Certificato di esenzione Iva: chiarimenti dal Fisco


L’Agenzia delle Entrate con la risposta del 19 gennaio 2021 n. 45 ha fornito chiarimenti in ordine alla necessità di ottenere il certificato di esenzione Iva previsto dall’art. 51, co. 1 e 2, del Regolamento Comunitario n. 282/2011 e del relativo visto.

Il Decreto Iva prevede un regime di non imponibilità per le cessioni di beni e le prestazioni di servizi effettuate nei confronti degli organismi internazionali riconosciuti, nonché dei membri di tali organismi, alle condizioni e nei limiti fissati dalle convenzioni internazionali che istituiscono tali organismi o dagli accordi di sede.


La norma nazionale trova la sua matrice nella Direttiva Iva ai sensi del quale gli Stati membri esentano le cessioni di beni e le prestazioni di servizi destinate alle organizzazioni internazionali riconosciute come tali dalle autorità pubbliche dello Stato membro ospitante e ai membri di tali organizzazioni, alle condizioni e nei limiti fissati dalle convenzioni internazionali che istituiscono tali organizzazioni o dagli accordi di sede.


Con riferimento al certificato di esenzione dall’IVA, il Regolamento di esecuzione stabilisce che se colui che riceve la cessione di beni o la prestazione di servizi è stabilito nella Comunità, ma non nello Stato membro in cui ha luogo la cessione o la prestazione, il certificato di esenzione dall’IVA e/o dalle accise funge da conferma che l’operazione può beneficiare dell’esenzione. Nell’usare tale certificato, lo Stato membro in cui è stabilito colui che riceve la cessione di beni o la prestazione di servizi può decidere se utilizzare un certificato comune IVA e accise ovvero due certificati distinti.


Il certificato è vistato dalle autorità competenti dello Stato membro ospitante. Tuttavia, se i beni o i servizi sono destinati ad un uso ufficiale, gli Stati membri possono esonerare il destinatario, alle condizioni che essi stabiliscono, dall’obbligo di far vistare il certificato. Tale esonero può essere revocato in caso di abuso. Gli Stati membri comunicano alla Commissione la denominazione del punto di contatto designato per identificare gli uffici incaricati di vistare il certificato e in quale misura hanno concesso un esonero dall’obbligo di farlo vistare. La Commissione ne informa gli altri Stati membri.


Come si evince dal complesso della normativa comunitaria, sono le autorità competenti dello Stato membro ospitante l’organismo internazionale a dover valutare la spettanza delle esenzioni IVA previste dalla normativa nazionale in conformità alla Direttiva IVA e, se del caso, vistare il certificato di esenzione, ovvero concedere la dispensa da detto visto.