SR41 per il pagamento diretto: non necessaria la sottoscrizione del lavoratore e compilazione semplificata

Nell’ottica di miglioramento e più rapida gestione ed emissione dei pagamenti delle integrazioni salariali, sono state apportate una serie di semplificazioni ai fini della compilazione e della trasmissione del modello SR41, contenente i dati utili alla liquidazione della prestazione e all’accredito della contribuzione figurativa (Inps, messaggio n. 1508 del 06 aprile 2020)

Come noto, sia nel caso di trattamento ordinario di integrazione salariale, che di assegno ordinario del FIS o degli altri Fondi di solidarietà bilaterali, nonché della Cassa integrazione in deroga, laddove il datore di lavoro opti per il pagamento diretto ai lavoratori oppure tale ultima modalità sia quella esclusiva, come nel caso della Cig in deroga, i datori di lavoro sono tenuti ad inviare telematicamente il modello “IG Str Aut” (cod. “SR41”), contenente i dati utili alla liquidazione della prestazione e all’accredito della contribuzione figurativa. Tale modello si sostanzia in un documento stampabile che il datore di lavoro deve far sottoscrivere al lavorare beneficiario e conservare agli atti.
Orbene, nell’attuale fase emergenziale, a causa delle note restrizioni di mobilità dei cittadini, la sottoscrizione del modello da parte del lavoratore non è evidentemente realizzabile. Inoltre, in un’ottica generale di revisione del sistema di gestione dei pagamenti dei trattamenti di integrazione salariale, il modello cartaceo verrà definitivamente dismesso con il prossimo passaggio all’acquisizione di tutti i dati utili al pagamento diretto tramite flusso UniEmens.
Tanto premesso, viene disposta l’abolizione dell’obbligo di firma da parte del lavoratore del modello cod. “SR41”; eventuali informazioni utili al lavoratore, potranno essere richieste dal medesimo al proprio datore di lavoro che, in ogni caso, ha la possibilità di stampare il predetto modello. Conseguemente, le condizioni soggettive oggetto di dichiarazione di responsabilità da parte del lavoratore, contenute nel quadro “G” del modello cartaceo “SR41”, non sono più oggetto di autocertificazione, ma saranno controllate d’ufficio in maniera automatica, attraverso la verifica dei dati presenti negli archivi informatici dell’Inps. Per quanto riguarda, inoltre, la certificazione dell’IBAN sul quale avviene l’accredito della prestazione, come per la generalità delle prestazioni pensionistiche e non pensionistiche erogate dall’Inps mediante accredito su conto corrente bancario o postale, su libretto di deposito a risparmio bancario nominativo dotato di IBAN, su libretto di risparmio postale nominativo dotato di IBAN o su carta prepagata ricaricabile dotata di IBAN, non è più prevista la compilazione e la trasmissione dello specifico modello (Inps, circolare n. 48 del 29 marzo 2020).
Circa poi le modalità di compilazione del modello telematico “SR41”, sempre nell’ottica di miglioramento e più rapida gestione ed emissione dei pagamenti, sono state apportate una serie di semplificazioni.
Tra le novità introdotte e già operative vi è l’obbligo, in fase di invio del file “SR41”, dell’indicazione del numero di autorizzazione comunicato dall’Istituto, che consente l’abbinamento automatico del file “SR41” alla medesima autorizzazione. Tale adempimento è propedeutico al rilascio a breve dell’aggiornamento del programma che automatizza le successive fasi di lavorazione in carico alle Strutture territoriali che non dovranno più intervenire manualmente per effettuare l’associazione del file “SR41” con l’autorizzazione. Dalla descritta modalità di lavorazione automatizzata sono esclusi:
– i beneficiari cui deve essere applicata una trattenuta sull’importo della prestazione, ad esempio, per la presenza di pensione o di provvedimenti giudiziari a favore del coniuge separato o divorziato;
– i lavoratori beneficiari a cui si applica la trattenuta sindacale, acquisita dal flusso automatizzato proveniente dalle aziende.
Ancora, alla non obbligatorietà della compilazione dei quadri “D” ed “E”, si aggiunge la non obbligatorietà della compilazione dei dati relativi allo stato civile, titolo di studio, partecipazione a lavori socialmente utili ed eventuali periodi effettuati. Tali implementazioni sono già operative.
Infine, un’altra importante novità, già operativa, è quella di consentire l’invio di flussi relativi a periodi più ampi di una singola mensilità, al fine di ridurre il numero di file “SR41” da trasmettere.

COVID-19: Sostegno Enasarco agli agenti

Con un Comunicato del 3 aprile 2020, la Fondazione Enasarco ha reso noto di aver approvato il piano delle prestazioni integrative in favore degli agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari per il 2020. In considerazione della grave crisi sanitaria ed economica causata dall’epidemia da COVID-19, la Fondazione ha integrato le misure con erogazioni straordinarie a sostegno degli iscritti che hanno subito conseguenze negative rilevanti a causa dell’emergenza.

Nell’ambito delle proprie attività istituzionali la Fondazione Enasarco ha approvato il programma annuale delle prestazioni integrative di previdenza in favore degli iscritti (agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari), che per il 2020 si arricchisce di misure straordinarie per fronteggiare gli effetti dell’emergenza da COVID-19.
In base al programma, a decorrere dal 3 aprile 2020 è possibile presentare le domande per:
– Contributo nascita o adozione, pari a € 750,00 per ogni figlio nato o adottato;
– Contributo per maternità, pari a € 2.500,00;
– Contributo per erogazioni straordinarie in relazione all’emergenza covid-19, pari a € 8.000 in caso di decesso, € 1.000 in caso di contagio, € 1.000 in caso di forte riduzione delle.

Invece, a decorrere dal 16 giugno 2020 sarà possibile presentare, in aggiunta a quelle suindicate, anche le domande per:
– Contributo per assistenza personale permanente, pari a € 2.600,00 annue, non cumulabili con erogazione straordinaria di assistenza e solidarietà;
– Contributo per soggiorno in casa di riposo, pari alle spese sostenute per il soggiorno, fino ad un massimo di € 5.200,00;
– Contributo assistenza a figli disabili, pari € 6.000,00 annue.;
– Contributo per erogazioni straordinarie over 75 anni, pari all’importo previsto dalla polizza assicurativa.

In termini generali l’assegnazione dei contributi avviene con Determina del Direttore Generale della Fondazione, secondo la graduatoria di reddito dal più basso al più alto redatta con cadenza quadrimestrale tenuto conto del reddito percepito dal richiedente nell’anno 2018. Le domande che non risultano assegnatarie del contributo richiesto nella graduatoria relativa del bando di presentazione, partecipano d’ufficio alla graduatoria dei bandi relativi ai quadrimestri successivi. Eventuali risparmi di gestione del budget previsti per il 1° e il 2° quadrimestre sono destinati al budget del 3° quadrimestre.
Per quanto riguarda, in particolare, le erogazioni straordinarie per far fronte alle conseguenze dell’epidemia da Covid-19, possono richiederle gli agenti, rappresentanti di commercio e consulenti finanziari in attività, compresi i pensionati che proseguono l’attività di agenzia per la maturazione dei supplementi di pensione (o i loro familiari in caso di decesso dell’iscritto), in possesso di un reddito 2018 non superiore a € 40.000, rilevabile dalle seguenti caselle dei quadri RN e LM (se entrambi compilati) del modello Unico PF 2019:
– Quadro RN1, casella 1;
– Quadro LM, casella LM6;
– Quadro LM, casella LM34 casella 3.
I richiedenti che nell’anno 2018 hanno svolto attività diversa da quella di agenzia (ad esempio, lavoro subordinato) potranno comprovare il reddito allegando la documentazione fiscale valida alla quale erano tenuti in base all’attività svolta in tale anno. Il requisito di reddito non si applica nel caso di decesso dell’agente in attività a causa del virus Covid-19. Nell’ipotesi di agenti operanti sotto forma di società di persone il reddito è quello del socio che ha inoltrato la domanda risultante dal proprio modello Unico PF 2019.

Le domande sono soddisfatte nel seguente ordine:
a) Prioritariamente, saranno erogati contributi economici nei casi di decesso di agente in attività causato dal Covid-19. Il contributo economico è di € 8.000.
b) Soddisfatte le domande di cui al punto a), saranno erogati contributi economici agli iscritti per intervenuto contagio da Covid-19. Il contributo economico è di € 1.000. La domanda dovrà essere corredata da idonea certificazione sanitaria attestante l’avvenuto contagio dell’iscritto.
c) Soddisfatte le domande di cui al punto b), saranno erogati contributi economici agli iscritti per i quali possano presumersi provvigioni fortemente ridotte a causa dell’epidemia Covid-19. Il contributo è di € 1.000, a prescindere dal carico familiare.
I contributi di cui ai precedenti punti sono cumulabili tra loro. In tal caso l’iscritto concorrerà alle diverse graduatorie tenuto conto dei criteri di cui al presente disciplinare. Il contributo per decesso dell’agente iscritto, tuttavia, assorbe gli eventuali contributi eventualmente già erogati o richiesti per ricovero o per riduzione delle provvigioni; pertanto, l’erogazione straordinaria complessivamente erogata non potrà superare la somma di € 8.000.

L’assegnazione dei contributi avverrà sulla base di bandi quadrimestrali, secondo una graduatoria di reddito dal più basso al più alto. Le domande presentate per un bando e che risulteranno non beneficiarie del contributo economico (perché fuori graduatoria rispetto al budget assegnato al singolo bando) concorreranno d’ufficio ai bandi successivi. Gli iscritti riceveranno, quindi, apposita comunicazione sull’esito della loro domanda (“accolta” oppure “non accolta e inserita d’ufficio nel bando successivo” oppure “non accolta per documentazione insufficiente o non conforme”, all’esito del 1° e 2° bando, oppure “non accolta definitivamente”, all’esito del 3° bando).

La presentazione della domanda è effettuata con modalità differenti in relazione alla tipologia di contributo.

CONTRIBUTI ECONOMICI PER DECESSO

La domanda può essere presentata esclusivamente mediante invio a mezzo PEC del modulo di richiesta disponibile sul sito web www.enasarco.it (da non utilizzare e non valido per tutti gli altri casi) e dovrà essere accompagnata dalla seguente documentazione:
– Autocertificazione attestante il decesso dell’iscritto e lo svolgimento effettivo dell’attività di agenzia fino al momento del decesso;
– Certificazione medica attestante che il decesso è intervenuto a causa di affezione da virus Covid-19 (anche solo quale concausa).
La PEC dovrà essere inviata esclusivamente al seguente indirizzo: prestazioniassistenziali@pec.enasarco.it

CONTAGIO DA COVID-19

La domanda può essere presentata esclusivamente on-line mediante accesso all’apposita sezione riservata del sito www.enasarco.it e deve essere accompagnata dalla seguente documentazione:
– Certificazione medica attestante l’avvenuto contagio dell’iscritto da Covid-19;
– Modello Unico PF 2019 attestante per l’anno 2018 un reddito non superiore a € 40.000,00 o altra documentazione fiscale valida.

PROVVIGIONI FORTEMENTE RIDOTTE A CAUSA DELL’EPIDEMIA COVID-19

La domanda può essere presentata esclusivamente on-line mediante accesso all’apposita sezione riservata del sito www.enasarco.it e deve essere accompagnata dalla seguente documentazione:
– Modello Unico PF 2019 attestante per l’anno 2018 un reddito non superiore a € 40.000,00 o altra documentazione fiscale valida;
– Dichiarazione sostitutiva di atto notorio attestante una diminuzione delle provvigioni, nel trimestre di contribuzione antecedente la presentazione della domanda, superiore al 33% rispetto alle provvigioni percepite nello stesso trimestre dell’anno precedente.

Prestazioni Inps, i chiarimenti sulla sospensione dei termini decadenziali per le domande amministrative

A decorrere dal 23 febbraio e fino al 1° giugno 2020, è sospesa la decorrenza dei termini decadenziali per la presentazione delle domande di prestazioni previdenziali e di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto a dette prestazioni, nonchè per l’accettazione dei provvedimenti di ricongiunzione, riscatto e rendita vitalizia (Inps, circolare n. 50 del 4 aprile 2020)

Come noto, l’art. 34 del D.L. n. 18/2020 ha disposto, a decorrere dal 23 febbraio 2020 e sino al 1° giugno 2020, il decorso dei termini di decadenza e di prescrizione relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’Inps e dall’Inail. Orbene, i termini di decadenza sospesi sono sia quelli previsti dalle vigenti disposizioni di legge per la presentazione delle domande di prestazioni previdenziali e delle domande di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alle prestazioni, che quelli per l’esperimento dell’azione giudiziaria, ad esempio avverso la decisione di diniego del ricorso amministrativo o il silenzio-rigetto formatosi a  seguito dello spirare dei termini stabiliti per la pronuncia della decisione medesima (art. 47, D.P.R. n. 639/1970). A titolo esemplificativo e non esaustivo, rientrano nell’ambito di applicazione della norma in esame i termini di decadenza per la presentazione delle seguenti domande:
– riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alla pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. precoci (art. 1, co. 199 e ss., L. 11 dicembre 2016, n. 232), con scadenza originaria del termine al 1° marzo 2020;
– riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto all’indennità c.d. APE sociale (art. 1, commi 179 e ss., L. 11 dicembre 2016, n. 232), con scadenza del termine al 31 marzo 2020;
– riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alla pensione di inabilità per soggetti affetti da malattie, di origine professionale, derivanti da esposizione all’amianto (art. 1, commi 250 e 250 bis, L. 11 dicembre 2016, n. 232), in scadenza al 31 marzo 2020;
– riconoscimento dello svolgimento di attività lavorative particolarmente faticose e pesanti (D.Lgs. 21 aprile 2011, n. 67) in scadenza al 1° maggio 2020;
– pensionamento anticipato per i lavoratori del settore editoria (art. 37, co. 1, lett. a), L. 5 agosto 1981, n. 416);
– conferma dell’assegno ordinario di invalidità (art. 1, co. 7, L. 12 giugno 1984, n. 222).
Le domande di riconoscimento dei requisiti e delle condizioni per il diritto alla pensione anticipata in favore dei lavoratori c.d. precoci e all’APE sociale, presentate, rispettivamente, dopo il 1° marzo ed il 31 marzo 2020, purchè comunque entro il 1° giugno 2020, ai fini del monitoraggio degli oneri, si considerano presentate, rispettivamente, entro il 1° ed il 31 marzo. Di qui, fermo restando il termine previsto del 30 giugno 2020 per l’invio dell’esito delle domande presentate, rispettivamente, entro il 1° ed il 31 marzo, a seguito dell’inclusione nel c.d. primo scrutinio anche delle domande presentate oltre tali ultimi termini, l’invio dell’esito delle domande in argomento è effettuato anche successivamente alla predetta data, in considerazione del numero delle domande e dei tempi necessari per il completamento dell’istruttoria.
Con riferimento all’assegno ordinario di invalidità, esso è riconosciuto per un periodo di tre anni ed è confermabile per periodi della stessa durata, su domanda del titolare. La conferma dell’assegno ha effetto dalla data di scadenza, nel caso in cui la domanda sia presentata nel semestre antecedente tale data, oppure dal primo giorno del mese successivo a quello di presentazione della domanda, qualora la stessa venga inoltrata entro i centoventi giorni successivi alla scadenza suddetta. Le domande di conferma presentate oltre 120 giorni dalla scadenza sono considerate nuova domanda. Tanto premesso, la sospensione dei termini esplica effetti con riguardo alle domande di conferma i cui termini di presentazione ricadano nell’arco temporale intercorrente dal 23 febbraio al 1° giugno 2020, siano essi quelli relativi al semestre precedente la scadenza dell’assegno, siano essi quelli relativi al periodo di 120 giorni successivi alla stessa. In tali ipotesi, il differimento opera relativamente al periodo residuo del termine di presentazione della domanda rispetto a quello già trascorso al 23 febbraio 2020.
Peraltro, considerato lo stato emergenziale dichiarato dalle autorità pubbliche, nonchè la conseguente sospensione delle visite previdenziali medico legali, nelle more, il pagamento degli assegni di invalidità viene mantenuto provvisoriamente, ove sia stata presentata la domanda di conferma, salvo recupero degli importi indebiti, qualora gli accertamenti successivi si concludano con il giudizio di insussistenza del requisito di legge. In tale contesto, pertanto, l’interessato può comunque presentare la domanda di conferma, tenuto conto che sono attivi i consueti canali di comunicazione telematica con l’Istituto.
Nell’ipotesi suddetta, è disposta centralmente, a titolo provvisorio, l’emissione di un mandato aggiuntivo di importo pari al netto corrisposto nell’ultimo mese di validità dell’assegno. Ove l’assegno venga confermato, tale importo deve essere conguagliato, a cura delle Strutture territoriali, con gli arretrati derivanti dalla ricostituzione dell’assegno stesso. Restano salve le azioni di recupero nel caso di corresponsione di ratei eventualmente non dovuti.
Infine, anche i termini di decadenza per l’accettazione dei provvedimenti di ricongiunzione, riscatto e rendita vitalizia (art. 13, L. n. 1338/1962), che ricadono nel periodo compreso tra il 23 febbraio ed il 1° giugno 2020, sono sospesi. Pertanto, dal 2 giugno 2020 gli interessati sono rimessi nei predetti termini conservando il diritto alle condizioni dell’originale piano di ammortamento. La sospensione non opera con riferimento ai termini di decadenza per le accettazioni dei provvedimenti già decorsi alla data del 23 febbraio 2020, per le quali gli operatori delle Strutture territoriali devono procedere secondo le ordinarie disposizioni in materia.

I datori iscritti al FIS, fino a 15 dipendenti, possono accedere alla CIGD nelle Regioni del D.L. 9/2020

I datori di lavoro iscritti al FIS che occupavano fino a 15 dipendenti, che nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, interessate dal D.L. n. 9/2020, non potevano fruire dell’assegno ordinario e risultavano privi di tutela, possono accedere alla cassa integrazione in deroga, per il periodo massimo di un mese. Per i periodi non già coperti dalla prestazione in deroga autorizzata dalla Regione interessata, possono invece accedere alle prestazioni garantite dal FIS per il territorio nazionale (Inps, messaggio n. 1478 del 02 aprile 2020)

Tra le varie misure di sostegno per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, l’art. 13, co. 4, del D.L. n. 9 del 2 marzo 2020, ha esteso la platea dei datori di lavoro che possono accedere alle prestazioni garantite dal Fondo di integrazione salariale (FIS) alle aziende che occupano più di 5 dipendenti, limitatamente ai datori che hanno dovuto interrompere o ridurre l’attività produttiva per le unità produttive situate nei Comuni colpiti per primi dall’emergenza COVID-19, c.d.  “zone rosse” come individuate nell’Allegato 1 del D.P.C.M. del 1° marzo 2020:
1) nella Regione Lombardia:

– Bertonico;
– Casalpusterlengo;
– Castelgerundo;
– Castiglione D’Adda;
– Codogno;
– Fombio;
– Maleo;
– San Fiorano;
– Somaglia;
– Terranova dei Passerini.
2) nella Regione Veneto:
– Vò.
La previsione, peraltro, si applica anche alle unità produttive collocate al di fuori dei predetti Comuni, ma con esclusivo riferimento a quei lavoratori che, essendo residenti o domiciliati nei Comuni medesimi, non possano in alcun modo prestare la propria attività lavorativa, purché risultino alle dipendenze dell’azienda richiedente la prestazione alla data del 23 febbraio 2020.
Il successivo art. 17, co, 1, del citato D.L. n. 9/2020, ha previsto poi che le Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, con riferimento ai datori di lavoro del settore privato, compreso quello agricolo, con unità produttive ivi situate, nonché ai datori di lavoro che non hanno sede legale o unità produttiva od operativa in dette Regioni, limitatamente ai lavoratori residenti o domiciliati nelle predette Regioni, per i quali non trovino applicazione le tutele previste dalle vigenti disposizioni in materia di sospensione o riduzione di orario in costanza di rapporto di lavoro, possono riconoscere trattamenti di cassa integrazione salariale in deroga, per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di un mese, limitatamente ai lavoratori già in forza alla data del 23 febbraio 2020.
Infine, l’art. 19 del D.L.n. 18 del 17 marzo 2020, con il quale sono state emanate ulteriori norme speciali in materia di trattamento Cigo, assegno ordinario e Cigd, a valere sul territorio nazionale, ha esteso la possibilità di fruire della di assegno ordinario, con causale “COVID-19 nazionale”, anche ai lavoratori dipendenti presso datori di lavoro iscritti al Fondo di integrazione salariale (FIS) che occupano mediamente più di 5 dipendenti.
Orbene, per il periodo di copertura previsto dal D.L. n. 9/2020, i datori di lavoro iscritti al FIS che occupavano fino a 15 dipendenti, salvo che per le “zone rosse” dei Comuni individuati dal D.P.C.M. (art. 13, D.L. n. 9/2020), non potevano accedere all’assegno ordinario e risultavano privi di una tutela che li garantisse dalla sospensione o riduzione di orario per eventi oggettivamente non evitabili. Così, nelle Regioni Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna, interessate dal D.L. n. 9/2020, molti datori di lavoro iscritti al FIS con meno di 15 dipendenti hanno presentato domanda di accesso alla cassa integrazione in deroga alle suddette Regioni.
Pertanto, ad integrazione delle indicazioni di prassi già emanate (Inps, circolare n. 47/2020), su espressa indicazione del Ministero del lavoro e delle politiche sociali, per tali datori di lavoro, le domande presentate alle citate Regioni si considerano accoglibili per il periodo massimo concedibile (un mese) (art. 17, D.L. n. 9/2020). Le Regioni interessate, previa verifica del periodo di copertura della domanda, sono tenute ad inviare alla Direzione regionale dell’Inps di competenza il decreto con le modalità usuali, indicando esclusivamente il numero convenzionale “33192”, congiuntamente all’elenco di tali domande per consentire il pagamento della prestazione richiesta.
Evidentemente, i datori di lavoro così individuati potranno accedere alle prestazioni garantite dal FIS per il territorio nazionale (art. 19, D.L. n. 18/2020) esclusivamente per periodi che non risultano già coperti dalla prestazione in deroga autorizzata dalla Regione.

ENPACL proroga i versamenti contributivi 2020

In relazione allo stato di emergenza che interessa l’intero territorio nazionale, il Consiglio di Amministrazione dell’ENPACL ha adottato specifiche misure per consentire ai consulenti del lavoro di fronteggiare la situazione determinata dalla crisi epidemiologica. In particolare, sono stati sospesi i versamenti contributivi, con la possibilità di effettuarli negli ultimi quattro mesi del 2020.

In prima istanza, quando ancora lo stato di emergenza non era esteso a tutto il territorio nazionale, l’ENPACL ha disposto la sospensione dei versamenti contributivi fino al 31 dicembre 2020 per i Consulenti del Lavoro aventi residenza, domicilio o sede operativa in uno dei Comuni della “zona rossa” individuati dall’allegato 1 al dpcm 1° marzo 2020:
1) nella Regione Lombardia:
– Bertonico;
– Casalpusterlengo;
– Castelgerundo;
– Castiglione D’Adda;
– Codogno;
– Fombio;
– Maleo;
– San Fiorano;
– Somaglia;
– Terranova dei Passerini.
2) nella Regione Veneto:
– Vò.
In seguito all’ampliamento dello stato di emergenza, l’ENPACL ha disposto la sospensione della contribuzione obbligatoria di competenza dell’anno 2020 per i Consulenti del Lavoro di tutta Italia, concentrando i versamenti nell’ultimo quadrimestre 2020 a partire dal 16 settembre 2020.
Dunque, devono ritenersi cancellate le ordinarie scadenze di versamento, a decorrere da quella del 16 aprile 2020.
Tuttavia, durante tale periodo, resta la facoltà di effettuare versamenti spontanei in acconto della contribuzione obbligatoria 2020, senza vincoli di importo e date, e senza di specificare la tipologia di contributo (soggettivo o integrativo). I versamenti in acconto possono essere effettuati fino al 16 agosto 2020 (compreso) accedendo alla propria area riservata dei Servizi Enpacl on line, attraverso la funzione “Contribuzione – Versamenti in acconto”. In caso di opzione per il versamento tramite modello F24, in sede di compilazione della sezione “Altri enti previdenziali e assicurativi” devono essere indicati i seguenti dati:
– Codice ente (0006);
– Causale contributo (E053);
– Periodo di riferimento (da 01/2020 a 08/2020);
– Importi a debito versati (a piacere).
Dal 17 agosto 2020 in poi i versamenti spontanei in acconto non saranno più possibili.
In fase di dichiarazione contributiva annuale, da presentare entro il 16 settembre 2020, si dovrà specificare la tipologia di contributi (soggettivi o integrativi) a cui imputare i versamenti spontanei effettuati in acconto.

Oltre alla sospensione della contribuzione obbligatoria 2020, l’ENPACL ha previsto le seguenti misure di sostegno:
– la sospensione fino al mese di settembre 2020 di tutte le rateazioni in corso, per riscatto, ricongiunzione e per contribuzioni pregresse;
– una copertura collettiva in caso di decesso per tutti gli iscritti con età inferiore a 75 anni, con decorrenza 1° aprile 2020 e senza oneri per gli interessati;
– l’accesso al credito con finanziamenti di importo fino al 20% del volume d’affari dichiarato all’Ente nel 2019, nel limite di 50.000 euro, ad un tasso agevolato per fronteggiare la crisi di liquidità;
– l’erogazione (con procedura d’urgenza) di una somma pari a 3.000 euro per i consulenti del lavoro che si trovano in quarantena o isolamento su disposizione delle Autorità sanitarie;
– l’erogazione di un sussidio pari a 10.000 euro in caso di ricovero in strutture ospedaliere.

CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIA 2020 IN SINTESI

Contributo soggettivo È dovuto dai Consulenti del Lavoro iscritti all’Ente, compresi i pensionati iscritti.
È calcolato applicando la percentuale del 12% al reddito professionale prodotto in forma individuale o associata nell’anno 2019. La percentuale è del 6% per i neo iscritti under 35 e i pensionati iscritti.
Il contributo soggettivo minimo deve essere corrisposto in 4 rate: 16 settembre 2020, 16 ottobre 2020, 16 novembre 2020 e 16 dicembre 2020.
Contributo integrativo È calcolato applicando la percentuale del 4% su tutti i compensi rientranti nel volume d’affari ai fini IVA. Il versamento deve essere effettuato indipendentemente dall’effettivo pagamento eseguito dal debitore. È comunque dovuto un contributo integrativo minimo da corrispondere entro il 16 settembre 2020.
Contributo di maternità È versato con la rata in scadenza il 16 settembre 2020. 
Dichiarazione obbligatoria e versamento Entro il 16 settembre 2020, tutti i Consulenti del Lavoro che risultino iscritti, anche per frazione d’anno all’Albo professionale, devono comunicare all’Ente, esclusivamente in via telematica, l’ammontare del reddito professionale e del volume d’affari ai fini IVA, conseguito e prodotto nell’anno 2019 nonché versare il contributo soggettivo (12% o 6% del reddito professionale, detratto il minimo) e il contributo integrativo. Tale versamento può essere effettuato in unica soluzione ovvero a rate (da due a quattro) con scadenza il 16 settembre 2020, 16 ottobre 2020, 16 novembre 2020 e 16 dicembre 2020.
Modalità di versamento Per il versamento sono previste due modalità alternative (valide anche per i versamenti spontanei in acconto):
pagoPA: la procedura rilascia un avviso di pagamento che può essere pagato sia attraverso la funzione nell’area riservata di Enpacl on line oppure attraverso i canali sia fisici che online di banche e altri Prestatori di Servizi di Pagamento (PSP), come ad esempio:
a) presso le agenzie della banca;
b) tramite home banking;
c) presso gli sportelli ATM abilitati delle banche;
d) presso i punti vendita di SISAL, Lottomatica e Banca 5;
e) presso gli Uffici Postali.

modello F24: la procedura rilascia il modello F24 ordinario precompilato, che può essere pagato online utilizzando la Enpacl Card oppure attraverso i canali ordinari.

NUOVO CALENDARIO CONTRIBUZIONE OBBLIGATORIA 2020

16 settembre 2020

16 ottobre 2020

16 novembre 2020

16 dicembre 2020

– presentazione dichiarazione obbligatoria anno 2019;

– versamento contributi (soggettivo e oggettivo): 100% o 1^ rata;

– versamento contributo maternità: 100%.

versamento contributi (soggettivo e oggettivo): 2^ rata. versamento contributi (soggettivo e oggettivo): 3^ rata. versamento contributi (soggettivo e oggettivo): 4^ rata.