Il terzo Decreto sui “salvaguardati”

Pubblicato, nella G.U. 28 maggio 2013, n. 123, il terzo decreto in favore di 10.130 salvaguardati (D.M. 22 aprile 2013).

Beneficiano delle disposizioni in materia di requisiti di accesso e di regime delle decorrenze vigenti prima della data di entrata in vigore del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, ancorché maturino il requisito per il pensionamento successivamente al 31 dicembre 2011:
– i lavoratori cessati dal rapporto di lavoro entro il 30 settembre 2012 e collocati in mobilità ordinaria o in deroga a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31 dicembre 2011, e che abbiano perfezionato i requisiti utili al trattamento pensionistico entro il periodo di fruizione dell’indennità di mobilità di cui all’art. 7, co. 1 e 2, della L. 23 luglio 1991, n. 223, ovvero durante il periodo di godimento dell’indennità di mobilità in deroga e in ogni caso entro il 31 dicembre 2014 (lett. a) dell’art. 1, co. 231, L. n. 228/2012);
– i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011, con almeno un contributo volontario accreditato o accreditabile alla data di entrata in vigore del D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito con modificazioni dalla L. 22 dicembre 2011, n. 214, ancorché abbiano svolto, successivamente alla medesima data del 4 dicembre 2011, qualsiasi attività, non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato dopo l’autorizzazione alla prosecuzione volontaria, a condizione che: 1) abbiano conseguito successivamente alla data del 4 dicembre 2011 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500 annui; 2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del cit. D.L. n. 201/2011 (lett. b) dell’art. 1, co. 231, L. n. 228/2012);
– i lavoratori che hanno risolto il rapporto di lavoro entro il 30 giugno 2012, in ragione di accordi individuali sottoscritti anche ai sensi degli articoli 410, 411 e 412 del codice di procedura civile ovvero in applicazione di accordi collettivi di incentivo all’esodo stipulati dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale entro il 31 dicembre 2011, ancorché abbiano svolto, dopo la cessazione, qualsiasi attività non riconducibile a rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, a condizione che: 1) abbiano conseguito successivamente alla data del 30 giugno 2012 un reddito annuo lordo complessivo riferito a tali attività non superiore a euro 7.500; 2) perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del D.L. n. 201/2011 (lett. c) dell’art. 1, co. 231, L. n. 228/2012);
– i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione entro il 4 dicembre 2011 e collocati in mobilità ordinaria alla predetta data, i quali, in quanto fruitori della relativa indennità, devono attendere il termine della fruizione della stessa per poter effettuare il versamento volontario, a condizione che perfezionino i requisiti utili a comportare la decorrenza del trattamento pensionistico entro il trentaseiesimo mese successivo alla data di entrata in vigore del D.L. n. 201 suddetto (lett. d) dell’art. 1, co. 231, L. n. 228/2012).

Nell’esaminare le domande, l’Inps tiene conto dei seguenti criteri di precedenza:
a) per i lavoratori collocati in mobilità ordinaria o in deroga, la data di cessazione del rapporto di lavoro;
b) per i lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione, la data di cessazione del rapporto di lavoro precedente l’autorizzazione ai versamenti volontari;
c) per i lavoratori di cui alla predetta lettera c), la data di cessazione del rapporto di lavoro. Questi ultimi conseguono il beneficio a condizione che la data di cessazione del rapporto di lavoro risulti da elementi certi e oggettivi, quali le comunicazioni obbligatorie alle Dtl, ovvero agli altri soggetti equipollenti individuati sulla base di disposizioni normative o regolamentari.
Le istanze devono essere presentate entro 120 giorni dalla data di pubblicazione del decreto in esame nella Gazzetta Ufficiale (6 giugno 2013), anche per i lavoratori di cui alle lettere b) e d) citate.

Chiarimenti sull’assoggettamento al regime previdenziale per l’attività prevalente

L’esercizio di attività di lavoro autonomo, soggetto a contribuzione alla Gestione separata, che si accompagni all’esercizio di un’attività d’impresa commerciale, artigiana o agricola, la quale di per sé comporti obbligo di iscrizione alla relativa gestione assicurativa presso l’Inps, non fa scattare il criterio dell’attività prevalente.

Nello specifico, nell’ipotesi in cui un soggetto eserciti contemporaneamente una qualsiasi attività autonoma che comporti obbligo di iscrizione alla Gestione separata ed un’attività imprenditoriale compresa tra quelle iscrivibili alla Gestione commercianti o artigiani, ai fini di tale ultima iscrizione non è richiesta la verifica del requisito della prevalenza, bensì degli elementi della abitualità e della professionalità della prestazione lavorativa, nonché degli altri requisiti eventualmente previsti dalle rispettive discipline normative di settore.
Può ritenersi abituale un’attività effettuata per poche ore al giorno e non tutti i giorni, come è nel caso della gestione immobiliare, oppure un’attività necessaria all’interno del processo aziendale anche se non costituisce lo scopo aziendale, quale quella di predisposizione della documentazione necessaria alla vendita. Allo stesso modo, può ritenersi abituale un’attività di vendita di merce on-line, laddove sia effettuata con carattere di sistematicità e di reiterazione nel tempo. I connotati dell’abitualità, sistematicità e continuità dell’attività economica vanno intesi in senso non assoluto ma relativo, con la conseguenza che la qualifica di imprenditore può determinarsi anche in ragione del compimenti di un unico affare, avente rilevanza economica e caratterizzato dalla complessità delle operazioni in cui si articola, che implicano la necessità di compiere una serie coordinata di atti economici.

Lavoratori iscritti alla Gestione separata: indennità di malattia e congedo parentale

Estesi, ai lavoratori iscritti alla Gestione separata di cui all’art. 2, co. 26, della L. n. 335/ 1995, non iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria e non titolari di pensione, l’indennità di malattia ed il trattamento economico per congedo parentale.

Nello specifico, la tutela economica è prevista, con riferimento ai lavoratori libero professionisti, per gli eventi morbosi verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2012 mentre per i lavoratori parasubordinati (con committente o associante) per gli eventi verificatisi a decorrere dal 1° gennaio 2007 purché non sia decorso il termine annuale di prescrizione del diritto ai sensi dell’articolo 6 della Legge 11 gennaio 1943, n. 138, tenuto conto anche degli eventuali atti interruttivi.
Per il riconoscimento dell’evento morboso è necessario che sia stato trasmesso all’Istituto un valido certificato attestante lo stato di incapacità temporanea al lavoro. La tutela della indennità di malattia è, tuttavia, esclusa per gli eventi di durata inferiore a 4 giorni. In caso di eventi che configurano continuazione o ricaduta rispetto ad un precedente evento morboso (di durata inferiore a 4 giorni), invece, l’indennizzo è previsto per l’intera durata dell’evento, compresi i primi 3 giorni. Per tale motivo, anche in caso di eventi di durata inferiore a 4 giorni è necessario che venga trasmessa all’Istituto idonea certificazione di malattia.
Ai fini del riconoscimento al diritto alla prestazione dell’indennità di malattia in argomento, è necessaria la sussistenza dell’attività lavorativa in corso al momento del verificarsi dell’evento morboso e l’effettiva astensione dal lavoro durante il periodo indennizzato. Ulteriori condizioni, valide per tutte le categorie di lavoratori iscritti alla Gestione separata, sono il requisito contributivo e quello reddituale. In particolare, ai fini del perfezionamento del citato requisito contributivo, devono risultare accreditati contributi, nella suddetta gestione, corrispondenti ad almeno 3 mensilità nei 12 mesi precedenti l’evento di malattia. Relativamente al requisito reddituale è, invece, necessario che il reddito individuale assoggettato a contributo nella Gestione separata, nell’anno solare che precede quello in cui è iniziato l’evento di malattia, non sia superiore al 70% del massimale contributivo di cui all’articolo 2, comma 18, della Legge n. 335, valido per lo stesso anno. Per gli eventi insorti nel 2013, il limite di reddito previsto ai fini dell’erogazione dell’indennità di malattia corrisponde a euro 67.304,30.
L’evento di malattia è indennizzato per un numero massimo di giornate, pari ad un sesto della durata complessiva del rapporto di lavoro e comunque non inferiore a venti giorni nell’arco dell’anno solare. Per la durata complessiva del rapporto di lavoro deve essere preso a riferimento il medesimo periodo considerato ai fini contributivi e cioè i 12 mesi precedenti l’inizio dell’evento di malattia.

Il diritto al trattamento economico per congedo parentale, limitatamente a un periodo di tre mesi da fruire entro il primo anno di vita del bambino, è, invece, riconosciuto a tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata, di cui all’articolo 2, comma 26, della menzionata Legge 8 agosto 1995, n. 335, compresi i genitori adottivi e affidatari, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, aventi titolo all’indennità di maternità. Il diritto decorre, per i lavoratori libero professionisti, dal 1° gennaio 2012. Pertanto, attesa la fruibilità del beneficio entro il primo anno di vita del bambino, lo stesso deve essere riconosciuto anche per gli eventi di nascita e gli ingressi in famiglia verificatisi anteriormente alla predetta data e relativamente ai quali non sia ancora trascorso il suddetto limite temporale di un anno.
Per i lavoratori “parasubordinati” con committente o associante, la tutela è riconosciuta a decorrere dal 1° gennaio 2007, purché non sia decorso il termine annuale di prescrizione del diritto ai sensi dell’articolo 6 della Legge 11 gennaio 1943, n. 138, tenuto conto anche degli eventuali atti interruttivi della stessa.
Ai fini del riconoscimento del diritto all’indennità per congedo parentale, è richiesta la sussistenza di un rapporto di lavoro in corso di svolgimento al momento della fruizione del congedo, nonché l’effettiva astensione dall’attività lavorativa. I soggetti interessati devono presentare apposita domanda telematica contenente gli elementi utili alla corresponsione della relativa indennità.
Il trattamento economico per congedo parentale, infine, spetta limitatamente a un periodo di tre mesi entro il primo anno di vita (o ingresso in famiglia) del bambino e dà titolo a un’indennità la cui misura è pari al 30% del reddito preso a riferimento per l’erogazione dell’indennità di maternità. Il diritto ai periodi di congedo, in caso di parto – o adozione/affidamento – plurimi, è riconoscibile per ogni bambino, nel rispetto del limite temporale previsto per tale categoria di lavoratori, in relazione all’età (fino a 3 mesi per ciascun figlio, entro il primo anno di vita o dall’ingresso in famiglia).
 

Sgravio contributivo contrattazione di 2° livello, le istruzioni Inps per l’anno 2012

Prime indicazioni in relazione allo sgravio contributivo sugli importi delle retribuzioni previste dalla contrattazione territoriale ed aziendale, corrisposte nell’anno 2012.

Come noto, per l’anno 2012, è concesso uno sgravio contributivo sugli importi previsti dalla contrattazione collettiva di secondo livello, concesso entro il limite del 2,25% della retribuzione contrattuale annua di ciascun lavoratore, salvo successiva rideterminazione della misura nel caso di risorse finanziarie residue. Lo sgravio compete sul totale dell’aliquota previdenziale a carico del lavoratore ed entro il limite massimo di 25 punti percentuali dell’aliquota a carico del datore di lavoro, al netto delle riduzioni contributive per assunzioni agevolate, delle eventuali misure compensative spettanti e, in agricoltura, al netto delle agevolazioni per territori montani e svantaggiati. I contratti collettivi devono essere sottoscritti dai datori di lavoro e depositati (ove già non lo fossero stati) presso le Direzioni territoriali del Lavoro, entro il 6 maggio 2013. Altresì, i medesimi devono prevedere erogazioni correlate ad incrementi di produttività, qualità, redditività, innovazione ed efficienza organizzativa, oltre che collegate ai risultati riferiti all’andamento economico o agli utili dell’impresa o ad ogni altro elemento rilevante ai fini del miglioramento della competitività aziendale. Le aziende, anche per il tramite degli intermediari autorizzati, dovranno inoltrare, esclusivamente in via telematica, apposita domanda all’Inps, anche per i lavoratori iscritti all’Inpgi, nonché, ovviamente, per quelli iscritti alla gestioni ex Enpals ed ex Inpdap. La domanda deve contenere i seguenti dati:
a) i dati identificativi dell’azienda;
b) la tipologia di contratto (aziendale o territoriale) e data di sottoscrizione dello stesso;
c) la data di avvenuto deposito presso la DTL competente;
d) l’indicazione dell’Ente previdenziale al quale sono versati i contributi pensionistici;
e) ogni altra indicazione che potrà essere richiesta dall’Istituto.
In previsione del rilascio sul sito internet dell’Istituto (www.inps.it) della procedura per l’invio delle domande, verrà successivamente comunicata la documentazione a supporto dell’istanza e saranno rese note giorno e ora a partire da cui sarà possibile la trasmissione telematica. Entro i 60 giorni successivi alla data fissata quale termine per l’invio, si provvederà all’ammissione delle aziende. Nell’ipotesi in cui le risorse disponibili non consentissero la concessione dello sgravio nelle misure richieste, l’Istituto provvederà alla riduzione degli importi in percentuale pari al rapporto tra la quota globalmente eccedente e il tetto di spesa annualmente stabilito.

Congedo obbligatorio e facoltativo per il padre, le modalità per il conguaglio delle indennità

Le modalità operative per la compilazione del flusso UniEmens nel caso di anticipazione, da parte del datore di lavoro, dell’indennità economica al padre lavoratore dipendente che fruisca degli istituti del congedo.

I nuovi istituti del congedo obbligatorio e facoltativo sono previsti, in via sperimentale per gli anni 2013-2015, a favore del padre lavoratore dipendente, entro e non oltre il quinto mese di vita del figlio. Il congedo obbligatorio, pari ad un giorno, si configura come un diritto autonomo, indipendente dal diritto della madre all’astensione per maternità. Diversamente, la fruizione, da parte del padre, del congedo facoltativo, di uno o due giorni, anche continuativi, è condizionata alla scelta della madre lavoratrice di non fruire di altrettanti giorni del proprio congedo. Al padre, per tali giornate, è anticipata, dal datore di lavoro, un’indennità giornaliera a carico dell’INPS pari al 100% della retribuzione, fatti salvi i casi in cui sia previsto il pagamento diretto da parte dell’Istituto.
Il conguaglio nel flusso mensile UniEmens avviene valorizzando l’elemento <CausaleRecMat> di <MatACredAltre> di <MatACredito>, con le seguenti nuove causali, in relazione alle due diverse tipologie di congedo:

Causale  Significato
L060 Indennità per congedo obbligatorio del padre di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92
L061 Indennità per congedo facoltativo del padre di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92

Nell’elemento<ImportoRecMat>, invece, va indicato l’importo dell’indennità anticipata, mentre le giornate di assenza del padre nell’elemento <CodiceEvento> di <Settimana> con i nuovi valori:

Causale  Significato
MA8  Congedo obbligatorio del padre di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92
MA9  Congedo facoltativo del padre di cui all’articolo 4, comma 24, lettera a), della legge 28 giugno 2012, n. 92

Nell’elemento <DifferenzeAccredito> occorre valorizzare il <CodiceEvento> MA8 o MA9 e nell’elemento <DiffAccreditoImporto> l’imponibile perso.