Fisco: chiarimenti sulla definizione agevolata PVC


Fornite precisazioni sulla definizione agevolata dei processi verbali di constatazione (Agenzia delle Entrate – Risposta 19 aprile 2019, n. 112).

Con particolare riferimento alla possibilità di regolarizzare la constatazione di un’infedeltà dichiarativa per esposizione di un credito superiore a quello effettivamente spettante, è stato chiarito che, qualora il minor credito non spettante “risulti ancora disponibile nell’ultima dichiarazione presentata e non ancora utilizzato” dal contribuente, quest’ultimo può accedere alla definizione agevolata del pvc presentando:
– la dichiarazione agevolata dei processi verbali di constatazione, al fine di rideterminare il credito effettivamente spettante per il periodo d’imposta oggetto di definizione agevolata;
– una dichiarazione integrativa “ordinaria”, “al fine di ridurre l’importo del credito per la quota parte non più disponibile a seguito della definizione agevolata delle violazioni riferite al periodo di imposta in cui si è originato il credito”.
Quindi, nel caso prospettato dall’istante in cui non sono ancora scaduti i termini per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo a quello oggetto delle violazioni constatate (2018), lo stesso può definire, in via agevolata, il rilievo ai fini IVA di cui al pvc:
– rideterminando il credito effettivamente spettante per il periodo d’imposta oggetto di definizione agevolata (2017) tramite la presentazione della dichiarazione IVA 2018 entro il 31 maggio 2019;
– indicando il credito così rideterminato nella dichiarazione IVA 2019, da presentarsi entro il 30 aprile 2019.
Quanto poi, alla necessità di definizione delle segnalazioni contenute in un pvc, si conferma che l’istante non è tenuto a definire, oltre al rilievo relativo all’IVA, anche i fatti o le circostanze che rientrano nella segnalazione ai fini IRES perché la stessa non ha diretta attinenza con quanto può formare oggetto della definizione agevolata.