CCNL TRASPORTO AEREO: Sottoscritto il rinnovo della Sezione Specifica “FAIRO”

Firmato, il giorno 30/9/2015, tra FAIRO e FILT-CGIL, FIT-CISL, UILTRASPORTI e UGL TRASPORTO AEREO, il verbale di accordo per il settore “Vettori Aerei”, Compagnie Aeree Straniere operanti in Italia rappresentate ed affiliate alla FAIRO, che va ad implementare il CCNL per il Trasporto Aereo sottoscritto nella parte generale il 2/8/2013. L’accordo decorre dall’1/1/2013 al 31/12/2016.

Stipendi minimi mensili
Con effetto dall’1/10/2015 i nuovi stipendi minimi mensili vengono rinominati “Stipendi Conglobati”, essendo comprensivi dell’indennità di contingenza che viene pertanto inglobata, saranno i seguenti:

Livello

1/10/2015

1/01/2016

Quadro 2.025,08 2.095,62
1 1.924,52 1.991,40
2 a 1.839,50 1.903,33
2 b 1.765,15 1.826,35
3 1.687,22 1.745,75
4 1.621,54 1.677,80
5 1.574,63 1.629,24
6 1.530,49 1.583,56
7 1.459,70 1.510,19
8 1.456,03 1.506,40

Una Tantum
Per gli anni 2013, 2014 e 2015 (limitatamente al periodo gennaio/settembre 2015) verrà corrisposta entro novembre 2015 una somma “Una tantum” a completa tacitazione, pari ad:

– Euro 900,00 per i dipendenti inquadrati nel livello 1S
– Euro 850,00 peri dipendenti inquadrati nei livelli 1-2 a-2 b
– Euro 800,00 per i dipendenti inquadrati nei livelli 3-4-5-6-7- 8

Ai lavoratori assunti successivamente all’1/1/2013 il compenso forfettario è corrisposto in misura proporzionale ai mesi di servizio prestati dalla data di assunzione al 30/9/2015 ed è proporzionalmente ridotto per personale con contratto part-time.

Elemento Distinto Fairo (EDF) e Elemento Integrativo di Anzianità (EIA)
Gli attuali istituti salariali suddetti vengono superati confluendo nella voce EDA e articolati come segue:

– Per il Personale in Servizio con almeno 7 scatti di anzianità:

gli ammontari corrispondenti vengono congelati e conglobati in una singola voce “EDA” (Elemento Distinto Aziendale) che verrà corrisposta con cadenza mensile ed in cifra identica a quanto oggi percepito.

– Per il Personale in Servizio con meno di 7 scatti di anzianità:

– Che ha raggiunto la piena maturazione dell’EDF
riceverà un “EDA” (Elemento Distinto Aziendale) basato su quanto già maturato per “EIA” a cui verrà aggiunto l’ulteriore ammontare di Euro 1,50 per ogni scatto di anzianità ancora da maturare sino ad un massimo di 7 scatti. A tale ammontare verrà aggiunto quanto maturato come EDF. L’EDA verrà corrisposto con cadenza mensile in cifra identica a quanto oggi percepito.

– Che non ha raggiunto la piena maturazione dell’EDF
riceverà un “EDA” (Elemento Distinto Aziendale) basato su quanto già maturato per “EIA” a cui verrà aggiunto l’ulteriore ammontare di Euro 1,50 per ogni scatto di anzianità ancora da maturare sino ad un massimo di 7 scatti. L’EDF continuerà ad essere corrisposto come voce separata fino alla piena maturazione, secondo la dinamica di progressione prevista dal precedente CCNL. Raggiunta la piena maturazione l’ammontare corrispondente verrà conglobato nell’EDA. L’EDA verrà corrisposto con cadenza mensile in cifra identica a quanto oggi percepito.

– Che alla data del presente Accordo ha meno di 2 anni di servizio:
riceverà al compimento del ventiquattresimo mese di servizio un “EDA” (Elemento Distinto Aziendale) basato su quanto maturerà per “EIA” secondo le modalità del CCNL del 2010. L’EDF verrà corrisposto come voce separata fino alla piena maturazione, secondo la dinamica di progressione prevista dal CCNL del 2010. Raggiunta la piena maturazione l’ammontare corrispondente verrà conglobato nell’EDA. L’EDA verrà corrisposto con cadenza mensile.

– Per il Personale da assumere:
A tutti i dipendenti assunti successivamente alla stipula del presente accordo, verrà riconosciuto un “EDA” (Elemento Distinto Aziendale) equivalente ad Euro 180,00 mensili da corrispondere per intero dopo il compimento di 3 anni interi di servizio attivo.

Prevaer
Dall’1/10/2015 il contributo viene elevato dall’attuale 1% al 2%.

Determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche

Determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche

Il Ministro dell’economia e delle finanze con dm 16 settembre 2015 ha individuato il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva sulla base del quale può essere fondata la determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche. Le disposizioni contenute nel decreto si rendono applicabili alla determinazione sintetica dei redditi e dei maggiori redditi relativi agli anni d’imposta a decorrere dal 2011.

Per elemento indicativo di capacità contributiva si intende la spesa sostenuta dal contribuente per l’acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento.
Il contenuto induttivo degli elementi indicativi di capacità contributiva è determinato tenendo conto della spesa media, per gruppi e categorie di consumi, del nucleo familiare di appartenenza del contribuente; tale contenuto induttivo corrisponde alla spesa media risultante dall’indagine annuale sui consumi delle famiglie compresa nel Programma statistico nazionale effettuata su campioni significativi di contribuenti appartenenti ad undici tipologie di nuclei familiari distribuite nelle cinque aree territoriali in cui è suddiviso il territorio nazionale.
Il contenuto induttivo degli elementi di capacità contributiva è, altresì, determinato considerando le risultanze di analisi e studi socio economici, anche di settore.
Ai fini della determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, in presenza di spese indicate nel decreto, l’ammontare risultante dalle informazioni presenti in Anagrafe tributaria si considera prevalente rispetto a quello calcolato induttivamente.
Ai fini della determinazione sintetica del reddito complessivo delle persone fisiche, resta ferma la facoltà dell’Agenzia delle entrate di utilizzare, altresì elementi di capacità contributiva diversi da quelli riportati nel decreto in oggetto, qualora siano disponibili dati relativi alla spesa sostenuta per l’acquisizione di servizi e di beni e per il relativo mantenimento e, la quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno e non utilizzata per consumi ed investimenti.
Le spese relative ai beni e servizi si considerano sostenute dalla persona fisica cui risultano riferibili sulla base dei dati disponibili o delle informazioni presenti in Anagrafe tributaria. Si considerano, inoltre, sostenute dal contribuente, le spese relative ai beni e servizi effettuate dal coniuge e dai familiari fiscalmente a carico.
Non si considerano sostenute dalla persona fisica le spese per i beni e servizi se gli stessi sono relativi esclusivamente ed effettivamente all’attività di impresa o all’esercizio di arti e professioni, sempre che tale circostanza risulti da idonea documentazione.
L’Agenzia delle entrate determina il reddito complessivo accertabile del contribuente sulla base:
a) dell’ammontare delle spese che dai dati disponibili o dalle informazioni presenti nel Sistema informativo dell’Anagrafe tributaria risultano sostenute dal contribuente;
b) dell’ammontare delle ulteriori spese riferite ai beni e servizi nella misura determinata considerando la spesa rilevata da analisi e studi socio economici;
c) della quota relativa agli incrementi patrimoniali del contribuente imputabile al periodo d’imposta;
d) della quota di risparmio riscontrata, formatasi nell’anno e non utilizzata per consumi ed investimenti.
La determinazione sintetica del reddito complessivo è ammessa a condizione che il reddito complessivo accertabile ecceda di almeno un quinto quello dichiarato. In presenza di tale condizione il contribuente ha facoltà di dimostrare:
a) che il finanziamento delle spese è avvenuto con redditi diversi da quelli posseduti nel periodo d’imposta; con redditi esenti o soggetti a ritenuta alla fonte a titolo di imposta, o, comunque, legalmente esclusi dalla formazione della base imponibile; da parte di soggetti diversi dal contribuente;
b) il diverso ammontare delle spese attribuite al medesimo.

Contratto a tutele crescenti anche per gli autoferrotranvieri

I chiarimenti ministeriali in ordine alla possibile applicazione alla categoria degli autoferrotranvieri della nuova disciplina di tutela in caso di illegittimità del recesso datoriale

Il rapporto di lavoro della categoria degli autoferrotranvieri trova la propria regolamentazione nel Regio Decreto n. 148/1931, nonché dalle disposizioni della contrattazione collettiva di settore, che, peraltro, possono derogare ai principi contenuti nel medesimo Decreto. Tale regolamentazione, secondo la giurisprudenza di legittimità, costituisce un corpus normativo unico avente i caratteri della specialità e, in quanto tale, passibile di modifiche solo mediante specifici interventi legislativi, fermo restando la possibile integrazione con le norme generali in relazione a specifiche lacune.
Ciò posto, il Regio Decreto contempla esclusivamente alcune fattispecie di recesso, quali la cessione di linee, la riduzione dei posti, l’inabilità al servizio, lo scarso rendimento, la destituzione; ma nulla dispone in relazione alle tutele accordate al lavoratore nelle ipotesi di licenziamento illegittimo. Di qui, deve ritenersi applicabile la tutela dell’articolo 18 della Legge n. 300/1970, anche in considerazione della forza espansiva dalla predetta disposizione normativa che lo rende riferibile anche a casi diversi da quelli in esso contemplati, purchè assimilabili sotto il profilo dell’identità di ratio e qualora non assoggettati ad una diversa e specifica disciplina.
In definitiva, stante l’orientamento giurisprudenziale e le esigenze di certezza del diritto e parità di trattamento, le tutele accordate in caso di licenziamento illegittimo dei lavoratori autoferrotranvieri devono seguire la disciplina di carattere generale contenuta nello Statuto dei lavoratori, chiaramente secondo il rispettivo ambito applicativo e di decorrenza.

Proroga contratti a termine: la normativa emergenziale dopo il sisma 6 aprile 2009

Il D.Lgs. n. 81/2015 (attuativo del Jobs act), nell’abrogare il D.Lgs. n. 368/2001 non ha apportato modifiche al regime delle deroghe introdotto dalle vigenti disposizioni per la proroga dei contratti a tempo determinato stipulati sulla base della normativa emergenziale, bensì lo ha prorogato anche per gli anni 2016 e 2017.

Preliminarmente, l’articolo 4, comma 14, del Decreto Legge n. 101/2013 (conv. In L. n. 125/2013), dispone che, “il Comune dell’Aquila può prorogare o rinnovare i contratti di lavoro a tempo determinato previsti dall’articolo 2, comma 3-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, avvalendosi del sistema derogatorio previsto dall’articolo 7, comma 6-ter, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, anche per gli anni 2014 e 2015 nonché per gli anni 2016 e 2017, nel limite massimo di spesa di 1 milione di euro per ciascun anno a valere sulle disponibilità in bilancio, fermo restando il rispetto del patto di stabilità interno e della vigente normativa in materia di contenimento della spesa complessiva di personale. Per le medesime finalità, i Comuni del Cratere possono prorogare o rinnovare entro e non oltre il 31 dicembre 2014 i contratti di lavoro a tempo determinato previsti dall’articolo 2, comma 3-sexies, del decreto-legge 29 dicembre 2010, n. 225, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 febbraio 2011, n. 10, nonché i contratti di collaborazione coordinata e continuativa stipulati in forza delle ordinanze emergenziali del Presidente del Consiglio dei ministri di cui all’articolo 7, comma 6-ter, del decreto-legge 26 aprile 2013, n. 43, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 giugno 2013, n. 71, avvalendosi del sistema derogatorio ivi previsto anche per l’anno 2014 nel limite massimo di spesa di 0,5 milioni di euro”.
Al fine di assicurare la continuità delle attività di ricostruzione e di recupero del tessuto urbano e sociale della città dell’Aquila e dei Comuni del Cratere, il suddetto sistema derogatorio autorizza il comune dell’Aquila alla proroga o al rinnovo del contratto di lavoro del personale a tempo determinato, anche con profilo dirigenziale, assunto sulla base della normativa emergenziale, anche in deroga alle vigenti normative limitative delle assunzioni a tempo determinato in materia di impiego pubblico di cui al Decreto Legislativo n. 368/2001.

Sebbene il Legislatore – con il Decreto Legislativo n. 81/2015 – abbia abrogato il Decreto Legislativo n. 368, non ha però modificato il regime delle deroghe introdotto dalle vigenti disposizioni per la proroga dei contratti a tempo determinato stipulati sulla base della normativa emergenziale, attualmente fissato dall’articolo 19 del predetto Decreto Legislativo n. 81/2015. Tale regime, infatti, è stato prorogato anche per gli anni 2016 e 2017.

SANILOG: FINO AL 16 OTTOBRE PER EFFETTUARE IL VERSAMENTO DEL PRIMO SEMESTE

29 sett 2015 Scade il 16 ottobre p.v. il termine entro il quale le aziende dovranno versare la prima rata semestrale di contribuzione di € 60 al FONDO SANILOG per il personale dipendente del settore cui si applica il CCNL “Logistica, Trasporto Merci e Spedizione”,

Si ricorda che hanno diritto all’erogazione delle prestazioni sanitarie di Sanilog tutti i lavoratori non in prova ai quali si applica il vigente CCNL logistica, trasporto e spedizione in dipendenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ivi compreso l’apprendistato.
Pertanto, entro il 16 ottobre p.v. le aziende dovranno versare, tramite modello F24, per singolo dipendente, non in prova a tempo indeterminato compreso l’apprendista, in forza alla data del 30 settembre 2015 la prima rata semestrale di contribuzione per l’anno di copertura assicurativa 15 novembre 2015 – 14 novembre 2016, pari ad € 60.
Il ritardato pagamento del contributo da parte dell’azienda superiore al mese comporterà l’applicazione di un interesse di mora pari al tasso ufficiale legale, aumentato di due punti percentuali. Il Fondo, così come previsto dal Regolamento, comunicherà l’eventuale omissione ai dipendenti dell’azienda inadempiente ed informerà gli stessi che non potranno usufruire delle prestazione sanitarie messe a disposizione per il primo semestre di copertura (dal 15 novembre 2015 al 14 maggio 2016).
L’azienda, in caso di mancata adesione al Fondo e di conseguente omissione contributiva, ha una responsabilità diretta nei confronti dei propri dipendenti in quanto nella parte normativa/economica del presente CCNL, si è tenuto conto dell’incidenza delle quote (Euro 120 all’anno per lavoratore e relativo contributo di solidarietà INPS al 10%) per il finanziamento dell’assistenza sanitaria integrativa. Pertanto l’azienda che ometta il versamento dei contributi suddetti è responsabile verso i lavoratori non iscritti al Fondo della perdita delle relative prestazioni sanitarie, salvo il risarcimento del danno subito.
Eventuali richieste di chiarimento potranno essere inviate direttamente al Fondo Sanilog al seguente indirizzo di posta elettronica: infoaziende@fondosanilog.it. Al fine di agevolare la verifica dell’importo dovuto, il Fondo invierà nei primi giorni di ottobre una mail alle aziende indicando l’importo da versare alla suddetta scadenza in base ai dipendenti risultanti al Fondo stesso. A tal proposito, per garantire l’esattezza dei conteggi, è indispensabile che eventuali aggiornamenti (nuove assunzioni/cessazioni) siano comunicati al Fondo entro e non oltre il 30 settembre 2015.