Esoneri contributivi e decontribuzione al Sud: una breve analisi delle misure introdotte dal D.L. Agosto


In appresso una breve analisi sulle agevolazioni alle assunzioni e sulla decontribuzione introdotte dal D.L. Agosto, in favore delle aziende che non facciano ricorso agli ammortizzatori sociale per causale COVID-19, di quelle che effettuino assunzioni con contratto a tempo indeterminato ovvero assunzioni, anche a termine, nel settore turistico, nonché delle aziende aventi la sede di lavoro in regioni che nel 2018 presentavano un PIL pro-capite inferiore al 75% della media europea ed un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale.


Ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo, che non richiedano i trattamenti di integrazione salariale (ordinaria e in deroga) e di assegno ordinario previsti dal D.L. Agosto, e che abbiano già fruito, nei mesi di maggio e giugno 2020, dei trattamenti di integrazione salariale per causale COVID (artt. da 19 a 22-quinquies, D.L. n.18/2020), è riconosciuto l’esonero dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fermo restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail (art. 3, D.L. n. 104/2020). L’esonero può essere riconosciuto anche ai datori di lavoro che hanno già richiesto periodi di integrazione salariale (artt. da 19 a 22-quinquies, D.L. n. 18/2020), collocati, anche parzialmente, in periodi successivi al 12 luglio 2020. L’esonero spetta per un periodo massimo di 4 mesi, fruibili entro il 31 dicembre 2020, e comunque nei limiti del doppio delle ore di integrazione salariale già fruite nei predetti mesi di maggio e giugno 2020. Il beneficio è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta. Ai datori di lavoro che beneficino o abbiano beneficiato dell’esonero in parola, si applicano i divieti di avvio delle procedure di licenziamento collettivo (artt. 4, 5 e 24, L. 23 luglio 1991, n. 223) e di recesso dal contratto di lavoro per giustificato motivo oggettivo (art. 3, L. 15 luglio 1966, n. 604). La violazione comporta la revoca dall’esonero contributivo con efficacia retroattiva e l’impossibilità di presentare domanda di integrazione salariale. Tanto rappresentato, trattandosi di aiuto di Stato, si evidenzia come l’operatività della misura sia subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Ancora, ai datori di lavoro, con esclusione del settore agricolo, che dal 15 agosto 2020 al 31 dicembre 2020 effettuino assunzioni con contratto lavoro subordinato a tempo indeterminato, con esclusione dei contratti di apprendistato e dei contratti di lavoro domestico, è riconosciuto l’esonero totale dal versamento dei contributi previdenziali a loro carico, fermo restando l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche, con esclusione dei premi e contributi dovuti all’Inail (art. 6, D.L. n. 104/2020). L’esonero è riconosciuto anche nei casi di trasformazione del contratto di lavoro subordinato a tempo determinato in contratto a tempo indeterminato, successiva alla data del 15 agosto 2020. Sono esclusi dal campo di applicazione della misura, i lavoratori che abbiano avuto un contratto a tempo indeterminato nei 6 mesi precedenti all’assunzione presso la medesima impresa. L’esonero spetta per un periodo massimo di 6 mesi decorrenti dall’assunzione, nel limite massimo di un importo pari a 8.060,00 euro su base annua, riparametrato e applicato su base mensile. Il beneficio è cumulabile con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente, nei limiti della contribuzione previdenziale dovuta.
La predetta agevolazione è riconosciuta con le medesime modalità e nel medesimo arco temporale limitatamente al periodo dei contratti stipulati e comunque sino ad un massimo di 3 mesi, per le assunzioni a tempo determinato o con contratto di lavoro stagionale nei settori del turismo e degli stabilimenti termali (art. 7, D.L. n. 2020). In caso di conversione dei detti contratti in rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, successiva al 15 agosto 2020, l’esonero è riconosciuto per un periodo massimo di 6 mesi decorrenti dall’assunzione. Ciò premesso, anche la suddetta agevolazione è subordinata all’autorizzazione della Commissione europea.
Infine, allo scopo di contenere gli effetti sull’occupazione determinati dalla epidemia in aree caratterizzate da grave situazioni di disagio socio-economico e di garantire la tutela dei livelli occupazionali, ai datori di lavoro privati, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico, è riconosciuta, con riferimento ai rapporti di lavoro dipendente, la cui sede di lavoro sia situata in regioni che nel 2018 presentavano un prodotto interno lordo pro capite inferiore al 75% della media EU27 o comunque compreso tra il 75% e il 90%, e un tasso di occupazione inferiore alla media nazionale, un esonero dal versamento dei contributi pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali dovuti dai medesimi, con esclusione dei premi e dei contributi dovuti all’Inail (art. 27, D.L. n. 104/2020). Resta ferma l’aliquota di computo delle prestazioni pensionistiche. L’agevolazione è concessa dal 1° ottobre al 31 dicembre 2020, previa autorizzazione della Commissione europea.