Rilascio del certificato per l’esercizio di attività con minori

 

 

In seguito alle modifiche apportate al Sistema Informativo del Casellario è possibile, per il datore di lavoro, richiedere specifico certificato contenente le iscrizioni riguardanti le condanne per reati o l’irrogazione di sanzioni interdittive relative all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori (Circolare Ministero della giustizia 24 luglio 2014).

 

 

Gli uffici locali potranno infatti rilasciare un certificato denominato “certificato penale del casellario giudiziale (art. 25-bis in relazione all’art. 25 D.P.R. 14/11/2002 n. 313)”, contenente le iscrizioni relative a condanne per taluno dei reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale, ovvero l’irrogazione di sanzioni interdittive all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori. In particolare, le sanzioni interdittive oggetto di trattamento sono:
– la pena accessoria dell’interdizione perpetua da qualunque incarico nelle scuole di ogni ordine e grado, nonché da ogni ufficio o servizio in istituzioni o strutture pubbliche o private frequentate prevalentemente da minori (artt. 609-nonies 2° comma c.p., 600-septies 2° comma c.p.);
– la misura sicurezza del divieto di svolgere lavori che prevedano un contatto abituale con minori (art. 609-nonies 3° comma c.p.).

In calce al certificato apparirà la seguente avvertenza: “Il presente certificato riporta le iscrizioni contenute nel certificato rilasciato ai sensi dell’articolo 25 D.P.R. 313/2002, limitatamente alle condanne per i reati di cui agli articoli 600-bis, 600-ter, 600-quater, 600-quater.1, 600-quinquies e 609-undecies del codice penale e alle condanne per le quali risulti una sanzione interdittiva all’esercizio di attività che comportino contatti diretti e regolari con minori”.
Per quanto sopra, l’acquisizione del consenso dell’interessato, viene meno con il rilascio in esercizio del nuovo certificato. Si è quindi provveduto ad aggiornare la relativa modulistica, che non prevede più la sezione sull’acquisizione del consenso.
La citata modulistica è reperibile sul sito internet del Ministero della Giustizia (www.giustizia.it) e sul portale del casellario (portal.casellario.giustizia.it). E’, inoltre, possibile richiedere chiarimenti o informazioni attraverso il servizio di help desk.

Ripristino dell’incentivo per donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate

 

 

 

30 luglio 2014 L’Inps comunica il ripristino della possibilità di riconoscere l’incentivo per le assunzioni, proroghe e trasformazioni di donne di qualsiasi età residenti in aree svantaggiate e prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi effettuate dal 1° luglio 2014.

 

La Legge Fornero (art. 4, co.11) ha previsto, come noto, incentivi all’occupazione, con riferimento alle assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, anche in somministrazione, per le donne di qualsiasi età residenti nelle cd. aree svantaggiate, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, oppure ovunque residenti ma prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi.
Per il periodo 2007-2013, le regioni destinatarie di tali finanziamenti sono state individuate dalla Carta degli aiuti a finalità regionale definita con Decisione C(2007)5618 def. Corrigendum del 28 novembre 2007, recepita nella legislazione nazionale con Decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 27 marzo 2008. La suddetta Carta, originariamente valida fino al 31 dicembre 2013, era stata prorogata fino al 30 giugno 2014. L’Inps, pertanto, con messaggio 23 luglio 2014, n. 6235, aveva sospeso in via cautelare la possibilità di riconoscere i benefici previsti per l’assunzione delle citate lavoratrici, a decorrere dal 1° luglio 2014, per effetto del mancato rinnovo della Carta degli aiuti a finalità regionale.

Al riguardo è stato tuttavia interpellato il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, il quale ha chiarito che, poiché l’incentivo previsto dalle disposizioni citate costituisce un regime di aiuti in favore dei lavori svantaggiati, è possibile continuare a considerare utili ai fini della applicazione dell’incentivo le aree indicate nella Carta, fino all’adozione della nuova Carta.
Conseguentemente è ripristinata la possibilità di riconoscere l’incentivo anche per le assunzioni, proroghe e trasformazioni effettuate dal primo luglio 2014; la procedura di elaborazione automatica dei moduli 92-2012 verrà aggiornata per ammettere le relative istanze.
L’esito negativo attribuito alle istanze con la motivazione del mancato rinnovo della Carta sarà annullato automaticamente dai sistemi informativi centrali (cfr. Messaggio 29 luglio 2014, n. 6319).

Tutela della prestazione di lavoro intermittente “notturno”

 

Con nota n. 13330/2014 del Ministero del lavoro sono stati forniti alcuni chiarimenti in merito agli obblighi normativi a cui è sottoposto il datore di lavoro, circa la tutela in caso di prestazioni di lavoro notturno dei lavoratori assunti con contratto di lavoro intermittente.

Con la citata nota sono stati richiesti dei chiarimenti sulla corretta applicazione della normativa vigente ai lavoratori assunti con contratto di lavoro intermittente ed impiegati durante il periodo notturno, inteso come “periodo di almeno sette ore consecutive comprendenti l’intervallo tra la mezzanotte e le cinque del mattino”.
In relazione alla normativa attuale, i lavoratori notturni devono essere sottoposti da parte del datore di lavoro almeno ogni due anni a controlli preventivi e periodici, “volti a verificare l’assenza di controindicazioni al lavoro notturno a cui sono adibiti i lavoratori stessi”. Tale obbligo sussiste anche nei confronti dei lavoratori intermittenti, nella misura in cui gli stessi possano considerarsi lavoratori notturni.
Pertanto, per poter ricondurre la prestazione del lavoratore intermittente a tempo pieno nell’alveo del lavoro notturno è necessario considerare un impegno notturno non inferiore agli 80 giorni lavorativi all’anno, con l’obbligo del datore di mettere in atto controlli preventivi prima della effettuazione della ottantesima giornata di prestazione notturna.

FIRMATA L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL SETTORE TESSILE DELL’ARTIGIANATO

FIRMATA L’IPOTESI DI ACCORDO PER IL SETTORE TESSILE DELL’ARTIGIANATO

Firmata, il 25/7/2014, tra CONFARTIGIANATO MODA, CNA FEDERMODA, CNA SERVIZI ALLA COMUNITÀ, CASARTIGIANI, CLAAI e FILTCEM-CGIL, FEMCA-CISL, UILTEC-UIL, l’ipotesi per il rinnovo del CCNL Area Tessile-Moda del 3/12/2010 per i dipendenti dalle imprese artigiane dei settori Tessile, Abbigliamento, Calzaturiero, Pulitintolavanderia, Occhialeria.

L’ipotesi di accordo, che decorre dal 1/1/2013 al 30/6/2016 (tranne le modifiche introdotte che decorrono dalla data di sottoscrizione dello stesso) passa ora al vaglio dei lavoratori nelle assemblee che si andranno a programmare a livello regionale e che dovranno concludersi entro il 30 settembre.

Questi gli aumenti contrattuali previsti per i vari comparti:

Settore Abbigliamento

Livello 1/8/2014 1/4/2015 1/5/2016 Incremento salariale a regime
25 € 25 € 15 € 65 €

Settore Tessile Calzaturiero

Livello 1/8/2014 1/4/2015 1/5/2016 Incremento salariale a regime
25,06 € 20,12 € 20,12 € 65.30€

Settore Lavorazioni a mano e su misura

Livello 1/8/2014 1/4/2015 1/5/2016 Incremento salariale a regime
24.85 € 19.88 € 19.88 € 64.61€

Settore Pulitintolavanderie

Livello 1/8/2014 1/4/2015 1/5/2016 Incremento salariale a regime
25.00 € 20.00 € 20.00 € 65.00 €

Settore Occhialeria

Livello 1/8/20142014 1/4/2015 1/5/2016 Incremento salariale a regime
25.37 € 20.30 € 20.30 € 65.97€

 

Una tantum
Ad integrale copertura del periodo di carenza contrattuale, ai soli lavoratori in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo verrà corrisposto un importo forfetario “una tantum” pari ad euro 105 lordi, suddivisibile in quote mensili, o frazioni, in relazione alla durata del rapporto nel periodo interessato.
L’importo “una tantum” di cui sopra verrà erogato in due soluzioni: la prima pari ad euro 55 con la retribuzione del mese di ottobre 2014, la seconda pari ad euro 50 con la retribuzione del mese marzo 2015.
Agli apprendisti in forza alla data di sottoscrizione del presente accordo sarà erogato a titolo dì “una tantum” l’importo di cui sopra nella misura del 70% con le medesime decorrenze sopra stabilite.
Secondo consolidata prassi negoziale tra le partì gli importi eventualmente già corrisposti a titolo di futuri miglioramenti contrattuali vanno considerati a tutti gli effetti anticipazioni degli importi di “una tantum” indicati nel presente accordo. Pertanto, tali importi dovranno essere detratti dalla stessa “una tantum” fino a concorrenza, in considerazione di quanto sopra tali importi cessano di essere corrisposti con la retribuzione relativa al mese di agosto 2014.

Apprendistato professionalizzante
Il contratto di apprendistato può essere instaurato per i profili dei lavoratori operai, intermedi ed impiegati dei livelli dal 2° al 6° S e dal 2° al 6° per l’Occhialeria e per le relative mansioni.
Tra le parti può essere convenuto un periodo di prova non superiore ai 4 mesi.
La durata massima del contratto professionalizzante è fissata sulla base delle seguenti misure in relazione alla qualifica da raggiungere:
– 1° gruppo (livelli 4°, 5°, 6° e 6° super): durata: 5 anni;
– 2° gruppo (livello 3°): durata: 4 anni e 6 mesi;
– 3° gruppo (livello 2°): durata: 3 anni.
Per gli impiegati amministrativi la durata è ridotta a 3 anni, a tutti gli effetti contrattuali ivi compresi quelli retributivi.
Il livello 6 Super non è previsto per il Settore Occhiaieria.
Gli apprendisti con mansioni di cui al 3° livello per le quali era prevista una durata del periodo di apprendistato di 5 anni nei previgenti CCNL, con la presente disciplina vengono inquadrati nel 1° gruppo conservando la durata di 5 anni.
Per i contratti di apprendistato professionalizzante stipulati a partire dal 3/12/2010, agli apprendisti che all’atto dell’assunzione risultano essere in possesso di un titolo di studio post-obbligo o di una laurea riconducibile alla qualifica da raggiungere, il periodo di durata del contratto di apprendistato è ridotto di 6 mesi.
In nessun caso la retribuzione di fatto dell’apprendista potrà superare – per effetto delle minori trattenute contributive – la retribuzione netta del lavoratore non apprendista di analogo livello. La stessa regola si applica al lavoratore ex apprendista che continui a godere del più favorevole regime contributivo per il periodo successivo alla qualificazione.

Gruppi I sem lI sem IlI sem IV sem V sem VI sem VII sem VIII sem IX sem X sem
70% 70% 75% 75% 85% 85% 88% 93% 93% 100%
70% 70% 75% 75% 91% 91% 96% 100% 100%  
70% 70% 75% 96% 100% 100%        

Per garantire un’idonea formazione tecnico-professionale all’apprendista, le parti concordano che l’impresa dovrà erogare, durante il periodo di apprendistato, non meno di 80 ore medie annue di formazione, ivi compresa la formazione in sicurezza prevista dall’Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011.
La regolamentazione qui definita si applica ai rapporti sottoscritti a partire da 1/8/2014.

Contratto a tempo determinato
Rispetto alle richieste delle controparti ed in considerazione che è intervenuto il decreto legislativo, sono stati cancellati tutti i riferimenti sia alle causali che alla acasualità limitandosi a scrivere che, sulla base della normativa vigente, il contratto ha durata non superiore a 36 mesi.
Inoltre sono stati regolati gli intervalli temporali tra un contratto a termine e l’altro esenti da limitazione quantitativa per i primi 18 mesi (richiesta 36 mesi); ed è stato inserito nel diritto di precedenza il periodo di congedo per maternità che fa cumulo per l’acquisizione del diritto.
Nell’ipotesi di assunzione a termine per sostituzione è consentito un periodo di affiancamento fino a 90 giorni di calendario tra sostituto e lavoratore sostituito, sia prima che inizi l’assenza sia successivamente al rientro di quest’ultimo al fine di consentire il passaggio delle consegne. Ai fini di quanto previsto dal periodo che precede, il periodo di affiancamento del lavoratore assente per malattia è consentito per le malattie di lunga durata, intendendosi per tali quelle superiori a 2 mesi.
Nelle imprese che occupano da 0 a 5 dipendenti, comprendendo tra questi sia i lavoratori a tempo indeterminato, che gli apprendisti, è consentita l’assunzione di 2 lavoratori a termine.
Per le imprese con più di 5 dipendenti, così come sopra calcolati, è consentita l’assunzione di un lavoratore con rapporto a tempo determinato ogni 2 dipendenti in forza.

Malattia
Si è definito un allungamento a 24 mesi del periodo di comporto in presenza di patologie oncologiche e altre gravi infermità che siano certificate dalla struttura ospedaliera e/o dalle AA. SS. LL.

Lavorazione c/terzi
L’articolo viene rafforzato con la costruzione delle linee guida in materia di legalità, contraffazione, irregolarità sul lavoro, concorrenza sleale e dumping che si dovranno definire attraverso il Comitato di Indirizzo.

Previdenza complementare
Si è cercato con le modifiche introdotte, di incentivare l’iscrizione al fondo con un impegno a valutare forme di estensione per i nuovi assunti.

Inquadramento
Si è definito un percorso che continua nel solco dell’accorpamento tra i settori anche sul versante della classificazione tenendo conto delle nuove figure professionali in relazione alle innovazioni di processo e di prodotto, che valorizzi la competenza e la conoscenza, più della mansione.

Formazione
L’articolo prevede in aggiunta, la definizione di percorsi formativi in raccordo con le nuove figure professionali e specifici sia di riqualificazione che di inserimento per le lavoratrici dopo la maternità.

 

Diritto allo studio
Sono previsti permessi per gli immigrati che frequentano corsi di lingua italiana per ottenere il permesso di soggiorno.

Lavoratrici residenti in aree svantaggiate, dal 1° luglio assunzioni senza incentivo

Per le assunzioni operate a decorrere dal 1° luglio 2014, non è possibile riconoscere i benefici previsti nel caso di lavoratrici residenti in “aree svantaggiate”.

Come noto, tra le innumerevoli novità, la Riforma Fornero ha anche previsto incentivi per le assunzioni effettuate a decorrere dal 1° gennaio 2013, con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato, di donne di qualsiasi età residenti nelle cd. aree svantaggiate, prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, oppure ovunque residenti ma prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi. Con successivi provvedimenti di prassi, poi, l’Inps ha ulteriormente illustrato il beneficio e fornito importanti precisazioni. In particolare, l’Istituto ha chiarito che l’incentivo in parola spetta, altresì, per:
– proroghe del rapporto a termine;
– trasformazioni a tempo indeterminato di precedente rapporto agevolato a termine;
– assunzioni a tempo indeterminato;
– assunzioni a scopo di somministrazione;
– rapporti di lavoro subordinato instaurati in attuazione del vincolo associativo stretto con una cooperativa di lavoro.
In secondo luogo, l’Inps ha specificato i requisiti delle lavoratrici per le quali è possibile fruire del beneficio, tra cui le donne di qualsiasi età anagrafica prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, residenti in Regioni ammissibili ai finanziamenti nell’ambito dei fondi strutturali europei della UE, come stabilito nella Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese. Orbene, proprio in riferimento a tale ultimo aspetto, l’Inps evidenzia che la Carta degli aiuti a finalità regionale approvata per il nostro Paese, ha validità sino al 30 giugno 2014, sicchè non essendo intervenuto il rinnovo della Carta, a decorrere dal 1° luglio 2014 non è possibile riconoscere i benefici previsti per l’assunzione di tale categoria di lavoratrici.
Rimane comunque ferma la possibilità di effettuare assunzioni agevolate per le ulteriori categorie agevolate previste dalla normativa:
– donne di qualsiasi età anagrafica prive di impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi, in relazione ad una professione o un settore economico caratterizzati da un tasso di disparità uomo-donna che supera almeno del 25% la disparità media uomo-donna e individuati con apposito decreto ministeriale;
– donne di qualsiasi età prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno ventiquattro mesi, ovunque residenti.