Il Responsabile tecnico della Tintolavanderia: chiarito il periodo di inserimento

L’idoneità professionale del responsabile tecnico può essere conseguita anche mediante un periodo di inserimento presso imprese del settore consistente nello svolgimento di attività qualificata di collaborazione tecnica continuativa. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha fornito una interpretazione uniforme su tutto il territorio nazionale (Ministero Sviluppo Economico – Parere n. 169302/2015).

Presso ogni sede dell’impresa dove viene esercitata l’attività di tintolavanderia deve essere designato, nella persona del titolare, di un socio partecipante al lavoro, di un collaboratore familiare, di un dipendente o di un addetto dell’impresa, almeno un responsabile tecnico che svolga prevalentemente e professionalmente la propria attività nella sede indicata e che sia in possesso di apposita idoneità professionale comprovata dal possesso di almeno uno dei seguenti requisiti:
– frequenza di corsi di qualificazione tecnico- professionale della durata di almeno 450 ore complessive da svolgersi nell’arco di un anno;
– attestato di qualifica in materia attinente l’attività conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, integrato da un periodo di inserimento della durata di almeno un anno presso imprese del settore, da effettuare nell’arco di tre anni dal conseguimento dell’attestato;
– diploma di maturità tecnica o professionale o di livello post-secondario superiore o universitario, in materie inerenti l’attività;
– periodo di inserimento presso imprese del settore non inferiore a:
a) un anno, se preceduto dallo svolgimento di un rapporto di apprendistato della durata prevista dalla contrattazione collettiva;
b) due anni in qualità di titolare, di socio partecipante al lavoro o di collaboratore familiare degli stessi;
c) tre anni, anche non consecutivi ma comunque nell’arco di cinque anni, nei casi di attività lavorativa subordinata.

Ai fini del conseguimento dell’idoneità professionale nelle ipotesi in cui è richiesto il periodo di inserimento presso imprese abilitate del settore, il suddetto inserimento deve essere caratterizzato da una prestazione professionale e continuativa del lavoro, nonché da un inquadramento del soggetto atto, per qualifica, mansione, continuità e durata, a produrre in capo al lavoratore il conseguimento di una esperienza tecnico-professionale idonea a garantire la nomina di responsabile tecnico.

CASSE EDILI: ridotto il premio annuo della polizza DURC

 

 

La Commissione Nazionale per le Casse Edili, per l’anno 2016, ha ricontrattato con la società Unipol le condizioni assicurative previste con la polizza DURC (CNCE – Comunicato 1 febbraio 2016).

In relazione al cambiamento intervenuto dal 1° luglio scorso nella gestione del DURC, con l’introduzione dei sistemi automatizzati necessari per il rilascio on line del documento e con la definizione del periodo di validità dello stesso a 120 giorni, la Commissione Nazionale per le Casse Edili ha ricontrattato con la società Unipol le condizioni assicurative previste con la polizza DURC in essere per il 2015. A conclusione di tale confronto, si è convenuto che la diminuzione di rischi connessi alla gestione del DURC possa comportare un contenimento dell’importo massimo assicurato (da 1,5 a 1 milione di euro) a fronte di una riduzione del premio annuo nella misura unica di 800 euro per Cassa Edile. Pertanto, le Casse Edili interessate devono sottoscrivere il modulo di adesione al contratto di assicurazione per gli Amministratori ed il personale delle Casse Edili relativo all’attività di rilascio del DURC per l’anno 2016, effettuando il relativo versamento bancario di € 800,00 su conto corrente intestato alla Commissione IBAN: IT 47 Z 03127 05011 00000000 4000 ed inviarlo agli uffici della Commissione Nazionale per le Casse Edili entro il prossimo 12 febbraio.

IVA detraibilie solo per chi acquista e paga il servizio

Ai fini della detraibilità dell’IVA il pagamento delle fatture non deve essere effettuato con somme provenienti da terzi (CTR TORINO – Sez. XXXVIII – Sentenza 25 gennaio 2016, n. 83)

Nella fattispecie esaminata dalla Commissione la vertenza riguarda il ricorso avverso il provvedimento di diniego al rimborso IVA, emesso dalla Agenzia delle Entrate a fronte di regolare richiesta da parte della contribuente.
Motivo del rigetto era il fatto che le fatture per i lavori di ristrutturazione dei locali ove la ricorrente esercita la sua attività nonché di acquisto di attrezzature, tutte intestate alla ricorrente stessa, sarebbero state pagate con assegni di un altro conto corrente.
La ricorrente obiettava nell’atto di ricorso originale diversi aspetti ed osservava che non rilevava, ai fini della deducibilità della IVA, la circostanza che il pagamento delle fatture fosse stato effettuato con somme provenienti da terzi, ma, soltanto che gli acquisti o i lavori fossero inerenti alla attività esercitata.
Il Collegio evidenzia sul tema che la detraibilità dell’Iva può essere richiesta solo dal soggetto che ha chiesto e pagato per il servizio o bene; in tal senso deve essere interpretata la sentenza n. 42994 del 26 ottobre 2015 che ha negato l’esistenza del diritto al rimborso nel caso di fatture soggettivamente inesistenti, come è pacificamente agli atti in questo contenzioso, pertanto viene a confermarsi l’aspetto evidenziato dall’Ufficio in quanto i soggetti dell’operazione non coincidono con quelli della fatturazione, in quanto il diritto alla detrazione dell’Iva non può prescindere dalla regolarità delle scritture contabili ed in particolare della fattura che è il documento idoneo a rappresentare un costo dell’impresa.
Ai sensi dell’art. 19 DPR 633/72: “Per la determinazione dell’imposta dovuta a norma del primo comma dell’articolo 17 o dell’eccedenza di cui al secondo comma dell’articolo 30, è detraibile dall’ammontare dell’imposta relativa alle operazioni effettuate, quello dell’imposta assolta o dovuta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo di rivalsa in relazione ai beni ed ai servizi importati o acquistati nell’esercizio dell’impresa, arte o professione. Il diritto alla detrazione dell’imposta relativa ai beni e servizi acquistati o importati sorge nel momento in cui l’imposta diviene esigibile e può essere esercitato, al più tardi, con la dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui il diritto alla detrazione è sorto ed alle condizioni esistenti al momento della nascita del diritto medesimo…” dal tenore letterale della norma qui richiamata si evidenzia che la parte non ha il diritto al rimborso in quanto per sua stessa ammissione non ha mai acquistato i beni oggetto dell’eventuale rimborso, pertanto il ricorso della ricorrente viene respinto.

IMU più leggera sui fabbricati industriali

Con la Circolare n. 2/E del 1° febbraio 2016, l’Agenzia delle Entrate fornisce i primi chiarimenti sui nuovi criteri di determinazione della rendita catastale per i fabbricati produttivi, ossia per quei fabbricati a destinazione speciale e particolare, rientranti nei gruppi catastali “D” e “E”, impiegati in attività industriali.

 

In seguito alle modifiche introdotte dalla Legge di Stabilità 2016, con effetto dal 1° gennaio 2016, il calcolo della rendita catastale di fabbricati produttivi deve essere effettuato mediante stima diretta, che tenga conto del suolo e delle costruzioni, nonché degli elementi ad essi strutturalmente connessi che ne accrescono la qualità e l’utilità.
Rispetto al precedente criterio, vengono esclusi espressamente i macchinari, i congegni, le attrezzature ed altri impianti, indipendentemente dalle loro tipologia, rilevanza dimensionale o modalità di connessione, che sono funzionali allo specifico processo produttivo, ma non conferiscono all’immobile un’utilità apprezzabile anche in caso di modifica dell’attività al suo interno (cd. “imbullonati”).
L’esclusione di tali componenti (precedentemente rilevanti) determinano una riduzione del valore fiscalmente rilevante, con effetti riduttivi anche del prelievo ai fini IMU.
I nuovi criteri devono essere adottati sia per la determinazione della rendita di nuovi fabbricati, sia per l’aggiornamento della rendita dei fabbricati produttivi già censiti o in funzione. A tal proposito, la Circolare n. 2/E/2016 chiarisce, in particolare, che se la dichiarazione di variazione viene presentata correttamente in catasto entro il 15 giugno 2016, la nuova rendita catastale potrà essere adottata fin dal 1° gennaio 2016 per il calcolo dell’IMU.
Per gli atti di aggiornamento del Catasto finalizzati alla rideterminazione della rendita catastale dei fabbricati produttivi, con lo scorporo degli impianti cd. “imbullonati”, deve essere utilizzata obbligatoriamente la nuova versione della procedura Docfa 4.00.3 (attiva dal 1° febbraio 2016), appositamente adeguata per la dichiarazione di variazione non connessa alla realizzazione di interventi edilizi sul bene, mentre la precedente versione 4.00.2 resta applicabile per tutte le altre dichiarazioni fino al 31 marzo 2016.

ELEMENTI INCLUSI NELLA STIMA

A decorre dal 1° gennaio 2016, al fine di determinare la rendita catastale dei fabbricati a destinazione speciale o particolare (categorie “D” e “E”), la stima diretta deve essere fatta tenendo conto dei seguenti componenti:
– Il SUOLO: vale a dire la porzione di terreno su cui ricade l’unità immobiliare, così come rappresentata negli elaborati grafici catastali. Esso è rappresentato, di norma, da aree coperte, sedime delle costruzioni costituenti l’unità immobiliare, e da aree scoperte, accessorie e pertinenziali.
– LE COSTRUZIONI: qualsiasi opera edile avente i caratteri della solidità, della stabilità, della consistenza volumetrica, nonché della immobilizzazione al suolo, realizzata mediante qualunque mezzo di unione, e ciò indipendentemente dal materiale con cui tali opere sono realizzate. (A titolo esemplificativo: i fabbricati, le tettoie, i pontili, le gallerie, le opere di fondazione e di supporto in genere, così come quelle di sbarramento, approvvigionamento, contenimento e restituzione di materiali solidi, liquidi e gassosi, quali le dighe e le opere di presa e di scarico delle acque, i canali, i serbatoi, le cisterne e le vasche, le torri, le ciminiere e i pozzi, che siano posti a monte e a valle dei processi produttivi svolti all’interno delle unità immobiliari).
– ELEMENTI STRUTTURALMENTE CONNESSI AL SUOLO O ALLE COSTRUZIONI CHE NE ACCRESCONO LA QUALITÀ E L’UTILITÀ: componenti che, fissate al suolo o alle costruzioni con qualsiasi mezzo di unione, anche attraverso le sole strutture di sostegno risultano caratterizzate da una utilità trasversale ed indipendente dal processo produttivo svolto all’interno dell’unità immobiliare. (A titolo esemplificativo: gli impianti elettrici, idrico-sanitari, di areazione, di climatizzazione e condizionamento, di antincendio, di irrigazione, gli ascensori, i montacarichi, le scale, le rampe e i tappeti mobili, i pannelli solari integrati sui tetti e nelle pareti che non possono essere smontati senza rendere inutilizzabile la copertura o la parete cui sono connessi).

ELEMENTI ESCLUSI DALLA STIMA

La Circolare individua a titolo esemplificativo alcuni elementi che per le loro caratteristiche sono esclusi dalla stima, in considerazione della molteplicità di casistiche riscontrabili nei vari processi produttivi.

TIPO DI ATTIVITÀ

ELEMENTI ESCLUSI DALLA STIMA

Centrali di produzione di energia e stazioni elettriche le caldaie, le camere di combustione, le turbine, le pompe, i generatori di vapore a recupero, gli alternatori, i condensatori, i compressori, le valvole, i silenziatori e i sistemi di regolazione dei fluidi in genere, i trasformatori e gli impianti di sezionamento, i catalizzatori e i captatori di polveri, gli aerogeneratori (rotori e navicelle), gli inverter e i pannelli fotovoltaici, ad eccezione di quelli integrati nella struttura e costituenti copertura o pareti di costruzioni.
Industrie manifatturiere tutti i macchinari, le attrezzature e gli impianti costituenti le linee produttive, indipendentemente dalla tipologia considerata (sistemi di automazione e propulsione, pompe, motori elettrici, carriponte e gru, apparecchiature mobili e sistemi robotizzati, macchine continue, macchinari per la miscelazione, la macinazione, la pressatura, la formatura, il taglio, la tornitura, la laminazione, la tessitura, la cottura e l’essicazione dei prodotti).
Industria siderurgica oltre a macchinari, attrezzature e impianti delle linee produttive, anche gli impianti costituenti altoforni
Siti di raffinazione i forni di preriscaldamento, le torri di raffinazione atmosferica o sotto vuoto, gli impianti destinati ai processi di conversione (cracking) o di miglioramento della qualità dei prodotti della raffinazione (reforming, desolforazione, isomerizzazione, alchilazione, ecc.), nonché gli impianti per il trattamento dei fumi e delle acque.
Impianti di risalita le funi, i carrelli, le sospensioni, le cabine e i motori che azionano i sistemi di trazione anche se posti in sede fissa.

Elemento di garanzia retributiva per il settore industriale degli ombrelli

1 febb 2016 Prevista, a febbraio, l’erogazione dell’elemento di garanzia retributiva per i dipendenti delle aziende industriali che producono ombrelli – ombrelloni fabbricati con qualsiasi materia prima.

Ai lavoratori di aziende che non hanno stipulato accordi di II livello deve essere corrisposto, con la retribuzione del mese di febbraio, un importo di 200,00 euro lordi a titolo di “Elemento di Garanzia Retributiva.
Tale somma, uguale per tutti i lavoratori, sarà erogata ai lavoratori aventi titolo in base alla situazione retributiva individuale rilevata nell’ultimo triennio con assorbimento fino a concorrenza del valore dell’EGR di quanto individualmente erogato.
L‘importo dell’EGR, che è da intendersi omnicomprensivo di ogni incidenza su tutti gli istituti legali e contrattuali, compreso il TFR, sarà corrisposto interamente ai lavoratori in forza dal 1° gennaio al 31 dicembre dell’anno precedente all’erogazione e proporzionalmente ridotto in dodicesimi per gli altri lavoratori, considerando come mese intero la frazione di mese superiore a 15 giorni. Sarà altresì riproporzionato per i lavoratori a tempo parziale in base al minor orario contrattuale.
Le aziende in situazione di crisi rilevata nell’anno precedente l’erogazione e/o nell’anno di competenza dell’erogazione, che hanno fatto ricorso agli ammortizzatori sociali (mobilità inclusa) o abbiano formulato istanza per il ricorso a procedure concorsuali di cui alla Legge fallimentare, nel corso di apposito incontro, anche durante l’espletamento delle procedure per l’utilizzo degli ammortizzatori sociali, potranno definire con RSU e/o OOSS di categoria la sospensione, la riduzione o il differimento della corresponsione dell’EGR per l’anno di competenza.