Le condizioni per il versamento del 5% del valore della lite in Cassazione


Qualora per le controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di Cassazione alla data del 19 dicembre 2018, l’Agenzia delle Entrate risulti soccombente in tutti i gradi di giudizio, il contribuente può definire la controversia con il pagamento di un importo pari al 5% del corrispondente valore (Agenzia Entrate – risposta 24 maggio 2016, n. 156).

Le controversie attribuite alla giurisdizione tributaria in cui è parte l’Agenzia delle entrate, aventi ad oggetto atti impositivi, pendenti in ogni stato e grado del giudizio, compreso quello in Cassazione e anche a seguito di rinvio, possono essere definite, a domanda del soggetto che ha proposto l’atto introduttivo del giudizio o di chi vi è subentrato o ne ha la legittimazione con il pagamento di un importo pari al valore della controversia.


Qualora però le controversie tributarie pendenti innanzi alla Corte di cassazione, alla data del 19 dicembre 2018, per le quali l’Agenzia delle entrate risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio, le stesse controversie possono essere definite con il pagamento di un importo pari al 5% del valore della controversia.
In sostanza, quindi, nel caso in cui si verifichi la doppia soccombenza dell’Agenzia delle entrate nei precedenti gradi di giudizio e il ricorso penda innanzi alla Corte alla data del 19 dicembre 2018 (data di entrata in vigore della legge di conversione del decreto fiscale), l’istante può definire la controversia con il pagamento del 5% del relativo valore.