1.290,61
B3 1.163,46 1.199,14 1.234,84
C1 1.140,94 1.175,94 1.210,93
C2 1.005,82 1.036,67 1.067,54
C3 938,26 967,04 995,83
C4 750,61 773,64 796,67

Una tantum
Prevista l’erogazione di una ‘una tantum’ di 210 euro al livello C1 per il periodo gennaio – giugno 2013, da erogare in un’unica soluzione con la retribuzione del mese di luglio 2013.

Livello Una Tantum – Luglio 2013
Q1 276,32
Q2 276,32
A1 276,32
A2 259,74
B1 234,87
B2 223,82
B3 214,14
C1 210,00
C2 185,13
C3 172,70
C4 138,16

Si elencano le modifiche più importanti apportate:

 

Elemento garanzia retributiva
L’elemento di garanzia retributivaa decorrere dall’1/1/2013, per i dipendenti di aziende che non abbiano stipulato accordi di secondo livello alla data del 31/12/2012, sarà elevato ad euro 300,00 lordi, da corrispondere entro il 31/12/2013.

Apprendistato professionalizzante
Il contratto di apprendistato è ammesso per tutti i livelli e relative mansioni di seguito indicati.
La durata massima dell’apprendistato è cosi fissata:
– 30 mesi, per gli apprendisti destinati a svolgere mansioni proprie del livello C3;
– 36 mesi, per gli apprendisti destinati a svolgere mansioni proprie dei livelli C1, C2, B3, B2, B1, A2, A1;
Agli apprendisti spettano gli istituti previsti dal vigente CCNL, in quanto applicabili, e, per quanto concerne la retribuzione, la stessa è determinata come segue:
– nel primo anno: 85% della retribuzione globale;
– nel secondo anno: 90% della retribuzione globale;
– nel terzo anno: 95% della retribuzione globale.
La formazione professionalizzante non potrà essere inferiore a 120 ore annue (ivi compresa la formazione teorica iniziale relativa al rischio specifico) e potrà essere svolta tramite la partecipazione a percorsi formativi sia esterni che interni all’azienda anche on the job, in affiancamento, ecc..

Contratto a termine
Sono considerate attività stagionali quelle che, per le loro caratteristiche e finalità, si svolgono o sono intensificate in determinate stagioni o periodi dell’anno, ovvero le attività intensificate nel periodo che va dalla settimana prima di Pasqua al 31 ottobre, con esclusione delle attività meramente amministrative/contabili. All’interno di detto periodo il contratto individuale non potrà avere durata inferiore a 90 giorni. Limitatamente al settore del soccorso stradale, data la particolarità del servizio, la stagionalità ricade anche nel periodo 15 dicembre-15 gennaio. Le Parti, nella contrattazione di secondo livello, definiranno forme di assunzione, anche a carattere non continuativo, nel rispetto della durata sopra individuata.
I lavoratori assunti per lo svolgimento di attività stagionali avranno diritto di precedenza nell’assunzione a tempo
indeterminato, per le stesse mansioni, qualora ricorrano i seguenti motivi:
– siano stati assunti nella stessa azienda e nelle stesse mansioni con almeno 5 contratti stagionali;
– il cui rapporto di lavoro sia cessato da non più di 9 mesi;
– che ne abbiano fatta esplicita richiesta prima della cessazione del medesimo rapporto di lavoro.

Lavoro a tempo parziale
Le richieste di trasformazione del rapporto da tempo pieno a tempo parziale che comprenda la clausola della reversibilità debbono essere accolte dall’azienda con un limite massimo del 3% del personale assunto a tempo indeterminato full time al momento della richiesta. Dalla clausola viene escluso il personale direttivo, ossia il personale inquadrato nei livelli A1, A2, Q1 e Q2. Per le unità produttive con meno di 10 dipendenti con contratto full time a tempo indeterminato, le richieste saranno esaminate tra Direzione aziendale e Rappresentanze sindacali.

Ticket restaurant/buono pasto
Per tutto il personale assunto dalle aziende cui si applica il vigente ceni, espressamente richiamato dall’art. 1 (Campo di applicazione) le Parti convengono che a far data dall’1/7/2013 il valore del ticket restaurant sarà pari ad € 5,29 per ogni giornata di effettiva prestazione. Laddove, a livello aziendale, venga fornito un servizio di mensa, il T.R. non sarà riconosciuto. Sono fatte salve le condizioni di miglior favore in essere a livello aziendale alla data di sottoscrizione del presente accordo.

Indennità varie
Le Parti convengono che la contrattazione di secondo livello possa intervenire su quanto disposto dall’art. 44 del vigente CCNL (indennità varie). In particolare, laddove si intervenga per migliorare la produttività, la redditività, la flessibilità tramite una migliore efficienza organizzativa, le Parti convengono che le indennità percepite contrattualmente dai dipendenti, possano essere trasformate su base giornaliera, con l’aggiunta di un minimo € 2,00 lorde giornaliere, da erogare in caso di polivalenza o polifunzione legate a mansioni fungibili.

Festività
Le Parti precisano che al lavoratore turnista che è programmato di turno nelle giornate considerate festive ai sensi del punto b) dell’articolo citato, e che richieda ferie/permessi in dette giornate festive, qualora la richiesta venga accolta dall’azienda, allo stesso, fermo restando il godimento del giorno di ferie/permessi, spetta un giorno di riposo compensativo o, in alternativa, il pagamento di 1/26.

Periodo di comporto
Rispetto al trattamento di malattia ed infortunio, nei casi di donazioni di organi, di assenze dovute a malattie oncologiche, sclerosi multipla, morbo di Cooley, distrofie muscolari ed altre malattie patologiche degenerative, periodo di degenza ospedaliera determinati da trapianti chirurgici, debitamente certificati, il periodo di aspettativa è elevato a 18 mesi

Polizza sanitaria integrativa
A partire dal mese di luglio 2013, il contributo obbligatorio a carico del datore di lavoro verrà integrato con un valore pari ad € 8,00 mensile per ciascun lavoratore assunto con contratto a tempo indeterminato, per dodici mensilità
Pertanto, a far data dal luglio 2013, l’importo totale obbligatorio a carico del datore di lavoro sarà complessivamente pari ad € 22,00 mensili (€ 264,00 su base annuale).
Le Parti si incontreranno con l’attuale Ente erogatore delle prestazioni sanitarie per stabilire le coperture aggiuntive a fronte della maggior contribuzione stabilita. La Polizza è obbligatoria per tutte le aziende cui si applica il presente CCNL e può essere derogata solo in presenza di accordi aziendali già esistenti di miglior favore sul tema; comunque le polizze esistenti, dovranno essere incrementate di un importo equivalente.

Previdenza complementare – ASTRI
Viene stabilito che, a far data dal luglio 2013 la percentuale di contribuzione a carico delle aziende aumenterà di un 1% oltre a quanto già previsto al primo comma dell’art. 9 del CCNL 18/12/2010.
Pertanto, la contribuzione dovuta sarà nelle seguenti misure:
– a carico dell’azienda 2%;
– a carico del lavoratore 1%.

Ente Bilaterale Nazionale
Le Parti sottolineano e rimarcano che il versamento dei contributi all’Ente Bilaterale di settore costituisce un obbligo contrattuale e che il mancato versamento può costituire il presupposto per sanzioni. Le imprese non aderenti alla bilateralità dovranno erogare al lavoratore una quota di retribuzione pari a € 2,00 lordi mensili per dodici mensilità, direttamente in busta paga. Il datore di lavoro delle aziende deve comunque garantire al lavoratore le prestazioni ed i servizi che la bilateralità eroga, in considerazione dei fatto che la bilateralità è un diritto contrattuale per ogni lavoratore.

LAVANDERIE – INDUSTRIA: disciplinato l’apprendistato professionalizzante

Firmata, tra ASSOSTISTEMA e FEMCA-CISL, FILCTEM-CGIL e UILTEC-UIL, la nuova disciplina dell’apprendistato di cui al D.Lgs. 167/2011, ad integrazione dell’Ipotesi di accordo del 19/6/2013.

Questi i nuovi minimi retributivi degli apprendisti a decorrere dall’1/6/2013

Livello Da mese A mese Minimo dall’1/6/2013 Minimo dall’1/1/2014 Minimo dall’1/1/2015
A2 1 12 710,18 738,64 773,60
13 24 863,21 895,93 936,13
A3 1 12 710,18 738,64 773,60
13 24 863,21 895,93 936,13
25 36 929,47 964,47 1.007,47
B1 1 12 863,21 895,93 936,13
13 24 929,47 964,47 1.007,47
25 36 954,05 989,90 1.033,95
B2 1 12 929,47 964,47 1.007,47
13 24 954,05 989,90 1.033,95
25 36 1.012,37 1.051,07 1.098,61
B3 1 12 954,05 989,90 1.033,95
13 24 1.012,37 1.051,07 1.098,61
25 36 1.122,99 1.167,95 1.223,19
C1 1 12 1.012,37 1.051,07 1.098,61
13 24 1.122,99 1.167,95 1.223,19
25 36 1.186,04 1.231,85 1.288,13
C2 1 12 1.122,99 1.167,95 1.223,19
13 24 1.186,04 1.231,85 1.288,13
25 36 1.357,89 1.413,09 1.480,91
C3 1 12 1.357,89 1.413,09 1.480,91
13 24 1.609,92 1.679,77 1.766,82
D2 1 12 1.609,92 1.679,77 1.766,82
13 24 1.609,92 1.679,77 1.766,82

Il contratto di apprendistato professionalizzante può essere instaurato per i lavoratori operai, impiegati e quadri, dei moduli dal Centrato dell’Area Operativa al Centrato dell’Area Direttiva e Gestionale e per tutti le relative figure professionali.
Non è possibile assumere con contratto di apprendistato professionalizzante se il datore di lavoro non ha mantenuto in servizio almeno il 60% dei lavoratori apprendisti il cui contratto sia venuto a scadere nei 36 mesi precedenti.
Può essere convenuto un periodo di prova di durata non superiore a quanto previsto per il Modulo/Area professionale corrispondente alle mansioni che l’apprendista è destinato a svolgere. In ogni caso il periodo di prova non potrà superare i due mesi.
Una riduzione fino a sei mesi del periodo di apprendistato professionalizzante, applicabile sul terzo periodo della tabella sopra riportata, è riconosciuta ai lavoratori che – prima del contratto di apprendistato – abbiano svolto presso la stessa azienda un periodo di pari durata di stage o tirocinio.
L’inquadramento e il relativo trattamento economico è così determinato:
– nel primo periodo di apprendistato professionalizzante: due livelli sotto quello di destinazione finale;
– nel secondo periodo: un livello sotto quello di destinazione finale;
– nel terzo e ultimo periodo: inquadramento al livello di destinazione finale.
Gli apprendisti con destinazione finale al modulo Centrato dell’Area operativa saranno inquadrati al Modulo/Area professionale di destinazione finale con decorrenza dall’inizio del secondo periodo di apprendistato.
L’intero periodo di apprendistato professionalizzante è utile ai fini della maturazione dell’anzianità aziendale, anche ai fini degli aumenti periodici di anzianità; tali aumenti saranno corrisposti nelle misure previste dal Modulo/Area professionale di appartenenza.

Area professionale Modulo Durata complessiva Primo periodo Secondo periodo Terzo periodo
Direttiva e gestionale Centrato 24 mesi 12 12
Tecnica e Gestionale Consolidato 24 mesi 12 12
  Centrato 36 mesi 12 12 12
  Base 36 mesi 12 12 12
Qualificata Consolidato 36 mesi 12 12 12
  Centrato 36 mesi 12 12 12
  Base 36 mesi 12 12 12
Operativa Consolidato 36 mesi 12 12 12
  Centrato 24 mesi 12 12

Le parti si danno atto che la definizione dei profili formativi dell’apprendistato compete alle Regioni, d’intesa con le associazioni datoriali e sindacali più rappresentative sul piano regionale.
Le parti hanno, tuttavia, inteso concorrere, con il supporto dell’Ente Bilaterale, alla definizione dei profili professionali predisponendo, a titolo meramente esemplificativo, le figure professionali, i profili delle competenze nonché il dizionario dei comportamenti organizzativi di cui agli artt. 35 e 38 del presente CCNL.
All’uopo potrà fungere da riferimento per i piani formativi delle singole imprese il Catalogo delle azioni formative condiviso fra le parti sociali e reperibile presso l’Ente Bilaterale Nazionale di settore. Ai fini del conseguimento della qualificazione, nell’apprendistato professionalizzante, la formazione sarà integrata dall’offerta formativa pubblica, laddove esistente, ai sensi di quanto previsto dal comma 3 dell’art. 4 del decreto legislativo 14 settembre 2011, n. 167.
Per completare l’addestramento dell’apprendista in possesso di titolo di studio post – obbligo ovvero di attestato di qualifica professionale idoneo rispetto all’attività da svolgere, la durata della formazione è ridotta a 40 ore medie annue retribuite.
Le modalità di erogazione e di articolazione della formazione, strutturata in forma modulare, esterna e interna alle aziende. La quota parte di 120 ore di formazione per l’apprendistato professionalizzante – da svolgere con priorità temporale – da destinare alla sicurezza, all’igiene del lavoro e alla prevenzione degli infortuni.
Le modalità e la tipologia di formazione erogabile agli apprendisti che avessero intrattenuto precedenti rapporti di apprendistato professionalizzante, anche in mansioni non analoghe, e che possano attestare di aver già ricevuto una parte di formazione.

Omessa dichiarazione, riconoscimento del credito d’imposta

Per il riconoscimento delle eccedenze di imposta a credito maturate in annualità per le quali non sono state presentate le dichiarazioni dell’Iva, dei redditi o dell’Irap non è più necessario presentare istanza di rimborso o attendere la mediazione. Il contribuente ha la facoltà di richiedere l’attestazione dell’esistenza contabile dell’eccedenza di imposta nel momento successivo alla liquidazione delle dichiarazioni, dopo il ricevimento della comunicazione di irregolarità, producendo idonea documentazione all’ufficio competente, entro il termine di trenta giorni (Agenzia delle entrate – circolare 25 giugno 2013, n. 21/E).

In applicazione dei principi di efficienza, economicità e speditezza della pubblica amministrazione, per evitare ai contribuenti di anticipare le somme derivanti dalla comunicazione di irregolarità, l’Agenzia delle entrate ha previsto che il riconoscimento del credito maturato in un’annualità per la quale sia stata omessa la dichiarazione avvenga direttamente in sede di assistenza.
A tal fine, a seguito del ricevimento della comunicazione di irregolarità in esame, se il contribuente ritiene che il credito non dichiarato sia fondatamente ed effettivamente spettante, può attestarne l’esistenza contabile, mediante la produzione all’ufficio competente, entro i trenta giorni successivi al ricevimento della comunicazione, di idonea documentazione (ad esempio, con riferimento alle eccedenze IVA, mediante esibizione dei registri IVA e delle relative liquidazioni, della dichiarazione cartacea relativa all’annualità omessa, delle fatture e di ogni altra documentazione ritenuta utile).
Ferma restando la possibilità per l’Amministrazione finanziaria di effettuare le attività di controllo ai fini dell’IVA, delle imposte sui redditi o dell’Irap in merito alla dichiarazione omessa, anche al fine di accertare l’effettività sostanziale del credito maturato nel relativo periodo d’imposta, la dimostrazione dell’esistenza contabile del credito pone il contribuente, ancorché tardivamente, nella medesima condizione in cui si sarebbe trovato qualora avesse correttamente presentato la dichiarazione.
In esito a tali verifiche, qualora riscontri l’esistenza contabile del credito, l’ufficio, analogamente a quanto previsto nella fase contenziosa, anziché richiedere l’effettuazione del pagamento seguita da un’istanza di rimborso, potrà scomputare direttamente l’importo del credito medesimo dalle somme complessivamente dovute in base alla originaria comunicazione di irregolarità e, conseguentemente, emettere una comunicazione definitiva contenente la rideterminazione delle somme che residuano da versare a seguito dello scomputo operato.
Resta fermo che, trattandosi di una comunicazione di irregolarità legittima, poiché si basa su un comportamento omissivo del contribuente, sono comunque dovuti gli interessi e la sanzione sulla parte di credito effettivamente utilizzata.
Laddove il contribuente provveda a pagare le somme dovute entro trenta giorni dal ricevimento della comunicazione definitiva contenente la rideterminazione delle somme medesime, potrà beneficiare della riduzione della predetta sanzione ad un terzo.

È prossima l’iscrizione P.E.C. delle imprese individuali

Entro il 30 giugno 2013 le imprese individuali attive devono iscrivere il proprio indirizzo di posta elettronica certificata (P.E.C.) presso il registro delle imprese competente (Ministero sviluppo economico – nota n. 53687/2013).

Decorso il predetto termine senza aver provveduto a comunicare l’indirizzo P.E.C., è prevista la sospensione dell’iscrizione di qualsiasi atto al registro delle imprese per un periodo massimo di 45 giorni. Trascorso inutilmente tale periodo la pratica viene respinta e si intende non presentata.

Il Ministero dello sviluppo economico ha precisato che l’iscrizione dell’indirizzo P.E.C.:

– può essere effettuato mediante prassi semplificata, ovvero, avvalendosi del sito www.registroimprese.it e,

– deve essere ricondotto esclusivamente ed unicamente all’imprenditore stesso, senza possibilità di domiciliazione presso soggetti terzi.

In merito all’ultimo punto, quindi, non è prevista per le imprese individuali la possibilità di inserire l’indirizzo P.E.C. di un soggetto terzo associabile all’impresa stessa, facoltà, invece riconosciuta alle società che di fatto possono indicare l’indirizzo P.E.C. dello studio professionale che le assiste negli adempimenti burocratici, avvero, di un’altra società cui l’impresa societaria obbligata all’adempimento di comunicazione sia giuridicamente ed economicamente collegata.

Pertanto, prima del 30 giugno si attende un chiarimento da parte del Ministero dello sviluppo economico circa la possibilità per le imprese individuali di domiciliarsi come per le società, ai fini della comunicazione dell’indirizzo P.E.C. al registro imprese, presso soggetti terzi associabili a più imprese.