Attuazione del Bonus una tantum edicole


Definite le disposizioni applicative in materia di contributo una tantum a favore delle persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione previsto dal Decreto Rilancio (D.P.C.M. 03 agosto 2020).

Il Decreto Rilancio ha previsto un contributo una tantum fino a 500 euro alle persone fisiche esercenti punti vendita esclusivi per la rivendita di giornali e riviste, non titolari di redditi da lavoro dipendente o pensione, a titolo di sostegno economico per gli oneri straordinari sostenuti per lo svolgimento dell’attività durante l’emergenza sanitaria connessa alla diffusione del COVID-19.


Per accedere al suddetto requisito è necessario:


– l’esercizio dell’attività di rivendita esclusiva di giornali e riviste, con l’indicazione nel registro delle imprese del codice di classificazione ATECO 47.62.10, quale codice di attività primario, con sede legale in uno Stato dell’unione europea o nello Spazio economico europeo (l’attività può essere esercitata da persona fisica in forma di impresa individuale, ovvero da persona fìsica quale socio titolare dell’attività nell’ambito di società di persone);


– non essere titolare di redditi da lavoro dipendente o redditi da pensione.


Per accedere al contributo deve essere presentata apposita domanda, per via telematica, al Dipartimento per l’informazione e l’editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri, attraverso la procedura disponibile nell’area riservata del portale www.impresainunsiorno. gov. it.


La domanda deve essere inviata dal 1° al 30 ottobre 2020 e deve includere apposita dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà redatta e sottoscritta attraverso la suddetta procedura telematica, attestante il possesso di ognuno dei requisiti richiesti, nonché gli estremi del conto corrente intestato al beneficiario.


Il contributo, spettante fino a 500 euro, viene erogato mediante accredito sul conto corrente intestato al beneficiario e non concorre alla formazione del reddito.


Viene revocato qualora, il Dipartimento per l’informazione e l’editoria, a seguito dei controlli effettuati, accerti l’insussistenza di uno o più dei requisiti previsti, ovvero nel caso in cui risultino false le dichiarazioni rese.